La notizia della morte improvvisa di Nello D’Anna, ex bassista degli Osanna, lascia
un vuoto difficile da accettare. Aveva cinquant’anni e la sua scomparsa arriva
senza alcun segnale, spezzando un percorso umano e musicale che per me non era
solo un ricordo lontano.
Dal 2009, quando suonò nella mia città, avevamo
mantenuto un rapporto continuo, e nel recete
passato mi ero occupato di alcuni suoi progetti e delle direzioni che voleva
dare alla sua musica. Era sempre disponibile, diretto, senza sovrastrutture.
Sul palco era preciso e affidabile, ma fuori dal palco,
almeno nei miei ricordi, era ancora più autentico. Non cercava attenzioni, non
aveva atteggiamenti da musicista “arrivato”. Preferiva parlare di ciò che stava
creando, dei dettagli tecnici, delle persone con cui collaborava. Era un modo
di vivere la musica che lo rendeva immediatamente vicino.
Sapere che non ci saranno più quei messaggi, quelle conversazioni sui suoi progetti, fa male. Rimane il ricordo di una persona che aveva ancora molto da dire e da suonare. E rimane la tristezza di una perdita che arriva troppo presto e troppo inaspettata.
