venerdì 14 settembre 2012

Una chiacchierata con Pino Tuccimei

Pino Tuccimei e gli amici storici

Facebook mi ha dato l’opportunità di conoscere un altro grande personaggio del mondo musicale, anche lui artefice di momenti di enorme valenza in un largo spazio temporale… circa cinquant’anni. Mi riferisco a Pino Tuccimei, e per chi non lo ricordasse, a fine post è visibile una piccola biografia catturata in rete.
Un giorno di metà luglio, sono stato attirato dal seguente titolo:

I motivi che non hanno consentito di effettuare il concerto del 40ennale Villa Pamphili

che precedeva un sostanzioso contenuto…


L’idea era quella di far rivivere un evento di inizio anni ‘70 che è passato alla storia, nato quando probabilmente organizzare i mega eventi era meno complicato, per l’enorme seguito del momento, e per delle normative poco rigorose. E forse non era necessario avere come interlocutore il politico di turno e ci si poteva permettere un po’ più di autarchia.
Ho contattato Pino subito dopo questa sua delusione, ed abbiamo così programmato una chiacchierata telefonica che presento, in parte, a seguire, e che  mi pare fornisca un’immagine nitida di un uomo che realmente è stato un artefice della musica moderna.
Nei giorni successivi ho proposto a Pino qualcosa di più ambizioso, che non può essere costruito con contatti virtuali, e cioè la realizzazione di un libro che attraverso le sue parole e i suoi ricordi ricostruisse con fatti e certezze - e non con le sole opinioni - la realtà storica di un lungo periodo di cui tutti parlano, ma che pochi hanno vissuto direttamente da protagonisti. Ci siamo trovati in pieno accordo sul fatto che si rischia di perdere la verità, se non si lascia traccia scritta, anche se lui ha mostrato un po’ di scetticismo sul fatto che la sua vita personale - ma allo stesso tempo pubblica -  possa essere interessante per qualcuno.
Pino, mi dispiace contraddirti ma ti sbagli!
Il passo ulteriore è stato quindi quello di rimandare a fine estate un incontro di “duro lavoro”, da svolgersi magari dalle sue parti, con l’ambizioso obiettivo di far scaturire dalla full immersion il materiale necessario alla realizzazione del progetto.
In attesa di trovare il momento giusto per il meeting, pubblico parte della nostra chiacchierata telefonica, col rammarico di aver perso in fase di travaso dei file, almeno metà della testimonianza.
In quei minuti mancanti c’erano cose ragguardevoli, come il “suo” primo tour italiano di Elton John, o risvolti importanti legati all'amico David Zard, altro grande dell’epoca.
C’era anche la descrizione di momenti particolarmente difficili… come quando Pino affrontò un pubblico incandescente - era il tempo delle contestazioni e della richiesta del biglietto gratis per tutti - in attesa di ELP. Prese una rappresentanza “rumorosa” e si recò in camerino da Keith Emerson, chiedendo cosa fare, accontentare quei fan e farli entrare gratuitamente o... Ovviamente Emerson nemmeno ci pensò a… lavorare gratis.
E ancora… mancava poco all’esibizione di Patty Smith (Firenze?) e di lei nessuna traccia. Visita fugace nel suo hotel, e scoperta poco felice… con Patty nella vasca da bagno, in condizioni indescrivibili… e che fatica rimetterla in sesto!

Ora Pino Tuccimei è di nuovo in pista e si propone come manager di un interessante  gruppo vocale, i Just, di cui ho sentito qualche brano da lui inviatomi.
Il fiuto ed il gusto musicale non si perdono nel tempo, probabilmente si rafforzano affiancandosi all’esperienza, e non ho dubbi che presto sentiremo parlare di questi giovani musicisti.

Ma ascoltiamo la voce e qualche rimembranza di Pino.




Un po’ di biografia da wikipedia

Pino Tuccimei, vero nome Giuseppe (Roma, 15 marzo 1939), è un produttore discografico italiano.
Manager artistico, produttore discografico ed organizzatore di grandi concerti, Tuccimei inizia, dopo un passato da musicista, ad interessarsi di management nel 1967. In un primo tempo con gruppi minori, incontra nel 1968 i Pooh che ancora erano un gruppo appena conosciuto e ne diventa il manager fino al 1973. Nel frattempo cura gli interessi di molti altri artisti e gruppi tra i quali gli Osanna, i The Trip, Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, Metamorfosi, Procession, i Jaguars, i Rokketti e di alcuni di essi è anche il produttore discografico.
Dal 1975 inizia ad organizzare in proprio grandi eventi. In collaborazione con Franco Mamone porta in Italia in tour i Genesis, Van Der Graaf Generator, Emerson Lake & Palmer, Jethro Tull, Colosseum. Negli anni '80 organizza assieme a Vincenzo Ratti e David Zard il primo tour italiano di Elton John. Nel 1970, 1971, 1972 è direttore artistico dei tre famosi raduni pop di Caracalla e Villa Pamphili a Roma, dove nel 1972 si radunano circa 200.000 persone. Con questi raduni da un impulso decisivo al lancio del progressive. Poi con la politicizzazione di quel tipo di sound lentamente si sposta su musica più soft e diventa il manager della cantante irlandese Kay McCarthy, di Gibert Bècaud per l'Italia così come per Juliette Greco. Dal 1982 è il manager dei The Platters, gruppo vocale statunitense.
È stato premiato per la sua attività in campo artistico per tre anni consecutivi con il Premio Campidoglio, ed inoltre con una Maschera d'Argento, una Grolla d'oro.
Nel 2012 si rimette in gioco e diventa il manager dei Just, gruppo vocale italiano.


Villa Pamphili, 25 maggio/27 maggio 1972