domenica 19 luglio 2020

Duo Blanco Sinacori - Hacked Arias Vol. 2



Duo Blanco Sinacori - Hacked Arias Vol. 2

Il nuovo progetto chitarristico del Duo Blanco Sinacori propone un nuovo episodio classico, e si sofferma sulla musica di Vincenzo Bellini, tre brani del compositore catanese a cui si aggiungono due arie notturne di Marco Betta, autore di opere, musica sinfonica, da camera, e di lavori per il teatro e per il cinema. È lui stesso a chiosare:

" 'Ah non credea mirarti' (da La sonnambula del 1831), 'Son vergine vezzosa' (da I puritani del 1835) e 'Casta diva' (dalla Norma, 1831) mi hanno dato luce per immaginare le mie 'Sono luci lontane' e 'Nell’ombra che dilegua', due arie notturne dedicate alle linee belliniane, piccole tracce d'oggi come graffiti, segni che vogliono essere un omaggio alla visione sonora del grande compositore".

Ci si avvicina con tanto rispetto a questo lavoro di Alessandro Blanco e Giuseppe Sinacori, un duo consolidato, promulgatore della nostra cultura in giro per il mondo.
Certamente musica per una nicchia di ascoltatori ma, abbattuti i muri che spesso risiedono solo nelle sole menti umane, si possono afferrare con semplicità trame quasi auliche, perché non tutto va obbligatoriamente decodificato e perlustrato negli anfratti, ma a volte il solo istinto può liberare strade che appaiono inaccessibili ai più.
La cultura specifica può aiutare nella comprensione, ma certe predisposizioni personali, unite all’assenza di preconcetti, possono provocare incontri musicali fortunati.

L’offerta è basata su partiture originali, con una peculiarità determinata dal gemellaggio dei due strumenti: esclusi gli arpeggi di accompagnamento, il suono che arriva all’ascoltatore è quello di un’unica chitarra, un effetto di insieme particolarmente piacevole, per ottenere il quale non sono sufficienti due strumenti identici, con le stesse caratteristiche dinamiche e timbriche, ma occorre anche una tecnica precisa che rende i suoni simili e compatibili.
Il repertorio classico presentato attraverso lo strumento “chitarra” non è nuovo, e autori ed opere dal nobile passato sono stati rivisitati con buona continuità, ma la caratteristica appena descritta fornisce valore aggiunto alla proposta che, seppure ben suonata, avrebbe avuto minor valenza in caso di strumento singolo.

Un viaggio da sogno, romantico, immaginifico… un tuffo in un mondo affascinante, che apre la porta con entusiasmo a quella parte di audience dalla mente aperta.


Un po' di storia…

Duo chitarristico nato nel 2009 con la guida di Antonello Farulli all'Accademia “Incontri col Maestro” di Imola, il Duo Blanco Sinacori ha bruciato le tappe affermandosi subito a livello internazionale con un'attività concertistica che dall'Italia ha incontrato il pubblico di quattro continenti, grazie a una proposta musicale che fa tesoro della grande cultura musicale italiana col preciso intento di rivitalizzare, senza populismi né banalizzazioni, l'immagine irrigidita della chitarra classica nella musica d'oggi. Il loro debutto Hacked Overtures (2015) era incentrato sulle sinfonie d'opera di Rossini e Bellini; il primo Hacked Arias ha esteso la ricerca alle arie di Puccini, il secondo Hacked Arias torna a Bellini, incrociando il percorso di una figura cruciale per gli snodi della musica contemporanea italiana come Marco Betta.

Duo Blanco Sinacori
Hacked Arias (Vol. 2: Vincenzo Bellini)
Almendra Music
5 tracce | 21 minuti

Streaming:






IMMAGINI DI REPERTORIO



sabato 18 luglio 2020

Roberto Storace-Irish People







Questo libro pieno di foto, piccole annotazioni e grandi sentimenti, è dedicato a tutti quegli uomini e donne che abbiamo incontrato sulle strade, sui sentieri, sui battelli e sui calessi, nei pub e nei B&B, nelle chiese e nelle case d’Irlanda e che ci hanno regalato indimenticabili ricordi.
(Roberto Storace)










Ho tra le mani “Irish People”, di Roberto Storace, e mi viene spontaneo un commento dopo la lettura/visione/ascolto.
Il titolo fornisce alcuni indizi circa gli argomenti trattati, ma non ne stabilisce la reale importanza, a cui si arriva solo sfogliando e leggendo quello che si può considerare un contenitore dinamico, che si arricchisce anno dopo anno, avventura dopo avventura.

Roberto Storace è un musicista savonese che si può seguire su facebook 

Immagino che la svolta nel suo percorso sia avvenuta nel 1989… quando entra in contatto con la cultura e la musica celtica, che approfondisce e vive sul posto nel corso di numerosi viaggi in IRLANDA, SCOZIA, isole SHETLANDS e ORKNEYS, BRETAGNA, GALIZIA, ASTURIE, durante i quali partecipa a molte sessions dal vivo con i musicisti locali.


“Irish People” contiene quindi il compendio di un percorso di vita che, attraverso una particolare musica fatta di tradizioni radicate, porta a scoperte sorprendenti e illuminanti.
All’interno del book trova spazio il racconto/incontro - sviluppatosi attraverso anni di frequentazioni - di luoghi e persone, arricchito da un reportage fotografico che conduce ad un mondo difficile da far comprendere a parole. E a completare il tutto un cd musicale con 16 brani (7 song tradizionali e le restanti opera di Storace), con l’aggiunta di due bonus track video, una selezione di foto a colori di paesaggi irlandesi e una Session al Buckley’s pub di Killarney, il 19 luglio del 2009.

Non è un commento musicale quello che vorrei delineare in queste righe, ma piuttosto ciò che la lettura provoca, perché se lo sforzo di Storace non portasse a stimoli e reazione “esterne” rimarrebbe un lavoro per pochi intimi.


Nella vita mi è capitato di viaggiare molto, arrivando in luoghi che non avrei mai pensato di toccare, e ciò che più ho apprezzato è stata la bellezza e la varietà di culture lontane da quelle a cui ero abituato, non necessariamente migliori, ma pronte per essere indagate, magari criticate, forse invidiate.
Non conosco purtroppo la parte di Europa illustrata da Storace, porzione importante di terra di cui si sente sempre parlare in modo entusiastico, ma lo sviluppo del racconto porta a pensare che quei luoghi presentino in primis una dimensione umana invidiabile.

Intanto l’approccio, il viaggio, una pianificazione ridotta al minimo avendo certezza che un ostello o una casa amica - dal secondo viaggio in poi - potrà sempre accogliere il viaggiatore più o meno occasionale, e se capiterà di dormire a fianco di chi la sera prima ha alzato il gomito, beh, sarà comunque un piccolo e sopportabile incidente di percorso.
Probabilmente nel “paese verde” non esiste il concetto di “estraneo”, o “persona non gradita”, e l’integrazione con famiglie e anime appena incontrate non conosce ostacoli, favorita dalla predisposizione naturale e, in alcuni casi, da qualche birra di troppo.
E poi la musica, le jam - o session - spontanee, con persone di ogni età, che vivono un’iniziazione allo strumento molto precoce, sia esso a fiato o a corda, dipenderà dalle consuetudini famigliari.


Nella terra delle piogge e delle nebbie per tutto l'anno, la socializzazione passa attraverso i balli tradizionali, le manifestazioni spontanee, le celebrazioni di eventi importanti.
Portmagee-Irlanda: “… mi portai dietro alcune foto scattate in una serata memorabile di tre anni prima, per farmi riconoscere da Gerry del Bridge Bar, che si ricordò subito di me e fu molto gentile ospitandoci nel suo hotel, proprio sopra il bar. Avevo fatto in modo di arrivare di martedì, ricordando che era quella la sera dell’Irish Night. Ma il paese era pressoché deserto, piovigginava e temevo che la serata sarebbe stata annullata. Invece alle sei di sera cominciò ad arrivare gente, finché alle nove il locale fu strapieno. La serata fu stupenda: parteciparono tante persone, cantando, suonando, recitando poesie, ballando. Anche io ebbi il mio momento e suonai alcune jigs col bouzouki. Torniamo sempre in quel posto quando andiamo in Irlanda!”.

Nel racconto di Roberto la musica è parte essenziale, perché favorisce il contatto umano e diventa al contempo la lingua ufficiale con cui comunicare, al di là del paese di provenienza, ma ad un certo punto tutto si miscela, e  si tentenna nel capire se, in quelle situazioni, sia più importante farsi accettare come musicista per favorire l’integrazione o, al contrario, conoscere i “miti” locali per produrre nuove competenze strumentali, magari tipiche di quella zona del mondo. Di certo le occasioni per condividere gli interessi comuni non sono mai mancate:

 “Quella domenica fu musicalmente memorabile. Sapevamo che a Killarney c’era una session al Buckely’s, dalla 14 alle 16 e a Dingle un’altra, dalle 18 alle 20, al Marina Inn. La distanza tra le due cittadine non è trascurabile, una settantina di chilometro, con molte curve. Noi eravamo alloggiati in un bellissimo B&B sull’isola di Valentia, proprio di fronte al Portmagee, all’estremità occidentale del Kerry, d’Irlando e d’Europa. Da lì a Killarney ci sono più o meno gli stessi chilometri che tra Killerney e Dingle, e noi che cosa ci inventiamo? Andiamo a tutte e due le session! Cela facemmo, nonostante le curve e la pioggia battente e fu davvero bello, anche perché ero stato invitato da dei bravi e simpatici musicisti del Bukley’s, in cui avevo suonato la domenica precedente. Sfaticate che si fanno solo in vacanza!”.


La compilazione di “Irish People” avrà prodotto - e continuerà a produrre - benessere al suo autore, ma rappresenta una spinta propulsiva per il lettore occasionale, oltre ad essere pregevole lavoro di condensazioni di eventi e ricordi. E se qualcuno fosse rimasto incuriosito e volesse saperne di più Roberto Storace è contattabile su FACEBOOK o alla sua MAIL.

BENEDIZIONE IRLANDESE

Caldo sia l’amore che ti circonda,
siano buoni e veri i tuoi amici,
costanti la speranza e la promessa,
utile il lavoro che fai.
Ti stia vicino la famiglia e
Buona sia la tua salute giorno dopo giorno,
sia lunga la tua vita
e piena di gioia lungo il cammino.





venerdì 17 luglio 2020

UT al ProgLiguria-Video inedito del 21 gennaio 2012


Ancora un video inedito relativo a quanto avvenuto sabato 21 gennaio 2012 al Centro Fieristico di Spezia Expo, luogo in cui è andata in scena una kermesse musicale realizzata a scopo benefico per aiutare concretamente gli alluvionati colpiti dal tragico evento del 25 ottobre 2011 nel Levante ligure, in particolare nella zona di Spezia.

Una manifestazione legata alla musica progressiva, dal momento che il livello organizzativo parlava quella lingua. Il nome scelto non poteva andare troppo lontano dalla musica proposta: ProgLiguria.

Un po' di dettagli - e ricordi - si possono ricavare da questo articolo dell’epoca:




Tante band, tra storia e novità, e una maratona che permise di realizzare 12 ore di musica non stop.

Ecco gli articoli - e i video - già proposti:













                                            

Tocca oggi agli UT-Uno Tempore, band genovese nata proprio nel 2012, fondata da due ex New Trolls, Gianni Belleno e Maurizio Salvi; al nome “UT” si accompagnava la definizione "L'anima prog dei New Trolls". Infatti, il gruppo, oltre ai classici brani tratti dai due “Concerto Grosso”, riproponevano dal vivo i brani dei dischi “UT” e “Searching for a Land”, solitamente tralasciati dalle altre formazioni satellite del gruppo. Nell'estate dello stesso anno fu pubblicato “Live in Milano”, contenente la registrazione del concerto al Teatro Smeraldo.
La formazione del ProgLiguria prevedeva Maurizio Salvi e Andrea Perrozzi alle tastiere, Gianni Belleno alla batteria, Massimo Gori al basso e voce, Caludio Cinquegrana alla chitarra.


Ascoltiamoli/vediamoli nel contesto del ProgLiguria:






mercoledì 15 luglio 2020

Porto Antico Prog Fest 2020

Il Balletto di Bronzo

Il Porto Antico Prog Fest proposto l’11 luglio del 2020 ha assunto sin dall'annuncio della sua conferma un significato superiore all’evento stesso.

La collaborazione tra Black Widow e l’organizzazione locale produce questa manifestazione ormai da molti anni, ma le note vicende legate all’emergenza sanitaria sembravano aver bloccato ogni tipo di attività: inimmaginabile pensare di pescare all’interno della nicchia del prog per ripartire, eppure… qualcuno ci ha visto giusto!

Il pubblico ha risposto alla grande, con un sold out a cui nessuno avrebbe pensato sino a poco tempo fa.

Il programma ha dovuto subire una modifica rispetto alla pianificazione di inizio anno, ed è venuta a mancare la componente straniera, ma lo spettacolo a cui hanno assistito i tanti presenti è risultato alla fine esaltante.

Per raccontarlo userò soprattutto l’elemento visuale, pescando tra le fotografie di Enrico Rolandi e le registrazioni video di Giorgio Nasso, Enrico Meloni ed alcune mie.

L’onore e l’onere di aprire la serata è toccato ad una band genovese, gli Jus Primae Noctis, che hanno avuto l’opportunità di proporre per la prima volta dal vivo il loro album, rilasciato nella fase di pre-lockdown.
La formazione è composta da Marco Fehmer - chitarra e voce -, Beppi Menozzi - tastiere -, Mario Riggio - batteria -, Pietro Balbi - chitarra -, e dal bassista Alessandro Bezante.

Quarantacinque minuti a disposizione per scaldarsi e animare il pubblico, presentando il magnifico concept album “Istinto”, un invito a riflessioni approfondite sulla necessità di approcciarsi alle cose della vita tenendo conto di differenti punti di vista, valutando prospettive tra loro alternative.

Ciò che ho avvertito nel corso della performance è stato un senso di liberazione, un mix tra la soddisfazione di rappresentare una sorta di punto zero/ripartenza e la gratificazione legata alla presentazione dal vivo della loro creatura. Una band vive aspettando il momento di calcare il palco per condividere la propria arte, e nell’occasione Jus Primae Noctis ha ricevuto il giusto riconoscimento da parte di un’audience attenta e qualificata.

A seguire propongo un’intervista a Beppi Menozzi, un paio di brani e la scaletta di serata.




Il secondo gruppo ad esibirsi è ancora genovese, Il Segno del Comando, tra i protagonisti dell’ultimo concerto a cui ho assistito, il 5 di febbraio scorso, quando suonarono al Teatro Politeama aprendo il concerto del Banco del Mutuo Soccorso.

Il leader della band è Diego Banchero, ed è lui stesso, intervistato nel pre-concerto, a svelare il programma di serata, di  cui hanno fatto parte un paio di ospiti.
La lineup, oltre a Banchero al basso, presenta Riccardo Morello - voce e tastiere -, Davide Bruzzi - chitarra e tastiere -, Roberto Lucanato - chitarra -, Fernando Cherchi - batteria - e Beppi Menozzi, ancora lui, alle tastiere: un ensemble collaudato che gira a mille.

Tra i brani conosciuti spiccano due inediti, ma in questa serata così speciale è il sound globale, consolidato, che tocca ed esalta il pubblico.
All’interno del loro set emergono le due presenze esterne, esibitesi in differenti brani. La prima è Silvia Agnoloni - che personalmente non conoscevo -, cantante attiva in ambito metal, dotata di una grande voce e di una forte presenza scenica. Chiacchierando ad inizio giornata si era premurata di evidenziare questa sua natura più “dura”, immaginando di essere fuori dal contesto generale, ma i presenti… non si sono accorti di nulla! Una bella scoperta…
Tocca poi a Sophya Baccini, una che il palco di Genova lo conosce a memoria, e sfodera uno dei suoi momenti “elevati”, ma questa volta al servizio de Il Segno del Comando, con cui aveva peraltro collaborato un po' di anni fa.

Il trait d’union tra apertura e chiusura funziona a meraviglia, e anche per loro propongo materiale utile per i curiosi che non hanno potuto essere presenti.



E arrivano gli headliner, il Balletto di Bronzo, ovvero una formazione storica del prog italiano, che in epoca recente non si era mai esibita a Genova, eccezion fatta per un live di Gianni Leone al FIM, qualche anno fa.

Negli attimi che precedono il concerto Gianni sintetizza il momento attuale del Balletto, che nell’occasione presenta un album denominato “Official Bootleg”, realizzato in CD e in vinile (al momento 100 copie numerate, da settembre nel normale circuito di vendita).
Importanti le sue affermazioni - ribadite più volte sul palco - inerenti alla soddisfazione di aver trovato la band ideale del nuovo corso, concetto che si porta dietro una logica conseguenza, la realizzazione di un album di inediti - a distanza di tantissimi anni - a cui il trio ha già iniziato a lavorare.

Oltre a Gianni Leone alle tastiere e voce, troviamo Riccardo Spilli alla batteria e Ivano Salvatori al basso, un nucleo potentissimo, come dimostrano le riprese video a seguire, alcune girate sul palco.
Leone associa differenti caratteristiche sorprendenti: un mix costituito da grande abilità tastieristica - fatta di tecnica e fantasia -, unita ad una capacità innata di stare sul palco, con l’aggiunta di una voce incredibile - che lui definisce “da adolescente” -, capace di modularsi ed estendersi a piacimento, una grande sorpresa per chi non lo avesse mai visto dal vivo. La “Nevermoore” dei Queen, inserita nel bis ed eseguita in totale solitudine, ha rappresentato un pezzo di assoluta bravura.

La sezione ritmica è apparsa efficacissima, giustificando in pieno il giudizio di Leone.
Apoteosi finale con il lancio di “documenti” e il timbro personale - la data di un giorno da ricordare - su alcuni spettatori seduti nella prima fila.



Era importante esserci, era necessario schiacciare il pulsante dello start, e a fine concerto l’eccitazione era palese, avvertita anche nei commenti dei giorni a seguire.
Il mio contributo è rappresentato da questa piccola cronaca, che potrà servire a chi non c’era, o forse solo per ricordare, negli anni a venire, che c’è stato un giorno in cui Black Widow e il suo entourage hanno voluto dare un segnale preciso, contribuendo a rialzare la testa e a cercare la luce in fondo al tunnel, alimentando la speranza, non a parole, ma in modo concreto.
E in quel momento, per chi era presente, un bel “E io c’ero!”, sarà motivo di vero orgoglio.

Qualche scatto di Enrico Rolandi

Jus Primae Noctis


Il Segno del Comando

Sophya Baccini


Silvia Agnoloni

Il Balletto di Bronzo

giovedì 25 giugno 2020

Gleemen al ProgLiguria (21-01-2012)-Video inedito


Ancora un video inedito relativo a quanto avvenuto sabato 21 gennaio 2012 al Centro Fieristico di Spezia Expo, luogo in cui è andata in scena una kermesse musicale realizzata a scopo benefico per aiutare concretamente gli alluvionati colpiti dal tragico evento del 25 ottobre 2011 nel Levante ligure, in particolare nella zona di Spezia.

Una manifestazione legata alla musica progressiva, dal momento che il livello organizzativo parlava quella lingua. Il nome scelto non poteva andare troppo lontano dalla musica proposta: ProgLiguria.

Un po' di dettagli - e ricordi - si possono ricavare da questo articolo dell’epoca:




Tante band, tra storia e novità, e una maratona che permise di realizzare 12 ore di musica non stop.

Ecco gli articoli - e i video - già proposti:














                                            Marco Zoccheddu a un lato del palco


Tocca oggi ai Gleemen, band genovese che si formò attorno al precocissimo Marco Zoccheddu, pianista e chitarrista (Nuova Idea, Osage Tribe, Duello Madre), al quale si affiancò il batterista Marco Cassinelli; successivamente la formazione sarà completata dal bassista Angelo Traverso e da quello che diventerà un mito dell’elettrica, Bambi Fossati.
I Gleemen lasciarono un segno nel mondo del progressive rock.

La formazione vista al ProgLiguria si presentò sotto forma di trio, ma con musicisti originali, tranne Fossati, ai tempi malato (ci lascerà nel 2014): Maurizio Cassinelli (batteria), Angelo Traverso (basso) e Marco Zoccheddu (chitarra e tastiere).

Maurizio Cassinelli

Ascoltiamoli/vediamoli nel contesto del ProgLiguria:




venerdì 19 giugno 2020

La Torre Dell'Alchimista al ProgLiguria (21-01-2012)-Video inedito



Ancora un video inedito relativo a quanto avvenuto sabato 21 gennaio 2012 al Centro Fieristico di Spezia Expo, luogo in cui è andata in scena una kermesse musicale realizzata a scopo benefico per aiutare concretamente gli alluvionati colpiti dal tragico evento del 25 ottobre 2011 nel Levante ligure, in particolare nella zona di Spezia.

Una manifestazione legata alla musica progressiva, dal momento che il livello organizzativo parlava quella lingua. Il nome scelto non poteva andare troppo lontano dalla musica proposta: ProgLiguria.

Un po' di dettagli - e ricordi - si possono ricavare da questo articolo dell’epoca:


Tante band, tra storia e novità, e una maratona che permise di realizzare 12 ore di musica non stop.

Ecco gli articoli - e i video - già proposti:












Tocca oggi a La Torre dell’Alchimista, gruppo di rock progressivo nato nel 1997 ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo.


Per saperne di più consultare la pagina Facebook della band:




Membri del gruppo

Michele Giardino (voce solista, chitarra acustica, tastiere aggiuntive)
Michele Mutti (organo Hammond, pianoforte, piano elettrico, tastiere, sintetizzatori, cori, programmazione)
Davide Donadoni (basso elettrico)
Michelangelo Donadini (batteria)
Matteo Mondini (flauto, tastiere, chitarra acustica, chitarra elettrica, cori)

Ascoltiamoli/vediamoli nel contesto del ProgLiguria: