venerdì 2 gennaio 2026

Tale Cue – Eclipse of the Midnight Sun

 


La scoperta inattesa che illumina un angolo nascosto del prog italiano

 

Artista: Tale Cue Titolo: Eclipse of the Midnight Sun

Formato: Digital HR / CD

Genere: Progressive Rock

Paese: Italia

Etichetta: FREIA Executive

Production: Dutch Music Works

Data di uscita: 16 novembre 2025

 

Ci sono dischi che aspetti e dischi che arrivano senza preavviso, sorprendendoti proprio perché non sapevi nemmeno che esistessero. Eclipse of the Midnight Sun appartiene a questa seconda categoria: un incontro del tutto casuale con una band che ignoravo, e che invece si rivela capace di un ritorno potente, maturo e profondamente ispirato.

Tale Cue, formazione milanese attiva tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, riemerge dopo oltre trent’anni di silenzio con un’opera che non ha nulla del revival nostalgico. È un lavoro che nasce da un’urgenza rimasta sospesa nel tempo, e che oggi trova finalmente la sua forma.

Il titolo stesso, Eclipse of the Midnight Sun, suggerisce un lungo periodo di oscurità interiore che si dissolve in una nuova luce. L’album si sviluppa come un viaggio in dieci tappe, ognuna con un proprio mondo emotivo.

L’inizio con “Voices from the Past” è un richiamo dal profondo, un’introduzione che apre la strada al conflitto feroce di “The Rage and the Innocence”, dove il protagonista affronta il proprio doppio in una scena quasi rituale: “I pierce its chest with my bare right hand… but nothing is there.”

For Gold and Stones” trasforma un viaggio in treno in una metafora di identità e desideri, con valigie che diventano simboli di ciò che portiamo con noi e di ciò che vorremmo lasciare andare: “Miles after miles I wait for the right place to watch inside / to search for the truth breaking the golden lock without her key.”

Suntears” è una ballata lunare, un intreccio di eros, spiritualità e rinascita che culmina in una delle immagini più luminose del disco: “I kissed the tears you had shed / and your tears were shining and warm like the Sun.”

Gordon Sinclair” ci porta in un’epopea aviatoria al femminile, sospesa tra coraggio e solitudine, mentre “Tides” è un rituale cosmico che celebra il potere della Luna e il fluire dell’esistenza. Con “The Cue” entriamo in un territorio quasi fiabesco: un libro proibito che promette rivelazioni e infanzia ritrovata, con un invito che suona come una promessa: “Read me! If you read me, you will become a child.”

Lady M” è un canto gotico, un lamento d’amore e memoria che si muove tra pioggia, ombre e ricordi. Il ritornello ricorrente — “There were three planks on my path and it was raining” — diventa un simbolo di protezione e fragilità. “We Will Be Back Once More” è un viaggio nell’oscurità interiore, un dialogo con la solitudine e la volontà di rinascere: “I closed my eyes and turned my look inside / where I’m the only one who is still alive.”

A chiudere il cerchio arriva “Vertigo”, una suite in cinque movimenti che esplora la dislocazione, la perdita di orientamento e la fragilità dell’identità: “We are made of crystal shells / We do not bend but we break ourselves.”

Dal punto di vista musicale, Eclipse of the Midnight Sun si colloca in una dimensione particolare: non guarda al passato con nostalgia, né tenta di replicare le formule del prog classico. Tale Cue sceglie un linguaggio che potremmo definire progressive narrativo, dove la priorità non è il virtuosismo ma la capacità di evocare immagini, emozioni e atmosfere. Le tastiere di Giovanni Porpora costruiscono scenari che oscillano tra il sinfonico e il cinematografico, mentre le chitarre e il basso di Silvio Masanotti alternano delicatezza e impeto con un gusto melodico sempre misurato. La voce di Laura Basla è un elemento centrale: intensa, teatrale, capace di incarnare personaggi e stati d’animo con naturalezza. La batteria di Alessio Cobau sostiene il tutto con un approccio elegante e dinamico, più attento alla narrazione che alla complessità ritmica. Ne risulta un progressive fluido, che respira, che racconta, che si reinventa senza perdere profondità.

Un po’ di storia di Tale Cue…

I Tale Cue nascono a Milano nel 1988 dall’incontro tra Laura Basla, Silvio Masanotti e Giovanni Porpora. Dopo due album - Four Tales (1989) e Voices Beyond My Curtains (1991) - la band si scioglie nel 1992, lasciando dietro di sé un piccolo culto sotterraneo. Il ritorno nel 2025 con Eclipse of the Midnight Sun è il frutto di una lunga gestazione e di un’urgenza creativa rimasta sospesa per decenni. La produzione è affidata a Dutch Music Works, con registrazioni tra Milano, Verona e Varese, mix di Fabio Serra e mastering di Andrea De Bernardi. L’apparato visivo, curato da Masanotti con il contributo di Andrea “Zeno” Zenone e Alessio “Coby” Cobau, completa l’opera con un immaginario ricco e coerente.


Crediti di produzione e tracklist 

Composto da: Silvio Masanotti e Giovanni Porpora

Registrato da: - Silvio Masanotti presso Mixdown Studio, Milano - Roberto Centamore presso 10db Studio, Milano - Fabrizio Di Tano e Silvia Taglioretti presso Percussion Village, Milano

Mix: Fabio Serra

Studio di mixaggio: Opal Arts Studio, Verona

Mastering: Andrea De Bernardi

Studio di mastering: Eleven Mastering, Busto Arsizio (Varese)

Artwork: Silvio Masanotti

 

Tracklist:

1.   Voices from the Past (00:55)

2.   The Rage and the Innocence (05:00)

3.   For Gold and Stones (06:54)

4.   Suntears (04:57)

5.   Gordon Sinclair (04:26)

6.   Tides (05:08)

7.   The Cue (05:01)

8.   Lady M (06:28)

9.   We Will Be Back Once More (06:21)

10.                 Vertigo (10:15)

Durata totale: 55'35"

 

Lineup:

Silvio Masanotti: chitarre e basso

Laura Basla: voce

Giovanni Porpora: tastiere

Alessio Cobau: batteria