L’utopia acida al 1600 di
Pennsylvania Avenue: il fallito "sabotaggio" di Grace Slick
Nell’aprile del 1970, mentre le piazze americane
tremavano per l'eco della guerra in Vietnam e la tensione sociale raggiungeva
il punto di rottura, la Casa Bianca fu teatro di uno degli episodi più surreali
e simbolici della controcultura del Novecento. Protagonista dell’incredibile
vicenda fu Grace Slick, l’iconica
voce dei Jefferson Airplane, che tentò di trasformare un formale ricevimento
presidenziale in un esperimento di espansione della coscienza globale.
L'occasione era un tè pomeridiano organizzato da Tricia
Nixon, figlia del Presidente, dedicato alle ex alunne del Finch College. Grace
Slick, che aveva frequentato l'istituto dieci anni prima, ricevette l'invito a
nome "Grace Wing", ovvero il suo nome originario. Quello che
l’amministrazione Nixon non aveva previsto era che la studentessa di un tempo
si fosse trasformata nella "Sacerdotessa dell'acido" di San
Francisco, una donna convinta che la politica potesse essere influenzata non
solo dai trattati, ma anche dalla chimica.
Accompagnata dal leader radicale Abbie Hoffman -
all’epoca sotto processo come uno dei "Sette di Chicago" - Slick si
presentò ai cancelli della residenza presidenziale con un piano tanto audace
quanto visionario. Nascosti tra i suoi effetti personali c'erano circa 600
microgrammi di LSD puro. L'intento, dichiarato anni dopo nelle sue memorie,
era quello di avvicinare Richard Nixon durante i saluti di rito e, con
un gesto fulmineo, contaminare il suo tè. Nella cosmogonia psichedelica
dell'epoca, si credeva fermamente che un "trip" forzato avrebbe
potuto abbattere le sovrastrutture mentali del Presidente, portandolo a una
comprensione trascendentale della pace che avrebbe, di fatto, posto fine al
conflitto bellico.
Il piano naufragò però sulla soglia della realtà. Il Secret
Service, allertato dalla presenza di Hoffman - vestito in modo formale ma
immediatamente identificabile - riconobbe anche la Slick come una figura
sovversiva legata ai movimenti di protesta. Ai due fu negato l'accesso,
impedendo quello che sarebbe potuto diventare il primo caso documentato di
"guerriglia psichedelica" ai vertici dello Stato.
Oggi, a distanza di decenni, l'episodio rimane un pilastro
della mitologia rock. Non rappresenta soltanto l'estremismo di una rockstar, ma
incarna l'essenza di un'epoca in cui si pensava davvero che la musica e la
cultura potessero scardinare i centri del potere tradizionale. Il mancato
"tè all'acido" di Grace Slick resta il simbolo di un'America
spaccata in due, dove il dialogo tra istituzioni e nuova generazione era
diventato così impossibile da rendere plausibile persino l'idea di drogare il
Comandante in Capo per forzare un barlume di empatia universale.
