lunedì 20 settembre 2021

Kimmo Pörsti-“Past and Present”


Kimmo Pörsti-“Past and Present”

Seacrest Oy 2021

 

Un anno e mezzo fa, in questo spazio, commentavo “Wayfarer”, un album di Kimmo Pörsti che arrivava a distanza di 23 anni dall’esordio.

Il nome di Kimmo, per chi non lo conoscesse, è legato a doppia mandata ai The Samurai Of Prog, band di cui è batterista.

Il suo impegno, sia quello solista che assieme ai Samurai, appare incessante e in continua evoluzione, una marea musicale che avvolge costantemente gli appassionati della musica progressiva.

Anche in questo caso il contenitore proposto è gioia pura per gli amanti del genere, ma penso che il gradimento potrebbe diventare trasversale se l’approccio arrivasse senza pregiudizio: il mix tra classico e rock può essere affasciante, qualunque sia l’età di chi decide di tentare un nuovo corso, lontano dalle imposizioni dei media.

Il terzo progetto solista di Kimmo si intitola “Past and Present”, ad indicare una dicotomia tra brani realizzati nel passato (5 canzoni create tra il 2004 e il 2016, alcune completamente riarrangiate) e altri nuovi, composti da Kimmo e Rafael Pacha (uno è di Jari Riitala).

Nonostante il notevole salto temporale compositivo, l’anima dell’album presenta grande omogeneità e segni caratteristici inconfondibili, che evidenziano un prog sinfonico, dove gli aspetti strumentali superano la necessità dell’uso della lirica, con l’introduzione di elementi folk e cura dei dettagli.

Provo a commentare le singole tracce, cercando di fornire utili indicazioni per l’ascoltatore.

Si parte con “Awakening” (2:10), con la musica di Kimmo e gli arrangiamenti di Pacha.

Un meraviglioso e contenuto “risveglio” che vede i due autori protagonisti come unici strumentisti, in bilico tra modus acustico e sognante viaggio elettrico.

Non sempre servono le parole per documentare un attimo magico… le chitarre e le percussioni sono ottimi sostitutivi, se usate sapientemente.

A seguire “At Lombardy Convent” (8:40), uno dei brani del passato, scritto da David Myers.

Fu inserito nel “Decameron III” (4 CD Box) ma privo di parti percussive. Quando Kimmo provò ad aggiungere la batteria rimase sorpreso della resa e chiese all’ex tastierista dei The Musical Box il benestare per poter scrivere una versione che comprendesse la parte ritmica; è arrivata così una nuova rielaborazione del tastierista e compositore e a quel punto sono state aggiunte le parti di Pörsti e Kari Riihimäki.

È il brano più lungo, una mini-suite che oltre ai musicisti citati (tutta la sezione ritmica registrata da Kimmo, le chitarre elettriche di Riihimäki e le tastiere e la chitarra classica di Myers) vede la partecipazione di un ensemble “classico” formato da Cathy Anderson al violoncello, Sara Traficante al flauto e Christine Chesebrough al violino.

Uno strumentale meraviglioso che non ha bisogno di molti ascolti per essere afferrato: sonorità immaginifiche che scuotono cuore e memoria e permettono di viaggiare e sognare ad occhi aperti.

Il terzo episodio si intitola “Changewinds” (5:40), il primo cantato che mette in evidenza le competenze del vocalist Carlos Espejo.

Brano creato dalla solita coppia Pörsti/Pacha con l’ausilio scritturale di Dan Schamber, tutti coinvolti strumentalmente all’interno del pezzo. Importante l’ausilio del resto della famiglia “Pörsti” (Hanna al flauto e Paula ai cori).

Brano più tendente al rock, ritmato ma con cambi frequenti di atmosfere, una piena libertà “prog” che permette di spaziare senza mai cadere nel più semplice pop.

E si arriva a “Fused” (5:04), musica di Jari Riitala, che si propone con i suoi strumenti di riferimento (chitarre, tastiere, basso) unitamente alla batteria di Kimmo.

Un deciso cambio di passo verso i sentieri del funk, privilegiando un percorso che profuma di virtuosismo e improvvisazione da palco, e la dinamicità prende il sopravvento sulla linea melodica.

Sorrow and Recovery” (6:26) è attribuita al solo Kimmo Pörsti; a completare la sezione ritmica il “Samurai” Marco Bernard, il solito Pacha alle chitarre, Hanna Pörsti al faluto e Ton Scherpenzeel al Synth.

Differenti strumenti conducono la danza, mentre il sentiero sonoro passa dall’estrema serenità alla nervosità dei tempi composti, delineando i diversi stati d’animo che alimentano i percorsi di vita.

E arriviamo ad un'altra traccia del passato, “Dance of the mistress” (5:05) che appariva in “Woodlands”, secondo album dei Mist Season (2006) in cui Kimmo militava.

Nomi usuali per quanto riguarda gli aspetti creativi e oltre ai “soliti due” troviamo Ton Scherpenzeel alle tastiere e Jan-Olof Strandberg al basso.

Nell’occasione la musica progressiva si sposa alla tradizione popolare e al folk, un balletto rock tra natura e paesaggi incontaminati, un tragitto ad ampio respiro che regala serenità e idee positive.

Darker Places” (5:47) è l’altro cantato e vede nuovamente al lavoro Dan Schamber, che si occupa del testo e della sua proposizione vocale.

Nell’episodio entrano in gioco nuovi protagonisti: la tromba di Marc Papeghin e i sax di Marek Arnold.

Sezione ritmica affidata ancora a Pörsti e Jan-Olof Strandberg, organo per Ton Scherpenzeel e chitarre affidate e Pacha.

Vero tuffo nei seventies, versante psichedelico e canterburiano, con la magnifica voce di Schamber che riporta al giovane Richard Sinclair.

Curiosa la storia di “Kati” (5:21). Fu composta da Kimmo nel 2000 come valzer per il matrimonio di Kati e Santeri, suoi amici. Nel 2004 si evolse in un walzer jazz e fu inserita nel primo album omonimo dei “Mist Season”.

Durante il processo di registrazione le parti di batteria andarono distrutte, ma successivamente ricreate attraverso il recupero dei minuscoli frammenti rimasti. Però, nella testa dell’autore resta l’idea che, un giorno, si arriverà ad una nuova versione.

Partecipano nell’occasione Bo Hallgren alle tastiere, Jan-Olof Strandberg al basso, Hanna Pörsti al flauto e Thomas Berglund alla chitarra elettrica.

Una magnifica trasformazione che prende vita all’interno del brano stesso: un passaggio dalla tradizione alla contaminazione che prevede il cambiamento da brano popolare ad andamento jazz.

Second Arrival” (1:52) è un frammento realizzato dalla solita coppia che si propone anche come unità strumentale.

Il senso della partenza e del successivo approdo, la conferma che il viaggio sia esso stesso la meta. Un andamento trionfale che suona come epilogo di una storia reale.

E si arriva alla title track, “Past and Present” (6:10), il titolo che Jan Olof Strandberg diede a una canzone che Kimmo compose per il suo “Made in Finland”, nel 2012, inclusa in questo album con l’introduzione di nuovi elementi.

Ancora in pista Pörsti e Strandberg, spina dorsale del brano, con l’aggiunta di qualche new entry: Petteri Hirvanen alle chitarre elettriche, Otso Pakarinen ai sintetizzatori, Risto Salmi al sax e Kimmo Tapanainen alle tastiere.

Un ritorno ad un sound funkeggiante diventa la base per interventi solistici pregiati, e la modernità strumentale diventa il bridge tra il prima e il dopo, tra il passato e il presente.

A chiusura un brano tutto italiano e dal sapore antichissimo, performato dalla coppia Kimmo Pörsti/Otso Pakarinen, quest’ultimo in azione alle tastiere, basso e chitarre.

Il titolo è “Nucleo Antirapina” (4:35) e fu scritto da Franco Bixio/Fabio Frizzi/Vice Tempera come parte della colonna sonora del film "Operazione Kappa: Sparate a Vista”, del 1977.

Dice Pörsti: “La canzone ha una caratteristica speciale che la rende piuttosto interessante da suonare: il tempo è in continuo aumento di velocità per tutta la durata del brano.”

Non c’è bisogno di pensarci su molto, almeno per chi ha vissuto il passaggio tra anni ’70 e ’80, periodo in cui i film polizieschi avevano atmosfere codificate e riconoscibili all’impatto.

L’impegno tecnico a cui fa riferimento il drummer finlandese permette la realizzazione di un andamento ipnotico ed è forse il culmine del concetto di “passato” evocato nel disco.

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Ancora una grande proposta da parte del mondo prog targato “Samurai”, un disco godibilissimo e vario, che vede una volta di più all'opera una squadra di professionisti alimentati da skills e passioni non comuni, e il risultato è, a mio giudizio, di altissimo livello.

Molto curato, come sempre, l’aspetto grafico, con un magnifico packaging - con booklet di 20 pagine - che è caratteristica specifica del lavoro del team finlandese, un artwork curato dal mio “disegnatore” musicale preferito, Ed Unitsky.

Una nota simpatica è evidenziata dallo stesso Kimmo che sottolinea l’importanza di Rafael Pacha: “Il suo contributo è stato talmente importante che avrei potuto denominare l’album “Rafael Pacha and Kimmo Pörsti” e l’ho proposto, ma lui ha gentilmente rifiutato. Inoltre, essendo un maestro in numerosi strumenti, il suo aiuto è stato prezioso - e invalutabile - nel fornirmi grandi idee che mi hanno consentito di completare i miei brani.”


Hanno partecipato:

Marek Arnold: sax

 Thomas Berglund: chitarre

 Marco Bernard: basso

 Carlos Espejo: voce

Bo Hallgren: tastiere

 Petteri Hirvanen: chitarre

 David Myers: tastiere

 Rafael Pacha: chitarre, tastiere, registratori etc…

 Otso Pakarinen: tastiere

 Marc Papeghin: tromba

 Risto Salmi: sax

Cathy Anderson: violoncello

 Christine Chesebrough: violino

 Sara Traficante: flauto

Hanna Pörsti: flauto

Paula Pörsti: voci

 Kari Riihimäki: chitarre

 Jari Riitala: chitarre, tastiere, basso

Dan Schamber: voci

Ton Scherpenzeel: tastiere

 Jan-Olof Strandberg: basso

Kimmo Tapanainen: tastiere

 

Presented in a Mini-LP-style gatefold package including 20-page booklet,

and wonderful artwork by Ed Unitsky