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martedì 10 febbraio 2026

Alan Wilson, il discepolo del blues che non riuscì a salvare sé stesso



Alan “Blind Owl” Wilson è una delle figure più delicate e tragiche della controcultura americana. Un ragazzo timido, introverso, con una sensibilità quasi dolorosa, che trova nel blues l’unico linguaggio capace di contenerlo. Non è un frontman carismatico, non è un ribelle: è un musicologo naturale, un ricercatore dell’anima del Delta. Studia i vecchi bluesman come fossero testi sacri, li trascrive, li analizza, li ama. Con i Canned Heat porta quel mondo nel rock psichedelico, diventando la voce più fragile e luminosa del blues revival.

La sua voce acuta, quasi infantile, non è un vezzo, è la sua ferita. Canta la fuga, la solitudine, l’inadeguatezza. E mentre la band diventa famosa, lui si sente sempre più fuori posto, sempre più distante dal mondo. La depressione lo accompagna come un’ombra costante. Muore nel 1970, a 27 anni, entrando nel “Club dei 27” insieme a Joplin e Hendrix. Un genio che ha salvato i suoi maestri, ma non è riuscito a salvare sé stesso.

Aneddoto…

Negli anni ’60, Skip James era un uomo dimenticato. Aveva registrato qualche brano negli anni ’30, poi la vita lo aveva travolto: povertà, malattia, anonimato. Quando Alan Wilson lo ascolta per la prima volta su un vecchio 78 giri, resta folgorato. Quella voce sottile, quel falsetto tremante, quel modo di suonare la chitarra… era come se qualcuno avesse messo in musica la sua stessa fragilità.

Wilson non si limita ad ammirarlo e decide di trovarlo. Parte con John Fahey, percorre il Sud come un ricercatore del blues, bussa a porte, chiede informazioni, segue tracce vaghe. Alla fine, lo trovano in un ospedale del Mississippi, malato, povero, convinto che nessuno si ricordasse più di lui.

Alan entra nella stanza con un rispetto quasi religioso. Non è un fan,ma un discepolo che incontra il suo maestro. Gli parla con dolcezza, gli suona i suoi stessi brani, glieli ricorda quando lui non riesce più a ricordarli. Skip James, colpito da quel ragazzo bianco, timido, con la voce sottile, gli dice: Tu capisci la mia musica meglio di chiunque altro.

Da quel momento, Wilson diventa la sua memoria. Lo aiuta a tornare sul palco, lo accompagna ai festival, lo sostiene quando la voce non regge. È un gesto di amore puro verso il blues, verso la storia, verso un uomo che il mondo aveva abbandonato.

E c’è un dettaglio struggente: quando Skip James muore, nel 1969, Alan Wilson cade in una depressione ancora più profonda. È come se avesse perso non solo un maestro, ma una parte di sé. Un anno dopo, Wilson morirà nello stesso modo in cui aveva vissuto: in silenzio, tra gli alberi, lontano dal rumore del mondo.




venerdì 3 settembre 2010

Ricordando Alan Wilson


Bob Hite e Alan Wilson


E’ il 3 settembre del 1970, esattamente 40anni fa, quando Alan "Blind Owl" Christie Wilson esce per sempre di scena.
Ezio Guaitamacchi, nel suo Delitti Rock, ci racconta così levento…

Al 701 di Topanga Canyon Road, nella casa del suo partner artistico Bob “The Bear Hite, viene trovato morto Alan Wilson, chitarrista e cantante della band di rock blues losangelina Canned Heat.
Seppure il coroner di Topanga, nel referto ufficiale, sostenga che il musicista sia stato stroncato da un’overdose di barbiturici, la maggior parte dei suoi amici è convinta che il talentuoso chitarrista si sia suicidato. In realtà, non si trovano ne biglietti di addio ne altre prove concrete che possano confermare la teoria.
Presente sui palchi dei due più leggendari festival della storia del rock, Monterey e Woodstock, Al Wilson è anche un cantante straordinario: quando la band si misura con brani blues, il solista è Bob Hite, l’Orso. Ma su brani più melodici, il falsetto suggestivo di Al Wilson, non a caso soprannominato “il gufetto cieco”, (anche per via del suo vizio di indossare occhialini da sole tondi) diventa un marchio di fabbrica dei Canned Heat.
Going Up The Country, che il regista Michael Wadleigh usa come musica introduttiva del documentario Woodstock, è uno dei grandi classici della band di Hite e Wilson ed è caratterizzata proprio dalla straordinaria vocalità di quest’ultimo.
Purtroppo il Canned Heat , il “caldo in scatola”, non fa bene alla salute: il 5 aprile 1981 a Palomino, Bob Hite, l’Orso, muore d’infarto; il 20 ottobre 1997, in un hotel di Parigi, una crisi cardiaca stronca anche Henry Vestine, detto Sunflower(girasole), il secondo chitarrista del gruppo.

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