Rick Wakeman torna su Marte. Il tastierista inglese ha pubblicato il
trailer del suo nuovo album di progressive rock, Return
To The Red Planet, annunciando l’uscita ufficiale per il 16
ottobre sotto l’etichetta Madfish Records. Il disco rappresenta il seguito
diretto di The Red Planet, pubblicato nel 2020, e riprende il viaggio
immaginifico che Wakeman aveva iniziato sei anni fa.
Per questo nuovo capitolo Wakeman si riunisce con la sua
English Rock Ensemble, la formazione che negli anni ha accompagnato molte delle
sue avventure musicali. La band comprende Lee Pomeroy, Dave Colquhoun, Adam
Falkner e Mollie Marriott, un gruppo affiatato che contribuisce a dare al
progetto un carattere solido e riconoscibile. Il trailer diffuso in queste ore
offre un assaggio delle atmosfere del disco, tra tastiere monumentali,
progressioni narrative e un immaginario fantascientifico che da sempre
appartiene al mondo creativo di Wakeman.
Il musicista ha spiegato che l’idea del nuovo album è nata
analizzando i dati e le fotografie più recenti provenienti da Marte. Ha
raccontato che, osservando quel materiale, ha percepito la presenza di un nuovo
racconto musicale che aspettava soltanto di essere scritto. Ha aggiunto che
c’era molto altro da dire sul pianeta rosso, sia dal punto di vista musicale
sia da quello spirituale, e che questo lo ha spinto a tornare idealmente su
Marte per proseguire la sua esplorazione artistica.
Wakeman aveva già anticipato alcuni dettagli parlando con Prog.
In quell’occasione aveva raccontato di essersi ispirato anche alla sua
esperienza con David Bowie, precedente ai suoi anni con gli Yes. Durante la
registrazione di Life On Mars? i due avevano discusso a lungo del
pianeta rosso. Bowie era incuriosito da Marte, anche se non quanto Wakeman, e
quelle conversazioni hanno lasciato un segno. Da qui è nato Bowie’s Vision,
un brano che Wakeman considera un tributo sincero e di cui si dice molto soddisfatto.
Tra le tracce del nuovo album ci sarà anche una composizione
dedicata alle tre epoche geologiche di Marte. Wakeman ha spiegato che il
pianeta si è formato in tre periodi distinti nell’arco di miliardi di anni e
che questa struttura temporale gli ha suggerito una suite progressiva,
costruita come un viaggio attraverso le fasi della nascita e dell’evoluzione
del pianeta.
Return To The Red Planet si presenta così come un’opera che unisce scienza,
immaginazione e musica, un nuovo tassello nella lunga carriera di un artista
che continua a esplorare mondi reali e mondi interiori con la stessa curiosità.
