La scoperta inattesa che illumina un
angolo nascosto del prog italiano
Artista: Tale Cue Titolo: Eclipse
of the Midnight Sun
Formato: Digital HR / CD
Genere: Progressive Rock
Paese: Italia
Etichetta: FREIA Executive
Production: Dutch Music Works
Data di uscita: 16 novembre 2025
Ci sono dischi che aspetti e dischi che arrivano senza
preavviso, sorprendendoti proprio perché non sapevi nemmeno che esistessero. Eclipse of the Midnight Sun appartiene a questa seconda categoria: un
incontro del tutto casuale con una band che ignoravo, e che invece si rivela
capace di un ritorno potente, maturo e profondamente ispirato.
Tale Cue, formazione milanese attiva tra la fine degli anni ’80 e
l’inizio dei ’90, riemerge dopo oltre trent’anni di silenzio con un’opera che
non ha nulla del revival nostalgico. È un lavoro che nasce da un’urgenza
rimasta sospesa nel tempo, e che oggi trova finalmente la sua forma.
Il titolo stesso, Eclipse of the Midnight Sun,
suggerisce un lungo periodo di oscurità interiore che si dissolve in una nuova
luce. L’album si sviluppa come un viaggio in dieci tappe, ognuna con un proprio
mondo emotivo.
L’inizio con “Voices from the Past” è un richiamo dal
profondo, un’introduzione che apre la strada al conflitto feroce di “The
Rage and the Innocence”, dove il protagonista affronta il proprio doppio in
una scena quasi rituale: “I pierce its chest with my bare right hand… but
nothing is there.”
“For Gold and Stones” trasforma un viaggio in treno in
una metafora di identità e desideri, con valigie che diventano simboli di ciò
che portiamo con noi e di ciò che vorremmo lasciare andare: “Miles after
miles I wait for the right place to watch inside / to search for the truth
breaking the golden lock without her key.”
“Suntears” è una ballata lunare, un intreccio di eros,
spiritualità e rinascita che culmina in una delle immagini più luminose del
disco: “I kissed the tears you had shed / and your tears were shining and
warm like the Sun.”
“Gordon Sinclair” ci porta in un’epopea aviatoria al
femminile, sospesa tra coraggio e solitudine, mentre “Tides” è un
rituale cosmico che celebra il potere della Luna e il fluire dell’esistenza.
Con “The Cue” entriamo in un territorio quasi fiabesco: un libro
proibito che promette rivelazioni e infanzia ritrovata, con un invito che suona
come una promessa: “Read me! If you read me, you will become a child.”
“Lady M” è un canto gotico, un lamento d’amore e
memoria che si muove tra pioggia, ombre e ricordi. Il ritornello ricorrente — “There
were three planks on my path and it was raining” — diventa un simbolo di
protezione e fragilità. “We Will Be Back Once More” è un viaggio
nell’oscurità interiore, un dialogo con la solitudine e la volontà di
rinascere: “I closed my eyes and turned my look inside / where I’m the only
one who is still alive.”
A chiudere il cerchio arriva “Vertigo”, una suite in cinque movimenti che esplora la dislocazione, la perdita di orientamento e la fragilità dell’identità: “We are made of crystal shells / We do not bend but we break ourselves.”
Dal punto di vista musicale, Eclipse of the Midnight
Sun si colloca in una dimensione particolare: non guarda al passato con
nostalgia, né tenta di replicare le formule del prog classico. Tale Cue sceglie
un linguaggio che potremmo definire progressive narrativo, dove la priorità non
è il virtuosismo ma la capacità di evocare immagini, emozioni e atmosfere. Le
tastiere di Giovanni Porpora costruiscono scenari che oscillano tra il
sinfonico e il cinematografico, mentre le chitarre e il basso di Silvio
Masanotti alternano delicatezza e impeto con un gusto melodico sempre
misurato. La voce di Laura Basla è un elemento centrale: intensa,
teatrale, capace di incarnare personaggi e stati d’animo con naturalezza. La
batteria di Alessio Cobau sostiene il tutto con un approccio elegante e
dinamico, più attento alla narrazione che alla complessità ritmica. Ne risulta
un progressive fluido, che respira, che racconta, che si reinventa senza
perdere profondità.
Un po’ di storia di Tale Cue…
I Tale Cue nascono a Milano nel 1988 dall’incontro tra Laura
Basla, Silvio Masanotti e Giovanni Porpora. Dopo due album - Four Tales
(1989) e Voices Beyond My Curtains (1991) - la band si scioglie nel
1992, lasciando dietro di sé un piccolo culto sotterraneo. Il ritorno nel 2025
con Eclipse of the Midnight Sun è il frutto di una lunga gestazione e di
un’urgenza creativa rimasta sospesa per decenni. La produzione è affidata a
Dutch Music Works, con registrazioni tra Milano, Verona e Varese, mix di Fabio
Serra e mastering di Andrea De Bernardi. L’apparato visivo, curato da Masanotti
con il contributo di Andrea “Zeno” Zenone e Alessio “Coby” Cobau, completa
l’opera con un immaginario ricco e coerente.
Crediti di produzione e tracklist
Composto da: Silvio Masanotti e
Giovanni Porpora
Registrato da: - Silvio Masanotti
presso Mixdown Studio, Milano - Roberto Centamore presso 10db Studio, Milano -
Fabrizio Di Tano e Silvia Taglioretti presso Percussion Village, Milano
Mix: Fabio Serra
Studio di mixaggio: Opal Arts Studio,
Verona
Mastering: Andrea De Bernardi
Studio di mastering: Eleven
Mastering, Busto Arsizio (Varese)
Artwork: Silvio Masanotti
Tracklist:
1.
Voices
from the Past (00:55)
2. The
Rage and the Innocence (05:00)
3.
For
Gold and Stones (06:54)
4.
Suntears
(04:57)
5.
Gordon
Sinclair (04:26)
6.
Tides
(05:08)
7.
The
Cue (05:01)
8.
Lady
M (06:28)
9. We
Will Be Back Once More (06:21)
10.
Vertigo
(10:15)
Durata totale: 55'35"
Lineup:
Silvio Masanotti: chitarre e basso
Laura Basla: voce
Giovanni Porpora: tastiere
Alessio Cobau: batteria


