giovedì 23 novembre 2023

Resoconto della presentazione milanese del libro “Woodstock-Ricordi, aneddoti, sentimenti diffusi”-(19-11-23)

 


Dopo la presentazione di Alessandria servono solo 24 ore per arrivare all’incontro successivo di Milano. Sto parlando ovviamente del libro “Woodstock-Ricordi, aneddoti, sentimenti diffusi", di Pintelli/Enrile/De Negri.

La location è inusuale se si pensa che la proposizione dei contenuti di un libro non può prescindere da un rigoroso silenzio e dall’interazione con le persone presenti, ma essendo l’argomento musicale e specifico, regna l’ottimismo.

Al Tempio D’Oro è un pub, e quindi la situazione presentava potenziali pregi e naturali difetti. Lo spazio disponibile si è dimostrato positivo, così come la possibilità di suonare a piacimento, mischiando le carte e chi le gioca.

Quando arrivo sul posto sono le 17,30 e la “sezione musica” è già al lavoro, cosa relativamente semplice visto che i musicisti sono tutti del luogo.

Facciamo un passo indietro e fermiamo il tempo alla metà di ottobre, quando gli amici Rossana e Gianfranco, clienti del locale, creavano le basi per una nuova presentazione.

Avendo sul posto loro e l’amico Mario Eugenio Cominotti - musicista - ho usufruito della loro disponibilità per avere la solita intermediazione nel corso dell’evento, e così Mario ha dovuto fare il “bravo presentatore” e, nel progetto generale, si è occupato anche della parte organizzativa e sonora. Senza dimenticare la moglie Alice che ci ha poi regalato il fotoreportage della serata (https://athosenrile.blogspot.com/2023/11/reportage-fotografico-di-alice-bellati.html).

Dell’evento avevo informato i due italiani presenti a Woodstock, essendo entrambi della zona, e mentre Lucio Salvini ha dovuto rifiutare per impegni personali, Simon Luca è parso subito ben disposto, tanto che dopo un paio di giorni mi ha chiesto come avrei visto la serata con un trio di giovani dediti alla musica dei loro genitori, scoprendo successivamente che uno dei ragazzi era proprio suo figlio. Cosa c’era da discutere? Certo che sì, e ho informato Mario che ha afferrato al volo l’occasione per chiudere il cerchio e realizzare/progettare/improvvisare un set musicale variegato.

La mia esigenza nel corso degli incontri è quella di avere 4 pezzi distribuiti nell’arco di 90 minuti e tutti i brani devono essere stati performati nel corso del festival. Tutto questo è stato rispettato ma, avendo la disponibilità di Maurizio, il gestore del pub, e il tempo dalla nostra parte, ci si è allargati con musica diversa ma sempre dell’epoca.

Chi ha partecipato? Chi è “salito sul palco”?

Partiamo dal trio, i giovani Golden Hind (basso/voce, batteria e chitarra), un trio pazzesco che mi ha stupito per energia e capacità di rileggere standard musicali codificati.

A seguire Mario Eugenio Cominotti (flauto, armonica e voce), Johnny Dessì (chitarra, una persona incredibile, uscita poche ora prima dall’ospedale ma vogliosa comunque di essere presente) e Simon Luca, che ha voluto dare il suo tocco musicale in copia col figlio Tiziano, oltre ad illuminare i presenti su quale fosse l’atmosfera in quei giorni e in quei luoghi. E anche lo scrivente ha fornito il suo contributo simbolico.

Che tipo di musica è venuta fuori?


I pezzi dedicati al festival sono stati:

-L’iniziale “Find the cost of freedom” di C.S.N.Y. (Athos e Mario).

- “Hey Joe” (Hendrix), “Proud Mary” (CCR), “Feeling Alright “(Cocker) e “My generation” (The Who) proposte dai Golden Hind.

Per una chiusura ideale è arrivata “With a little help from my friends” (Cocker), presentata dai musicisti al completo.

E poi cose più specifiche, come il duetto padre figlio tra Simon Luca e Tiziano per un tris tutto CSNY (“Teach Your Children”, “Helplessly Hoping” e “Love the One You're With”).

Buona parte della parte musicale è fruibile nel video a seguire...

Da segnalare la totale diretta facebook indirizzata al “Museo del Prog” di Andrea Schubert, un modello virtuale visitabile al seguente link:

 https://athosenrile.blogspot.com/2023/11/museo-virtuale-del-prog-intervista.html

Onestamente penso che una esposizione di un libro comune, qualunque fosse stato il genere, sarebbe risultata impossibile, ma la formula impostata - modellata da una certa predisposizione all’improvvisazione dimostrata dai “protagonisti” - abbia dimostrato che le passioni forti e una certa rigorosità di comportamenti possano far superare qualsiasi difficoltà.

Al di là dei talenti in gioco, dei contenuti sociali/culturali/letterari, mettendo un attimo da parte il grande impegno di tutti i partecipanti, e dovendo tirare le somme sottolineando i cardini della serata, metterei in evidenzia due cose:

-La bellezza dell’incontro di generazioni diverse ma unite dalla musica, quella creata oltre mezzo secolo fa, che dei ventenni sono riusciti a far propria, ma di più, l’hanno modificata secondo un modello personale. E per un attimo si è ricreata la magia del festival.

Vedere Simon Luca duettare con il figlio, come fossero due coetanei mi ha emozionato, e ho cercato di "intromettermi" per fare parte anche io di quel momento magico.

-La valenza dell’intervento di Simon Luca. Lui era sul posto in quei giorni. Come ci arrivò? Fortuna? Programmazione? Casualità? Nel video a seguire è possibile venire a conoscenze di quei dettagli, un'occasione unica per comprendere come sono andate le cose, almeno secondo chi ha potuto vedere con i propri occhi.

Non meno bella la lettura finale di Maura, il manager di famiglia, che ha saputo, nonostante il brusio di sottofondo, raccontare con la giusta enfasi il viaggio senza fine di due vecchi hippies.

Ecco il suo intervento dopo uno stralcio di chiacchierata Athos/Mario

Una bella festa che mi ha permesso, ad esempio, di ritrovare dopo tanto tempo l'amico Marco, con cui ho condiviso storie fanciullesche! Ho visto gente soddisfatta e sorridente, e per provare momenti sereni in queste situazioni non è necessario essere esperti di musica.

Il viaggio continua, la gente apprezza e ciò motiva a trovare nuove soluzioni.

Il nuovo libro su Woodstock rappresenta un’ottima occasione per riunire anime sensibili e trovare il mood giusto per lasciarsi andare, non troppo, ma abbastanza!

E se fossimo in estate, ne sono certo, una pozza entro cui tuffarci potremmo anche trovarla!