martedì 1 febbraio 2022

Nel ricordo di Pino Tuccimei

Pino Tuccimei e gli amici storici


Il 1° febbraio del 2020 ci lasciava Pino Tuccimei, un grande personaggio del mondo musicale, artefice di momenti di enorme valenza in un largo spazio temporale… circa cinquant’anni, e per chi non lo ricordasse a fine post è visibile una piccola biografia catturata in rete.

Eravamo diventati grandi amici e dopo un approccio virtuale ci eravamo conosciuti personalmente: non potrò mai dimenticare il pomeriggio passato al Piper di Viareggio, a riprogrammare una ripartenza dei concerti in quel locale storico. Il sogno finì in un lampo, così come fu una sua forte delusione quella che mi incuriosì e mi portò sulle sue tracce.
Un giorno di metà luglio, infatti, fui attirato dal seguente titolo:

I motivi che non hanno consentito di effettuare il concerto del 
40ennale Villa Pamphili

che precedeva un sostanzioso contenuto…


L’idea era quella di far rivivere un evento di inizio anni ‘70 che è passato alla storia, nato quando probabilmente organizzare i mega eventi era meno complicato, per l’enorme seguito del momento e per delle normative poco rigorose. E forse non era necessario avere come interlocutore il politico di turno e ci si poteva permettere un po’ più di autarchia.
Contattai Pino subito dopo questa sua delusione e così programmammo una chiacchierata telefonica che presento, in parte, a seguire, e che  mi pare fornisca un’immagine nitida di un uomo che realmente è stato un artefice della musica moderna.
Nei giorni successivi proposi a Pino qualcosa di più ambizioso, che non poteva essere costruito con meri contatti virtuali: la realizzazione di un libro che attraverso le sue parole e i suoi ricordi ricostruisse con fatti e certezze - e non con le sole opinioni - la realtà storica di un lungo periodo di cui tutti parlano, ma che pochi hanno vissuto direttamente da protagonisti. Ci trovammo in pieno accordo sul fatto che si rischia di perdere la verità, se non si lascia traccia scritta, anche se lui mostrò un po’ di scetticismo sul fatto che la sua vita personale - ma allo stesso tempo pubblica - potesse essere interessante per qualcuno.

Pino, mi dispiace contraddirti ma ti sbagli!  La mia risposta.

Il passo ulteriore fu quindi quello di rimandare a fine estate un incontro di “duro lavoro”, da svolgersi magari dalle sue parti, con l’ambizioso obiettivo di far scaturire dalla full immersion il materiale necessario alla realizzazione del progetto.
In attesa di trovare il momento giusto per il meeting, pubblico parte della nostra chiacchierata telefonica, col rammarico di aver perso in fase di travaso dei file, almeno metà della testimonianza.
In quei minuti mancanti c’erano cose ragguardevoli, come il “suo” primo tour italiano di Elton John, o risvolti importanti legati all'amico David Zard, altro grande dell’epoca.
C’era anche la descrizione di momenti particolarmente difficili… come quando Pino affrontò un pubblico incandescente - era il tempo delle contestazioni e della richiesta del biglietto gratis per tutti - in attesa di ELP. Prese una rappresentanza “rumorosa” e si recò in camerino da Keith Emerson, chiedendo cosa fare, accontentare quei fan e farli entrare gratuitamente o... Ovviamente Emerson nemmeno ci pensò a… lavorare gratis.
E ancora… mancava poco all’esibizione di Patty Smith (Firenze?) e di lei nessuna traccia. Visita fugace nel suo hotel, e scoperta poco felice… con Patty nella vasca da bagno, in condizioni indescrivibili… e che fatica rimetterla in sesto!

Era, mi pare, il 2012, e  Pino Tuccimei si ritrovò nuovamente in pista  come manager di un interessante gruppo vocale, i Just, di cui mi fece sentire diversi brani e conobbi al FIM di Albenga.

Nel tempo, l'idea del libro sulla sua vita progredì, e anche se non riuscii mai ad accettare il suo invito a Roma passammo ore al telefono, raccogliendo materiale che ora è dormiente negli archivi... lavorarci su a posteriori sembra quasi una violazione personale, anche se sono certo che Mario e Lavinia, i suoi cuccioli, ne sarebbero felici.
Vedremo.

Resta l'immagine di un uomo che ha lasciato il segno, precursore dei tempi, umanamente unico.
Penso spesso a lui!

Ma ascoltiamo la voce e qualche rimembranza di Pino, in una chiacchierata di circa dieci anni fa...




Un po’ di biografia da wikipedia

Pino Tuccimei, vero nome Giuseppe, è stato un produttore discografico italiano, nato a Roma il 15 marzo del 1939.
Manager artistico, produttore discografico ed organizzatore di grandi concerti, Tuccimei inizia, dopo un passato da musicista, ad interessarsi di management nel 1967, in un primo tempo con gruppi minori. 
Incontra nel 1968 i Pooh, gruppo ancora poco conosciuto, e ne diventa il manager fino al 1973. Nel frattempo cura gli interessi di molti altri artisti e gruppi tra i quali gli Osanna, i The Trip, Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, Metamorfosi, Procession, i Jaguars, i Rokketti e di alcuni di essi è anche il produttore discografico.
Dal 1975 inizia ad organizzare in proprio grandi eventi. In collaborazione con Franco Mamone porta in Italia in tour i Genesis, Van Der Graaf Generator, Emerson Lake & Palmer, Jethro Tull, Colosseum. Negli anni '80 organizza assieme a Vincenzo Ratti e David Zard il primo tour italiano di Elton John
Nel 1970, 1971, 1972 è direttore artistico dei tre famosi raduni pop di Caracalla e Villa Pamphili a Roma, dove nel 1972 si radunano circa 200.000 persone. Con questi raduni da un impulso decisivo al lancio del progressive. Poi con la politicizzazione di quel tipo di sound lentamente si sposta su musica più soft e diventa il manager della cantante irlandese Kay McCarthy, di Gibert Bècaud per l'Italia così come per Juliette Greco. Dal 1982 è il manager dei The Platters, gruppo vocale statunitense.
È stato premiato per la sua attività in campo artistico per tre anni consecutivi con il Premio Campidoglio, ed inoltre con una Maschera d'Argento, una Grolla d'oro.
Nel 2012 si rimette in gioco e diventa il manager dei Just, gruppo vocale italiano.