domenica 3 gennaio 2016

Documenti del passato: Siouxsie And The Banshees / Nico



Gli show significativi del passato

Nico




Siouxsie And The Banshees






Top Rank, Cardiff, 15 ottobre 1978

Se avessi una pistola vi sparerei” (Nico, costretta ad abbandonare il palco da una folla che non comprendeva il debito di Soiuxsie nei confronti dell’ex chanteuse dei Velvet Underground).

Da un racconto di Mark Paytress, giornalista britannico.

Non tutti i gruppi nati sulla scia dei Sex Pistols volevano suonare come loro, men che meno Siouxsie And The Banshees.
Presenti allo storico Punk Rock Festival del 1976, nell’autunno di due anni dopo avevano ormai surclassato la concorrenza proponendosi come il gruppo più vitale e iconoclasta in circolazione. Per i punk duri e puri i Banshees simboleggiavano al meglio il rifiuto di qualsiasi compromesso o “svendita” commerciale. La loro intelligenza, il loro suono spigoloso e austero li rendeva i portabandiera della nuova avanguardia post punk. Anche il pubblico pop si era accorto di loro grazie al successo del singolo d’esordio, Honk Kong Garden.

Non avevano mezze misure”, dice un fan della prima ora come Phil Oakley degli Human League.



Anche se le Slits li tallonavano da vicino, consideravo i Banshees il miglior gruppo al mondo. Il punk aveva rivitalizzato la cultura giovanile come non accadeva dai tempi d’oro degli hippie (che la mia generazione non aveva conosciuto). In più il punk sembrava avere ascendenze che giustificavano la mia ossessiva passione per i Velvet Underground e in particolar Nico, la cui discontinua carriera solistica aveva prodotti quattro album assolutamente unici. “Quando si venne a sapere che Nico, personaggio dall’aria minacciosa quanto la sua musica, sarebbe stata “ospite d’onore” della prima importante tournèe dei Banshees, trovai la cosa perfettamente sensata. Avevo diciannove anni ed ero certo che, quando il tour sarebbe arrivato a Cardiff (dove all’epoca studiavo), avrei assistito a uno spettacolo indimenticabile. E così, in un certo senso, fu. “Mi era già capitato di sentir fischiare Nico. Era accaduto nel 1974 quando avevo portato una copia di The Marble Index al circolo musicale della mia scuola. Ma l’accoglienza che ricevette a Cardiff fu ben altra cosa. Bastarono pochi secondi di profondi gorgheggi teutonici e cupe cadenze di harmonium perché la folla cominciasse a farle il verso. Dopo tre, quattro canzoni la pioggia di lattine, mozziconi di sigaretta e gomme da masticare (che le si attaccarono ai capelli e dovettero essere tolte con la forbice) resero inevitabile un’uscita di scena anticipata. Nemmeno Siouxsie riuscì a placare la folla. Grande fu la mia disillusione nel rendermi conto che, nonostante la retorica rivoluzionaria del punk, le forze della reazione erano sempre all’erta. Pochi minuti dopo mi ritrovai nei camerini insieme a un piccolo gruppo di fan choccati. Nico quasi non parlò. Un addetto alla sicurezza disse di averla vista iniettarsi eroina prima di andare in scena. Poi, sfoggiando un sorriso da ragazzina e dopo essersi guardata un po’ allo specchio, Nico cominciò a firmare autografi e posò per alcune foto insieme a noi. Un travestito di Swansea giurò che ce le avrebbe fatte avere, ma non seppi mai più nulla di lui/lei.
Naturalmente Siouxsie And The Banshees ottennero un successo strepitoso”.

Mark Paytress, spettatore.