Ricordo dei “Perception”
Basato solo su memorie indirette e
sul racconto di Mauro Gilli
I Perception erano
una band nata tra Genova e Savona all’inizio degli anni Settanta, ricordata
oggi attraverso pochi frammenti, qualche fotografia e le memorie non sempre
nitide di chi ne fece parte. La formazione vedeva Lino alla voce,
genovese, riconoscibile nella foto come l’ultimo a destra; Riccardo Gabutti,
savonese, al basso, il primo a sinistra; Mauro Gilli, savonese, alla
batteria e Mauro, il chitarrista genovese - con gli occhiali - che completava
il gruppo.
Le foto sono state scattate ai giardini del Prolungamento di Savona
Il racconto che emerge non nasce da testimonianze dirette di
concerti o prove, perché non ho mai sentito suonare la band e non esistono
video o registrazioni. Tutto ciò che si può ricostruire proviene da miei vecchi
ricordi di Gabutti e Gilli, impressioni di un’epoca in cui il rock aveva un
ruolo diverso, più istintivo e meno filtrato.
Secondo ciò che Gilli ricorda, i Perception erano spinti da
una passione intensa, quella che porta a scegliere brani potenti e senza
compromessi: Black Sabbath, Led Zeppelin, Jethro Tull, Ten Years After,
Hendrix. Un repertorio che li portò a esibirsi soprattutto fuori dai circuiti
più tranquilli, dove quel suono veniva accolto con maggiore curiosità.
Le foto che oggi riemergono - inviate di recente da Mauro
Gilli, che vive lontano - restituiscono un momento sospeso: quattro ragazzi
seduti sull’erba, con gli abiti dell’epoca, un attimo di pausa che sembra
rubato tra un viaggio, una prova o un concerto. Lino con la naturale presenza
da frontman, Gabutti con la solidità del bassista, Gilli con l’energia del
batterista, e il chitarrista con quella concentrazione silenziosa che
appartiene a chi cerca sempre il suono giusto.
I Perception non hanno lasciato dischi, registrazioni o
tracce ufficiali. Hanno lasciato ricordi, racconti, sensazioni, e la memoria di
una stagione musicale vissuta senza filtri. Un frammento di gioventù che oggi
sopravvive solo nelle parole di chi c’era e nelle poche immagini che il tempo
ha conservato.

