lunedì 25 luglio 2011

Lincoln Quartet e Clive Bunker in concerto a Fontigo (08-07-2011)





L'amica Rossana, de Itullians, mi ha mandato la recensione e le foto a seguire. Filmato di Debora Ciucchi.



CLIVE BUNKER & LINCOLN QUARTET


Venerdì 8 Luglio 2011 – FONTIGO FESTIVAL 2011


Venerdì 8 luglio si è svolto nel corso della Festa della Birra di Fontigo (TV) il concerto del gruppo di Lincoln Veronese, il Lincoln Quartet con Clive Bunker.
È stato veramente una bel concerto: bravi i musicisti e ben amalgamata la nuova line up (Manuel Smaniotto alle percussioni, il nuovo flautista Fabio Bonacotta, al basso Iacopo Gobbato, Andrea De Nardi alle tastiere e Lincoln Veronese chitarra e voce), una esecuzione di “classici” dei Jethro ben fatta, una interpretazione e non una riproduzione, e sul palco era evidente che si divertivano a suonare (il che non è poco).
Dopo i primi tre o quattro pezzi in cui era alla batteria il titolare Manuel Smaniotto è arrivato a sostituirlo, accolto da un’ovazione del pubblico, Clive Bunker, che ha suonato per tutta la parte centrale del concerto. Verso la fine Manuel Smaniotto è tornato sul palco e i due batteristi hanno suonato in simultanea, con una coordinazione perfetta dei movimenti, in LOCOMOTIVE BREATH e in BUDAPEST, per poi passare ad un “a solo per due” alla batteria, concluso da Clive Bunker, che ha scatenato l’entusiasmo del pubblico.
Tutti impeccabili, ma merita una citazione particolare il nuovo flautista Fabio Bonacotta, in origine chitarrista acustico, ma che praticamente in tre mesi ha imparato le parti per flauto, chapeau.
Il “terzo tempo” (omaggio dovuto, nella terra del rugby) si è svolto nel tendone di fianco al palco, che fungeva da camerino, dove tra birre e chiacchiere si son tirate le tre e mezza di mattina.


La scaletta del concerto:


SONGS LIST WITH MANUEL SMANIOTTO alla batteria


01 PROTECT AND SURVIVE (Living with the past, 2002)
02 FOR A THOUSAND MOTHER (Stand Up, 1969)
03 SWEET DREAM (Living with the past, 2002)
04 TO CRY YOU + HYMN 43 (Medley)


SONGS LIST WITH CLIVE BUNKER alla batteria


01 INTRO + MY SUNDAY FEELING (Living with the past, 2002)
02 CROSS-EYED MARY (Aqualung, 1971)
03 LIVING IN THE PAST (Living with the past, 2002)
04 HUNTING GIRL (Songs from the wood, 1977)
05 BOURÉE (with flute section), (Living with the past, 2002)
06 NOTHING IS EASY (Living with the past, 2002)
07 GOD REST YÈ MERRY G. (Christmas Song, 2003)
08 THICK AS A BRICK (Thick as a brick, 1972)
09 MY GOD (Aqualung, 1971)
10 A NEW DAY YESTERDAY (Stand up, 1969)
11 ROCKS ON THE ROAD + FAT MAN (Medley)
12 AQUALUNG (Living with the past, 2002)
13 THIS IS NOT LOVE (Catfish Rising, 1991)
14 INTRO + LOCOMOTIVE BREATH (Aqualung, 1971)



BIS


15 BUDAPEST (Crest of a Knave, 1987)
00 CHEERIO (by cd)



sabato 23 luglio 2011

La stagione della beneficenza-2011


Come accaduto lo scorso anno, pubblicizzo con estremo piacere un nobile progetto a scopo totalmente benefico. A seguire le parole di Mike 3rd, ideatore di una formula che ha come obiettivi principali contribuire alla salvaguardia del pianeta e favorire la ricerca sul cancro.

Intervista

E’ passato un anno da quando scrissi del tuo progetto benefico (Mike 3rd, Hypnoise e Ex KGB). In sede di bilancio, cosa puoi dire nel passaggio dalla 1° alla 2° fase?

Direi che è stato uno sviluppo più che un passaggio. La formula e le modalità sono rimaste le stesse della prima edizione. Obbligatorio è ringraziare nuovamente coloro che hanno partecipato alla prima Stagione della Beneficenza, che hanno controllato i risultati e la trasparenza con la quale questi sono stati pubblicati. L’adesione non è stata enorme ma era la prima edizione e confido che con il passare del tempo sempre più persone decideranno di regalarsi musica e di fare del bene al prossimo e a se stessi.

Quali sono le differenze rispetto allo scorso anno, dal punto di vista prettamente musicale?

Quest’anno ci sono gli EX KGB che dopo aver pubblicato il loro disco “I Putin” hanno deciso di regalare il singolo “Brightness Comes” a Greenpeace. Musicalmente questo singolo rappresenta una interessante evoluzione nello stile della band; strizza forse un po’ l’occhiolino agli anni 80 non trovi? Poi ti entra bene in testa, penso sia efficace. In compagnia del mio amico batterista Alberto Stocco ho invece confezionato per l’A.I.R.C, il singolo “Fifteen Days”; un pezzo funk sensuale che parla di amicizia, un valore unico dal mio punto di vista. Mi piace molto il sound e la forza dei cori che sono quasi Gospel nel ritornello. Penso che “Fifteen Days” sia forse una delle mie più interessanti produzioni come solista in compagnia di Alberto.

Come è avvenuta la scelta dei brani… sono stati creati appositamente in funzione dell’obiettivo del progetto?

Beh si sono stati scelti pensando al loro scopo benefico, abbiamo ritenuto fossero i migliori per sostenere questa iniziativa benefica ed il suo pubblico che può essere molto eterogeneo.

Vendere la musica in rete è in generale la soluzione del futuro o ritieni sia particolarmente adatta per scopi benefici, in quanto metodo capace di bypassare lo stato di pigrizia che spesso ci colpisce?

Diciamo che è uno dei metodi di distribuzione del presente e anche del futuro. Pigrizia, indifferenza, diffidenza etc etc sono tanti elementi che si sommano e che colpiscono tutti indistintamente. La vendita nel web è semplice, veloce e secondo me ottima per questo tipo di iniziativa. Dopo tre mesi dall’inizio della distribuzione arrivano i resoconti che sono sempre ben dettagliati, se ci sono vendite ci sono i resoconti altrimenti non arriva niente. La distribuzione in rete è adatta a tutto in quanto facilmente fruibile, non può certamente bypassare da sola la “pigrizia ... bla bla bla” ... questo forse possiamo farlo credendo in quello che facciamo e dimostrando anno dopo anno, con l’aiuto di professionisti qualificati, che la cosa è seria ed affidabile.

Esiste già, nella tua mente, una fase della beneficienza n. 3?

CERTO! Ma intanto godiamoci questa!



Secondo anno per il progetto benefico capitanato da Mike 3rd con Alberto Stocco e Ex KGB: ancora una volta la grande musica sostiene Greenpeace e AIRC

La Stagione della Beneficenza 2011

Prosodocimi Records
con il patrocinio di Greenpeace e AIRC
è lieto di presentare:

La Stagione della Beneficenza 2011


Aiuta la Ricerca sul cancro con:
MIKE 3rd Feat ALBERTO STOCCO

Fifteen Days


Aiuta Greenpeace con:
EX KGB

Brightness Comes

Ritorna con tanta grinta e voglia di fare la seconda edizione di La Stagione della Beneficenza, iniziativa benefica ideata e guidata dal chitarrista e compositore Mike 3rd. Dopo l'attenzione suscitata dalla prima edizione della Stagione, anche quest'anno la musica di qualità è al servizio dell'etica e della solidarietà con due brani inediti accomunati da nobili intenti benefici. Salvaguardare il pianeta e contribuire alla ricerca sul cancro sono gli obiettivi dell'iniziativa: "Ripetere la cosa ci ha fatto stare bene, speriamo che la nostra musica faccia altrettanto a chi la ascolterà" - afferma Mike 3rd.

Fifteen Days e Brightness Comes sono i brani realizzati: il primo (a sostegno dell'AIRC) scritto da Mike 3rd con Alberto Stocco, Alessandro Arcuri e Mario Savio; il secondo (a favore di Greenpeace) ad opera degli apprezzatissimi EX KGB, che con il disco I Putìn stanno facendo innamorare stampa e pubblico. I brani sono stati prodotti da Mike 3rd e registrati al Prosdocimi Recording, noto per la sua filosofia "analogica", con i famosi registratori tra i quali spicca lo Studer C37, usato dai grandi, Beatles in primis. Tutti i proventi delle vendite saranno devoluti al 100% al sostegno di Greenpeace, che ha sposato con entusiasmo la causa dando il patrocinio ufficiale, e dell'A.I.R.C. - Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro.

E' proprio la natura indipendente del progetto che consentirà il totale controllo sugli incassi che non saranno soggetti, come accade invece con majors, a trattenute di vario genere. Massima trasparenza significa che quanto incassato verrà pubblicato sui siti ufficiali e myspace delle bands e di conseguenza versato. Le ricevute dei bonifici saranno anch'esse pubblicate.

I singoli sono in vendita su ITunes Music Store e su Amazon MP3 a soli 0,99 € cadauno.

Informazioni:

Mike 3rd
http://www.mike3rd.com


EX KGB
http://www.theex-kgb.eu

Prosdocimi Records:

www.prosdocimirecords.com


Ufficio stampa e promozione
Synpress44:

http://www.synpress44.com


Per l'acquisto dei singoli:

Amazon MP3

Mike 3rd feat Alberto Stocco:

http://www.amazon.com/Fifteen-Days-feat-Alberto-Stocco/dp/B00517YR06/ref=sr_shvl_album_1?ie=UTF8&qid=1305874799&sr=301-1

EX KGB

http://www.amazon.com/Brightness-Comes-Single/dp/B00515X34Y/ref=sr_shvl_album_1?ie=UTF8&qid=1305874662&sr=301-1

iTunes

Mike 3rd feat Alberto Stocco:

http://itunes.apple.com/us/album/fifteen-days-feat-alberto/id437929097

EX KGB

http://itunes.apple.com/us/album/brightness-comes-single/id438197872

http://itunes.apple.com/us/album/a-l


Synpress 44 - Ufficio Stampa:
http://www.synpress44.com
http://www.synpress44.splinder.com
http://www.myspace.com/synpress44
E-mail:
synpress44@yahoo.it - synpressinfo@gmail.com


venerdì 22 luglio 2011

PUNTIinESPANSIONE-"Trentenni Sofisticati"


Trentenni Sofisticati”, secondo album dei “PUNTIinESPANSIONE, presenta qualcosa di nuovo e… “riassuntivo”. Dal comunicato stampa ufficiale si possono desumere gli elementi oggettivi:

http://www.comunicati.net/comunicati/arte/musica/alternativa/147389.html

Credo che l’intervista a seguire sia di per se molto chiarificatrice e contribuisca a creare l’immagine complessiva del gruppo e della sua proposta.

Ciò che mi ha colpito, quel “nuovo e riassuntivo” a cui accennavo, è la capacità di passare messaggi estremamente seri con altrettanta estrema ironia, utilizzando una buona musica, tra il rock e il folk, rifacendosi al modello dell’antico cantautore, ma… superandolo.

Fare il cantautore, nel passato significava essere impegnati nella forma e nella sostanza, disdegnando il momento di spensieratezza e collocandosi in una nicchia in cui bastava una chitarra (spesso mal suonata) e una voce (non sempre all’altezza) per ottenere seguito e credibilità.

Nel gioco domanda/risposta a seguire cito Alberto Camerini, che nella seconda parte degli anni ’70, prima di diventare l’Arlecchino da tutti conosciuto, rivoluzionò il modo di fare il “mestiere del cantautore”.

PUNTIinESPANSIONE mi ricordano quel Camerini, proponendo 13 brani che possono essere “afferrati” in modi diversi: dal tormentone estivo all’estrema sostanza del messaggio, dai forti sentimenti alla denuncia sociale, dal rispetto per la musica del passato alla mera voglia di suoni.

Il tutto condito da una certa ricercatezza della soluzione sonora e da un indubbio gusto.

La proposta di questi trentenni è davvero sofisticata e i riff che rimangono in testa nascondono messaggi che appartengono ad ognuno di noi, spesso in modo drammatico, e vederli evidenziati con una luce diversa può aumentare i momenti di riflessione.

Un album da primo piano per un gruppo che non farà fatica a trovare lo spazio che merita.



L’INTERVISTA

Non conosco la vostra storia. Potete, a grandi linee, tracciare una biografia della band?

La storia dei PUNTInESPANSIONE ha inizio nel 2002, quando 4 amici decidono di uscire dalla campana di vetro sotto cui vivevano stagnanti da troppo tempo e provano a tirar fuori un po' di emozioni, a scrivere, arrangiare e suonare canzoni. Da quel giorno, sono seguiti circa 300 concerti in tutta Italia, un disco d'esordio nel 2006, dal titolo “Una dialettica particolare” targato Otium Records, vittorie e partecipazioni a svariati concorsi nazionali (Premio Pigro – Ivan Graziani, Premio De Andrè), fino a giungere alla produzione e all'uscita del secondo disco “Trentenni Sofisticati”, uscito nel febbraio 2011 su etichetta U.d.U. Records /New Model Label.

Spesso il nome di un gruppo ha un forte legame con la filosofia musicale che si decide di adottare, e anche quando si pensa sia casuale può essere indotto da motivazioni inconsce. Senza scomodare la “psicoanalisi musicale”, il nome “PUNTInESPANSIONE”, ha un significato preciso?

La spiegazione ufficiale è, sicuramente, meno affascinante di quella che si potrebbe immaginare, pertanto ci piace definirci “Punti infiniti nello spazio infinito”, liberi di creare raccontando storie, a volte reali e legate ai tempi che viviamo, altre volte lasciandoci inghiottire dall'utopia e dal sogno... ovviamente... in continua espansione!

L’album “Trentenni Sofisticati” presenta tredici brani che, seppur con una certa “maschera” allegra, raccontano alcuni problemi sociali di enorme rilevanza. Esiste però una forte componente “musicale”, tra rock e folk. Quanto peso date alla musica e quanto alle liriche? Riuscite a concepire un messaggio privo di testi, ma fatto di soli suoni e immagini?

Sin dagli inizi, abbiamo dato una certa importanza alle tematiche da trattare nelle canzoni, ponendo “il sociale” al centro delle nostre composizioni. Il tentativo è quello di parlare di argomenti difficili e carichi di sofferenza con leggerezza, ironia e spensieratezza, proprio per addolcire la realtà, a volte, troppo inevitabilmente amara. Perciò, le melodie e le musiche sono cariche di allegria, non disdegnando anche qualche virata più seriosa o impegnata. Fin'ora, abbiamo sempre messo il messaggio derivante dalle liriche in una posizione di supremazia rispetto alla musica; forse, perché siamo tra coloro che credono che gli artisti debbano essere critici prima verso loro stessi e poi nei confronti della realtà, debbano dare, in un certo senso, fastidio ai potenti e al potere, usando la sola arma a loro disposizione: la PAROLA! Detto ciò, però, non chiudiamo la porta ad eventuali viaggi fatti di sola musica ed immagini... chissà.

Nella track list ci sono anche brani legati al rapporto uomo donna, all’amore. Io credo che anche una canzone d’amore possa essere di assoluto impegno, ammesso che di questo impegno si abbia sempre bisogno. Che cosa vi fa scaturire queste scintille, in fase compositiva?

L'amore è indispensabile e noi siamo tremendamente innamorati della vita, dei suoi sapori, dei dolori e odori, delle carezze e degli schiaffi che riserva. Nel disco “Trentenni Sofisticati” ci sono anche canzoni d'amore in senso classico, appunto, dichiarazioni d'amore nei confronti di un'altra persona e per non essere vaghi, citiamo “La mia Rivoluzione” e “Portami via”, in cui, vi è il concreto tentativo di essere Rivoluzionari ponendo l'amore ad un livello superiore.

Ho personalmente vissuto l’epoca dei grandi cantautori, da Guccini a De Gregori, tanto per fare un esempio. Quale potrebbe essere il ruolo del cantautorato, nel 2011? Quali le differenze rispetto al passato?

I cantautori degli anni '70 erano molto impegnati politicamente, almeno, questo è passato di quei tempi, poi, non si sa bene chi effettivamente, cavalcava l'andazzo per fare “il figo” e darsi un tono e chi realmente era un cantautore impegnato! Certo, i tempi sono cambiati, e quindi anche il ruolo della musica, che sembra relegata a mero oggetto usa e getta, a differenza del passato in cui vi era una maggiore attenzione da parte di tutti, artisti, produttori, discografici ed ascoltatori. Ci piace pensare alla figura del cantautore come un artigiano della musica e delle parole, pieno di dedizione, cura ed impegno. Ecco, crediamo che il cantautorato di oggi, dovrebbe essere più attento e più coinvolto emotivamente, senza essere troppo inghiottito dalla macchina infernale del fatturato.

Il primo ascolto dell’album mi ha riportato d’impatto a un musicista che proponeva musica rivoluzionaria (soprattutto nell’espressione) a metà anni ’70. Parlo di Alberto Camerini (riascoltare “Gelato Metroplitano”). Al di là del mio feeling superficiale, chi realmente è stato determinante per la vostra formazione musicale?

Camerini è stato un Rivoluzionario, è questo già ci piace! Non a caso, le nostre fonti di ispirazione sono legate ad artisti che per varie ragioni sono stati “figli unici” della musica italiana: Rino Gaetano ed Ivan Graziani su tutti, ma anche artisti più moderni quali Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzè o gruppi come la BandaBardò e i Gang.

Tra i tanti brani col vostro marchio di fabbrica, ne ho trovato uno di Ivan Graziani, “Pigro”. Cosa vi ha spinto a questa scelta?

E’ un artista che amiamo molto, lo troviamo ironico e geniale nei testi, musicalmente molto particolare e unico per come usava la sua voce. Ci siamo molto avvicinati al suo mondo nel 2008 in occasione della nostra vittoria al Premio Pigro. Per noi è stato una grande onore poter vincere il premio e conoscere Anna Graziani, che con tanto impegno ed entusiasmo porta avanti il festival e la musica del grande Ivan. E’ sicuramente un artista da rivalutare e da far conoscere al grande pubblico e alle nuove generazioni e noi vogliamo dare il nostro piccolo contributo.

Che giudizio date delle possibilità che internet regala a chi vuole far conoscere la propria musica? Quali gli aspetti negativi?

Certamente la rete è un canale alternativo di promozione e diffusione della musica molto potente. Le band emergenti hanno una piattaforma diretta dove venire a contatto col pubblico interessato. Naturalmente la grande diffusione del mezzo internet e quindi la grande quantità di informazioni a cui si può accedere, portano forse un po’ di confusione nell’utente che deve poi scegliere in base ad ascolti sempre più veloci. Ma di certo per tutti gli alternativi, è assolutamente un canale da salvaguardare!

Che tipo di interazione riuscite a stabilire in fase live?

Il live è il nostro forte! Durante i concerti aspettatevi di tutto! Condiamo le performance con simpatici intermezzi musical-teatrali, amiamo stabilire un contatto diretto col pubblico che diventa inevitabilmente protagonista. Cantiamo le nostre canzoni per loro, con loro e su di loro sempre con l’intento di far divertire e far riflettere.

Provate a sognare e a immaginare le vostra evoluzione nei prossimi tre anni.

L'aspettativa è quella di portare in giro le canzoni del nuovo disco, almeno per un annetto abbondante, con l'obiettivo di divulgare la nostra musica in ogni dove. Inoltre, dal prossimo inverno vorremmo iniziare a lavorare su canzoni nuove, magari da testare già in concerto per poi, nel giro di 2 anni, uscire con un altro disco per dare continuità all'ottimo lavoro di diffusione stampa che stanno portando avanti il nostro produttore Giancarlo Passarella della U.d.U. Records ed il nostro editore Govind Khurana della New Model Label. Permetteci un auto-augurio: lunga vita ai PUNTI con la speranza che siano in perenne ESPANSIONE!


mercoledì 20 luglio 2011

Gli Who e quella curiosa paura di invecchiare


Gli Who e quella curiosa paura di invecchiare
di Innocenzo Alfano

L’attivista del Free Speech Movement Jack Weinberg, al tempo dei moti scoppiati all’Università di Berkeley (eravamo nel 1964), sosteneva che non bisogna mai fidarsi di chi ha più di trent’anni: «Don’t trust anyone over 30!», soleva ripetere. I componenti del gruppo rock inglese The Who, nel brano My Generation, pubblicato giusto un anno dopo l’avvio della protesta degli universitari californiani, gli facevano eco cantando che avrebbero voluto morire prima di invecchiare: «I hope I die before I get old» (“spero di morire prima di diventare vecchio”).
L’età media dei quattro membri della rock band britannica, nel 1965, era di venti anni esatti. Ora, più di quarant’anni dopo la pubblicazione di quella canzone, i due Who superstiti, Pete Townshend e Roger Daltrey rispettivamente chitarrista e cantante del gruppo –, sono diventati vecchi pure loro, ma non manifestano più il desiderio di abbandonare anzitempo il mondo terreno, al quale, invece, paiono molto affezionati.
Non fidarsi di chi ha più di trent’anni, quando di anni se ne hanno meno di venti, vuol dire, in pratica, non fidarsi dei “grandi”, i quali si suppone che siano dei soggetti totalmente ipocriti e che le loro azioni siano dettate solo da un puro calcolo economico o di potere, o da entrambe le cose insieme. Per fortuna non è così, dato che è presumibile, al contrario, che una persona adulta sia più saggia di un individuo molto giovane e non, come pensano i detrattori, necessariamente corrotta, anche se questa persona ha già avuto tutto il tempo necessario per affinare l’arte di dire menzogne. Del resto gli Who dicevano di voler morire quando avevano vent’anni riferendosi al momento in cui sarebbero dovuti diventare vecchi, poi però, man mano che gli anni passavano, devono averci saggiamente (appunto…) ripensato, tanto che oggi Townshend e Daltrey sono dei rispettati signori ultrasessantenni con alle spalle un glorioso passato di musicisti rock.
Certo ci possono essere, e ci sono stati, personaggi crudeli e dunque tutt’altro che saggi anche dopo aver raggiunto un’età considerevole. Il leader sovietico Stalin, tanto per fare un nome, fu uno di questi. Ma non scordiamoci, cambiando genere di persona e di prospettiva, che Gandhi fece tutte le sue più importanti battaglie civili e politiche in India quando era già adulto, e che venne assassinato, il 30 gennaio 1948, da un integralista indù di 38 anni, cioè da una persona che era più giovane di lui di ben quarantuno anni. Nel secolo precedente, il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln fece la stessa fine di Gandhi. A ucciderlo fu un fanatico bianco di nome John Wilkes Booth, al quale non piacevano le leggi in favore dell’abolizione della schiavitù volute dal presidente Usa. Lincoln venne assassinato il 14 aprile 1865. Quando morì aveva 56 anni. Il suo assassino ne aveva soltanto 26.
Il Mahatma Gandhi era un pacifista a tutto tondo, anzi il simbolo del pacifismo per tutti quelli che delle armi non sopportano neanche la vista. Ma ci sono anche i pacifisti per così dire “acquisiti”, quelli cioè che si convertono agli ideali della pace solo da grandi, dopo essersi dedicati all’“arte” della guerra per buona parte della loro vita. E magari per questo loro impegno fattivo e sincero nel campo della pace ricevono, da vecchi, il premio Nobel. È il caso dell’ex primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, classe 1922, il quale da giovane era stato dapprima un soldato e poi un ufficiale nell’esercito del suo paese, e in quel ruolo aveva combattuto ed ucciso molti palestinesi. Poi da vecchio Rabin divenne un uomo saggio, e capì che con i palestinesi era necessario il dialogo e non l’uso della forza, auspicata in Israele da quasi tutti gli uomini politici e dai leader di partito. Prima però di veder realizzato il suo sogno di pace tra israeliani e palestinesi, il 4 novembre 1995 Yitzhak Rabin venne assassinato da un estremista religioso israeliano di appena 25 anni, pagando così con la vita, persa per mano di un giovane fanatico, un’aspirazione che lo aveva accompagnato negli anni della vecchiaia. Con la morte di Rabin il processo di pace tra arabi e israeliani, che sembrava sulla strada giusta, fece molti passi indietro.
L’estremismo ha spesso segnato il pensiero e gli atti dei politici più giovani, anche di quelli molto brillanti. Come si sa, il regime del Terrore instaurato nel corso della Rivoluzione francese (1793-1794) prese il via a causa dell’influenza che nel Comitato di salute pubblica esercitava un giovane avvocato di nome Maximilien Robespierre (1758-1794), sostenuto fino alla fine da un altro avvocato, ancor più giovane di lui, che di nome faceva Louis Antoine de Saint-Just (1767-1794). Forse, se fossero stati un po’ più vecchi, Robespierre e Saint-Just avrebbero preferito, per i loro avversari, pene diverse e soprattutto più miti rispetto a quelle che prevedevano il taglio della testa. Ma erano giovani, e perciò erano convinti di fare la cosa giusta. Era chiaro però che, presto o tardi, avrebbero fatto entrambi la stessa fine dei loro nemici.
Tornando al gruppo rock degli Who sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa oggi dei suoi proclami giovanili Pete Townshend, autore delle liriche di My Generation. Pare che la sua idea di “old”, vecchio, stesse in realtà, a quel tempo, non per persona avanti negli anni ma per uomo (o donna) “very rich”, cioè molto ricco, come ha precisato lo stesso Townshend una ventina d’anni fa nel corso di un’intervista televisiva. Mah, che dire? Se potessi dargli un consiglio, io credo che il chitarrista inglese farebbe prima ad ammettere che si era sbagliato, anche perché egli stesso ora non è soltanto un individuo attempato ma anche, guarda un po’ il caso, un cittadino inglese very rich… E poi, come dimostra la carriera di Jack Weinberg, uno può essere ribelle da giovane immaginando che i “grandi” siano tutti degli ipocriti ed in seguito scoprire, sperimentandolo sulla propria persona, che gli adulti, e persino i vecchi, possono agire per il bene comune come chiunque altro. Weinberg, che attualmente vive a Chicago e ha settantuno anni, era infatti un idealista quando di anni ne aveva venticinque ed è rimasto tale per il resto della sua vita, lavorando per Greenpeace e per altre organizzazioni nazionali ed internazionali che si occupano di ambiente e di salute. Forse fidarsi dei grandi, a ben vedere, non è un cattivo affare.
P.S. L’articolo farà parte di uno dei capitoli del mio prossimo libro dedicato alla musica rock, che spero di pubblicare entro il 2011.

N.B. Articolo pubblicato su “Apollinea”, Rivista bimestrale del territorio del Parco Nazionale del Pollino, Anno XV – n. 4 – luglio-agosto 2011, pag. 38.

martedì 19 luglio 2011

Le "Miniature" di Francesco Di Fiore


Era passata forse un’ora dalla mail di Synpress che mi metteva al corrente del progetto di Francesco Di Fiore che già ero alla ricerca di un contatto col musicista. Ero incuriosito dal progetto (illustrato a fine post) che aveva una certa affinità con alcune mie idee, all’apparenza irrealizzabili e ho avuto, d’istinto l’idea di approfondire e di raccontare qualcosa di me. Non che le mie fantasie debbano interessare chi si occupa di arte in modo attivo, ma ritengo sia anche questo un modo per scambiare opinioni e condividere la musica, di qualunque genere.

Consiglio di leggere con attenzione il progetto che ha caratteristiche uniche, e per chi non avesse voglia di leggere sino alla fine, questo è il link magico:

http://www.francescodifiore.com/ita/miniature2011.html

Ho appena letto del tuo progetto “Miniature 2011” e sono rimasto immediatamente colpito (guarda messaggio su my space), per cui ho deciso di scrivere immediatamente qualche domanda, senza approfondire la tua biografia, seguendo invece l’istinto che si è “messo in moto” dopo l’ascolto/visione di alcune miniature….

L’INTERVISTA

Sono rimasto affascinato dall’ascolto della tua musica che ho abbinato all’immagine proposta. Come nasce uno dei tuoi episodi musicali… è un’immagine che ti ispira, è il contrario, o non c’è regola quando si tratta di una “nuova creatura”?

Di norma la mia musica è sempre molto legata alle immagini, non sempre immagini che ho visto con i miei occhi, spesso sono immagini che ho immaginato (scusa la paronomasia). Il mio lavoro per pianoforte, elettronica e video "Visioni", per esempio, è un caso di musica e immagini dove la musica è nata prima. In quel lavoro Valeria Di Matteo ha creato i video partendo dalla musica e seguendo le mie intenzioni, quello che appunto avevo immaginato. Nel caso delle miniature il processo è simile, Giorgio Gristina disegna le sue trascrizioni figurate delle miniature ma stavolta senza indizi, a parte quello del titolo. Sono le sue personali visioni che scaturiscono dall'ascolto: Giorgio, dice, fa il sismografo.

Ho ascoltato tre soli brani(30 minuti fa) prima di iniziare a formulare queste domande e… mi sono emozionato. Quanto è gratificante sapere che con la propria musica si possono regalare emozioni “per sempre”?

Ti ringrazio. Non esiste nulla di più gratificante per un compositore della consapevolezza di aver raggiunto il cuore di chi sta ascoltando la tua musica.

Da dove nasce l’esigenza di condividere col mondo intero gratuitamente, il proprio genio, le proprie competenze, i propri sentimenti?

È stata la mia stessa esperienza di internauta a suggerirmi l'idea di confrontarmi con il mio pubblico in tempo reale. Trovavo molto stimolante l'idea di poter condividere il mio lavoro in modo così immediato. In era digitale dobbiamo comunque rivedere diverse questioni legate alla proprietà e ai royalties quando tutto è diventato così facilmente condivisibile e duplicabile all'infinito.

In linea generale, cosa pensi del rapporto stretto tra il messaggio e il modo utilizzato per proporlo? Esiste una graduatoria di efficacità, a seconda se si decida di utilizzare liriche, altri “supporti… oppure basta la musica?

Troppo difficile rispondere. Non so se può esistere una graduatoria di efficacità, come dici, so solo che un artista ha a disposizione soltanto la propria competenza al servizio dell'ispirazione. Ti assicuro però che in alcuni casi è sufficiente veramente poco per trasferire le emozioni.

Riesci in fase live a creare le stesse atmosfere che nascono tra quattro mura, in un attimo catartico o di intimità?

Non saprei. Per lo meno ci provo e il mio pubblico solitamente apprezza il gesto.

Ho spesso l’opportunità di ascoltare il lavoro di nuovi (giovani) gruppi che propongono musica di qualità, e una caratteristica comune è la ricerca e l’utilizzo di arti differenti unite nello stesso progetto. Può essere questa la musica progressiva di questi anni?

Non è certamente una novità, per questo non può essere una caratteristica della nuova musica. La novità è che la tecnologia ha favorito il low cost, ecco perché si vedono così spesso progetti artistici dove convergono arti performative diverse.

Esiste una motivazione limpida che spiega la necessità assoluta di easylistening, almeno per quanto riguarda la massa? Come si possono educare le nuove generazioni alla “qualità” della musica?

Per la verità io non credo che ogni autore debba avere motivazioni per quanto riguarda la scelta del proprio linguaggio. Generalmente credo che piuttosto sia il linguaggio ad appropriarsi della mente dell'autore filtrando idee, pensieri, sentimenti. Personalmente non ricordo di aver mai ragionato sull'opportunità di adottare alcuna strategia in materia di linguaggio. Se una mia creazione è easy è perché è venuta così, non perché avessi voluto essere necessariamente semplice. L'idea invece di utilizzare a tutti costi un linguaggio di massa spacciandolo per genere di nicchia mi sa tanto di strategia di marketing che in fin dei conti non ha niente a che vedere con l'arte. Trovo piuttosto immorale somministrare una musica come classica contemporanea quando in verità è musica leggera, anzi leggerissima e di cattivo gusto, intesa come musica colta per il solo fatto di essere strumentale ed eseguita al pianoforte. Lunga vita all'easylistening, se vogliamo, ma, per cortesia, collochiamolo al posto giusto. Poi, come educare i giovani? È necessario che ascoltino il più possibile: la conoscenza è cultura, basterà perché maturino consapevolezza e affinino il gusto.

Avendo figli giovani sono al corrente di quanto poco la musica entri nelle scuole (se non quella programmata). Quasi mai entra negli ambienti di lavoro e anche nei posti tradizionalmente deputati alla condivisione si fa molta fatica a realizzare eventi. Ma è sempre colpa di chi ci governa… qualunque sia lo schieramento di appartenenza?

La musica, insisto, è cultura, e oggi purtroppo viviamo in un paese dove la cultura ha uno spazio sempre più angusto. Chi ci governa fa delle scelte, sbagliate, penalizzando e non tenendo minimamente in considerazione l'arte e la cultura. È senz'altro colpa di chi ci governa. Ma non soltanto, anche l'incompetenza e la bassa motivazione di buona parte degli insegnanti di educazione musicale è un altro dei principali motivi di questa diffusa scarsa sensibilità.

Cosa ti da e cosa ti toglie internet?

Internet non mi toglie niente, al contrario, è un patrimonio inestimabile.

Il tuo progetto “Miniature 2011” è originale e unico… se potessi realizzare un nuovo sogno, dove indirizzeresti le tue energie nei prossimi tre anni?

Grazie per i complimenti, molto graditi! Direi tre sogni in tre anni: eseguire le miniature in tour con la collaborazione di pianisti diversi, scrivere un'opera su Peppino Impastato, scrivere la colonna sonora di un film di fantascienza.



Francesco Di Fiore – Miniature 2011

Miniature2011 - Il progetto

Un diario musicale lungo un anno. Un brano alla settimana, 53 composizioni dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2011, caricate ogni sabato dall’autore sul suo sito. È il nuovo progetto di Francesco Di Fiore, musicista e compositore siciliano, dal titolo Miniature 2011. Un progetto ambizioso nella sua unione di "artigianato" minuzioso e grande respiro compositivo; un progetto avveniristico poichè supera la limitatezza del supporto discografico per offrire, con cadenza settimanale, un brano per pianoforte solo o a quattro mani.

Il 2011 di Francesco Di Fiore è dunque completamente dedicato a questa nuova e stimolante iniziativa. Francesco compone un nuovo pezzo per pianoforte ogni settimana e lo condivide gratuitamente sul suo sito, allegando anche gli spartiti delle miniature in pdf. Miniature 2011 nasce proprio con la voglia di massima condivisione artistica: non è un caso che questo avvincente diario musicale sia aperto al coinvolgimento di altri artisti, con un invito a proporre i loro contributi ispirati ai brani di cui si compone. La validità e l’originalità dell'opera hanno immediatamente stimolato due ottimi artisti, che si sono subito avvicinati a Francesco: il compositore olandese Douwe Eisenga, il quale crea settimanalmente la versione audio virtuale delle miniature, permettendo così a tutti di poterle ascoltare, e l'artista italiano Giorgio Gristina, che su ogni miniatura crea un disegno o "trascrizione figurata".

Inevitabilmente suggestionato dalla vita di ogni giorno del suo autore, ma anche dalla sua lunga esperienza di compositore, di concertista in Italia e soprattutto all'estero, di autore di musiche per il teatro, Miniature 2011 avrà termine il 31 dicembre 2011, quando sarà caricato sul sito l’ultimo brano, e si potranno contare 53 composizioni. Alla fine del progetto la durata totale dovrebbe toccare i 180 minuti. Ad oggi si contano 2098 download delle Miniature 2011.

L'auspicio di Francesco Di Fiore è di diffondere il più possibile lo spirito del progetto, aperto non solo ai pianisti ma anche agli appassionati di musica contemporanea. Per ottenere la massima visibilità dell'opera, l'autore usa quattro pagine web settimanalmente aggiornate (il sito ufficiale, Facebook, Twitter e MySpace). Alla fine del ciclo l'ideale conseguenza sarebbe il coinvolgimento di una produzione interessata a creare un circuito di concerti per il 2012 durante i quali eseguire l'integrale delle composizioni coinvolgendo pianisti diversi e anche l'incisione e la pubblicazione di un album.

Indicazioni web:

Gli spartiti delle miniature in pdf sono settimanalmente disponibili per il download gratuito alla pagina dedicata:

http://www.francescodifiore.com/ita/miniature2011.html

Il progetto può essere seguito da quattro punti web:

-Il sito ufficiale di Francesco Di Fiore: http://www.francescodifiore.com

-La pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Francesco-Di-Fiore/286938343341

-La pagina Twitter: http://twitter.com/f_difiore

- Il MySpace: http://www.myspace.com/francescodifiore.

È possibile ricevere un avviso via e-mail sulle nuove pubblicazioni, iscrivendosi alla newsletter settimanale:

http://www.francescodifiore.com/itaminiature2011iscrizione.php

o a quella mensile:

http://www.francescodifiore.com/ita/iscrizione.php.

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