domenica 24 maggio 2020

Pillole di Mick Taylor e un video storico... indimenticabile...


Terzo guitar hero (dopo Eric Clapton e Peter Green) a uscire dai Bluesbreakers di John Mayall, Mick Taylor (Hertfordshire, 1948) partecipa a dischi importanti, come Crusade, Bare Wires e Blues From Laurel Canion, palesando uno stile preso da Albert King e Freddie King.

Nel 1969 lascia Mayall per sostituire Brian Jones nei Rolling Stones, e con lui le Pietre Rotolanti diventano “la più grande rock ‘n’ roll band del mondo”, quella di album leggendari come "Sticky Fingers" e "Exile On Main Street", capolavori che hanno fatto la storia del rock. Sono proprio i suoi assoli di chitarra e di slide, così carichi di intensità e di lirismo, a conferire forma alla faccia più blues e “americana” del gruppo.

Lasciati gli Stones dopo un quinquennio di vita spericolata e grande musica, a metà degli anni ’70 Taylor intraprende una carriera solista, fatta più di bassi che di alti, a conferma della sua significativa statura di chitarrista, ma anche di un livello più ordinario in veste di autore e cantante.

Meritano di essere ricordati, oltre a un paio di album dal vivo ("Stranger In This Town" e "Live At 14 Below") che ne tengono in vita il nome, anche la sua presenza in "Apolitical Blues", con i Little Feat di "Waiting For Columbus", e la collaborazione con la frontgirl dei Textones, Carla Olson.

Tratto da “Rock Blues”, di Mauro Zambellini

Il primo concerto con i Rolling Stones