domenica 23 marzo 2014

MAT2020 di Marzo...



E’ online il numero di marzo di MAT 2020, nell’occasione improntato al ricordo di Francesco Di Giacomo… e non poteva essere diversamente. Spesso le nostre azioni quotidiane sono guidate da scopi precisi e diventa quasi naturale “sfruttare” in modo indotto accadimenti che non ci coinvolgono personalmente… ma ecco lo strano della situazione, Francesco era quasi uno di famiglia, anche per chi non lo conosceva personalmente, e la sua celebrazione è nata spontanea, adeguata alla reazione che si ha quando uno “di famiglia” se ne va, e con questa chiosa viene spontaneo parlare e scrivere di un gigante della musica italiana. Dalla rete è arrivata enorme dimostrazione di affetto e MAT 2020, oltre a dedicargli la copertina realizzata da Francesco Pullè, presenta una serie di ritratti /ricordi, come quello di Marcello Todaro - primo chitarrista del Banco - o quello di Gianni Leone, e ancora quello del “fratello” Aldo Pancotti e di Stefano Pietrucci, che ha lanciato qualche immagine direttamente dall’ultimo brindisi con Big Francesco.
Cos’altro contiene MAT 2020 di Marzo? In ordine sparso… E’ tempo di FIM e Massimo Gasperini, della BWR, ne parla a 360 gradi; nella sezione “live”, Francesco Pullè ci racconta la sua esperienza con i Quintorigo, mentre l’Italia conosce la musica sorprendente del californiano Kelley Stoltz, di passaggio in Liguria; un racconto singolare è quello di Stefano Pietrucci che ci parla del nuovo cittadino onorario italiano Roger Waters; Loretta Ramognino ci descrive il nuovo album del cantautore Nicola Pisu mentre Luca Olmeda presenta il suo libro, “Passione”; ancora… Claudio Milano propone un breve saggio su “Pawn Hearts”, mentre dalla produzione “Toten Schwan” emerge la proposta “Eco del Baratro”. Angelo De Negri si è tuffato in un’operazione che probabilmente non è mai stata realizzata, una ricerca storica dei legami tra musica prog e il Festival di Sanremo. Resistono alcune delle rubriche storiche: il blues di Fabrizio Poggi (ma dopo i suoi enormi successi americani occorrerà parlare di lui!), il prog “dell’altro mondo” di Mauro Selis - titolare al contempo  della sezione psicologica/musicale - la “dichiarazione d’amore”  di Gianni Sapia, le “perle nascoste” di Riccardo Storti e il “Once I wrote some poems”, di Alberto Sgarlato.
Ancora tanta informazione, tra nuove scoperte e antiche conoscenze, con un po’ di tristezza nel cuore, per un “vicino di casa” che ha intrapreso con largo anticipo un percorso “alternativo”, premurandosi però di lasciare SUE tracce indelebili, per non dimenticarlo mai.

Ma quando e come nasce MAT2020?

La fine del 2012 ha visto la nascita di questo nuovo progetto editoriale targato MusicArTeam, e quindi realizzato sull’asse Savona-Genova.
Il nome del web journal è MAT2020, un contenitore musicale che esce con cadenza variabile, ma decisamente importante.

Un po’ di storia.

Esisteva un tempo un settimanale che ha rappresentato il punto di riferimento per i giovani degli anni ’70, CIAO 2001. Quel giornalismo musicale ha fatto scuola e ha permesso ai molti neo appassionati di ottenere una buona informazione/formazione, in epoche in cui la globalizzazione era solo nella testa di Pete Townshend… appunto un genio.
Ripercorrere quel sentiero è impossibile, e il fascino - e il costo - della carta stampata si scontra con un mondo che evolve e vive sul web, fornendo notizie in tempo reale, ma…
MusicArTeam si è messa alla prova, realizzando un progetto ambizioso, un e-journal che vuole ricalcare la logica dell’antico CIAO 2001, con la certezza di non potersi neanche avvicinare al pionierismo di quei giornalisti innovatori, ma potendo contare su esperienza e conoscenza e, soprattutto, voglia di condividere la musica.
Si potrà godere dell’effetto quasi fisico del voltare pagina a colpi di mouse, per scoprire le rubriche, i concerti vissuti in diretta e quelli ancora da vedere, i ritratti, le news, i link, le immagini, e molte altre cose.
Tanti  i collaboratori, tutti esperti del settore e conosciuti in ambito giornalistico… una ventina di anime entusiaste di affrontare una nuova avventura.
Tutto è gratuito, e dopo aver espletato la piccola formalità dell’iscrizione, utile a monitorare  il numero delle adesioni, sarà disponibile il numero appena sfornato e tutti gli arretrati, sfogliabili a colpi di mouse, carichi di link e di video collegati.
E’ anche possibile scaricare la versione in PDF e quella per iPhone e affini.
Ma  perché MAT 2020?
Nell’introduzione del numero zero il segreto viene svelato.
Come fare?
Inserire l’indirizzo  www.mat2020.com e seguire le istruzioni.
A questo punto basteranno pochi clic e circa un minuto di attesa, il tempo necessario per caricare il “vostro” MAT 2020.
E da quel momento in poi sarà impossibile separarsene!

venerdì 21 marzo 2014

GnuQuartet: intervista a Francesca Rapetti


Il vero coinvolgimento musicale arriva e ti annienta nel corso di un concerto. Non sempre, ovvio, ed è qui la differenza tra una serata riuscita ed una che non lascerà traccia.
La bravura non c’entra, il mondo è pieno di musicsiti virtuosi, ma l’atmosfera giusta si crea solo in alcune occasioni, e quando la scintilla scocca l’audience rimanderà al mittente il feeling positivo, ed il loop rimarrà attivo per molte ore.
Ho passato uno di questi momenti di pura felicità, in occasione della manifestazione a carattere benefico organizzata da Aldo De Scalzi a Genova, un paio di mesi fa. Da queste pagine ho sviscerato e commentato un bel momento di assoluta comunione di intenti.
E’ stata quella l’occasione per fare alcune scoperte, artisti solo ascoltati episodicamente, ma mai incontrati on stage. Tra questi il GnuQuartet, una sorprea piacevole.
Nell’occasione hanno si sono esibiti come ensemble e come co protagonisti, e in tutte le situazioni mi sono sembrati stratosferici.
Si cerca sempra la novità, nonostante sia opinione diffusa che ci sia ben poco da inventare, ma è certo che i componenti del gruppo profumano di vera novità.
Arrivano sul palco con strumenti che, all’impatto, forniscono il brand all’esibizione che di lì a poco arriverà… che tipo di sorpresa ci si aspetta da stumenti classici? E invece… ecco il nuovo, la commistione tra tecnica e gusto, tra atmosfere classiche e musica più “giovane”, tra rock e folk. Provo a sintetizzare con un termine: musica totale.
La loro musica è trasversale, e di fatto il GnuQuartet può navigare agevolmente acque che dal pop conducono al prog, sfiorando ogni tipo di contaminazione.
Certo, c’è tanta scuola dietro, ma il conservatorio non basta per emozionare un pubblico spesso molto esigente.
La band è formata da una… quota rosa, la flautista Francesca Rapetti che, molto gentilmente, ha soddisfatto qualche mia curiosità.


L’INTERVISTA

Partiamo dall’ultimo evento in senso cronologico, quello del Teatro Verdi organizzato da Aldo De Scalzi. Approfitto della vostra esperienza da palco e vi chiedo se riuscite a spiegare il successo di pubblico, dal mio punto di vista non collegato a niente di razionale (il fine benefico, la dedica alla città, il cast).

E' uno dei segreti delle serate live. Qualche giorno prima "senti" che  sarà un botto. Non sappiamo spiegarlo neppure noi ma fa sempre  piacere! Se qualcuno dei nostri amici di questa sera vi ha svelato  come si ottiene un successo del genere ditecelo voi! 

Nonostante io viva la musica quotidianamente vi conoscevo superficialmente e sono rimasto sorpreso da ciò che riuscite a dare sul palco. Fantasia e tecnica al servizio di una musica che non saprei definire, ma che … colpisce duro. Come potreste raccontare la vostra proposta?

Il modo migliore che conosciamo per raccontare cose è suonare. Anche  spiegare la nostra musica non è semplice. E' un contenitore di  esperienze, il trampolino delle nostre emozioni e soprattutto il modo  di comunicare più naturale che abbiamo.

Immagino che nelle vostre storie singole ci sia molto studio rigoroso e applicazione: in che modo siete stati contaminati da altre fonti musicali?

Con la curiosità dei bambini continuiamo ad avvicinarci a tutto quello  che di musicale non conosciamo, e lo osserviamo come uno scrigno che da  un momento all'altro potrebbe aprirsi e rivelarci qualcosa di  prezioso. 

Leggendo la vostra storia resta evidente il vostro essere trasversali, tra jazz, pop e cantautorato: qual è la vera anima di GnuQuartet? Esiste un modello espressivo che prediligete?

No. Abbiamo cercato di creare un nostro modello che però non si  cristallizzi mai. La ricchezza di essere quattro elementi paritari,  diversi per gusti, modi, caratteri, ricerca si riflette nella nostra  musica. Abbiamo il desiderio e la sensazione di non essere mai  arrivati, forse, nel mondo complesso e ricchissimo nel quale viviamo,  un modello monolitico è anacronistico. Panta rei. 

Per chi vive di musica la visibilità appare come elemento necessario, e spesso occorre scendere a qualche piccolo compromesso: esistono nella vostra storia decisioni prese che, col senno di poi, modifichereste?

Certo. Abbiamo sbagliato tante scelte, ma ci siamo sempre sforzati di  trarre linfa per il futuro dalle strade sbagliate che abbiamo preso.  Brecht diceva: "Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo  errore".

Che cosa pensate dello stato attuale della musica, italiana e straniera? La rete fornisce solo opportunità a rilascia anche qualche problema?

In generale stiamo attraversando un periodo che definiremmo Ba-rock.  Dalla “house” in poi non ci sono stati elementi di novità dal punto di  vista estetico. Stiamo digerendo gli stimoli di un secolo di grandi  rivoluzioni sperimentando mescole nuove, cristallizzando generi,  scambiando pratiche esecutive. Negli ultimi anni gli strumentisti  "classici" si sono avvicinati all'improvvisazione con la riscoperta  del barocco mentre il jazz è diventato accademico, e oggi più che un  genere è una forma mentale con la quale avvicinarsi alla musica. Non è  un caso che gli inventori della “house” a Detroit fossero proprio  jazzisti. La rete, come qualsiasi altro strumento, porta occasioni nuove  distruggendo i sistemi di condivisione della musica del passato. Non è  facile esprimere un giudizio lucido; forse non è molto equo che iTunes  o Spotify trattengano percentuali elevate dei proventi a scapito dei  musicisti. D'altro canto la SIAE credo paghi 0,02 euro per canzone nei  concerti con meno di 300 persone. 

Credo che il palco sia il vostro contesto naturale (come quasi tutti i musicisti), ma… esiste il fascino da studio?

Abbiamo una quantità impressionante di sessioni in studio, abbiamo  sfiancato un buon numero di ingegneri del suono superando le 12 ore.  Da quando abbiamo cominciato la collaborazione con Lorenzo Pattellani,  nostro attuale fonico, è cambiato anche il rapporto con lo studio. Lo  viviamo come uno strumento nuovo da studiare ed usare al meglio. Siamo  molto soddisfatti dell'ultimo lavoro con i Tiromancino ad esempio -  un'orchestra di oltre 40 elementi con un flauto che arricchisce alcune  linee di colore o si stacca come solista.  Il palco comunque è proprio il nostro habitat, ha il fascino  dell'imprevisto, l'adrenalina dello sport estremo, la gioia di  comunicare e la condivisione religiosa di un momento comune a pubblico  e musicista che nel suo essere effimero raccoglie più significati  filosofici sulla vita di quattrocento chili di trattati. 

Pensate sia possibile passare dei messaggi utilizzando una musica priva di liriche?

La domanda se la sono posta per la prima volta intorno al '600… direi  che c'è uno stuolo di eccellenti esempi da Bach a Chick Corea. A noi  la musica strumentale parla con maggior chiarezza di quella testuale,  lasciando più spazio alla fantasia personale ci appare come un libro  rapportato ad un film. Può anche dare messaggi politici la musica 
"pura", pensa a contestualizzarla, ad esempio, in un luogo nel quale  è vietata o sgradita. 

Cosa c’è dietro l’angolo per il GNU Quartet?

La più grossa novità sarà il nostro primo lavoro di brani originali - come i due  che avete ascoltato nel corso della serata - che si chiamerà  "Untitled" e sarà composto di brani senza titolo, scelta voluta per condizionare il meno possibile l'ascoltatore, dare meno riferimenti o suggerimenti per permettere un maggior libertà immaginativa. Fra breve prenderemo parte ai 2 concerti di apertura del Tour di Arisa all'Auditorium della Musica a Roma (6 aprile) e agli Arcimboldi a Milano e poco prima faremo una capatina oltreoceano a Baja Prog, uno dei più grossi festival prog del mondo. In questi giorni abbiamo finito di registrare un EP di omaggi a questo genere così ricco e così "italiano". Lo porteremo prima in Messico e in Italia uscirà il 15 aprile. C'è stato subito grande interesse, si sono mobilitati persino dalla Corea dove stanno  già stampando l'edizione coreana. Siamo ovviamente molto contenti per l'interesse che stiamo suscitando in questo, per noi, nuovo mondo musicale, oltre che alla riuscita dell'EP di cui tutti e 4 siamo molto soddisfatti.


La band:
Raffaele Rebaudengo-viola
Francesca Rapetti-flauto
Roberto Izzo- violino
Stefano Cabrera-violoncello

INFO



giovedì 20 marzo 2014

Fabrizio Fedele e i suoi progetti


Ho conosciuto Fabrizio Fedele nel 2009, quando faceva parte degli Osanna. Chitarrista, compositore, scrittore, Fabrizio è un artista eclettico dai mille interessi e dai progetti diversificati. Abbiamo fatto il punto per sottolineare i tanti cammini paralleli, tra certezze, speranze e… un po’ di scaramanzia!

L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato a Roma, alla prima Prog Exhibition, quando suonavi ancora con gli Osanna: quale sentiero hai preso nel periodo a seguire?

Un sentiero che non ho mai lasciato: quello della composizione, della produzione artistica e dei concerti con il mio TRIO e con un nugolo di altri progetti di cui sono artefice e curatore, artisticamente parlando. Dopo la lunga, fruttuosa e florida collaborazione, durata sei anni e svariati dischi con gli Osanna di Lino Vairetti, a cui devo ancora tanto, ho ripreso a camminare nella direzione che più mi si addice.

La tua attività non è solo legata al mondo dei suoni, ma ti ricordo ad esempio come scrittore prolifico: come è proseguito il tuo lavoro letterario?

E’ una passione che coltivo oramai da tante pubblicazioni. L’ultima volta avevo rilasciato KOALA (il Premio Letizia Isaia 2007), terzo romanzo di formazione. Ad oggi, dopo un altro paio di uscite fino al 2012, per lo più racconti in raccolte di autori italiani, aspetto l’imminente uscita del nuovo romanzo, Riverberi (Ad Est Dell’Equatore ed.). Per ottobre è previsto un nuovo lavoro, di cui preferisco non parlare per… scaramanzia.

E che mi dici della “sezione” teatro e mondo della pellicola?

Dopo OTELLO teatrale in chiave moderna, andato in scena lo scorso anno e da me musicato, è un po’ che non bazzico quel mondo.

Soffermiamoci sulla musica… mi racconti le varie sfaccettature dei tuoi progetti musicali paralleli?

A parte il TRIO, che vedrà in autunno l’uscita del settimo lavoro discografico, ho prodotto, suonato, arrangiato, missato e masterizzato un lavoro che mi ha particolarmente divertito. Si tratta di un riadattamento di nove sigle di cartoni animati degli anni ’80, raccolte in un CD, prodotto da OPTIMA, che si intitola HANNO UCCISO CANDY CANDY, scaricabile gratuitamente nel sito www.hannouccisocandycandy.com.
Sto producendo nella stessa modalità di HUCC, anche il nuovo disco di un cantautore napoletano, Marco Francini. Uno dei progetti che amo molto, anche se di amor ludico si tratta, è il JBSC (James Bond Concert show). Un disco con quattro riadattamenti e un inedito uscirà a maggio. E’ una band di sei elementi che propone un repertorio di storiche soundtracks, tratte dai film del sopracitato James Bond. Naturalmente in maniera meno orchestrale e più tendente al rock.
MissSara & Fedele è invece un duo in embrione.
E poi tanti live e un CD in cantiere.
Ultimo, ma non meno importante, il progetto THE BLUES LEE, una band con la quale suoniamo un blues contaminato dalla più pura forma canzone pop americana, da Wonder a Mayer, passando per Jimi e Prince. Nata come una situazione di divertissement, approderà presto a un disco.

Sbilanciati, e tra certezze e speranze delinea il tuo futuro musicale.

L’unica cosa che mi auguro, e vorrei mi si augurasse, è quella di poter continuare a fare musica e scrivere dischi e libri. Difficile pensare che possa esistere cosa più bella e gratificante.






martedì 18 marzo 2014

Forza e passione di Mario Contarino


Il dibattito sulle possibilità che offre al giorno d’oggi la tecnologia è aperto e non porterà mai a nessuna verità assoluta e, parlando di realizzazioni musicali, troveremo ventenni che fanno ricorso a sistemi di registrazione analogici e artisti pluridecorati che eliminano ogni traccia di umanità nel raggio di chilometri e professano una decisa autarchia, possibile grazie ai sistemi più avanzati che permettono di lavorare in piena solitudine, con il paradosso della compagnia di chi abita magari a diecimila miglia di distanza, e che attraverso “sistemi superiori” e impalpabili contribuisce a creare un album di successo.
Mario Contarino è un giovane musicista che non ha dubbi sull’utilità dei sistemi più evoluti, perché è grazie a loro che può esprimersi compiutamente componendo la musica che ama.
Mario è romano ed ha una malattia a carattere degenerativo che gli impedisce di condurre una vita fatta di dinamicità fisica, la “distrofia muscolare”. Collegato giorno e notte ad un respiratore, compone musica strumentale e non, attraverso un computer, ed ha un progetto specifico che si chiama TBP, illustrato a seguire.
Dice Mario:” Vorrei che tutto il mondo conoscesse la mia storia e la mia musica, per far capire che la vita può essere vissuta in qualsiasi condizione!”.
Nelle prossime righe Mario risponde alle mie domande e a fine post, oltre alla sua biografia, potremo vedere il viso stupito di Steve Vai al cospetto di idee innovative.
Una storia che può insegnare molto sull’argomento “passione”, e sul come non esista alcuna barriera fisica o mentale, che possa impedire all’uomo di sognare e, perché no, rendere concreto ciò che potrebbe sembrare impossibile.
E intanto Mario progetta il secondo album…



IL PROGETTO


L’INTERVISTA

Come descriveresti i tuoi … primi 30 anni fatti di musica?

Pieni di sacrifici, ma sopratutto di emozioni! La musica fa parte di me da sempre, e non saprei vivere senza!

Mi parli del progetto TBP? In cosa consiste esattamente?

E' un progetto fondato e gestito da me, che consiste nel trasmettere le mie emozioni tramite la musica, sia strumentale che cantata. Compongo tutti gli strumenti con il computer, non potendo suonare a causa della Distrofia Muscolare, e poi quando registro i miei brani li faccio ri-suonare a dei musicisti professionisti.

Lo strumento con cui hai iniziato a suonare è la batteria: riesce a trovare la stessa soddisfazione attraverso le nuove possibilità tecnologiche?

Credo proprio di si, anzi così mi sento più libero perché posso scrivere qualunque cosa mi viene in mente, melodia, armonia o ritmo che sia.

Che cosa pensi del lancio di messaggi attraverso una musica priva di liriche? L’approccio strumentale è altrettanto efficacie?

Penso che si possa comunicare benissimo anche solo con la musica, ma è più difficile che venga recepita da tutti. Sicuramente includendo delle liriche i messaggi si possono far arrivare in modo più diretto.

Immagino che avrai una buona conoscenza musicale priva di vincoli temporali: che cosa hai recuperato e che cosa utilizzi di un passato che per ragioni anagrafiche non hai vissuto?

Ascolto veramente di tutto, ma soprattutto il rock, spaziando dagli anni ‘60 sino ai giorni nostri. Sinceramente la musica che amo di più è quella dagli anni ‘70 ai ‘90. Quando scrivo non mi ispiro a nessuno in particolare, faccio ciò che mi viene in mente.

Qual è il genere musicale che più ami e quali sono stati i tuoi punti di riferimento?

L'hard rock, l'heavy metal, il blues, il funky ed il progressive degli anni ‘70. I miei idoli sono veramente tanti... da Steve Vai ai Judas Priest, come anche Deep Purple, Led Zeppelin, Iron Maiden, Queen, Van Halen, Yes, Eric Clapton, Jimi Hendrix e tanti altri.

Come definiresti la musica che componi?

Pura e sincera! Fatta con cuore ed anima!

Nella tua pur giovane storia non sono mancate grosse soddisfazioni: mi dici che cosa ti ha colpito di più? Quali personaggi ti hanno sorpreso maggiormente?

Ne sto avendo veramente tante! Sto ricevendo complimenti da tutto il mondo (Jason Becker, John Macaluso, Mike Terrana, Mattias Eklundh) e sono riuscito addirittura a stupire Steve vai in persona tramite un mio assolo.

Esiste la solidarietà e l’amicizia nel mondo musicale che frequenti?

Assolutamente sì! Tutti i musicisti con cui collaboro sono miei amici, persone veramente splendide!

E’ in corso le realizzazione del tuo secondo album: mi racconti di cosa si tratta? Esiste un bridge rispetto a quello precedente?

Con il mio produttore, Giacomo Castellano, stiamo producendo "Musical Colors", del quale stiamo realizzando un "making of" ad episodi, dove documentiamo e raccontiamo l'evoluzione della produzione: si possono vedere gli episodi qui: http://www.youtube.com/playlist?list=PLte610iCUv5eujbqh4wMNfAJW5DF0VBgK
Sicuramente si può notare un evoluzione del sound, e per la prima volta ascolterete anche brani cantati...
Per sapere tutto del progetto andate qui: http://www.facebook.com/TBPofficial

IL VIDEO



LA STORIA

Mario Contarino, è nato a Roma il 26 Ottobre 1984, ed all'età di cinque anni gli è stata diagnosticata la Distrofia Muscolare di Duchenne.
Fin da piccolo ha sempre avuto la passione per la musica, in particolare per la batteria, infatti; vista la passione, abbandona la scuola al secondo anno di Liceo Scientifico.
L'anno successivo, all'età di sedici anni, entra a far parte come batterista nella band pop rock "Ladri di Carrozzelle", gruppo composto maggiormente da ragazzi con la sua stessa patologia.  La batteria era suonata e suddivisa per quattro persone, con l'uso di pad elettronici; con questa esperienza ha anche l'occasione di imparare la lettura ritmica e la scrittura dello strumento. Ha fatto parte del gruppo fino all'estate del 2006 ed in questi sei anni suona in circa seicento concerti in tutta Italia, partecipando a molte manifestazioni e trasmissioni televisive importanti. Una di queste è stata la partecipazione al Concerto del 1° Maggio 2006 in piazza S. Giovanni a Roma, di fronte a migliaia di persone, ed in diretta televisiva.
Visto l’avanzare della Distrofia non ha più la forza per suonare ma, grazie al computer, ed alla tecnologia, a fine 2007 inizia a comporre musica, utilizzando il software della Steinberg “Cubase” insieme a vari plugin VST.
A seguito di questo, fonda un progetto personale dal nome TBP, con il quale, per gioco, dall’ estate 2011 realizza una trentina di cover di brani famosi, “stravolti” in versione strumentale hard rock. Principalmente, però, il progetto TBP consiste nel trasmettere emozioni e stati d’animo attraverso la musica, con brani originali, strumentali e non, che raggruppano molte influenze e varietà di generi rock (hard, funky, progressive, fusion, blues, metal e molti altri).
Il 13 Novembre 2012 esce, con l'etichetta Zeta Factory, "Universe Of Emotions", album di esordio del progetto TBP, prodotto dal noto chitarrista  Giacomo Castellano (Raf, Nannini, Noemi ecc.). L'album ottiene molte recensioni positive.
Nel frattempo riceve i complimenti da molti musicisti fra i quali: Steve Vai, Jason Becker, Mike Terrana, John Macaluso, Mattias Eklundh, Lorenzo Feliciati e moltissimi altri.
Al momento (2014, insieme a Giacomo Castellano, sta producendo il secondo album del progetto, nel quale suoneranno musicisti di spessore del panorama Italiano ed internazionale.


lunedì 17 marzo 2014

OSANNA “Tempo”- commento post ascolto/visione


BLACK WIDOW & AFRAKA’
presentano
40 pages book + double DVD
“Live in Naples”   & "Osanna Story”

Non so esattamente quali siano i criteri di valutazione di un DVD musicale, contenitore che offre diverse possibilità: un po’ … libro, documento storico, album fotografico, e ovviamente musica. Esiste poi un aspetto prettamente tecnico che riguarda riprese, montaggio, qualità di immagine e capacità nel creare un insieme organico e gradevole. Non necessariamente deve essere presentato un evento live, ma è certo che le performance da palco sono le più affascinanti e vincenti. Quando poi il presente si mischia al passato possono nascere capitoli che entreranno nelle videoteche di ogni appassionato di musica - così come i “vecchi” vinili riposti negli scaffali -  e da lì non ne usciranno più, e poco importa se saranno guardati sporadicamente, fondamentale sarà avere coscienza  che al momento opportuno si saprà dove cercare.
La premessa mi è utile per spiegare come nel Book- doppio DVDOsanna-Tempo” ci siano tutti gli ingredienti che conducono alla soddisfazione, e ritengo di poterlo inserire tra primissimi posti all’interno della mia sostanziosa raccolta video.
Occorre anche dire che un prodotto di buona qualità può essere creato da chiunque, e il rilascio di un supporto adeguato può passare anche per una facile autoproduzione, ma è certo che la differenza arriva dall’obiettivo che ci si pone, e se questo scopo è ambizioso, la cura dei dettagli porterà via molto tempo, e alla fine il risultato sarà conseguenza della laboriosità e dell’impegno profuso.
La prima volta che ho sentito parlare della possibilità di realizzare un DVD “sunto” degli Osanna è stato nel 2009, quando Lino Vairetti e i suoi compagni di viaggio fecero tappa a Savona per un concerto di spessore, quello del Teatro Chiabrera, da cui sono tratti alcuni brani inseriti nel secondo dischetto. La collaborazione tra Black Widow e Afrakà era già in corso ed è quella che ha condotto verso “Tempo”. Dal novembre 2009 ad oggi sono passati molti lustri, e questo mi permette di sottolineare come il prodotto finale sia il frutto di un lavoro assiduo e capillare, e averlo tra le mani induce in primis ad una lettura approfondita - tra storia, credits e prefazione di Franco Vassia - condita dalla visione di immagini di forte impatto.
Il fulcro dell’opera è il “Live in Naples” -  a seguire tutti i dettagli nel Comunicato Stampa - che ha previsto la proposizione, con orchestra, dell’intera colonna sonora del film “Milano Calibro 9”, a 40 anni dalla sua nascita. Il secondo DVD – “Osanna-Story” -  è quello dedicato agli spezzoni storici - una ventina -  dai più antichi a quelli liguri già citati. Il tutto permette una ricostruzione automatica e naturale della vita di una band lunare, ma mai uscita dai confini italiani ai tempi dello splendore del prog italico, ruolo internazionale agganciato col passare degli anni, culminato con le recenti performance in Giappone e Corea del Sud. Questo viaggio nel tempo tocca avvenimenti e personaggi che appartengono alla storia italiana e ne scaturisce un tuffo nel passato che accarezza il cuore, sollecitando la memoria attraverso la TV di  Renzo Arbore, Enrico Simonetti, Il Quartetto Cetra, Corrado, Gianni De Berardinis, Nino Fuscagni e Vanna Brosio. E che dire di manifestazioni simbolo come il “Be In del 1973?!
Riascoltando e “rivedendo” la musica degli Osanna, ci si rende conto dell’originalità e dell’enorme valore di opere inventate agli albori del rock italiano - il termine prog sarebbe stato coniato successivamente - e di quanto quella musica sia attuale e non paragonabile a nessun’altra. L’elemento teatrale e la cultura napoletana fanno la differenza, e l’anima di un pulcinella stampo rock trasuda in ogni aspetto musicale della prog family di Vairetti, ma ciò che ogni volta mi sorprende, ascoltando ad esempio l’album “L’uomo”, è la freschezza e una capacità di "attrarre" che raramente si trova in ambito musicale, anche quando gli amori e le passioni sono ben radicate.
Due parole su gli illustri gli ospiti nel concerto del Teatro Trianon: David Jackson, Gianni Leone,  Sophya Baccini, Giampiero Ingrassia, Tito Schipa Jr.,  Antonella Morea, Maurizio Capone, Elio Eco, Banda “Concerto Musicale Speranza” di Pino Ciccarelli e l’Orchestra d’archi “Rosso Rock” Ensemble”.
Tutti hanno fornito valore aggiunto, ma se è vero che ci sono state presenze mirate all’evento e all’idea di ensemble musicale, altre sono invece integrate nella famiglia itinerante, come Jackson, Baccini, Eco, e Leone, tutti apportatori quotidiani di espressività supplementare.

Ci sarà tempo per raggiungere la meta…
Ci sarà tempo per vivere al confine del mio sogno…
Ci sarà tempo per attraversare il mare…
Ci sarà tempo di cadere e di pregare…
Ci sarà tempo per cancellare il tempo…
Ci sarà tempo per essere migliore…
Ci sarà il tempo per la pace e per la guerra…
Ci sarà tempo per vivere o morire…
Ci sarà tempo… il tempo di impazzire!

Il tempo per gli Osanna si è fermato, e il senso della dinamicità, controllata, è garantito da quello straordinario musicista che è Lino Vairetti, anima di un progetto che probabilmente era destinato a scemare, e che invece risplende oggi più che mai. La capacità di Lino di circondarsi di ottimi musicisti, molti dei quali giovani, e tutti musicalmente dotati, ha permesso di creare un piccolo miracolo familiare e sonoro, stato di cui ci si rende perfettamente conto lasciandosi andare nell’ascolto e nella visione.
Ci sarà tempo, il tempo per tutti, il tempo per le nuove generazioni di appropriarsi dell’opera degli Osanna e trovare con loro la giusta sintonia.
Una vera emozione… un enorme regalo.


Stralcio dal Comunicato Stampa…
Reduci dai recenti successi ottenuti nei più importanti festival di progressive rock in Giappone e Korea (nelle città di Tokio, Kawasaki e Seoul), e ovviamente in Italia, gli Osanna unica band di progressive rock internazionale “Made in Naples”, dopo il CD e LP in vinile “Prog Family” pubblicato nel 2009 e il CD e LP in vinile “Osanna - Rosso Rock” live in Japan pubblicato nel 2012 entrambi su etichetta Afrakà Record, annunciano la pubblicazione in dicembre 2013 del Book e doppio DVD “Osanna – Tempo”, che comprende un DVD di clip storiche “Osanna Story” e il “Live in Naples” tratto dalla colonna sonora del film “Milano Calibro 9” (nel suo 40° anniversario 1972 – 2012), effettuato al Teatro Trianon di Napoli il 24 ottobre 2012, eseguito con una orchestra d’archi diretta dal Maestro Gianluca Falasca e una serie di ospiti eccellenti: David Jackson, Gianni Leone, Sophya Baccini, Giampiero Ingrassia, Tito Schipa Jr., Antonella Morea, Maurizio Capone e Elio Eco, oltre alla banda CMS di Pino Ciccarelli. Il repertorio eseguito in due tempi ha visto rispettivamente l’esecuzione dei due lavori discografici recenti: “Prog Family” e “Rosso Rock”.



La nuova line-up degli Osanna è composta da:

Lino Vairetti (leader storico della band), alla voce, armonica e chitarra acustica,
Gennaro Barba alla batteria,
Pako Capobianco alla chitarra elettrica,
Nello D’Anna al basso,
Sasà Priore al piano e keyboards
Irvin Luca Vairetti vintage/keyboard e voce.
Alfonso La Verghetta sound engineer

La formazione si arricchisce della presenza di David Jackson (mitico sassofonista e flautista inglese dei Vand Der Graaf Generator) quale Special Guest degli Osanna.
Nuovi e dinamici arrangiamenti e una straordinaria produzione artistica dei brani eseguiti in questo DVD live che ripercorrono il repertorio storico e inedito degli Osanna racchiuso appunto nei due ultimi album “Prog Family” e “Rosso Rock”, rivisitando tutta la discografia e passando quindi per L’Uomo del ‘71, Palepoli del ‘73, Landscape of Life del 74, Suddance del ‘78 e naturalmente Milano Calibro 9 composta nel ’72 con la collaborazione del grande maestro Luis Enriquez Bacalov.

“Osanna - Tempo” è un doppio DVD dove oltre al concerto live al Teatro Trianon di Napoli, c’è per la gioia di tutti gli appassionati del prog e degli Osanna, una parte antologica con tutti i filmati storici dagli anni ’70 ai nostri giorni con una ricerca ed una selezione di clip storiche edite ed inedite. Il live degli Osanna, è arricchito dalla teatralità (che ha sempre contraddistinto le performance del gruppo fin dagli anni ’70), riproposta con l’uso di maschere e costumi dedicati principalmente alla maschera di Pulcinella, il famoso “Pulcinella rock”, così definito negli anni ’70 da Renzo Arbore nella sua presentazione e prefazione nell’Album “L’Uomo”), e dalla proiezione di filmati con la regia di Pino Sondelli.


domenica 16 marzo 2014

Casting Spring Awakening


Spring Awakening cerca giovani cantanti di entrambi i sessi compresi tra i 14 e i 29 anni da inserire all'interno dello spettacolo nel ruolo di Swing, per le recite del musical al Teatro Duse di Bologna (10 e 11 maggio 2014): le audizioni si terranno al Teatro Duse (Via Cartoleria 2, Bologna) lunedì 14 aprile 2014 alle ore 11. Si richiede voce intonata, da soprano o tenore.

Mai sentito parlare di Spring Awakening?
La compagnia Todomodo Music-All, ospite del Teatro Duse di Bologna nei giorni 10 e 11 maggio 2014, seleziona giovani cantanti di entrambi i sessi, non professionisti, per partecipare nel ruolo di Swing a Spring Awakening, celebre rock musical vincitore di ben otto Tony Awards.

Per unirsi per un giorno al giovane cast di Spring Awakening è necessario essere intonati – avere voce da soprano o da tenore – e partecipare all’audizione che si terrà a Bologna lunedì 14 aprile 2014.
Il provino consisterà nell’esecuzione di una canzone: un brano del musical oppure una canzone a scelta (si invita a portare con sè il file audio). Le prove saranno valutate dal direttore musicale e da rappresentanti della produzione di Spring Awakening. I selezionati parteciperanno, dopo un breve training online e in teatro, alla rappresentazione in una delle due date in programma.

L'inserimento, a carattere di stage, sarà interamente gratuito.
La partecipazione darà diritto a un attestato di partecipazione – utile per i curriculum vitae – oltre al materiale promozionale ufficiale del tour.
A tutti i partecipanti verrà inoltre offerto un gadget di Spring Awakening e una particolare formula di sconto per assistere allo spettacolo.

Per iscriversi all’audizione occorre:

1) Inviare una mail all’indirizzo castingbologna@springawakening.it.
La mail deve contenere il curriculum vitae del partecipante o un suo link audio/video.
La produzione risponderà con i dettagli sull'iniziativa, indicazioni sui brani da portare per l'audizione e materiale relativo.

2) Entrare sulla pagina www.facebook.com/SpringAwakeningItaliaintour, cliccare su “MI PIACE” e mandare un MESSAGGIO PRIVATO con scritto "TOTALLY SWING"; il messaggio deve inoltre contenere NOME, COGNOME, contatto telefonico e indirizzo mail dell’aspirante Swing.

Per chi vuol saperne di più su Spring Awakening sul sito del musical www.springawakening.it, sono disponibili video, foto e tantissime informazioni sullo spettacolo.