giovedì 14 febbraio 2008

The Motowns

Ho ricordato in più occasioni come la mia prima musica ...alternativa, sia spuntata fuori da un registratore a bobine , orgoglio del mio papà tecnologico.
Una canzone , o meglio uno spezzone, faceva..."Prendi la chitarra e vai ..."
Era dei Motowns , che di fantastico avevano l'accento inglese.
Per essere precisi erano di Liverpool, come un gruppo abbastanza famoso...trattato ieri sul blog.
Vediamo qualcosa su di loro, iniziando dal leader, Douglas Meakin.

Douglas Albert Meakin è nato a Liverpool il 17 Marzo del 1945 ma vive in Italia dal 1966. Negli anni '60 aveva suonato in diverse formazioni giovanili di Liverpool e divenne successivamente un componente dei Motowns, un gruppo facente parte di quel movimento artistico denominato Mersey Sound (di cui sommi esponenti furono i Beatles).
A proposito di Beatles è simpatico far notare che il buon vecchio Dougie fu amico di scuola di Ringo Starr.
Di quella conoscenza "altolocata" ricorda che erano amici di scuola e che si conoscevano in quanto entrambi si dilettavano nella musica.
In una intervista televisiva Dougie confessò che quando Ringo gli disse di essersi unito ai Beatles lasciando così i quotati Rory Storm and The Hurricanes lui glielo sconsigliò con un eloquente "ma sei matto?".
The Motowns era un gruppo formato da Dougie Meakin alle chitarre, Lally "Stott" Marchelle come vocalist, Tony Crowley alla batteria, Mike "Saint" Logan al piano e Robbie "Little" Scott al basso.
Si erano formati ai tempi della scuola e contribuirono ad animare le feste danzanti delle nottate del Mersey river. Tra i locali in cui si esibivano figurava lo storico Cavern di Liverpool, anche se non era una cosa così elitaria, in quegli anni.
Dopo un periodo di attività "live" e sull'ondata della "beatlesmania" vennero invitati nel 1966 per un concerto al Piper Club di Roma.
Il loro arrivo non fu certamente fortunato ma per loro fu l'inizio di una nuova vita.
Il gruppo atterrò all'aereoporto di Firenze, direttamente da Liverpool, giusto in tempo per perdere i bagagli e la strumentazione nella storica alluvione!!!
Questa strana storia fu raccontata in Tv da Mike Bongiorno e ben presto una colletta fatta dai ragazzi (una beat charithy collection) permise loro di avere nuovi strumenti e persino un contratto con la IT (poi R.C.A.).
Questa versione dei fatti, raccontata - forse stringatamente - da Dougie in un programma Rai non è pacifica e lo stesso Dougie l'ha raccontata in maniera diversa in un’altra intervista .
In questa bella ricostruzione si anticipa l'arrivo dei Motowns nel Febbraio del '66 e quindi si colloca l'episodio dell'alluvione (che è del Novembre del '66) dopo quasi un anno della loro permanenza italiana.
Quale che sia la storia, i Motowns vennero pubblicizzati come i nuovi "Beatles" per via della loro provenienza da Liverpool e della incredibile somiglianza di Lally Marchelle con il grande Paul McCartney.

Coinvolti nella mania popolare degli "oriundi" incassarono un grosso successo quando incisero la hit "Prendi la chitarra e vai "(una cover del brano "Lovers Of The World Unite" di "David and Jonathan" con parole di Sergio Bardotti) che vinse il Cantagiro del 1967. Dal 1967 fino ai primi anni '70 il gruppo godette di una certa fama grazie anche alla "dolce vita" romana legata alle nottate del Piper Club e, oltre ad incidere numerosi dischi, vennero invitati come attori in diversi film "musicali" del periodo .
Oltre ad aver trovato un terreno fertile per la loro carriera musicale, Dougie e Lally Marchelle trovarono l'amore e si sposarono con due modelle italiane.
I Motowns, musicalmente parlando, erano un buon gruppo, con solide basi artistiche e con radici bene ancorate nella cultura musicale del tempo.
A parte alcune degne cover di hit straniere, piacciono alcune loro canzoni originali.
Tra queste spiccano "Lassù, Sogno, sogno, sogno", "Per quanto io ci provi ",oltre all'intero album Motowns, un vero e proprio esperimento di musica progressiva (che doveva essere la colonna sonora di un film mai prodotto).
Dougie continuò con i "Motowns" fino alla prima metà degli anni '70 ma con una formazione diversa: Dave Summer e Mick Brill sostituirono Tony Crowley e Lally Marchelle (che morì anni dopo in un incidente in bicicletta).
Molti dei successi dei "Motown" sono in realtà degli adattamenti in italiano di canzoni inglesi (come andava di moda in quel periodo). "Si, si Silvana "è una cover del brano "See see rider" (The Animals), "La verità "è una cover del brano "Summer in the city" (Lovin' Spoonful), "Fuoco" è una cover del brano "Fire "di
Arthur Brown ), "Mister Jones" è una cover del brano "New York Mining Disaster" (Bee Gees).
I loro brani vennero pubblicati anche in diverse compilation dell'epoca tra cui: "E' la fine del mondo "(Rocky Roberts, Etta James, Motowns) 1968 Durium e "Tempo di vacanze "(Jimmy Fontana, Michele, Motowns) 1969 RCA.
Come uso comune negli anni '60 anche i Motowns ebbero diverse parti nei film "musicali" del periodo. Come Motowns parteciparono a: "Soldati e capelloni" (un film interamente dedicato ai "Motowns", 1967), "La più bella coppia del mondo "(Camillo Mastrocinque, 1967) ," L'immensità "e " La ragazza del Paip's" (Oscar De Fina, 1967).
Ebbero persino l'onore di partecipare per una comparsata nel film "Tre passi nel delirio "girato da Federico Fellini nel 1968.
In questa pellicola i "Motowns" impersonavano loro stessi e vennero ripresi mentre suonavano "live" in una discoteca.
Il loro legame con Cinecittà era abbastanza forte visto che vennero chiamati per realizzare la colonna sonora di un film (certamente un horror) che poi non venne mai realizzato. Questi brani vennero pubblicato successivamente dentro il disco Motowns del 1971.
A proposito di horror movie è d'obbligo citare un'altra comparsata dei Motowns (nella loro seconda formazione) in "Quattro mosche di velluto grigio "di Dario Argento (1971).
Due di queste comparsate sono attualmente visibili su You Tube, più precisamente le loro esecuzioni di: "L'uomo in cenere " e " Una come lei".
Tra il 1974 e il 1978 Meakin lavorò in Francia dove realizzò una cover del brano blues "Stagger Lee " sotto il nome di Sir Albert Douglas e, al suo ritorno in Italia, formò i Godfather con Dave Summer, Mick Brill e Mike David (che poi suonerà con i Buggles).
In quel periodo Meakin, Brill e Summer divennero anche degli affermati turnisti all'interno della IT (poi R.C.A.); collaborarono così, per quasi un decennio, con artisti del calibro di Gianni Morandi, i Primitives, Antonello Venditti (la chitarra e i cori di "Grazie Roma" sono di Dougie), Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Riccardo Cocciante nonché con i fratelli De Angelis (gli Oliver Onions) e con Ennio Morricone (con i quali Meakin realizzò numerose colonne sonore di film).Sul finire degli anni '70 Olimpio Petrossi aveva offerto a Dougie la possibilità di realizzare alcune sigle per dei cartoni animati giapponesi come Superobots, ma quando si accorse che la concorrenza in quel gruppo era molta pensò bene di mettersi "anche" in proprio formando i Rocking Horse, con Mike Fraser, Dave Summer, Mick Brill e Marvin Johnson.

Ascoltiamoli



Citazione del giorno:

"La fede coglie la verità molto prima dell'esperienza" (Kahlil Gibran)


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mercoledì 13 febbraio 2008

Beatles e Cavern

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Se avessi dovuto ricordare il mio percorso musicale , utilizzando l’elemento cronologico, il punto di partenza sarebbero stati i Beatles.
Con loro iniziai ad ascoltare la prima musica “diversa”, da loro appresi un particolare modo di vestire e di portare i capelli.
E poi la loro musica, semplice nella composizione, se paragonata a ciò che ha accompagnato la mia evoluzione , resta un marchio indelebile , e alla resa dei conti tanto semplice non e’.
Ma cosa dire dei quattro baronetti che non sia già stato detto in 1000 modi?
Come dare uno spunto diverso, accompagnato poi alla testimonianza tangibile, cioè la loro musica?
Mi sono fatto aiutare da Gino Terribile, già presente nel blog con un’intervista.
Perché proprio lui?
Gino, oltre a far parte del rinato “Cerchio d’Oro”, di cui mi occuperò all’uscita del loro disco,da una vita fa parte dei Cavern, ovvero una cover band dei Beatles.
Assieme a lui, il gemello Giuseppe, più altri musicisti che però non conosco personalmente.
I gemelli Terribile, sono cultori della musica da sempre, e le loro influenze non hanno avuto un’unica confluenza, e allora mi e’ venuto spontaneo chiedere a Gino:”Perché proprio i Beatles, e non gli Stones, ad esempio?”
Immagino che mettere su un gruppo e dotarlo di un’ etichetta permanente , abbinandola ad un artista o ad un gruppo specifico , non sia casuale, ma celi un amore particolare che meriti di essere descritto, con l’obiettivo, in questo caso, di raccontare i Beatles da un’altra angolazione.

Sentiamo il breve racconto di Gino, condito da qualche aneddoto significativo.




Cosa ci ha spinto a costituire i Cavern?
L'elemento scatenante è stata la morte di John Lennon nel dicembre 80 :i veri Beatles non sarebbero più potuti esistere.
Noi amavamo i fab four, inoltre dopo le esperienze prog, pop e hard rock volevamo fare qualcosa che all’ epoca era diverso:proporre un repertorio intero di un gruppo, (ricordiamo che le cover band ora sono all 'ordine del giorno ma nell’ 80 non ne esistevano), e nessuno come i Beatles poteva rappresentare il nostro spirito del momento,spirito che a ben vedere si è mantenuto negli anni.
Ci sono diversi aneddoti, legati alla nostra esperienza, che mi sono rimasti impressi .
Tra questi ricordo un Nico Di Palo (News Trolls) attento e curioso nel corso del sound check al Teatro Chiabrera nel 93 .
Poi nel 2001 un concerto estivo ad Alessandria: in quell’ occasione entusiasmammo il pubblico a tal punto che , nonostante la pioggia, comparsa a metà concerto, restò fino alla fine (in pochi con l ombrello, la piazza non era coperta, così come il palco su cui ci esibivamo noi).
Ancora un altro, incredibile nel'92 : suonammo a Busserio vicino a Milano .
A fine concerto si avvicino' un tipo incredibile: cappotto lungo sciarpa bianca, cappello, elegantissimo, sicuramente un personaggio con… possibilità(poi lo vedemmo allontanarsi con un'auto tipo cadillac lunga 6 metri...) .
Ci disse: “Siete fantastici, mi avete fatto rivivere i miei 20 anni, chiudendo gli occhi ascoltavo i Beatles... vi devo ringraziare con qualcosa...”
Tirò fuori un assegno e lo compilò: cifra 300.000 lire !
Consegnandolo ripeté: ”E il minimo! "(aveva già pagato il biglietto...)
Abbiamo ancora la fotocopia di quell’ assegno.

Un altro ricordo più recente è del 2005.
Dopo un concerto a Sestriere un tipo ci raggiunse sul palco chiedendoci di ricantargli solo l 'inizio di "Nowhere man "(quello a cappella a 3 voci..)dicendoci che con quella canzone aveva conosciuto sua moglie...
Lo accontentammo... ci ringraziò .
Essere riusciti a provocare l’ emozione di una persona di mezza età, a tal punto da vederla piangere , ha significato qualcosa di non facilmente spiegabile, sicuramente indimenticabile.
Tutto questo rappresenta la vera gratificazione dell'artista , il massimo a cui si può onestamente aspirare.
E dove sta quell’animo sensibile che non ha mai pianto per una canzone?
Chi dei miei occasionali lettori non ha qualche ricordo importante legato ai quattro ragazzi di Liverpool?

Grazie a Gino per averci regalato un pò di tempo.
I suoi pensieri mi hanno dato l’opportunità di ricordare le fondamenta dei miei interessi musicali.

Rivediamoci ora qualche filmato d’epoca.







venerdì 8 febbraio 2008

Lynyrd Skynyrd


Sono arrivato tardi a questo gruppo di rock sudista.

Era il 1997 ed ero in Texas.
La cosa che viene piu' facile alla sera, dopo una bistecca al Mc Bride , e' visitare quei locali in cui si ascolta musica e si balla, in maniera assolutamente diversa dalla nostra.
Vedere uomini e donne , mandriani e donne di mandriani, cow boy e donne di cow boy, ballare assieme , facendo gli stessi passi , senza mai sbagliare,e' davvero uno spettacolo.Tra i tanti pezzi tra il rock ed il country,sconosciuti ma bellissimi, ne riconobbi uno di cui non sapevo il titolo , ma avevo bene il testa il riff e la cadenza.
Parlo di "Sweet Home Alabama", dei Lynyrd Skynyrd ,che ascolteremo a seguire.
Ma chi erano costoro?
I Lynyrd Skynyrd erano una band americana di hard rock/southern rock.
La band acquistò importanza durante gli anni 70, capeggiata dal cantante e principale autore dei testi Ronnie Van Zant, fino alla sua morte avvenuta nel 1977.
Durante gli anni 60, il gruppo cambiò nome parecchie mentre suonava nei club e nei locali da ballo di Jacksonville.
Nel 1968 i futuri Lynyrd Skynyrd vinsero un concorso locale e con il premio in denaro registrarono le canzoni "Need All My Friends" e "Michelle", singolo di debutto .
Nel 1970, la band iniziò un periodo di prove continue presso la "Hell House", una fattoria isolata a Green Cove Springs (Florida), cittadina nei dintorni di Jacksonville. In questo periodo il roadie Billy Powell si unì al gruppo come tastierista. Il nome definitivo del complesso fu ispirato dalla storpiatura canzonatoria del nome dell'insegnante di ginnastica dei liceali Rossington e Burns, tale Leonard Skinner. Skinner aveva reso più restrittive le regole della scuola, impedendo ai ragazzi di portare capelli lunghi. Dopo essere stati puniti innumerevoli volte, Ronnie Van Zant, durante uno show ancora con il nome di One Percent, scherzosamente annunciò dal palco che da allora si sarebbero chiamati Leonard Skinner. Il nome però tenne, trasformandosi presto in Lynard Skynard, e poi in Lynyrd Skynyrd.
I Lynyrd Skynyrd continuarono a suonare in giro per il sud degli States nei primi anni 70, costruendo il proprio rock blues duro e potente come la propria immagine. Nel 1972, Leon Wilkeson rimpiazzò Larry Junstrom al basso. Wilkeson se ne andò appena prima dell'inizio delle registrazioni del primo album. Il chitarrista degli Strawberry Alarm Clock,Ed King, fu chiamato a rimpiazzarlo. Quando l'album fu completato, Van Zant informò King che lo considerava il peggior bassista che egli avesse mai sentito. Per questo suggerì lo spostamento di King alla chitarra, così da poter ripodurre dal vivo il suono a tre chitarre adottato in studio. Cosa che divenne ben presto la caratteristica distintiva del gruppo. Il produttore Al Kooper rimase impressionato dalla band durante una performance nel 1972 in un club di Atlanta e li mise sotto contratto .
Egli produsse il primo album del 1973 "Pronunced Leh-Nerd-Skin-Nerd, che conteneva "Free Bird", un tributo a Duane Allman degli The Allman Brothers Band da poco deceduto."Free Bird" fu trasmesso dalle radio nazionali arrivando fin alla posizione 19 della classifica Billboard Hot 100. Curiosità vuole che la canzone sia diventata causa ed oggetto di un tipico cliché del Rock and Roll, cioè urlare il nome della canzone che si vuole sentire.
Lo zoccolo duro dei fan continuò a crescere rapidamente durante il 1973, anche grazie al fatto di avere fatto da apertura agli Who durante il tour americano di Quadrophenia. Durante uno di questi show, al Cow Palace in California, Gli Who si rifiutarono di salire sul palco dopo i Lynyrd Skynyrd perché la folla continuava a chiamarli a gran voce. Il secondo album del 1974 "Second Helping, coincise con l'esplosione della band. Il singolo "Sweet Home Alabama" classifica nacque come risposta ad "Alabama" e "Southern Man" di Neil Young. In risposta alla risposta, Warren Zevon registrò il pezzo "Play it All Night Long". Tuttavia la convinzione che Van Zant e Young fossero reciprocamente ostili, per quanto diffusa, era falsa; entrambi apprezzavano la musica dell'altro e parlarono spesso di collaborare insieme. Young eseguì canzoni dei Lynyrd Skynyrd nei propri concerti e durante il concerto tributo a Van Zant. Second Helping arrivò al numero 12 delle classifiche e fu più volte disco di platino. Il gruppo andò in tour nel Regno Unito nel 1975 (insieme ai Golden Erring) e nel 1976 (con i Rolling Stones).
Nel luglio del 1974 i Lynyrd Skynyrd furono il gruppo di cartello del Ozark Music Festival, che alcune stime definirono uno degli eventi rock più grandi della storia, con un pubblico di 350.000 persone.
Nel 1975, King e Burns lasciano la band, e Burns viene rimpiazzato da Artimus Pyle. Il primo album della nuova formazione Nuthin' Fancy diventa il loro primo disco ad entrare nei Top Ten. Forte di un successo come "Saturday Night Special" (n. 27 della classifica di Billboard). Gimmie Back My Bullets seguì nel 1976 senza però ottenere lo stesso successo dei due precedenti dischi. Nel dicembre del 1975 Leslie Hawkins, Cassie Gaines e JoJo Billingsley si unirono al gruppo. Il chitarrista Steve Gaines, fratello della corista Cassie Gaines, rimpiazza King nel 1976, proprio in tempo per registrare il doppio dal vivo "One More from the Road", secondo lavoro ad entrare nei primi dieci in classifica.
Il sesto album degli Skynyrd,"Street Survivors", fu pubblicato nell'ottobre del 1977. Sarà l'ultimo lavoro della formazione originale.

L'incidente aereo (1977)
La leggenda dei Lynyrd Skynyrd subisce un durissimo colpo a causa di un incidente aereo il 20 ottobre 1977, tre giorni dopo l'uscita diStreet Survivors. Un volo charter che stava portando la band a Baton Rouge (Louisiana) per una data del tour, a causa di problemi di carburante, si schianta in una palude a Gillsburg (Mississippi). L'impatto uccide sul colpo il cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista e cantanteSteve Gaines, la corista Cassie Gaines, l'assistente all'organizzazione del tour Dean Kilpatrick, il pilota Walter McCreary e il co-pilota William Gray. Gli altri membri della band restarono feriti, qualcuno in modo molto serio. Allen Collins subì la rottura di una vertebra cervicale, sia Collins che Leon Wilkeson rischiarono l'amputazione di un arto, Leon ebbe numerose lesioni interne ed un polmone perforato. Gary Rossington si ruppe un braccio e un piede. Leslie Hawkins si ruppe il collo in tre punti ed ebbe il viso sfigurato da gravi lacerazioni. Sulla copertina di "Street Survivors" le fiamme che in origine si trovavano sotto la foto del gruppo, vennero sostituite dalla MCA Records con uno sfondo nero.
Street Survivors fu il secondo album della band ad arrivare al disco del platino, arrivando al numero 5 della classifica americana. Il singolo "What's Your Name" raggiunse il numero 13 della classifica nel gennaio 1978. I Lynyrd Skynyrd si sciolsero dopo la tragedia aerea.

Intervallo (1977-1986)


Gli anni della riunione (dal 1987 ad oggi)

Rossington, Powell, King e Wilkeson si rimettono insieme nel 1987 insieme al fratello minore di Van Zant,Johnny Vant Zant, che assume il ruolo di cantante e di principale compositore dei pezzi. Le condizioni di Collins gli permettono di partecipare al progetto solo come direttore artistico. Egli viene colpito da una polmonite nel 1989 e muore il 23 gennaio 1990.
La riunione della band in origine doveva essere soltanto un tributo alla formazione originale, fotografato in un doppio album , ma la reazione positiva dei fans risulta essere oltre ogni aspettativa e questo spinge la band a restare unita e a scrivere nuovi pezzi. I "nuovi" Lynyrd Skynyrd registrano numerosi cambiamenti nella formazione e continuano ad incidere dischi e a suonare dal vivo.Il 28 novembre 2005 laRock and Roll Hall Fame annuncia che i Lynyrd Skynyrd saranno i prossimi a fare il loro ingresso insieme a Black Sabbath,Blondie, Miles Davis e Sex Pistoles.La cerimonia si è svolta al Waldorf Astoria Hotel a Manhattan il 13 marzo 2006. I Lynyrd Skynyrd erano già stati nominati 7 volte in precedenza.

Controversie

I Fans dei Lynyrd Skynyrd si sono spesso lamentati del fatto che la band sia stata a lungo ignorata dalla Rock and Roll Hall of Fame. Qualcuno sostiene che la causa sia da ricercarsi nella controversa immagine sudista, che ha come simbolo la bandiera Confederata, considerata da molti razzista. Bisogna però sottolineare che la bandiera in questione è stata usata anche da molti altri artisti provenienti dal sud degli USA, tra cui Elvis Presley e Dolly Parton. In ogni caso i Lynyrd Skynyrd continuano a glorificare la loro immagine di conservatori "redneck" scegliendo per esempio di suonare per la convention Repubblicana del 2004 e utilizzando sul palco proiezioni in cui la bandiera Confederata si sovrappone e copre la bandiera Americana. Molti fans si presentano ai concerti avvolti nella bandiera Confederata e Johnny Van Zant fa lo stesso nella seconda parte dello show. Un'altra motivazione su cui si è spesso speculato è che, essendo solo due dei membri fondatori ancora nella band, essa sia solamente l'ombra di quella originale. Curiosamente la canzone "Free Bird" fa parte della lista delle "500 canzoni che hanno caratterizzato il rock" stilata proprio dalla R.and R. H. of F. Nel febbraio 2005 il cantante Charlie Daniels ha pubblicato una lettera on-line accompagnata da una petizione diretta alla Hall of Fame, chiedendo ai fans di firmarla per sostenerla.

Leggende metropolitane

Fin dalla sepoltura del cantante nel 1977, hanno sempre circolato voci secondo le quali Ronnie Van Zant fu tumulato con una T-shirt di Neil Young addosso, quale segno di maledizione nei suoi confronti; in realtà (vedi sopra) non è vero che ci fosse ostilità tra i due. Qualche fan sostiene che questo sia il motivo per cui le lapidi di Van Zant e Gaines furono profanate il 29 giugno 2000 a Orange Park (Florida). Altri credono che il motivo dell'atto sacrilego sia la canzone "A Commercial" del 1986 dei Ded Kennedys che faceva riferimento in modo scherzoso all'esumazione dei corpi dei Lynyrd Skynyrd. La bara di Van Zant fu disseppellita, ma non aperta. I resti cremati di Gaines, contenuti in una busta di plastica dentro a un'urna, furono sparsi sul terreno circostante. La gran parte delle ceneri fu recuperata. Le famiglie decisero di spostare i resti dei due musicisti altrove, lasciando il mausoleo come luogo di commemorazione per le visite dei fans.






Citazione del giorno:

"Sarai completamente in pace con il tuo nemico solo quando morirete entrambi" (Gibran Khalil)








giovedì 7 febbraio 2008

Simon and Garfunkel

Per chi ha la mia eta' ,o qualcosa di piu', la scena seguente non ha segreti....



...ai piu' giovani, che occasionalmente dovessero incappare in questa pagina, posso dire che e' la scena finale del film "Il Laureato".



Il laureato è un film del 1967, diretto da Mike Nichols.

Benjamin, tornato a casa dopo la laurea,intraprende una relazione con la ricca signora Robinson, di cui in seguito conosce la figlia...e innamoratosi perdutamente di quest'ultima la porta via dall'altare e dal promesso sposo...

Il film ebbe un successo strepitoso, tanto che tuttora è un film culto, rivisto, citato, ricordato e apprezzato anche a distanza di moltissimi anni.
La fortuna della pellicola si deve a un insieme di fattori. Intanto le indimenticabili interpretazioni dei protagonisti:Dustin Hoffman, al suo primo ruolo cinematografico importante, perfetto nella parte dell'impacciato e introverso Benjamin; Anne Bancroft, la donna matura che seduce il giovane laureato, Katharine Ross nella parte della giovane Elaine.
La innovativa regia di Mike Nichols, l'utilizzo delle canzoni (in particolare la celeberrima "Mrs. Robinson") di Simon and Garfunkel, rimaste come l'icona di una intera generazione, il tema certo molto trasgressivo per l'epoca, le argute situazioni comiche, tutto ha contribuito a fare di questo film un insuperabile pezzo di storia del cinema.
Alcune scene, prima fra tutte la corsa disperata di Benjamin a bordo di un'Alfa Romeo Duetto
rossa (vettura poi rimasta famosa proprio grazie al film stesso) e le urla in chiesa per impedire il matrimonio di Elaine, ma anche il primo incontro fra Ben e Mrs. Robinson in albergo, sono rimaste impresse nella memoria e nell'immaginario collettivo per generazioni.
Il film, prodotto nel 1967, sia pure in veste di commedia e attraverso un taglio sentimentale e non politico, anticipa i fermenti giovanili di ribellione che esploderanno di lì a pochi mesi nelle grandi contestazioni del 1968.
La fuga finale dei due giovani in un autobus preso a caso, può essere vista persino come una sintesi del clima di quell'epoca, la spinta a una rottura con il conformismo imposto dalla società, ma attraverso una fuga inconsapevole, colma di incertezze e priva di un reale progetto
.

Dalle note emerge il nome di due artisti unici, Simon and Garfunkel.

Vediamo un po' di biografia.

Le origini

Entrambi di famiglia ebrea, Paul Simon e Art Garfunkel vivono da bambini a pochi isolati l'uno dall'altro a Forest Hills, una zona residenziale nella periferia di New York e frequentano la stessa scuola elementare.Iniziano cosi' a suonare insieme come "Tom and Jerry".
Ispirandosi dichiaratamente allo stile degli Everly Brothers, nel 1957 cominciano a scrivere brani originali e incidono la loro prima canzone, Hey, Schoolgirl .Il singolo viene pubblicato sia come 45 giri che come 78 giri e vende circa 100000 copie, raggiungendo la posizione 49 nelle classifiche di Billboard.
Tom and Jerry incidono altri singoli e, nel periodo tra il 58 ed il 64 tentano altre strade nel ,ma non riescono a ripetere il successo del primo disco.
Simon si iscrive al Queens College di N.W. e Garfunkel alla Colunbia University.
Nel 1963 Simon torna alla ribalta sulla scena folk, suonando con Bob Dylan e poi con Carole King. Sempre in quel periodo fa ascoltare a Garfunkel alcune sue canzoni folk: Sparrow, Bleecker Street e He Was My Brother.
Nel 1964 la C.R. pubblica il primo album di "Simon & Garfunkel",Wednesday Morning, 3 A.M., che include cinque brani originali, fra cui i tre già menzionati.

Prima separazione

Poco dopo l'incisione del loro primo album, che all'inizio si rivela un flop commerciale, il duo sidivide nuovamente.
Simon si trasferisce in Inghilterra, dove nel maggio 65 registra il suo album solista "The Paul Simon Song Book." L'album è stato ritirato dal mercato nel 79 su richiesta di Simon, per essere poi ripubblicato nel 2004 su CD, con l'aggiunta di tracce bonus.
Nell'estate del 1965, alle stazioni radio cominciano a pervenire richieste per "The Sound of Silence".

Sound of Silence diviene uno dei primi esempi di folk rock, posizionandosi nei primi quaranta posti delle classifiche di vendita americane e salendo poi fino al primo posto a dicembre dello stesso anno.

Il ritorno del duo

Sulla scorta dell'inaspettato successo di Sound of Silence, Simon torna negli Stati Uniti e il duo si ricompone. La nuova collaborazione dà vita a una sequenza di celebri album. I testi di Simon, profondi e immaginifici, sono spesso alleggeriti da una costante vena ironica.
Il 17 gennaio 1966 Simon & Garfunkel pubblicano l'album "Sound of Silence", che raggiunge la posizione 21 nelle classifiche.
Nel 1967, Simon e Garfunkel scrivono la colonna sonora del film Il Laureato (con la celeberrima Mrs. Robinson), con la quale Simon vince il Grammy per la migliore colonna sonora originale.
Nel marzo 1968 viene pubblicato Bookends, anch'esso subito in testa alla top ten.


Seconda separazione

Nel 1969, Garfunkel aveva iniziato a lavorare come attore. Simon inizia a sentirsi frustrato dai troppi impegni dell'altro e il rapporto fra i due finisce per deteriorarsi.
L'album finale del duo, "Bridge Over Troubled Water, viene pubblicato il 26 gennaio 1970.

Il singolo con la title track diventa uno dei 45 giri più venduti di tutto il decennio. Sull'albumcompaiono altri brani celeberrimi, come "The Boxer" e" El Condor Pasa".
Sia l'album che il singolo omonimo ricevono nel 1971 un ricco bottino di Grammy (per il miglior album, miglior singolo, disco meglio prodotto, migliore canzone contemporanea, migliore arrangiamento e così via).
Il duo si scioglie quindi nuovamente, e la casa discografica fa uscire la compilation Greatest Hits, che nel 1972 registra un enorme successo commerciale.
Simon prosegue con una carriera solista di grande successo.
Garfunkel prosegue sia come musicista che come attor


Incontri

Pur non essendosi mai ufficialmente ricostituiti come duo, Simon e Garfunkel si sono talvoltaesibiti in concerto assieme.
L’episodio piu’ celebre fu il maestoso concerto in Central Park (19 settembre 1981), a cui assistettero 400.000 persone circa, e da cui fu ricavato quello che è probabilmente l'album più noto del duo, "The Concert In Central Park.
In seguito al grande successo di questo lavoro, Simon e Garfunkel si esibirono ancora dal vivon un tour mondiale nel 1982.


Il duo provò anche a realizzare un nuovo album insieme, ma alla fine Simon decise di cancellare la voce di Garfunkel dai brani e pubblicò il materiale sull'album solista "Hearts and Bones".
Nel 1990 i due suonarono ancora insieme alla cerimonia per la loro iscrizione nella Rock and Roll Hall Fame.

Nel 1993 tennero 21 concerti a New York. Nello stesso anno tennero anche alcuni concerti per beneficenza, come il Bridge School Concerts.
Nel 2002 il duo si riunì ancora per suonare The Sound Of Silence all'apertura della cerimonia dei Grammy Awards.

Nel2003, Simon e Garfunkel iniziarono un altro tour degli Stati Uniti data anche con il titolo "Old Friends".
Il successo di "Old Friends" portò il duo a replicare con altri 25 concerti nel 2004, con un gran finale al Telecocerto in Via dei Fori imperiali, di fronte a un pubblico forse più numeroso di quello del Central Park (si stimano 600.000 persone.



Ed ascoltiamo "MS Robinson" e "Bridge Over Troubled Water"




Citazione del giorno:


I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere."(Marco Fabio Quintiliano)




mercoledì 6 febbraio 2008

Il vinile



Non ricordo quale fu il primo LP che acquistai, ma probabilmente e’ ancora tra i 200 vinili che custodisco con amore, senza peraltro mai sentire.
Molti sono inascoltabili, rovinati dalla puntina di qualche piatto scandaloso.
A quei tempi era difficile fare capire ai genitori che per ascoltare della musica ci voleva “lo stereo”.
E così mio padre, armato di buona volontà, decise di trasformare il vecchio giradischi in impianto HiFi, costruendo due casse di legno pregiato, inserendo due altoparlanti e collegando il tutto, come aveva imparato durante il corso che seguiva in casa, della Scuola Radio Elettra di Torino.
Le casse erano poi state pitturate a mano.
Inutile descrivere il risultato, ovvero la qualità del suono.
Sono passati molti anni prima di poter utilizzare uno stereo decente, e così ho avuto modo di massacrare parecchi “Padelloni”, come li chiamavamo allora.
Però erano capolavori da tutti i punti di vista: la copertina da ammirare e in taluni casi leggere, l’interno pieno di notizie e testi, la qualità del suono (righe a parte) non  paragonabile a quella attuale.
E poi era un rito ... gli amici sul divano e tu che, in qualità di padrone di casa, sceglievi cosa ascoltare.
Si rimuoveva dallo scaffale il disco, rigorosamente catalogato per band, si faceva uscire la busta interna che poi si inclinava leggermente, sino allo spuntare del vinile.
A quel punto lo si sentiva nel palmo della mano e con l’indice si andava alla ricerca del foro centrale, prima di rimuovere per intero la busta.
Ora era possibile usare entrambe le mani per appoggiare il disco sul piatto.
Spesso questa operazione era preceduta dalla pulizia col panno antistatico.
E dopo tutta questa cura l’interruttore passava sull’ON e l’LP entrava in rotazione, mentre il cerchio centrale contenente le informazioni diventava strumento da ipnosi.
E così si consumava il dramma di una puntina rovinata su di un disco perfetto o, al contrario, di una puntina appena acquistata su un disco arato recentemente da un agricoltore.
Ma chi ha tempo adesso per tutte queste cose?
Anche il CD e’ diventato troppo “lungo” per i nostri ritmi e l’MP3 ci può seguire ovunque, a partire dal nostro cellulare.
Eppure sono ben fiero della mia raccolta di “PADELLONI”, quei 200 dischi di cui mai vorrei disfarmi, e che forse riuscirò ad ascoltare come Dio comanda soltanto … quando andrò in pensione.

Questa mia malinconica riflessione nasce dalla lettura di un articolo trovato oggi sul “Corriere della Sera On Line”, di cui sintetizzo il significato.

In Rete la rivincita degli Lp, vendite boom, Beatles in testa.
A 60 anni dalla sua introduzione sul mercato, il disco in vinile non solo sopravvive al progresso tecnologico, ma addirittura compete su Internet


MILANO — Hanno tentato di farlo fuori in tutti modi. A colpi di compact disc, minidisc, laserdisc e, ultimo, il download di musica digitale da Internet.
Niente da fare, a 60 anni esatti dalla sua introduzione avvenuta nel 1948, il vinile resiste. Piccola enclave dell’industria discografica, addirittura sta conoscendo una seconda giovinezza. Perché, come ha detto Bob Dylan «i dischi moderni sono atroci. Oggi non puoi fare un disco che suoni come quelli che ascoltavo e amo ancora».
Dischi in vinile, ovviamente.
I numeri sono esigui ma i segnali sono importanti. Nel 2007, in tutto il mondo, sono stati venduti, tra album e 45 giri, 990 mila pezzi in vinile (+15,4 per cento rispetto al 2006) per una quota di mercato pari allo 0,2 per cento (i cd rappresentano ancora l’85 per cento, il download quasi il 15 per cento).
In Italia, nel primo semestre dello scorso anno, il fatturato del comparto vinile ammonta a 150 mila euro, che significa 10 mila pezzi venduti. Il 250 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2006.
Nicchia in crescita«Il vinile non rilancia l’industria discografica ma è una nicchia in crescita» dice Enzo Mazza presidente della Fimi, l’associazione che riunisce le principali case discografiche. «Il mercato è ormai polverizzato e la fruizione della musica avviene sotto diversi formati, dai più moderni come la chiavetta usb e il download, a quelli tradizionali, cd e, appunto, il vinile».
Il vinile, nel suo piccolo, è anche un fenomeno di moda a cui il settimanale Times Magazine si è interessato di recente.
Scontato che l’acquirente di vinile sia il 40-50enne legato ai miti dell’adolescenza, il fenomeno ora interessa anche i giovanissimi che acquistano l’Lp feticcio, per poi ascoltarlo su mp3 dopo averlo scaricato da Internet.
Gli artisti si adeguano volentieri. I Radiohead per esempio, che hanno sfidato l’industria discografica pubblicando il loro ultimo album "In Rainbows" su Internet e lasciando decidere ai fan quanto pagare per scaricare le nuove canzoni, dello stesso hanno distribuito nei negozi la versione in vinile.
Ogni nuova uscita dei Rolling Stones è accompagnata da una tiratura limitata di copie in vinile. Lo stesso vale per i Depeche Mode, Manu Chao, mentre gli U2, per celebrare i vent’anni di un loro storico album "The Joshua Tree", hanno scelto l’edizione in vinile.
In campo anche le major americane.
Se negli Stati Uniti la casa discografica Wea dichiara che le vendite di musica in vinile sono aumentate del 30 per cento, da noi la multinazionale Sony-Bmg ha iniziato a ripubblicare in vinile, al prezzo di 14 euro, alcuni dischi che hanno fatto storia: Elvis Presley, Miles Davis, Lou Reed, Simon & Garfunkel e altri ancora perché «l’obiettivo è offrire un prodotto di alta gamma agli appassionati ma anche avvicinare i più giovani a un prodotto che ha fatto la storia della musica». La Virgin punta su alcuni big della scena alternativa degli ultimi anni quali Blur e Massive Attack e celebra gli anniversari di album come Sgt. Pepper dei Beatles o Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols ripubblicando in vinile l’opera originale.
Le catene di negozi si adeguano, così come l’industria dell’alta fedeltà che ha immesso sul mercato nuovi piatti iper tecnologici che arrivano a costare anche 10 mila euro.
A Milano e Torino Fnac riserva uno spazio vendite al vinile dove è possibile trovare titoli che non sono più disponibili nel formato cd, operazione ora intrapresa anche da Mediaworld. Fiutando l’affare, anche Amazon, il più importante emporio musicale online, da ottobre ha aperto una sezione dedicata alla vendita di vinile.
Al momento, la classifica dei più venduti vede al primo posto Abbey Road dei Beatles. Ma che non sia solo cosa per nostalgici vecchietti, lo dimostra la presenza nella top ten di "The Black Parade" dei My Chemical Romance e di "Sawdust" dei Killers, band dell’ultima ora, molto amate dai ragazzini.

E visto che i Beatles sono come sempre i numeri uno ... ascoltiamoci questo "Get Back"





Citazione del giorno:
"Se qualcosa e' semplice da riparare, e' semplice da costruire" (Leo Fender)


martedì 5 febbraio 2008

ZZ TOP


Ed oggi un pò di sano rock blues texano.
Gli ZZ TOP, sono diventati nel corso degli anni una formidabile macchina da soldi, vendendo dischi a palate e riempiendo le arene di tutto il mondo.
Destino quanto mai insolito per un trio nato nel “fango” del Rio Grande e arrivato agli Hotels più lussuosi di Las Vegas.
Nascosti dietro barbe da mormoni, con cappelli e stivali da cowboy, spesso accompagnati da prosperose ballerine, propongono un rock blues suonato con grande tecnica e pochi virtuosismi, rimanendo sempre attenti ad un sound possente e a riff inconfondibili presi dal boogie.
Si formano attorno al 1970 e si assestano a trio, con Billy Gibson ,chitarrista straordinario, ed una prorompente sezione ritmica formata dal bassista Joe Hill e dal batterista Frank Beard .
Il loro sound raccoglie vasto seguito locale dopo la pubblicazione di “First Album “ e “Rio Grande Mud”.
L’esplosione a livello nazionale avviene però con “Tres Hombres”, disco di platino che contiene il loro brano più famoso, ”La Grange”.
Il seguente, “Fandango”, non fa che amplificare la popolarità conquistata, catapultandoli in una tournée mondiale che registra la vendita di un milione di biglietti.
Dopo aver lavorato per molti anni con la “London”,firmano per la “Warner” e pubblicano”Deguello”.Ma il contratto miliardario intacca l’immagine rude del gruppo. Il loro rock blues diventa “meno sporco” e più commerciale.
L’effetto di “Eliminator” e’ deflagrante: il disco si aggiudica il platino cinque volte con le sue sonorita’ orecchiabili, rimanendo in classifica per ben due anni.
Peggio ancora fa “Afterburner”, che introduce rifiniture elettroniche.
Eppure, nonostante la raggiunta dimensione da superstar,gli ZZ TOP non dimenticano le origini blues , e nel 1988 sovvenzionano con un milione di dollari il Delta Blues Museum di Clarksdale ,nel Mississippi.
Per un ritorno discografico al rock blues bisogna però attendere gli anni 90 .
Prima “Antenna” filtra le vecchie sonorità, poi “Rhytmeen”, granitico e possente, ripropone una sorta di moderno e muscoloso rock blues, nel più puro stile ZZ TOP.


La Grange

Tush



lunedì 4 febbraio 2008

Emerson Lake e Palmer


Riprendo il viaggio nella musica Progressive proponendo una delle formazioni di maggior successo della scena inglese anni 70.
Sto parlando di Emerson Lake e Palmer.
A quest’ultimo, ho dedicato un post giorni fa, dove lo si può ammirare in un pregevole assolo di batteria.
Nei miei anni migliori ho avuto la possibilità di vedere il gruppo ( forse era il 72) al palasport di Genova.
Ricordo bene l’inizio con “Hoedown”, cioè il brano che ascolteremo oggi, a fine post.
Di quella sera ho immagini confuse, con suoni non troppo “puliti” a causa di una pessima acustica, ma con due scene molto spettacolari che vedevano protagonista Emerson, prima col Ribbon e poi con un coltello in mano, a massacrare l’Hammond.
Giornata comunque indimenticabile.
Indimenticabile fu anche la seconda occasione che mi si presentò .
Il concerto era a Milano, di venerdì, ed in quattro convincemmo i genitori che era buona cosa uscire da scuola un' ora prima per prendere il treno ed arrivare in tempo per il concerto.
Non so come facessero a fidarsi di noi quando avevamo 16 anni!
Arrivammo là e ben presto scoprimmo che il concerto non si sarebbe tenuto per un problema alla voce di Lake.
Che fare?
Una scritta gigante prometteva che il concerto si sarebbe tenuto la sera successiva, e allora ci organizzammo con amici di amici e trovammo una sistemazione in un garage (che a dire il vero sembrava un salone arredato) e qualcuno ci mise a disposizione un sacco a pelo.
Eliminato il problema del dormire, restava un dettaglio… avvisare i genitori che avremmo passato fuori la notte, per la prima volta soli.
Al telefono mio padre mi promise tuoni e fulmini al mio ritorno a casa.
Ma l’importante era il concerto.
La notte dormii poco… faceva freddo ed un cane fuori dalla porta del garage mi impedì di espletare le mie necessità fisiologiche, per cui non mi restò che correre su e giù.
Ma almeno avevo la previsione del concerto imminente.
E invece no, e questa volta il concerto fu annullato per lo stesso problema alle corde vocali del bassista.
Tornammo a casa senza musica e con il terrore della punizione.
Fu davvero un uragano quello chi si abbatté tra le mura domestiche!
Meglio sorvolare.

Pochi mesi fa, leggendo il libro scritto da Emerson sulla sua vita, ho ritrovato con grande soddisfazione il ricordo di quei giorni a Milano.
E’ raccontato chiaramente come Lake ebbe una noiosa faringite, e a distanza di 35 anni ho trovato almeno la soddisfazione che ci era stata detta la verità, e quindi ero stato punito da papà, ma non ero stato preso in giro.

Ho visto Emerson col suo nuovo gruppo, due anni fa al Priamar di Savona ed e’ stata una grande emozione rivederlo ancora pimpante.

Lui come Wakeman... i miei idoli delle tastiere.

Ma vediamo qualcosa di oggettivo.

Gli Elp, sono stati concettualmente e strutturalmente un’evoluzione di Nice, di cui ho già parlato nel blog: stesso taglio di rock e barocco, stessa formazione a tre,stesso leader (Emerson), ma una fortuna commerciale molto più marcata.
Già in partenza ELP e’ un supergruppo dalle grandi ambizioni: Emerson e’ pianista di grandi doti, Greg Lake ha collaborato alla nascita dei King Crimson, Palmer ha suonato con Chris Farlowe, Arthur Brown e Atomic Rooster.
Con le idee chiarissime sul da farsi, in tre entrano subito in scena con grande fragore, sul palco del festival di Wight, nel 1970, sconcertando il pubblico con ardite combinazioni tra rock e musica classica, ma anche con trucchi scenici, abiti vistosi, fumi e colori, monumentali attrezzature e una generale tendenza all’eccesso.
E’ un crescendo inarrestabile che spinge il gruppo nelle zone alte delle classifiche e innalza i tre musicisti tra i grandi del rock.
La formula funziona per cinque anni e sei album, l’ultimo dei quali e’ un triplo disco dal vivo che riassume e suggella l’epoca del glam prog.

Nella mia raccolta musicale non mancano:

-Emerson Lake and Palmer
-Tarkus
-Pictures at an Exibition
-Trilogy
-Brian Salade Surgery

Ascoltiamo ora "Hoedown" in un concerto del 1973... proprio a Milano.







venerdì 1 febbraio 2008

The Rokes


Ancora un ritorno al passato.
Attorno ai dieci anni uno dei nostri passatempi preferiti era quello di ritrovarci a casa di Fulvio, leader carismatico del nostro “giro”, per dedicarci a rappresentazioni varie , che spaziavano dalla commedia al festival musicale.
Erano gli anni in cui imperversavano le gare canore come il Cantagiro  e le sfide per i primi posti, negli spettacoli televisivi, erano quasi sempre tra Claudio Villa, Massimo Ranieri e Gianni Morandi.

Noi ragazzetti eravamo già un pò più evoluti e guardavamo verso gruppi alternativi, i Dik Dik, l’Equipe 84, i Camaleonti and so on...
Il nostro festival casalingo, presentato da Fulvio, prevedeva la presenza di maschi e femmine, ed ognuno aveva il compito di presentare un brano diverso.
Alla fine erano gli stessi cantanti che si trasformavano in giuria e decretavano il number one.
Il tutto veniva registrato sul mio registratore a bobine “Geloso”, che ancora posseggo, funzionante.
Su quelle bobine sono impresse per sempre le nostre voci di bambini, e considerati i tempi… poco tecnologici, non mi sembra male.
Tra i vari gruppi che ci interessavano ai tempi, ricordo bene The Rocks.
In più degli altri avevano l’attrattiva di essere inglesi e di avere un accento invidiabilmente riconoscibilissimo.
Erano vestiti come piaceva a noi, con i pantaloni scampanati, le giacche aderenti ed avevano i capelli lunghi.
Ricordo che una cosa che ci aveva colpito moltissimo era il fatto uno di loro, mi pare fosse il bassista Bobby, aveva avuto problemi con la giustizia.
Questo era qualcosa in più che aveva a che fare con la trasgressione, elemento che in alcuni momenti della vita ha il suo peso.
I Rokes, come costume del tempo, parteciparono ai vari film legati alle loro canzoni, così come facevano Rita Pavone, Bobby Solo, Little Tony, Don Backy e Morandi.
Shell Shapiro, leader del gruppo, e’ ancora adesso in Italia e, seppur con ruoli diversi, e’ restato nell’ambito musicale, con successo.
Ma il suo accento non è cambiato di una virgola e chi dovesse ascoltarlo ora, dopo molti anni, non troverebbe differenze, e forse sarebbe obbligatoriamente catapultato, come me, nel passato.


Vediamo qualche nota biografica.
Il gruppo si forma in Inghilterra nel 1960 con il nome Shel Carson Combo, con Shapiro alla voce e alla chitarra, Posner al basso, Shepstone alla batteria e Vic Briggs alla chitarra solista;
Shapiro è l'unico dei quattro che ha avuto esperienze di un certo rilievo, in quanto per quasi due anni ha suonato nei The Blue Caps, gruppo accompagnatore di Gene Vincent, e diventa presto il leader del gruppo.
Shepstone e Shapiro erano stati compagni di scuola, ed avevano suonato insieme in gruppi studenteschi.
Dopo una serie di esperienze in patria, nell'autunno del 1962 anche gli Shel Carson Combo (come i Beatles) si recano a suonare ad Amburgo.
E'è in quest'occasione che Briggs lascia il gruppo, sostituito da Charlton .
Cambiano il nome in The Cabin Boys e, tornati in Inghilterra, vengono contattati da Colin Hiks che deve effettuare un tour in Italia: aveva infatti riscosso un certo successo con la canzone "Giddyup a ding dong", inserita nella colonna sonora del film"Europa di notte".
Durante il tour, a Torino avviene l'episodio che cambia la loro carriera: Colin Hicks prima del concerto perde la voce, ma lo spettacolo non viene annullato, ed al gruppo viene chiesto di suonare al suo posto; eseguono quindi il loro repertorio, costituito da cover di brani blues e rock'n'roll, e riscuotono un notevole successo, al punto che vengono scritturati per effettuare dei concerti in autonomia.
A questo punto la band decide di cambiare il nome, anche per segnare la differenza rispetto al periodo con Colin Hicks.

The Rokes in Italia.

Durante una serata del tour all' Ambra Jovinelli di Roma, vengono notati da Teddy Reno, manager di Rita Pavone, che propone loro di effettuare la tournée come gruppo di accompagnamento della cantante torinese, e che inoltre diventa loro produttore, procurando un contratto con l'ARC, per cui incidono il primo 45 giri, contenente sul lato A un classico rock'n'roll.
Grazie a Teddy Reno, partecipano nello stesso anno al Festival degli sconosciuti di Ariccia con "Un'anima pura", ottenendo un buon piazzamento , e vengono poi scritturati per lo spot dei gelati Algida su Carosello, aumentando la loro popolarità e la fama, grazie anche alla riconoscibilità del loro caratteristico accento inglese nel lanciare lo slogan :"Posso dire una parola? C'è un Algida laggiù che mi fa gola".

Il successo
L'esplosione, però, avviene con la canzone "C'è una strana espressione nei tuoi occhi," cover di "Walk in the room" scritta dalla cantautrice americana Jackie De Shannon, ma portata al successo dai Searchers, che entra nelle prime posizioni della Hit Parade, consentendo loro di incidere il primo 33 giri.
In questo periodo le serate aumentano, diventano uno dei gruppi principali del Piper, e girano anche alcuni film, come "Rita, la figlia Americana", dove hanno modo di recitare insieme a Totò e di presentare alcune canzoni come "wind will carry thme byTake a look"," No, no, no", "Grazie a te ".
Il biennio 1966-67 è quello in cui raggiungono l'apice del successo, grazie soprattutto a due 45 giri: "Che Colpa Abbiamo Noi ", che si piazza al secondo posto in classifica allo storico Cantagiro del 66 e conquista il primato nella classifica delle vendite di dischi a 45 giri, e "È la Pioggia Che Va".
Caratteristiche nelle loro esibizioni dal vivo le insolite chitarre "Eko", a forma di freccia, successivamente definite "Eko Rokes".
Nel 67 partecipano al Festival di Sanremo con "Bisogna saper perdere", che ottenne un buon successo di vendite, come " Eccola di nuovo", e " Cercate di abbracciare tutto Il Mondo Come Noi".

Il declino

Nel '68 si presentano nuovamente al Festival, con la canzone "Le opere di Bartolomeo".
Il brano ,non pienamente riuscito, diventa un flop dal punto di vista delle vendite, ed anche i successivi (con la sola eccezione di "Lascia l'ultimo ballo per me") risulteranno scarsi successi.
Tornano per la terza volta a Sanremo, presentando "Ma che freddo" fa in coppia con Nada, ma è la versione di quest'ultima quella che viene ricordata, pur essendo ben eseguita anche quella dei Rokes.
Subito dopo il festival i Rokes tengono alcuni concerti dal vivo, di cui due tenuti al teatro Parioli di Roma: queste serate verrano registrate, e saranno pubblicate in un cd solo nel 93 dalla la rivista di collezionismo musicale "Raro".
Ascoltando nell'album l'introduzione parlata di Shel si viene a sapere che pochi mesi dopo era prevista l'uscita di un disco dal vivo, intitolato "Due ore con i Rokes", progetto che evidentemente la casa discografica abbandonò.
In ogni caso, l'ascolto dell'album consente di apprezzare le notevoli capacità dal vivo come musicisti dei Rokes, al di là delle incisioni in studio.
La mancata pubblicazione del disco, unita ai pochi riscontri commerciali degli ultimi 45 giri ed alle aspirazioni da solista di Shel Shapiro portarono quindi il gruppo allo scioglimento nel 1970.
Shapiro resta nel mondo musicale, dedicandosi sia ad una carriera come cantautore che all'attività di produttore ed autore per altri interpreti, mentre Charlton apre una galleria d'arte a Roma per poi dedicarsi alla pittura; per poco tempo, a causa delle disavventure giudiziarie di Alfio Cantarella, Shepstone suona la batteria con gli etermi amici/rivali dell'Equipe 84, per poi ritornare a vivere in Inghilterra, imitato da Posner.