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sabato 5 dicembre 2020

Max Montanari-"S.A.L.I.G.I.A"

Il rock vero, quello duro, potente, che profuma di metallo appena lavorato, che scuote il fisico e i sensi, non ha mai avuto l’obiettivo di inviare messaggi impegnativi, quelli compresi tra il sociale e il riflessivo… non è una critica ma un dato di fatto. Con le dovute eccezioni, of course.

Max Montanari viaggia controcorrente, e i risultati gli danno ragione.

Vediamo qualche sua nota biografica:

Musicista dedito al rock, è producer per Alkatraz Management e CEO artistico per Sounditalia Web Tv.

Performer teatrale e doppiatore, ha all'attivo quattro album con la ex band hardrock Perikolo Generiko e du EP con la band BGN.

Nel 2019 è diventato voce dei Cani Bagnati (Vincitori SanRemorock 2017 e premiati miglior rock band da F.I.M.I. nel 2018) con cui registra un album.

L’album di cui parlo oggi si intitola "S.A.L.I.G.I.A",  e si focalizza su aspetti sociali, ma… trattati col rock in corpo!

È un progetto che avrebbe dovuto vedere la luce quindici anni fa e che è stato accolto molto bene.

Max Montanari ha sfruttato al meglio lo stallo dovuto all’emergenza sanitaria e ha preparato e rilasciato ciò che era rimasto per molto tempo incompiuto; i risultati sono lusinghieri se si pensa che la proposta, nonostante sia in controtendenza rispetto a quanto richiesto dai gestori dei media musicali tradizionali, ha raggiunto buone posizioni nelle classifiche europee e in Sud America.

Sveliamo l’arcano e svisceriamo il titolo, "S.A.L.I.G.I.A", acronimo italiano utilizzato per definire l'ordine dei sette peccati capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia.

Vale la pena disegnare il percorso dell’album, con una sottolineatura per ogni step.

Si inizia con “Sogni l’eterno” (Superbia): “Hai sognato di essere un Dio, un modello perfetto, un sorriso smagliante, un abito elegante, ami solo come apparirai; sogni l’eterno? La tentazione è già qua, col cuore in mano il serpente ti aspetterà…”.

Si ha da subito la certezza di essere davanti ad un power group, e la voce di Max riporta alla nobiltà dell’hard rock, unita ai virtuosismi chitarristici tipici del genere.


Si prosegue con “Fino in fondo” (Avarizia): “Oggetti, sentimenti che riponi accumulandoli per il solo gusto di averli. Amanti destinati a circondarti con gli spigoli che riempiono tutti i tuoi affetti. Fino in fondo, godendo nel risparmio fine a sé stesso. Tu non ti spendi, accumula e accumula… cataste di vita buttate via…”.

È il primo singolo estratto dall’album e può considerarsi rappresentativo della produzione di Montanari, ritmo spinto da una sezione ritmica importante, e gioco vocale contrapposto alla solista, che non può mancare in questo tipo di proposte.

Orgasmo telematico” è collegato alla Lussuria:Corpi si contraggono addosso ai sogni tuoi, è un orgasmo telematico che senza volto ti sazierà, lungo il corpo lingue si insinuano dove vuoi, il piacere dell’immagine che questo business ti regala…”.

Rock molto tradizionale, ritmica conosciuta sulla scia dei maestri di sempre.

 

Ti distruggerà” fa riferimento all’Invidia: “Cerchi di essere quel che non sei e poi se lo raggiungerai lo scontento in viso avrai. Questo malessere dentro di te divora ogni cognizione di quello che di buono è dentro te… e ti distruggerà!”.

Un’altra rilevante performance vocale e un andamento forsennato sono il filo conduttore di questo quarto episodio del disco.

 

E arriva “Niente più sa di te” (Gola): “I media delineano le regole di questa società, che osannando il corpo all’inferno manda già. La linea è imposta a te chiave sociale e non insegna certo a rispettare…

I toni si abbassano e il motore perde volutamente giri, il racconto prevale nonostante la spinta alla dinamicità resti evidente.


Incontrollabile” è un facile e chiaro riferimento all’Ira: “Esplode in silenzio, ribolle ad un gesto, una frase, un nonnulla che in quell’attimo lì, per colpa di cosa, lo infastidisce, e poi… esploderà”.

Il rock che volge in metal mentre la band dà il meglio di sé, coinvolgendo e lasciando il segno.

 

E si chiude con “Tutto è troppo dentro te” (Accidia): “Ozio inconsapevole allentano la vita e bruciano illusioni, le risposte ai tuoi perché. Ingordo degli impegni tuoi con un boato crollerai. Tutto è troppo dentro te, tutto è noia dentro te…”.

Brano molto articolato, uscito anche in video, è la degna chiusura di un viaggio senza respiro nei meandri della musica che ha nobili padri antichi, ma giovani seguaci che diffondono il verbo.


Un disco molto deciso nel genere, apprezzabile dal punto di vista musicale, ma con un valore aggiunto rappresentato dallo sforzo dell’autore di correlare i sacri testi col presente, riflettendo sui difetti umani, che nel tempo sembrano esaltarsi anziché affievolirsi, e allora anche il lavoro di un musicista può aiutare nel porre l’accento su gli aspetti più decadenti, e se non sarà possibile suggerire soluzioni l’opera di denuncia potrà, forse, smuovere qualche coscienza.

Un bel progetto, fatto di sano rock, quello che non può lasciare indifferenti!


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