giovedì 30 aprile 2026

L’Ombra della Sera-"Segreti nel Nero"

 


L’Ombra della Sera - Segreti nel Nero

Black Widow Records


Un disco che riattiva la memoria visiva e sonora degli sceneggiati RAI 


Ci sono progetti che non si limitano a reinterpretare un repertorio, ma lo riaccendono dall’interno, come se qualcuno avesse trovato un vecchio televisore in soffitta e avesse deciso di rimetterlo in funzione, lasciando che il bianco e nero tornasse a pulsare. Segreti nel Nero, nuovo lavoro de L’Ombra della Sera, appartiene a questa categoria… un doppio album che non guarda agli anni Settanta come a un archivio da restaurare, ma come a un territorio ancora vivo, capace di generare nuove forme.

Il comunicato stampa parla di “sceneggiati in più puntate che spesso trattavano temi cupi, esoterici, misteriosi, fantascientifici o addirittura horror” e ricorda come “i programmi televisivi erano solo in bianco e nero, e questo accresceva ulteriormente l’atmosfera arcana”. È esattamente questo il punto, L’Ombra della Sera non si limita a rielaborare le sigle, ma ricostruisce quella stessa atmosfera, la porta nel presente e la trasforma in un linguaggio progressivo che non imita, ma dialoga.

A Genova, alla Claque, il 29 marzo - giorno di uscita dell'album -, ho visto il progetto prendere forma davanti a uno schermo che proiettava frammenti di La Baronessa di Carini, Il Segno del Comando, Gamma, Ritratto di donna velata, La traccia verde. Nell’occasione avevo scritto che L’Ombra della Sera “non è solo una performance, ma una forma di cine‑concerto, un viaggio dentro gli sceneggiati RAI degli anni ’70… la musica diventava un commento vivo, capace di dialogare con le sequenze come se fossero state pensate insieme”. È esattamente ciò che ritrovo nel disco, una continuità tra immagine e suono, anche quando l’immagine non c’è più.

La Maschera di Cera - è questa la band originaria di cui stiamo parlando - costruisce un alter ego che non è maschera, ma lente. Il prog evocato non è quello celebrativo ma un linguaggio che si piega alle esigenze narrative dei brani, che accoglie “suggestioni cameristiche, psichedeliche, jazz e perfino funky” senza perdere coerenza.

Il cuore del disco è la lunga suite Le venti giornate di Torino, venti minuti che trasformano la colonna sonora di uno sceneggiato mai realizzato in un racconto autonomo. Il comunicato ricorda che “del progetto… restavano soltanto pochi frammenti di girato e alcuni temi musicali composti da un misterioso autore”: la band li rielabora come se stesse ricostruendo un film perduto, lasciando che le sezioni si aprano e si richiudano come capitoli di un romanzo sonoro.

La scelta degli pseudonimi - Jean Delafoy, Philippe Dussart, Edward Forster, Thomas Norton, Marco Tagliaferri - è un dettaglio che racconta bene l’approccio, un modo per entrare nella logica degli sceneggiati, per abitarne i personaggi, per restituire un mondo.

Formazione

Fabio Zuffanti – basso (Philippe Dussart)

Agostino Macor – tastiere e orchestrazioni (Jean Delafoy)

Alessandro Corvaglia – tastiere e voce (Marco Tagliaferri)

Andrea Orlando – batteria (Thomas Norton)

Martin Grice – sax e flauto (Edward Forster) 


Tracklist

1.   Albert e l’uomo nero – 4:26

2.   Gamma – 6:09

3.   Ritratto di donna velata – 3:35

4.   Fantastic Fly (Racconti Fantastici) – 5:36

5.   A come Andromeda – 6:43

6.   La traccia verde – 6:10

7.   La ballata di Carini – 5:33

8.   Le venti giornate di Torino – 19:05

Introduzione

Titoli di testa

Insonnia collettiva

Segreti nel nero

Tema di Clotilde

Statue in movimento

Segreti nel nero (ripresa)

Titoli di coda

9.   Cento campane (Il Segno del Comando) – 4:54

10.                 A Blue Shadow (Ho incontrato un’ombra) – 10:46


Segreti nel Nero è un lavoro che non vive di nostalgia, ma di risonanza, riaprendo così un’epoca, e lo fa con una cura che ha qualcosa di artigianale, quasi da restauratori di pellicole. È un disco che chiede attenzione, che si muove tra memoria e invenzione, e che conferma come L’Ombra della Sera sia uno dei progetti più originali nati in Italia negli ultimi anni.


Tratto dal live del 29 marzo...