venerdì 13 ottobre 2023

PACHA / PÖRSTI: SEA OF MIRRORS


 

PACHA / PÖRSTI: SEA OF MIRRORS

CD-Seacrest Oy – 2023

 

In un mondo in cui etichettare “il prodotto” appare la norma - a volte una necessità che porta ad un minimo di selezione preventiva - usare definizioni musicali conosciute per un disco come “Sea of mirrors” si giustifica solo come una sorta di facilitazione per un possibile nuovo ascoltatore curioso, indirizzato all’acquisto dall’incasellamento ortodosso.

Proviamo ad immaginare che non esistano i generi e che ciò che sta per iniziare è un viaggio da sogno, capace di sollecitare tutti i nostri sensi. Certo, i pregiudizi lasciamoli fuori dal ragionamento!

Ho già scritto a più riprese che la musica del mondo allargato dei “The Samurai of Prog” può regalare enormi soddisfazioni, e questo secondo spin-off targato PACHA AND PÖRSTI (il primo si intitolava “Views from the inner world”) ne è una ulteriore prova.

Sintetizziamo, Kimmo Pörsti é un musicista (batterista e oltre) che è costola da sempre dei “Samurai”, mentre Rafael Pacha è un altro musicista di lungo corso, spagnolo, che ho imparato a conoscere attraverso le sue collaborazioni con la multinazionale del prog finlandese. Un finlandese ed uno spagnolo, culture differenti unite dalla musica.

Nel loro modus operandi esiste l’idea di base, da condividere con i collaboratori di turno, il tutto rigorosamente in formato “studio”, perché le distanze tra i vari musicisti non consentono live, e il risultato è ai miei occhi sempre sorprendente, essendo il compendio di tanti stili, idee, e linee musicali che, proprio per la loro varietà inseriamo comodamente nel mondo prog.

E poi esistono le immagini, la cura maniacale del formato fisico, tanto che i loro CD sono quelli che più si avvicinano al piacere tattile e visivo del vinile.

Anche in questa occasione le caratteristiche sono ben salde, ma per entrare meglio nel progetto specifico mi sono rivolto ai due compositori e a seguire propongo il loro icastico pensiero attraverso una lunga intervista.

Sono 10 le tracce per oltre un’ora di musica, e il mondo marino viene utilizzato per esaltare spiritualità e visione metafisica, stimolando le possibilità multisensoriali dell’essere umano.

Di fatto immagini e musica si fondono e utilizzano ogni mezzo per esaltare il folk che fa parte di ogni cultura, elettrificandolo o fornendo una patina classica attraverso melodie e armonie sublimi, il tutto suggellato da interventi vocali - contenuti e ad appannaggio di una sezione vocale femminile tutta di stampo “Pörsti” (Laura e Paula) - e trame ad ampio respiro.

Il mare suscita sentimenti contrastanti, tra gioia, stupore e paura, e tutto ciò viene rappresentato in questo caso dalla musica, che diventa poesia, persino razionalità.

Un album più votato agli aspetti sonori, con la voce che spesso si trasforma in vero e proprio strumento aggiunto, integrandosi nel contesto sonoro.

Non entro nei dettagli della singola traccia perché l’ascolto mi ha portato a considerare il tutto come un unico percorso carico di varianti, di serpentine che si muovono autonomamente sino al ritrovamento dell’obiettivo da perseguire, e nel corso del viaggio le sorprese non mancheranno, come dimostra il sunto che propongo a seguire:



Un enorme piacere di ascolto, un album per tutti i gusti, senza paletti e muri generazionali.

 

I brani

1. Sailor's Tale (7:08)

2. Diving into Infinity (6:27)

3. Tara's Joy in the Beach (4:19)

4. The Island of Lotus-eaters (5:24)

5. Charybdis (3:59)

6. Sea of Mirrors (5:07)

7. Fascination (9:09)

8. Lead, Silver and Gold (Song for Cadiz) (5:56)

9. Shipwreck (7:22)

10. House of the Light (5:31)

a) Sailing Scared

b) Afraid of Drowning

c) New Path 

Totale 60:22

 

Formazione

- Kimmo Pörsti / batteria, percussioni, tastiere, basso, chitarra acustica

- Rafael Pacha /chitarra elettrica e acustica, basso, tastiere, lira, mandolino, viola da gamba, violino elettrico, melodica


Con:

- Marek Arnold / sax

- Alessandro Di Benedetti / piano

- Olli Jaakkola / flauto, fluto basso, oboe, sax

- Laura Pörsti / voce

- Paula Pörsti / voce

- Alejandro Suarez / voce

- Jan-Olof Strandberg / basso

 


LA CHIACCHIERATA


"Sea of mirror" è il secondo album che proponi insieme a Rafael Pacha: che tipo di collaborazione è la tua, rispetto a quella che ti lega ai progetti dei “Samurai”?

K: In effetti è molto diverso dalle produzioni con The Samurai of Prog. Come sai, in TSOP siamo fortunati ad avere con noi fantastici compositori che lavorano pensando ad un obiettivo comune. Dopo aver impostato un nuovo progetto e le sue linee guida, accade spesso che, quando i compositori inviano le loro composizioni per l'approvazione, le canzoni e persino gli arrangiamenti siano già molto sviluppati. A volte suggeriamo alcuni cambiamenti importanti, ma spesso non è necessario, quindi, ci concentriamo principalmente sul dare il nostro "marchio" e "Samuraizzare" le canzoni. Uno dei motivi per cui ho iniziato a fare album da solista dopo 23 anni di pausa è che ho pensato che forse fosse il canale migliore per le mie composizioni. Inoltre, mi ha anche dato più libertà di esplorare alcuni generi poco al di fuori del prog. Già con "Wayfarer" Rafael ha avuto un ruolo importante portando molti elementi meravigliosi alle mie canzoni.  Con "Past & Present" la collaborazione si è sviluppata ulteriormente e Rafael mi ha aiutato a finire molte delle mie canzoni. Ha infatti un vero talento nel "finalizzare" ciò che creo, aggiungendo elementi a cui non avevo nemmeno pensato. Quindi, quando è stato il momento di prendere in considerazione un altro album solista, mi è sembrato naturale fare un ulteriore passo avanti e fare un album di Pacha & Pörsti invece di un album solista. La cooperazione funziona bene ed è sicuramente reciproca; ricevo spesso commenti su come trarre il meglio dalle grandi canzoni di Rafael, ma forse più dal punto di vista produttivo che da quello della composizione. Quindi, per rispondere finalmente alla tua domanda, immagino che la più grande differenza sia la stretta collaborazione durante lo sviluppo delle canzoni: a volte ci può essere solo una bozza e poi noi due iniziamo a svilupparla insieme per raggiungere la forma finale.   

Di cosa parla "Sea of mirrors"? Qual è il messaggio che propone?

R: In "Sea of Mirrors" c’è l'osservazione della percezione di sé, o l'uso dei nostri sensi limitati (adattati dall'evoluzione a un ambiente 3D). Voglio dire, osservare il "Mare di Specchi" significa ridurre l'osservazione generale a frammenti. Quando guardiamo un tramonto al mare, ad esempio, vediamo una scia di luce sull'acqua, ma se riduciamo il campo visivo, vedremo piccoli riflessi speculari, di forme diverse, ma che compongono la scia di luce. È anche un gioco di parole tipico dell'Occidente, che porta a similitudini, come il concetto di "speculazione", moltiplicando il valore di qualcosa attraverso gli specchi (Mirror=Speculum). Cioè, il Mare è tutto, e ciò che percepiamo, sono gli Specchi.

K: In effetti, avevamo già finito la canzone intitolata "Sea of Mirrors" quando abbiamo visto una bozza della copertina negli archivi di Kimmo Heikkilä – l'aveva fatto alcuni anni fa. Ce ne siamo subito innamorati e abbiamo insistito con lui per poter usare quell'idea. Quindi Kimmo Heikkilä lo ha sviluppato un po’ di più.

Come è legato all'album precedente, "Views from the inner world"? C'è una continuazione concettuale?

K: Forse non così rigoroso... per me il mare in tempesta (soprattutto nell'opera d'arte) rappresenta qualcosa di misterioso o minaccioso, non necessariamente cattivo ma comunque un po' spaventoso. E il Faro che lotta per dare luce fornisce il riflesso della speranza a tutta quell'oscurità.

R: "Opinioni..." parla dell'analisi interna di quella realtà frammentata. Quando, dopo aver osservato la realtà, affrontiamo il suo significato guardando nel nostro mondo interiore.

Ci sono cambiamenti significativi in questo ultimo lavoro da un punto di vista puramente musicale?

R: Quando lavoriamo, quando componiamo, la Musica appare semplicemente, e ci occupiamo solo di portarla nel miglior modo possibile nel mondo reale. Ogni canzone ha la sua entità e il suo concetto.

K: Sono pienamente d'accordo con Rafael. Tuttavia, ora, guardando indietro, penserei che, sebbene ci siano molti elementi simili in entrambi gli album, nel suo complesso “Sea of Mirrors” è forse un album un po 'più "oscuro". Naturalmente ha anche qualcosa a che fare con ciò che sta accadendo nel mondo oggi. Ho cercato di respingere le influenze dei King Crimson di Rafael, ma ora era il momento di lasciarle uscire e brillare! Quindi forse “Shipwreck” e anche “Charybdis” sono qualcosa di nuovo per noi. E insieme ai toni "più morbidi" si spera che creino un'entità interessante.

Come è avvenuta la scelta dei collaboratori?

K: Di solito lavoriamo sulla canzone partendo da sufficientemente lontano e poi iniziamo a considerare e discutere chi sarebbe quello che dovrebbe completarla con la voce, ad esempio. Poiché collaboriamo da tempo con Alessandro di Benedetti e Marek Arnold, ci sembrava naturale chiedere a loro - conoscendo i loro talenti. Lo stesso vale anche per Jan-Olof Strandberg e Olli Jaakkola – dato che ho già lavorato con loro dal primo album di Paidarion nel 2009. Alejandro è un musicista professionista spagnolo e un amico di Rafael e la sua voce era perfetta per la canzone "Fascination". Per il resto abbiamo solo voci femminili, e ho diviso il compito tra Laura e Paula pensando allo stile delle loro voci. 

È possibile ipotizzare una versione live di questo nuovo progetto?

K: Al momento non abbiamo piani precisi, ma nel profondo della mia mente ho preso in considerazione diverse opzioni: naturalmente la musica è sempre nella sua forma migliore quando viene presentata dal vivo!

In tutti gli album di Samurai c'è una cura molto importante per gli aspetti grafici. Anche nei tuoi progetti personali (e in quelli di Marco Bernard) succede la stessa cosa: cosa pensi in generale degli aspetti visivi legati alla musica?

R: La percezione dell'immagine è essenziale per innescare l'ispirazione musicale. Non a caso il principale senso umano è la vista. Le immagini servono a spiegare ciò che l'autore sente, in modo che la comunicazione con l'ascoltatore sia il più completa possibile, e in questo caso, Kimmo Heikkilä ha avuto le mani libere per aiutarci a spiegare visivamente il significato e l'atmosfera delle canzoni, e in modo magistrale. Lo stesso vale per un altro maestro, Ed Unitsky.

K: Sono sicuro che ti sei reso conto che in tutte le pubblicazioni di Seacrest Oy dedichiamo molto tempo e sforzi alle copertine e agli artwork così come alla musica. Puoi chiamarmi antiquato, ma per me è una questione di un'unica entità: musica e arte visiva combinate. E nel migliore scenario possibile entrambi si completano a vicenda. Poiché Kimmo Heikkilä ha trovato così bene il "cuore" della nostra musica, abbiamo voluto dare molto spazio alle sue opere d'arte e ridurre al minimo la quantità di testo – facendo crescere il libretto in 36 pagine!