Brian Jones sul
palco alle 4 del mattino, all'All-Nighter, Alexandra Palace, Londra, 1964
Il 3 lugliosegna una data indelebile nella storia del rock:
l'anniversario della prematura scomparsa di Lewis Brian Hopkins Jones, meglio
noto come Brian Jones, il
polistrumentista che diede vita ai Rolling Stones. La sua figura, spesso
avvolta in un'aura di tragica bellezza e incomprensione, merita di essere
celebrata e approfondita al di là delle semplificazioni e dei luoghi comuni.
Jones fu molto più di un semplice membro fondatore. Negli
albori della band, era lui il leader carismatico, il motore creativo,
l'innovatore musicale. Il suo talento poliedrico lo portava a padroneggiare
un'ampia gamma di strumenti: chitarra, armonica, pianoforte, mellotron, sitar,
dulcimer, marimba, fiati...
Questa versatilità gli permise di arricchire il sound dei
primi Stones con sfumature blues, rock'n'roll, ma anche con influenze esotiche
e sperimentazioni psichedeliche.
Chi ascolta attentamente brani come "Paint It Black"
o "Ruby Tuesday" può percepire l'impronta precisa di Jones, il
suo gusto per l'arrangiamento, la sua capacità di creare atmosfere uniche.Purtroppo, la sua parabola artistica fu tanto
fulgida quanto breve.Le tensioni
interne alla band, i problemi personali e l'abuso di sostanze lo portarono ai
margini del gruppo, fino al tragico epilogo.
La sua scomparsa, avvenuta il 3 luglio 1969, gettò un'ombra
sulla scena musicale. Appena due giorni dopo, il 5 luglio, i Rolling Stones
tennero un concerto gratuito a Hyde Park, a Londra, che si trasformò in un
tributo a Jones. Questo evento, Nato in origine per celebrare il nuovo corso
della band - con l’introduzione del nuovo chitarrista Mick Taylor - rappresentò
anche un momento di commossa memoria per il suo fondatore.
Con Nico, spettatori, al festival di Monterey
A cinquantacinque anni dalla sua scomparsa, Brian Jones
continua a essere una figura enigmatica e affascinante.
Non è questa l’occasione per ripercorrere morbosamente le
circostanze della sua morte, ma pare opportuno celebrare la sua musica, la sua
creatività, il suo spirito pionieristico.
Brian Jones è stato un caleidoscopio di suoni e colori, un
artista che ha contribuito in modo fondamentale a definire l'identità dei
Rolling Stones e a plasmare il volto della musica rock.
A distanza di decenni, la sua abilità polistrumentale e la
sua visione musicale rimangono uniche...
Il 3 Luglio è un giorno che accomuna due morti celebri nel mondo del
Rock, quella di Brian Jones, nel 1969 e quella di Jim Morrison,
esattamente due anni dopo.
Per ricordarli entrambi ricorro a… una terza persona, altrettanto
importante, Nico, che li conobbe bene, da molto vicino.
La vita di Nico fu un po’ più lunga di quella di Brian e Jim, ma
abbastanza complicata.
Morti premature, morti eccellenti, morti di cui rimarrà traccia, per
sempre!
NICO modella
Nico conobbe i primi successi personali
come modella apparendo su numerose pubblicazioni di moda a
diffusione internazionale. Ancora molto giovane si trasferì a Parigi, dove
ebbe modo di incontrare il famoso fotografo Tobias che la
ribattezzò Nico, dal nome del suo ex boy-friend, il regista Nico Papatakis.
Nella sua carriera di modella, Nico -
divenuta pupilla della famosa stilista Coco Chanel - lavorò
fino alla fine degli anni '50 per riviste prestigiose come Vogue, Tempo,
Vie Nuove, ed altre ancora.
Come attrice ebbe anche un ruolo minore
nel film "La dolce Vita", di Fellini e
interpretò alcuni film di Andy Warhol.
Con i Velvet Underground.
Dopo aver incontrato Andy Warhol ed
essere divenuta un'assidua frequentatrice della sua "Factory", fu da
questi incoraggiata a partecipare, come voce solista, alprimo disco dei
Velvet Underground, intitolato appunto "The Velvet Underground & Nico", con l'inconfondibile banana warholiana in
copertina.
Il gruppo dei Velvet, anche loro frequentatori
della Factory, ebbe il periodo di massima notorietà dopo la pubblicazione del
disco d'esordio (1967): i loro primi concertierano vere e
proprie performance totali, comprendenti incontri di teatro, suoni
e cinema in cui con la musica venivano proiettate immagini psichedeliche; un
ballerino, Gerard Malanga, accompagnava canzoni come Heroin e Sunday
Morning. Lo spettacolo, chiamato Exploding Plastic Inevitable o EPI,
era in realtà una creazione di Warhol. Ma la presenza di Nico all'interno
della band è sempre stata problematica: forzata dallo stesso
Warhol, inizialmente non era stata accettata dagli altri componenti; solo John
Cale maturerà con la "chanteuse" un forte legame duraturo
nel tempo (sarà infatti il produttore dei suoi più importanti lavori da
solista).
Nonostante ciò "The Velvet
Underground e Nico" è divenuto uno dei migliori album della storia
del rock, carico di innovazione e spinte targate east coast, momenti
suggestivi ed espressioni metropolitane. In quest'opera s'inserisce la voce di
Nico che - dotata di un timbro rauco e assolutamente personale - viene tuttora
considerata una delle più belle della musica rock
La canzone Sunday Morning interpretata
da Lou Reed con voce effeminata, è ritenuta un
vero capolavoro, che il suo particolare modo di cantare ha reso indimenticabile.
Con Andy Warhol
Solista
Verso la fine degli anni
Sessanta decide diabbandonare i Velvet proseguendo
la propria attività di mannequin e registrando diversi album da solista (Cale sarà un suo importante collaboratore) ma senza mai ripetere il successo
riscosso con i Velvet Underground. Anni più tardi dichiarò: "I Velvet
volevano sbarazzarsi di me perché ricevevo più attenzione di loro da parte
della stampa", a testimonianza di una collaborazione forzata anche se
ben riuscita.
Questo è, però, il periodo più prolifico
della sua carriera: preso in mano l'harmonium che Cale le
aveva regalato, Nico inaugura un modo del tutto nuovo di concepire la canzone
diventando punto di riferimento e anticipatrice della corrente darkdi
fine anni 70.
Dagli arrangiamenti ipnotici alle
melodie pungenti e inquietanti della sua voce, a volte anche a cappella, la valkiria
dai tratti perfetti butta le basi del dark: gusto per l'occulto, ambientazioni
gotiche e mistero si fondono in uno con senso d'angoscia, alienazione,
decadenza e mestizia: "Non so bene come faccia a vivere. È una continua
lotta tra me e me. È un dramma sentirmi come aliena a me stessa. Non
ho alcun riferimento per capire chi io sia. Vivo come in un perenne esilio"
dichiarerà una volta l'artista. Il lavoro che porta a maturazione queste sue
tendenze è Desertshore, in cui gli embrioni contenuti nel precedente album (The
Marble Index) vengono sviluppati a pieno con risultati grandiosi. Nel 1974,
partecipa al concerto collettivo June 1, 1974, organizzato dall'etichetta Island per
promuovere la figura di Kevin Ayers. In esso, appare la sua
famosa versione di The End dei Doors, incisa da
Nico un anno prima nell'omonimo disco.
Con Brian Jones
La morte
Dopo circa cinquant'anni passati fra il lavoro di
precoce modella, attrice, cantante e musicista,
fra la tossicodipendenzae il continuosenso
d'inquietudine, arriva la fine, e come la vita, è avvolta nel mistero: morì
a Ibiza, nel 1988 per emorragia cerebrale, pare a seguito di una banale
caduta con la bicicletta.
Con John Cale
Commento di Gabriele Lunati
Nico è una figura tragica, controversa,
sfuggente, una delle personalità più sconcertanti della storia del rock,
bellissima, a tal punto da odiare lei stessa la propria bellezza e proiettare
il suo fisico in un tunnel di autodistruzione che la rese più simile a un
puzzle in procinto di disgregarsi in mille pezzi che a una musa o a una dea di
un culto pagano suo malgrado vivo e profondo. Una donna sola, apolide per
scelta, imperscrutabile, con un volto enigmatico da tragedia greca e il fascino
ambiguo di una vita intensa.
Ex modella, attrice principiante, musa della Factory
di Andy Warhol, chanteuse dei Velvet Underground quindi artista solista e
ancora attrice impegnata in pellicole non commerciali, è diventata un'icona
tragica e silenziosa che non si annovera tra le leggende del rock perché ha
vissuto buona parte della sua vita artistica lontano dai clamori e dal music
business. Cinica, egoista, eroinomane, incompresa. La sua fu un'esistenza
oscura sul precipizio di un abisso interiore e come la sua arte, anche la morte
di Nico, sacerdotessa sepolcrale del rock, resterà per sempre avvolta nel
mistero.
42 anni fa, il 3 luglio del 1969, moriva Brian Jones.
Lo scorso anno, sul Corriere Sera, appariva il seguente interessante articolo:
Morte di Brian Jones, riaperto il caso
Il caso della morte dell'ex chitarrista dei Rolling Stones, Brian Jones, non è chiuso. La polizia inglese ha annunciato che intende riaprire il fascicolo dopo aver ricevuto nuove informazioni. Jones, fondatore della band, aveva 27 anni quando è stato trovato morto sul fondo di una piscina nella sua casa nell'Inghilterra meridionale. Era il 3 luglio 1969: quaranta anni fa. All'epoca gli inquirenti chiusero l'inchiesta con la dicitura "morte accidentale". Oggi, un portavoce della polizia del Sussex ha rivelato che le forze di sicurezza hanno ricevuto nuove informazioni sulla morte del musicista da un giornalista investigativo, Scott Jones: «Questi documenti saranno esaminati dalla polizia del Sussex, ma al momento è troppo presto per dire quali saranno i risultati». Conosciuto per la sua stravaganza e gli eccessi con la droga, Jones lasciò la band poco prima del decesso.
LA STORIA - La nascita dei Rolling risale al 1962, quando Jones reclutò Ian Stewart, il cantante Mick Jagger e un amico d'infanzia di Jagger, Keith Richards. Fu proprio Jones a trovare il nome per la band, che si esibì la prima volta il 12 luglio 1962 al Marquee Club a Londra. Ma negli anni successivi Jones si sentì sempre più alienato dal resto del gruppo (la coppia Jagger-Richards) e fece un uso forsennato di alcol e droghe. Jones fu arrestato per uso di droga la prima volta il 10 maggio 1967. Il suo contributo ai Rolling Stones divenne più sporadico e Keith Richards iniziò a suonare sempre più spesso la chitarra da solista. Nel marzo 1967 la fidanzata di Jones, Anita Pallenberg, scappò con Richards mentre lui era in ospedale, danneggiando fortemente l’amicizia fra i due musicisti. L’ultima apparizione ufficiale con gli Stones risale al dicembre 1968. L'8 giugno 1969, Jones ricevette una visita da Mick Jagger, Keith Richards e Charlie Watts che gli comunicarono che il gruppo da lui fondato sarebbe andato avanti senza la sua presenza. Intorno alla mezzanotte del 3 luglio 1969, Brian Jones venne trovato sul fondo della sua piscina nella sua Cotchford farm a Hartfield, nel Sussex. La sua fidanzata, Anna Wohlin, era convinta che fosse vivo. Ma quando i dottori arrivarono, era troppo tardi e Jones fu dichiarato morto. Nel rapporto il coroner scrisse "morte per incidente" e annotò che fegato e cuore erano pesantemente compromessi da alcol e droghe, ma l'autopsia rivelò che nel corpo non c'erano tracce di droghe illegali e l'alcol presente equivaleva a poco più di tre pinte di birra. Le nuove prove raccolte dal giornalista riguarderebbero testimonianze di una donna secondo cui il chitarrista fu aggredito dal suo bodyguard, Frank Thorogood, anch'egli morto.
Ma chi era Thorogood?Approfondiamo un pò.
Thorogood era un uomo indurito dal servizio militare, per nulla abituato agli agi e alla ricchezza, e quando iniziò a lavorare per gli Stones gli sembrò di essere arrivato in paradiso. Cominciò a rubare qualsiasi
cosa gli capitasse sotto mano, compresa una delle chitarre preferite di Richards. In breve tempo tutti i componenti dello staff degli Stones, le loro ragazze e i loro amici, svilupparono una profonda avversione nei suoi confron-ti: c'era qualcosa di sinistro in Frank. Quando Richards si accorse di essere stato sistematicamente derubato decise di licenziare Thorogood, ma il compito non si presentava affatto facile. L'uomo era un grande amico di Keylock, che a quel tempo era al servizio di Richards come autista, e Keylock fece in modo che Thorogood potesse rimanere il più a lungo possibile sul libro paga degli Stones. Così, invece di licenziarlo, Keith lo raccomandò a Brian, che aveva bisogno di qualcuno che fosse in grado di effettuare dei lavori di ristrutturazione per la casa che aveva appena acquistato, a Crotchford Farm. Fu proprio su Thorogood che, da principio, caddero i primi sospet-ti della polizia, chiamata a indagare sullo strano incidente capitato a Jones.
Il 2 luglio Thorogood si recò agli uffici degli Stones per ritirare il proprio salario e quello dei suoi collaboratori. Ma venne informato che quella sarebbe stata la sua ultima busta paga. Brian, infatti, li aveva licenziati tutti, anche se non aveva avuto il coraggio di comunicarlo di persona. Il confronto tra i due sembrava comunque inevitabile. Più tardi, quella sera, Jones cercò di calmare le acque invitando Thorogood e la sua ragazza a bere un bicchiere e il tutto si trasformò in un vero party.
Ecco il racconto di un probabile testimone: "... quella notte, Brian stava nuotando da parecchio tempo. Era un bravo nuotatore, molto meglio di tutti noi, e le ragazze lo guardavano ammirate, anche perché lui era una celebrità. I miei due compagni, sempre più ubriachi, sembrarono irritati da quello che stava succedendo e così iniziarono a molestare Brian, afferrandogli una gamba, dicendogli cose maligne e in maniera piuttosto brusca. Da principio non vi prestai molta attenzione ma, quando le cose si fecero un po' più pesanti, le ragazze iniziarono a dire a quei due di lasciare in pace il ragazzo. Questo comportamento non fece altro che aumentare la rabbia dei due e, a quel punto, Brian tentò di uscire dalla piscina. Loro non glielo permisero e continuarono a respingerlo lontano dai bordi della vasca e, al tempo stesso, a spingerlo sott'acqua. E più Brian opponeva resistenza e più quei due insistevano. Gli immergevano la testa sott'acqua e poi lo lasciavano riemergere per pochi secondi, per farlo respirare. E poi lo spingevano ancora giù. Immagino che volessero soltanto spaventarlo ma più il tempo passava e più il loro accanimento sembrava aumentare. Alla fine uno di loro voleva tirar fuori Brian dalla piscina, ma l'altro non era d'accordo. Le cose si stavano spingendo troppo oltre e a un certo punto sentii qualcuno dire.. è annegato' e un altro aggiunse 'andiamocene di qui.Così tornammo velocemente alle nostre macchine e scappammo in fretta e furia. Ma sono convinto che quei ragazzi si lasciarono prendere la mano e quello che successe non fu un incidente. Voglio dire, sapevano che stava inghiottendo sempre più acqua ma erano come impazziti. Certo, avevano imparato a odiarlo per la sua ricchezza, per il fatto che non doveva lavorare e aveva intorno sempre belle donne. Detestavano lavorare per lui, per piccole somme, ed essere sempre guardati dall'alto in basso, come se fossero soltanto delle merde. Certe volte Jones si comportava in maniera proprio arrogante. Ti passava vicino e non ti salutava nemmeno. Ho sempre pensato che quel tipo, tutto sommato, fosse a posto, ma c'era gente che lui aveva trattato in modo sbagliato. Ma avrebbero dovuto spaventano e basta. Eravamo ubriachi e non sapevamo quello che stavamo facendo. E quel ragazzo era diventato, improvvisamente, la nostra fottuta vittima. 'Bene, così sai nuotare sott'acqua, vero? E sei anche fottutamente bravo...' Così lo spingemmo sotto e ce lo tenemmo per un pò."
Il testimone descrive in dettaglio tutti i particolari: di come Brian li avesse supplicati e avesse lottato mentre i due lo tenevano sott'acqua anche per dieci, quindici minuti. Nel frattempo, la festa intorno a loro continuava e nessuno capì che Brian era in grave pericolo. Così due otre delinquenti, per caso, spensero la vita di Brian Jones. Uno di loro è ancora in libertà, così come molti degli apparenti testimoni di questo crimine. E forse è venuto il momento di riaprire l'inchiesta sulla "strana" morte di Brian Jones.