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giovedì 10 luglio 2008

Concerto Sheryl Crow a Savona,7 luglio 2008


A distanza di cinque giorni dal concerto dei .....

Jethro Tull a Milano, mi sono rituffato nella musica dal vivo , questa volta a casa mia, Savona. Nello splendido e suggestivo scenario offerto dalla fortezza del Priamar, era di scena Sheryl Crow.

Importante:
a distanza di 28 anni ho rivisto un concerto con mia moglie!
Era infatti l’estate del 1980 quando assieme assistevamo al concerto sanremese dei Dire Straits.
Ci conoscevamo da pochi mesi e non fu facile strappare il consenso al mio futuro suocero.
Dal 2003, anno in cui ho ripreso ad assistere agli eventi live, avevo più volte provato a coinvolgerla, ma i figli piccoli sono sempre stati un deterrente.
In questa occasione , con una figlia (ormai autonoma ) in montagna , è stato spontaneo lasciare il piccolo di famiglia con la nonna e convincere la mia metà a seguirmi.
Credo sia rimasta contenta.
Tutto questo prologo per introdurre le mie impressioni che seguono il concerto, già pubblicate su “Mentelocale”.


L’abituale appuntamento estivo con il “Just Like a Woman” , inizia a Savona il 7 luglio.
Di scena Sheryl Crow , artista americana , ex corista di Michael Jackson , da considerarsi una star mondiale se si considerano i 18 milioni di dischi venduti.
La conosco poco , ma non posso perdermi l’occasione di “approfondire” .
La fortezza del Priamar e’ a pochi metri da casa mia e ci arrivo con largo anticipo , per cercare di captare il feeling da concerto, come mio uso.
Non vedo molta gente , ma il biglietto numerato da la possibilità di un arrivo all’ultimo minuto.
Sheryl passa tra i presenti e si infila nel bar adiacente all’entrata , raccogliendo i primi timidi applausi e qualche foto.
Percorro il cunicolo che porta al “cortile” e la prima cosa che noto è la mancanza di banchetti dedicati al merchandise, un abitudine per chi sente l’esigenza di legare l’evento a qualcosa di ....palpabile.
E pensare che esattamente un anno fa, nello stesso luogo, venivamo stupiti da Mayall che , prima e dopo la performance , si faceva promotore in prima persona della vendita dei suoi prodotti!
Mi siedo e do uno sguardo “tecnico” al palco.
Abituato ormai a stage minimalisti, mi colpisce la ridondanza delle chitarre.
A sinistra un box con ogni ben di Dio, tra Gibson , Stratocaster e Telecaster.
Mi giro a destra ed è la stessa cosa, con presenza massiccia di acustiche.
Con un po’ di ritardo Guaitamacchi, direttore artistico , annuncia l’inizio della rappresentazione ed inquadra il contesto.
Come noto il filo conduttore è il “Tributo alle Regine della Musica”, donne che “..hanno combattuto nell’arte e nella vita per un ruolo più dignitoso e consapevole nella società”.
In particolare il presentatore evidenzia l’impegno politico , sociale ed ecologico di Sheryl , ma la sensazione è che il pubblico sia già preparato e documentato.
Ma da chi era composta la platea?
Tante coppie (ho” trascinato” anche mia moglie ), qualche musicista doc (Roberto Gualdi , turnista PFM), qualche autorità locale,il tutto per una fascia di età media tra i 30 ed i 50 anni.
Il concerto inizia.
Sul palco sono in 9 ed è per me un record ( solo con Clapton ho visto 10 musicisti).
Oltre alla Crow ci sono due chitarristi (in alcuni momenti saranno quattro , se si aggiunge Sheryl ed il tastierista), un bassista , l’uomo “alla Keyboard”(una sola), batteria, percussioni e due coriste.
Grande ridondanza per un palco davvero suggestivo.
Una parentesi.
La locazione destinata a questi eventi è per me ottimale.
L’acustica è buona, l’ambientazione fantastica e le luci proiettate sulla parete di pietra del retropalco aumentano il fascino del luogo.
Unico neo la capienza , ma credo che almeno un centinaio di posti siano rimasti vuoti , ed è stato un vero peccato perdersi la vitalita’ e l’arte di questa “ragazza” di 46 anni.
Iniziamo e lei tenta di snocciolare qualche parola in italiano , ma ha poco successo.
Il concerto è strutturato in modo da avere nella parte centrale una fase più acustica , legata al nuovo album “Detours”, un riassunto della sua vita, tra impegno sociale, amori e lotta contro il cancro.
Ma si sa, il nuovo ha bisogno di metabolizzazione , e l’accompagnamento della platea, tra cori e movimento ritmico di mani e piedi (il legno aiuta), arriva solo nei brani più conosciuti o comunque in quelli più cadenzati e rockeggianti.
L’impressionante numero di chitarre a cui accennavo non sono in bella mostra per caso.
Ad ogni brano, e sottolineo ogni, c’e’ un rapido cambio , cosa davvero inusuale.
Il bravo chitarrista solista , fa sfoggio di buona tecnica e fantasia ed in alcuni momenti assomiglia ad un Keith Richard 30enne , ma a mio giudizio , la varietà dello strumento utilizzato non ha portato valore aggiunto alla qualità dell’esecuzione.
Sezione ritmica sostenuta, grazie anche al doppio “percussionista”, cori efficaci, canzoni tra il ballabile e l’easylistening.
Lei , musicista polistrumentista, è l’indiscussa regina e propone il tipico suono americano che tanto piace ai cultori della musica folk e country.
Tra cover di Cat Stevens ( “First Cut is the Deepest”) e brani del nuovo album (Love is Free..), il maggior coinvolgimento arriva con le hits.
Il ritornello di “If it Makes you Happy” è cantato all’unisono da pubblico e palco, così come “All I Wanna Do” fa muovere i corpi e alimenta ricordi.
My Favorite Mistake “ è il brano che ho preferisco (appena tornato a casa l’ho riascoltato , con Sheryl ospite di Clapton).
100 minuti di buona musica con un’interattività tra gruppo e platea, sempre crescente.
Giudizio positivo , serata piacevole.
Una sola nota “antipatica”.
Le direttive (non so esattamente di chi)impedivano lo scatto di foto e riprese varie.
E’ tipico di queste situazioni , anche se poi le ” maglie si allargano “ e qualche possibilità nasce sempre.
Questa volta l’impegno della security è stato costante e noioso.
Ma è così deleterio avere una foto che ci ricorderà per sempre l’evento?


My Favorite Mistake (Sheryl e Clapton)



Le ultime parole famose:
"Grazie alla radio i giapponesi non potranno mai attaccarci di sorpresa". (Josephus Daniels, Capo di Stato Maggiore della Marina USA, 1922)

mercoledì 28 maggio 2008

Sheryl Crow


Nel prossimo luglio , a Savona, la mia citta’, sarà di scena Sheryl Crow.
Io la conosco solo per il brano “All I Wanna Do”, che presento a seguire.
Ovvia la voglia di scoprirla.

Qualche cenno biografico.

Sheryl Suzanne Crow nasce l’11 Febbraio del 1962 a Kennet, una piccolissima cittadina rurale del Missouri posta quasi al confine con il Tennessee.
Terzogenita di una famiglia composta da appassionati musicisti , si avvicina sin da piccola alla musica seguendo a soli 5 anni le prime lezioni al pianoforte.
Nei primi anni 80 si laurea presso l’Università Statale del Missouri in composizione musicale, pianoforte e voce, per poi iniziare una breve carriera di insegnante presso una scuola per bambini disabili a St. Luis ( 1984 - 88) .
Dopo alcune fortunose collaborazioni con svariate case discografiche per la registrazione di jingles in veste di corista , nel 1988 viene ingaggiata per il Bad Tour di Michael Jackson : nonostante l’ampia visibilità tutto ciò non le serve da trampolino di lancio.
Seguirà così un periodo piuttosto buio e macchiato da un contratto discografico con la “A&M Records” andato in fumo.
La vera svolta arriva nel 1992: in uno studio di registrazione a Pasadena (California), un nutrito gruppo di validi musicisti,autori ed amici si riuniva per tenere delle jam sessions informali.
Il nome della formazione,per via del giorno delle varie riunioni,era “Tuesday Music Collective” (poi trasformato in “Tuesday Night Music Club” ) ed al suo interno spiccavano nomi importantissimi del panorama musicale di quegli anni: Bill Bottrel (noto produttore discografico e proprietario dello studio) David Baerwald e Kevin Gilbert.
Fu proprio quest’ultimo ,nel settembre dello stesso anno, ad introdurre all’interno della band la fidanzata Sheryl Crow.
Questa ragazza non aveva nulla da perdere ed anche quella piccola esperienza con quel gruppo di miti musicisti poteva,chissà,portare a grandi risultati.
Ebbene: il primo LP della cantante,”Tuesday Night Music Club” appunto, è stato concepito spontaneamente proprio all’interno delle sessions che seguirono all’incontro.
Nel corso degli anni,comunque,sia Bottrell che la stessa Sheryl ridimensionarono il mito che era stato creato dai fans su tutta la vicenda: infatti non tutti i brani scaturirono dalla collaborazione con i TNMC.
A quanto pare soltanto “Leaving Las Vegas” e “Strong Enough” rispecchiano per intero le atmosfere di quelle sere. Gli altri brani invece (“Run,Baby,Run”,“Can’t Cry anymore” ecc…) vennero scritti da Sheryl,Bottrell,Baerwald e Gilbert in sede separata e lontano dal frastuono delle svariate “Tuesday Night”.
Successivamente arrivò la consacrazione definitiva: l’album vendette 9 milioni di copie .
Gli album che seguiranno (1996 , 1998, 1999, 2002 , 2003, 2005 ) pur non ripetendo il successo dell’esordio, contengono un numero ragguardevole di brani da ricordare e delineeranno via via una distinta personalità musicale acquisita, è ovvio, con l’esperienza accumulata.

All I Wanna Do


Citazione del giorno:

"Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo." (Proverbio cinese)