Franck Carducci – Sheeple
Tra identità, giudizio e il bisogno di sentirsi nel giusto
Sheeple il nuovo lavoro di Franck Carducci. È un album che nasce da
un’idea semplice e scomoda: la convinzione di essere nel giusto, sempre. La
dinamica del “noi” contro “loro”, la presunta superiorità morale, la facilità
con cui etichettiamo, giudichiamo, riduciamo l’altro a una caricatura. Carducci
parte da qui, da questa frattura quotidiana, e costruisce un’opera che non
cerca risposte ma smonta certezze.
Il titolo è già una dichiarazione d’intenti. Sheeple è
un gioco di parole che unisce “sheep” e “people”, un modo per dire che siamo
tutti, a turno, gregge di qualcun altro. Non c’è un punto di vista
privilegiato, non c’è un pulpito da cui parlare… c’è un’umanità che si osserva
allo specchio e scopre che la linea tra ragione e arroganza è più sottile di
quanto vorremmo ammettere.
Musicalmente, Carducci torna alle radici che lo hanno formato,
il classic rock degli anni Settanta, la teatralità del prog, la scrittura che
si prende il tempo di respirare. Ma non c’è nostalgia. L’album è costruito con
una sensibilità contemporanea, con una cura del dettaglio che trasforma ogni
brano in un piccolo mondo. Le nove tracce alternano rock diretto, suite estese,
momenti acustici, aperture orchestrali, senza mai perdere coesione. È un disco
che si muove come un racconto, con capitoli che si richiamano e si
contraddicono, come accade nelle storie vere.
Il brano d’apertura, Sheeple, è una soglia, un minuto
e poco più che introduce il tema e prepara il terreno. Self-Righteousness
dà subito corpo al concetto centrale, con un rock teso, quasi nervoso, che
riflette la rigidità delle convinzioni assolute. Sweet Cassandra appare
come un sollievo melodico, ma è solo un’apparente tregua: la figura di
Cassandra, condannata a dire la verità senza essere creduta, diventa metafora
perfetta del nostro tempo. La suite in tre parti che attraversa il disco – Sweet
Cassandra, Sweet Cassandra (Reprise) e Sweet Cassandra (2019)
– è una delle intuizioni più felici dell’album: un personaggio che ritorna,
cambia forma, si sposta nel tempo, come un pensiero che non riusciamo a
scacciare.
Il cuore prog del disco pulsa in The Betrayal of Blue
e Love or Survive, due brani che superano i dieci minuti senza mai
perdere tensione. Qui Carducci mostra la sua capacità di costruire architetture
sonore complesse senza appesantirle, cambi di atmosfera, strumenti che entrano
e scompaiono, voci che si sovrappongono, un uso del Mellotron che richiama la
tradizione ma non la imita. The Limits of Freedom è forse il punto più
esplicito del discorso: la libertà come concetto fragile, sempre negoziato,
sempre in bilico tra desiderio e responsabilità.
Il disco si chiude con Do What You’re Told, bonus
track che suona come un sorriso amaro: un invito all’obbedienza che,
ovviamente, dice l’esatto contrario. È la chiusura perfetta per un album che
non vuole rassicurare, ma far pensare.
Dal punto di vista esecutivo, Sheeple è un lavoro
corale. Carducci suona una quantità impressionante di strumenti – chitarre,
bassi, pianoforti, synth, percussioni – ma ciò che colpisce è la capacità di
lasciare spazio agli altri. Le batterie di Léa Fernandez e Gus Genser,
le chitarre di Barth Sky e William Remond, le voci di Mary
Reynaud, i fiati di Roy Van Oost, gli organi di Cedric Selzer,
Anthony Honnet e Richard Vecchi: ogni presenza è funzionale, mai
decorativa. È un disco che vive di intrecci, di equilibri, di scelte misurate.
L’uscita è stata accompagnata da un evento simbolico: il Cavern
Club di Liverpool, l’8 aprile 2026, ha ospitato il concerto di lancio. Un
luogo che appartiene alla storia del rock e che sembra fatto apposta per
accogliere un’opera che guarda al passato per parlare al presente. Il giorno
successivo, a Londra, c’è stato un listening party al Harrison Pub, un modo più
intimo per entrare nel mondo del disco.
Sheeple è un lavoro maturo, consapevole, costruito con una cura che non si
limita alla produzione ma attraversa il pensiero stesso dell’album. È un disco
che non chiede di essere capito subito: chiede di essere ascoltato, lasciato
sedimentare, ripreso. E ogni volta rivela qualcosa di diverso, come accade con
le opere che non cercano l’effetto ma la profondità.
Tracklist
1.
Sheeple
4.
The
Betrayal of Blue
5.
Sweet
Cassandra (Reprise)
7.
Love
or Survive
8.
Sweet
Cassandra (2019)
9. Do
What You’re Told (bonus track)
Crediti principali
Franck Carducci – chitarre elettriche e acustiche,
bassi, pianoforti, synth, Mellotron, percussioni, voce
Léa Fernandez –
batteria
Gus Genser –
batteria
Mary Reynaud –
voci, Leslie vocals, chitarra acustica 12 corde, theremin
Barth Sky –
chitarre elettriche, backing vocals
Cedric Selzer –
Hammond, Mellotron, piano, backing vocals Anthony Honnet – Hammond organ
William
Remond – chitarra solista
Roy Van Oost –
flauti Gilles Carducci – armonica
Richard
Vecchi – Hammond organ
Margot Viotti, Marina Venet – backing
vocals

