Dimentichiamo la parodia e il polveroso ricordo accademico:
nel 2026, il capolavoro di Sergej Ejzenštejn smette di essere un
monumento intoccabile per diventare materia viva, pulsante e ferocemente
moderna. A cento anni esatti dalla sua prima proiezione pubblica il 21 gennaio
1926, l’ensemble milanese I Sincopatici
compiino un’operazione che definire audace è riduttivo: liberare La Corazzata Potëmkin dal mito e restituirla alla sua natura originaria
di "grido umanista" attraverso un’esperienza sensoriale totale. Sotto
la guida della compositrice Francesca Badalini, il gruppo ha rilasciato
una versione che non si limita a "commentare" le immagini, ma le
rigenera attraverso un linguaggio sonoro viscerale e una veste estetica
inedita.
La prima grande sorpresa è visiva: il film originale è
proposto in una versione ricolorata tramite Intelligenza Artificiale. Questa
scelta conferisce vitalità alle inquadrature centenarie, creando un contrasto
potente con la partitura musicale che spazia dal rock alla musica classica di
ricerca. Le musiche, ideate dalla Badalini (attiva dal 1999 con la Cineteca
Italiana) e rielaborate collettivamente, mantengono un'anima live e
improvvisativa. La registrazione, effettuata presso l’XLR Studio di San Donato
Milanese, ha voluto preservare intatto quel pathos tipico dei
cine-concerti che il gruppo porta sui palchi da dieci anni.
Seguendo la struttura originale del film, il lavoro si divide
in cinque tracce corrispondenti ai cinque atti:
Atto I: Uomini e vermi - L’incipit cupo sulla carne
deteriorata e l’ingiustizia dei superiori.
Atto II: Dramma sul ponte - Il momento della rivolta, dove il
ritmo si fa incalzante.
Atto III: Il morto chiama - Il lutto per Vakulinčuk e
l'omaggio della città di Odessa.
Atto IV: La scalinata di Odessa - Il climax drammatico. Qui la
musica regge il peso di immagini iconiche come la carrozzina e gli occhiali
frantumati.
Atto V: Una contro tutte - La solidarietà finale tra i
marinai sotto la bandiera rossa.
Il cuore del progetto risiede nel contrasto timbrico tra i
componenti:
Francesca Badalini (Pianoforte e
Chitarra Elettrica):
Fondatrice ed esperta di musicazione per il cinema muto.
Silvia Maffeis (Violino): La sua anima classica (già al fianco
di Einaudi) dona lirismo ai momenti più umani.
Andrea Grumelli (Basso Fretless): Porta l'esperienza del jazz-rock e
del metal, dando profondità alle frequenze della corazzata.
Teo Ravelli (Batteria ed Elettronica): Il motore ritmico che mescola glitch, noise e improvvisazione.
Sulla scia del successo del precedente Decimo Cerchio
(2024), I Sincopatici riescono finalmente a scrostare il film dal suo sbiadito
passato. Non è più una "punizione" cinefila, ma un’esperienza
travolgente: il cinema come non lo avete mai sentito.
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