lunedì 27 luglio 2026

I Perception: un ricordo a distanza

 

Riccardo Gabutti, Mauro, Mauro Gilli e Lino

Ricordo dei “Perception”

Basato solo su memorie indirette e sul racconto di Mauro Gilli


I Perception erano una band nata tra Genova e Savona all’inizio degli anni Settanta, ricordata oggi attraverso pochi frammenti, qualche fotografia e le memorie non sempre nitide di chi ne fece parte. La formazione vedeva Lino alla voce, genovese, riconoscibile nella foto come l’ultimo a destra; Riccardo Gabutti, savonese, al basso, il primo a sinistra; Mauro Gilli, savonese, alla batteria e Mauro, il chitarrista genovese - con gli occhiali - che completava il gruppo.

Le foto sono state scattate ai giardini del Prolungamento di Savona

Il racconto che emerge non nasce da testimonianze dirette di concerti o prove, perché non ho mai sentito suonare la band e non esistono video o registrazioni. Tutto ciò che si può ricostruire proviene da miei vecchi ricordi di Gabutti e Gilli, impressioni di un’epoca in cui il rock aveva un ruolo diverso, più istintivo e meno filtrato.

Secondo ciò che Gilli ricorda, i Perception erano spinti da una passione intensa, quella che porta a scegliere brani potenti e senza compromessi: Black Sabbath, Led Zeppelin, Jethro Tull, Ten Years After, Hendrix. Un repertorio che li portò a esibirsi soprattutto fuori dai circuiti più tranquilli, dove quel suono veniva accolto con maggiore curiosità.

Le foto che oggi riemergono - inviate di recente da Mauro Gilli, che vive lontano - restituiscono un momento sospeso: quattro ragazzi seduti sull’erba, con gli abiti dell’epoca, un attimo di pausa che sembra rubato tra un viaggio, una prova o un concerto. Lino con la naturale presenza da frontman, Gabutti con la solidità del bassista, Gilli con l’energia del batterista, e il chitarrista con quella concentrazione silenziosa che appartiene a chi cerca sempre il suono giusto.

I Perception non hanno lasciato dischi, registrazioni o tracce ufficiali. Hanno lasciato ricordi, racconti, sensazioni, e la memoria di una stagione musicale vissuta senza filtri. Un frammento di gioventù che oggi sopravvive solo nelle parole di chi c’era e nelle poche immagini che il tempo ha conservato.