mercoledì 16 febbraio 2022

I Genesis a Torino il “03.02.1974”: il mio sbiadito ricordo da adoloscente

 


Era il mese di febbraio dell’anno di grazia 1974, più precisamente il giorno 3.

Per gli italiani antichi, amanti dei Genesis e della musica di quei giorni, è meglio segnalare la data con la cifra numerata: “03.02.1974”, più facile da abbinare al concerto torinese in cui la band inglese propose “Selling England by the Pound”.

Ho ricordi lontani legati alla mia adolescenza, ma sono rimaste tracce che mai si cancelleranno e che cercherò di delineare.

Il concerto era previsto per le ore 18, al Palasport di Torino. I miei 17 anni suonati mi davano la possibilità di una concessione genitoriale, nonostante dopo poche ore mi aspettasse la scuola. Non ricordavo esattamente che giorno fosse, ma avevo ben nitido il monito dei miei genitori che mi esortavano a tornare velocemente a casa, perché il giorno dopo avrei avuto lezione. Una rapida ricerca su internet mi ha chiarito le idee sulla data: era domenica.

Conoscevo già molto bene “Selling England by the Pound”, “oggetto” promozionale del tour, album uscito da pochi mesi.

Credo sia interessante mettere in rilievo come la musica “nobile” di quel tempo, anche se il fenomeno si sarebbe poi rivelato di breve durata, fosse una fantastica malattia contagiosa. I tempi sono cambiati e certe rappresentazioni si vivono con maggior distacco, perché rientrano nella sfera della normalità, ma in quei giorni era possibile una mobilitazione generale per un evento musicale che, nel mio caso, avveniva a 150 km di distanza da percorrere in treno, di sera, con ritorno notturno. Il quartiere in cui sono nato e in cui abitavo, si chiama Santa Rita, e avrà contato una trentina di persone con età simile alla mia. Non eravamo tutti amici, e non ci eravamo messi d’accordo, eppure ci ritrovammo tutti al Palasport di Torino. La stazione di Savona era poi il punto di riferimento in cui si raccoglievano i ragazzi che arrivavano dai paesi periferici e tra le immagini confuse rimaste in testa, una riguarda un gruppo molto nutrito di giovani anime, tutti visi conosciuti, magari amici degli amici, tutti con lo stesso obiettivo.

Non ricordo nulla dei discorsi dell’andata, ma posso immaginare l’argomento.

La picture che segue è relativa al palco e a un fiume umano, che probabilmente mi parve tale perché messo in relazione al pubblico pomeridiano del genovese Teatro Alcione che normalmente frequentavo.

Sicuramente lo spazio non era adeguato all’evento, perché ricordo molti ragazzi lamentarsi all’esterno per l’impossibilità di trovare un biglietto.

Forse nacque anche qualche tafferuglio, ma non ne sono certo.

L’immagine successiva è quella di Peter Gabriel che compare con uno dei suoi abiti spettacolari e presenta l’enorme vuoto di capelli nella parte centrale della testa, una sorta di “riga ampliata”, come era solito fare in quel periodo.

Non sono in grado di ricordare la set list (che ho recuperato dalla rete e propongo a seguire), ma ricordo con estrema chiarezza un forte brivido che mi percorse la schiena, lo stesso che ho sentito le volte successive in cui ho ascoltato Steve Hackett proporre i Genesis - quindi anni 2000 - performance che per un attimo mi ha fatto tornare indietro a quel lontano ’74, quando partì il piano di “Firth or Fifth”.

E poi mi appare il vuoto sugli elementi oggettivi, ma rimane l’eccitazione, la partecipazione, la sensazione, già allora, di aver preso parte a qualcosa di storico. Negli anni a seguire, quel tour sarà ricordato come l’ultimo, vero, dei Genesis targati Gabriel.

Faccio estrema fatica ad andare oltre con la memoria, ma ho bene in mente come, nei giorni a seguire, l’argomento principe di quei ragazzi di Santa Rita, che vivevano a pane e CIAO 2001, fosse la rivisitazione dell’esperienza vissuta.

Esperienza che costò molto cara ad elementi del nostro gruppo, qualche “bravo ragazzo” che si fermò in stazione sino a notte inoltrata e compì qualche sciocchezza (prelievo di giornali impacchettati, in attesa di essere smistati). Cose tutto sommato innocenti, ma che ebbero importati implicazioni giudiziarie.

E anche questo aspetto negativo ha contribuito a rendere indelebile un vecchio ricordo.

Mai avrei pensato che, a distanza di una quarantina di anni, avrei conosciuto e intervistato su di un palco Steve Hackett!

 


SET LIST 

Watcher of the Skies

Dancing with the Moonlit Knight

The Cinema Show

I Know what I Like

Firth of Fifth

The Musical Box

More Fool me

The Battle of Epping Forest

Supper's Ready

Bis: The Knife


Un mio caro amico e compagno di concerti, nonché batterista del nostro primo gruppo, Paolo Macchia, ha conservato il biglietto che io ho perso chissà dove.

Mi sembra un bel modo per tornare sull’evento.