lunedì 18 maggio 2026

The Cost Of Freedom – La serata che ha chiuso un anno di musica condivisa

Il concerto di mercoledì 15 maggio dei The Cost Of Freedom ha chiuso il percorso annuale dei corsi di musica alla UniSavona, un cammino che quest’anno ha intrecciato quattordici lezioni, due incontri con ospiti esterni e sei serate tematiche molto diverse tra loro. Questa era l’ultima, quella che raccoglieva tutto: lo studio, le prove, le conversazioni, le scoperte condivise lungo mesi di lavoro.

La sala era piena, nonostante un clima quasi invernale che avrebbe potuto scoraggiare molti. E invece il pubblico c’era, con quella qualità di ascolto che si crea solo quando la musica diventa parte di un percorso comune. I The Cost Of Freedom hanno portato sul palco il loro repertorio ormai ampio, costruito negli anni a partire dalle prime esperienze legate alle presentazioni di libri sul rock e poi cresciuto fino a diventare un linguaggio personale, un equilibrio tra acustico ed elettrico che appartiene solo a loro.

La formazione era al completo, e questo ha dato alla serata un valore in più. Lo scorso anno, quando il concerto conclusivo si era tenuto in marzo, mancava il bassista. Questa volta invece c’era Ivo Bologna, nuovo arrivo al basso e ai cori, presenza che ha completato in modo naturale il suono del gruppo. Accanto a lui Marco Biano alle chitarre e ai cori, Fabrizio Cruciani alla voce, ai cori e alle percussioni, Athos Enrile alla chitarra, alle percussioni, ai cori e alla voce, e Roberto Storace alla voce, alle chitarre, all’armonica e agli arrangiamenti.

Il repertorio, ormai vasto, ha dato vita a una serata fluida, ricca di passaggi, di rimandi, di brani che il pubblico riconosce e sente propri. Qualcuno, alla fine, ha scherzato dicendo che presto si potrà fare come i Grateful Dead, con quattro ore di concerto. Un’iperbole affettuosa che però coglie un punto reale: la capacità di tenere insieme tanti pezzi senza perdere coerenza, grazie anche ai medley che sono diventati una delle firme più riconoscibili.

Tra i messaggi arrivati dopo la serata, uno racconta bene il clima emotivo che si è creato, descrivendo la forza di un gruppo che cresce insieme e che porta sul palco un’amicizia musicale fatta di ascolto reciproco, con la musica che “arriva al cuore”.

Il concerto del 15 maggio non è stato solo un’esibizione, ma un probabile punto di arrivo e, allo stesso tempo, un nuovo inizio. Una conferma che il percorso fatto vive soprattutto nei momenti in cui la musica diventa esperienza condivisa, e la risposta del pubblico lo ha reso evidente.