mercoledì 28 febbraio 2024

A QUIET TOWN - Racconto di Marco Grieco utilizzato nel nuovo album di The Samurai of Prog


A QUIET TOWN

Racconto di Marco Grieco utilizzato nel nuovo album di

The Samurai of Prog

 

IL DELITTO 

Un giovane detective parte in auto da Tallahassee, dirigendosi verso un paese vicino nella contea di Gadsden, Florida. Una vecchia amica, che ha conosciuto al catechismo da bambini, lo ha chiamato in fretta e furia. Lei e un testimone hanno informazioni cruciali su una brutta faccenda e vogliono incontrarlo nella chiesa del Redentore dopo la messa delle 11.

Il viaggio è stato un incubo a causa dei lavori stradali, ma il detective arriva appena in tempo prima delle 12. Sorprendentemente, il sagrato è deserto, e l'amica non risponde al cellulare. Il detective, mostrando il suo tesserino di polizia, convince il sacerdote a lasciarlo entrare.

All'interno, la chiesa sembra vuota, ma una mano femminile fuoriesce dal confessionale. Scopre il corpo senza vita della sua amica, uccisa con evidenti segni di strangolamento. Nella sua mano stringe un pezzetto di legno con la scritta "I.N.R.I." staccato da una piccola croce lignea sulla parete.

Nonostante la triste scena, ciò che colpisce maggiormente è il sorriso fuori posto sul volto dell'amica, un sorriso che nasconde sicuramente un messaggio, ma quale? Il detective è determinato a scoprire la verità dietro questo misterioso delitto nella chiesa del Redentore.

 

GLI INTERROGATORI

IL SACERDOTE

Scosso e incredulo, il sacerdote non smette di ripetere che dopo la messa si era ritirato in sacrestia per spogliarsi dai paramenti sacri ed era tornato in chiesa soltanto per chiudere il portone di accesso al luogo sacro. La conosceva. Era considerata da tutti una poco di buono ma lui aveva fatto di tutto per invogliarla ad incontrare Dio. Forse per questo, di tanto in tanto andava a messa, come quella mattina.

Dal tremore delle mani si intuisce facilmente quanto il povero uomo di chiesa sia ancora visibilmente scosso dall'accaduto Quante volte aveva provato a portarla sulla retta via, anche discutendo con lei con veemenza, ma lei aveva sempre voluto fare di testa sua. Povera pecorella smarrita! Più volte l'aveva vista in compagnia di un uomo d'affari molto conosciuto in paese che anche quella mattina era presente alla messa ed era seduto in chiesa proprio di fianco a lei.


L'UOMO D'AFFARI

Si tratta di uno stimato uomo d'affari, un ingegnere agrario che dalla città viene spesso in paese per monitorare il corretto andamento del lavoro nelle coltivazioni delle fabbriche di saponi aromatici che controlla e che danno lavoro a tante persone che vivono in paese. Un uomo gracile, delicato e dai modi gentili. Alla fine, in lacrime, confessa di conoscere la donna e, a modo suo, di amarla. Infatti, lei era la donna con la quale si accompagnava ogni volta che era in paese e che, da quando il Sindaco del paese aveva imposto la linea dura contro la prostituzione, era l'unica che aveva coninuato a lavorare come escort rifiutandosi di accettare le proposte di lavoro fatte alle sue compagne. Durante uno dei loro incontri gli aveva anche confidato che lo stesso Sindaco era stato, in passato, più volte un suo cliente all'insaputa di sua moglie, della sua famiglia e dei suoi elettori e che lei aveva minacciato il Sindaco che, se fosse stata ulteriormente ostacolata nel fare il suo "lavoro", avrebbe pensato seriamente di raccontare tutto ai giornalisti e far pubblicare delle foto imbarazzanti risalenti ai loro incontri. Infine, l'uomo d'affari, pur mostrandosi affranto per la perdita della donna che diceva di amare, supplica di non far sapere nulla a sua moglie di questi suoi ripetuti incontri... potrebbe essere un problema: la proprietaria di tutte le aziende che lui amministra, è lei!


IL SINDACO

Il Sindaco dichiara che quella donna in fondo non aveva avuto altro che cio' che si meritava! Era solo una bugiarda ricattatrice, una mosca bianca che non faceva la prostituta per necessità, come le altre sue compagne, ma per suo interesse personale nel rovinare le famiglie, le vite che uomini integerrimi si erano costruiti con fatica e sudore, ricattandoli dopo averli sedotti. Infatti, era l'unica rimasta a fare quel "lavoro" in paese. Tutte le sue colleghe ora non si prostituiscono più e fanno volontariato nel Centro Sociale Comunale di Aiuto alle Famiglie. Sostiene infatti che la donna estorceva denaro a diversi clienti illustri con cui andava a letto, minacciandoli di rendere di dominio pubblico i loro presunti incontri clandestini. Le sue farneticazioni erano talmente campate in aria che, tra questi, aveva persino avuto il coraggio di tentare di infangare il buon nome del medico del paese, uno stimato internista, orgoglio di tutti i compaesani, accusandolo di aver tentato di abusare di lei. Pazzesco! Figuriamoci quanto potesse essere credibile una qualsiasi sua accusa. Il Sindaco si infervora e la sua corporatura imponente e muscolosa sembra gonfiarsi a dismisura. Si alza dalla sedia stagliandosi in tutta la sua statura. La copiosa sudorazione gli macchia la camicia. La politica, dice, ha il dovere di dare il buon esempio e di essere limpida e condannare qualsiasi stortura del vivere civile. Sembra nel pieno di un comizio. Prostitute, gay, stranieri, senzatetto, zingari, vagabondi, atei e comunisti... sono la feccia dell'umanità, ed è soltanto grazie al buon Dio e alla politica intransigente del Sindaco, se il paese puo' essere orgoglioso di esserne privo!


IL MEDICO

Il professionista è sorridente. Ostenta una serenità ed una sicurezza contagiose. Senza mai dismettere il sorriso, dichiara di sapere chi fosse quella donna e di quanta cattiveria avesse avuto la forza di scagliargli contro. Il motivo? La donna, giunta nel suo studio, pretendeva che il medico le prescrivesse dei farmaci con effetti allucinogeni da sovradosaggio certificando un quadro clinico della paziente completamente falso. Figuriamoci! A lui che era soltanto un semplice internista. Il sorriso si tramuta in risata sarcastica: "Fossi stato", dice," almeno uno psichiatra, forse avrei avuto la possibilità di prescriverle quanto mi chiedeva... la poveretta non aveva molta dimestichezza con le specializzazioni mediche". Continua a ridere e racconta di come, al suo categorico rifiuto, la donna avesse cercato di corromperlo, aprendosi la camicetta e strusciandosi sul corpo del medico completamente scioccato. Nel frattempo, la assistente del medico era accorsa nella stanza, e la donna avrebbe simulato, d'avanti ai suoi occhi, di essere lei vittima di un tentativo di abuso sessuale da parte del professionista. Ma la assistente, interrogata dal detective, aveva poi dichiarato che, dopo aver sentito il grido di donna provenire dalla stanza del medico, aveva avuto appena il tempo di affacciarsi per vedere la donna, visibilmente scossa, scappare via gridando all'insegna del medico: "Io ti rovino! Io ti rovino!". Quindi, non avendo visto nulla di esplicito, non avrebbe potuto valutare se si trattasse di una simulazione o meno.

 

LA SOLUZIONE (Parte I)

DETECTIVE:

Gentilissimo Sindaco, esimio Dottore, gentile Ingegnere. Voglio ringraziarvi sentitamente per aver accettato il mio invito a vederci qui, stasera, in questa sacrestia, ospiti del qui presente Parroco. Sappiate che io so esattamente chi tra voi è responsabile della morte della donna ritrovata nel confessionale, e ho intenzione, prima che scocchi la mezzanotte, di assicurarlo alla giustizia.

Dottore, quando ha visto l'ultima volta la vittima in vita?

DOTTORE: A messa, stamattina. Come tutti noi.

DETECTIVE: Intendevo dire l'ultima volta prima di oggi.

DOTTORE: Nel mio studio, qualche giorno fa. È venuta a trovarmi chiedendomi di prescriverle degli allucinogeni e al mio rifiuto ha cercato di corrompermi sessualmente. Si figuri. Io che cerco di abusare di una povera prostituta drogata. Ma non scherziamo!

DETECTIVE: Mi scusi, ma visto che la donna cercava di corromperla, che motivo aveva di gridare, attirando l'attenzione della sua assistente? Non crede che, al contrario, avrebbe fatto di tutto, senza far troppo rumore, per convincerla a prescriverle quanto richiesto? Magari in cambio di un pò di divertimento sessuale?

DOTTORE: Io... non saprei! Cosa vuole che possa sapere di cosa le frullasse in quella mente bacata!

DETECTIVE: Dottore: in tutte le foto presenti nel suo studio, dove non è in camice, è sempre molto elegante. Ha sempre una giacca che, nel taschino, contiene sempre un coloratissimo foulard. Deve averne una intera collezione perchè in ogni foto il foulard è sempre diverso. Anche nella foto dell'ultima cena di beneficenza che è appesa qui sulla parete, indossa un bellissimo completo e spunta uno dei suoi coloratissimi foulard dal taschino. Ho chiesto un po' in giro in paese. Tutti le vogliono un gran bene, dottore. E quando ho chiesto loro come riconoscerla, fingendomi un suo nuovo paziente, lo sa cosa mi hanno risposto? Che il dottore si riconosce subito grazie ai suoi bellissimi foulard variopinti che porta sempre nel taschino. Qualcuno la chiama amichevolmente "Dottor Foulard". È per questo che mi sorprende vederla ora qui, seduto davanti a me, nel suo elegante abito beige che indossava oggi a messa ma senza nessun foulard nel taschino. Dov'è finito il foulard rosso-marrone che aveva nel taschino stamattina? In paese tutti mi hanno confermato che questi erano i colori del foulard che indossava oggi. Sa che c'è un gruppo di anziani che scommettono sui colori del foulard che indosserà ogni domenica a messa? La gente è proprio matta! Oggi un signore sulla settantina era felicissimo di aver indovinato i colori giusti. Rosso e marrone. Ha vinto 80 dollari, sa? Eppure, lei ora non ha più con sé quel bellissimo foulard. Mi saprebbe dire dove è finito?

DOTTORE: Non saprei... Mi sarà caduto dal taschino senza che me ne sia accorto! E' una giornata piuttosto ventosa...

DETECTIVE: Già... Sapete cosa stringeva nel pugno, il cadavere? Un pezzetto di legno staccato da una croce lignea nella navata centrale sul quale c'è la tipica iscrizione riportata sopra la testa di Nostro Signore... Padre, potrebbe ricordarcela. 

SACERDOTE: I.N.R.I... Sta per Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum... 

DETECTIVE: Esattamente. Tradotto dal latino significa: "Gesù Nazareno Re dei Giudei"...

SACERDOTE: Ma... io... io non c'entro nulla! Cosa vuole insinuare?

DETECTIVE: Padre, anche lei è saltato immediatamente alle mie stesse conclusioni. L'omicidio accade in chiesa. Quando io arrivo lei sta quasi per chiudermi fuori, ma io la costringo a farmi entrare mostrandole il mio tesserino. Al momento del ritrovamento del cadavere, lei era l'unico presente in chiesa. Ed ora questa iscrizione che si riferisce chiaramente alla sua vocazione...

SACERDOTE: Ma...Ma... Ma è assurdo! Io sono un uomo di chiesa! Un servo del Signore!

DETECTIVE: Stia calmo, padre. Non sto ancora accusando nessuno... Concentriamoci sulle lettere. "I", "N", "R", e ancora "I" senza considerare il significato della frase che sintetizzano. Quasi non riuscivo a trovare il nesso con nessuno di voi. Ma quando nel pomeriggio, dottore, le ho chiesto di lasciarci dare una occhiata nel suo studio e incontrare anche la sua assistente per poterla interrogare, quest'ultima è stata davvero preziosa. Mi ha raccontato involontariamente dell'episodio avvenuto nel suo studio relativo alle grida di donna che l'avevano portata ad affacciarsi alla sua porta vedendo poi la vittima scappare via mentre si ricomponeva, beh... Forse si sarà tardivamente accorta di avermi fornito un particolare che poteva mettere lei, dottore, in cattiva luce. E così si è affrettata a tessere le sue lodi, di quanto lei sia un professionista stimato, mostrandomi le foto dei suoi congressi, tutte con i suoi bellissimi foulard nel taschino... Mi ha anche indicato orgogliosamente una targa: "Internista dell'anno". E' lì che ho capito. Quella era la parola che cercavo. "Internista". Bingo! Eccole le lettere che cercavo. Perfettamente in ordine all'interno di quella parola. Precisamente la prima, la seconda, la quinta e la settima: "I", "N", "R" ed infine, la "I".

DOTTORE: Ah ah ah... Cosa vuole che significhi una coincidenza di quattro lettere in una parola? Non ha uno straccio di prova, detective! Sta brancolando nel buio!

DETECTIVE: È proprio qualcosa di molto simile ad un piccolo straccetto che i miei collaboratori hanno trovato stasera, brancolando nel buio nel bosco qui vicino... Come diceva lei: oggi è una giornata molto ventosa. Ma non abbastanza da portare troppo lontano il suo foulard, anche se piuttosto rovinato e strappato, che ha di proposito o inavvertitamente gettato via mentre scappava via nel bosco di Sassofrassi qui dietro dopo aver strangolato la mia amica. Era proprio il suo foulard. E abbiamo rinvenuto, nel tessuto, piccole particelle di epidermide della mia povera amica. E anche qualcos'altro. Sa cosa? Una quantità di impronte che vedrà risulteranno perfettamente compatibili con le sue, dottore.

La dichiaro in arresto omicidio, mio caro dottore. I miei colleghi le leggeranno i suoi diritti. Portatelo via.

 

LA SOLUZIONE (Parte II)

SINDACO: Lei sta sicuramente prendeno una cantonata, detective! Ma se i fatti confermeranno quanto dice, la mia comunità saprà come esserle riconoscente per aver assicurato alla giustizia un...

DETECTIVE: Mi risparmi il comizio, signor Sindaco. So che questa è una comunità molto operosa... A proposito, ingegnere. Molti residenti lavorano nelle sue fabbriche, giusto?

UOMO D'AFFARI: Sì.

DETECTIVE: Cosa producono le sue fabbriche?

UOMO D'AFFARI: Saponi aromatici.

DETECTIVE: E la materia prima? Da dove viene estratta?

UOMO D'AFFARI: Dalle piante di Sassofrasso... Il nord della Florida è l'habitat perfetto. I boschi intorno al paese sono tutti, in realtà, delle piantagioni.

DETECTIVE: Mi corregga se sbaglio: dalle radici viene estratto un olio essenziale usato nella produzione, giusto?

UOMO D'AFFARI: Giusto.

DETECTIVE: Sindaco... quando oggi l'ho interrogata, ha iniziato ad elencarmi quelle categorie di persone che ha chiamato "Feccia dell'umanità". E ho segnato anche l'elenco, mi permetta di dire, molto opinabile, di categorie che secondo il suo personale codice morale ne farebbero parte.

SINDACO: Confermo e sottoscrivo! La feccia dell'umanità!

DETECTIVE: Eppure... Mi sarei aspettato anche una categoria che, al giorno d'oggi, non avrebbe dovuto sfuggirle...

SINDACO: Non ho idea di cosa vorrebbe farmi dire!

DETECTIVE: Ingegnere, potrebbe illuminarci circa altri prodotti che si possono creare, oltre al sapone, lavorando l'olio essenziale di Sassofrasso?

UOMO D'AFFARI: Principi attivi per l'industria farmaceutica.

DETECTIVE: Fuochino, ingegnere... Ora che il dottore è al sicuro in una cella, vuole dirci cosa ancora si produce da quello stramaledetto olio essenziale?

UOMO D'AFFARI: Dal Safrolo, prsente nel Sassofrasso, si produce un composto semisintetico appartenente alla classe delle feniletilamine... Una sostanza stimolante ed entactogena... la Metilenediossimetanfetamina...

DETECTIVE: Su, ingegnere, la faccia breve! Come si chiama comunemente quella schifezza?

UOMO D'AFFARI: Ecstasy.

DETECTIVE: Già, Ecstasy. Una potentissima droga. E non mi meraviglia, signor Sindaco, che lei poche ore fa, mentre la sua sudorazione eccessiva tradiva uno stato psico-fisico alterato, primo cittadino di un paese composto in grandissima parte di poveri drogati, abbia omesso proprio questa categoria dal suo immorale elenco. Come avrebbe potuto fare altrimenti, essendone lei stesso fautore e parte integrante?

SINDACO: Ma come si permette?

DETECTIVE: Come lei, Padre. Non è così? Preda, seppur così giovane, di terribili ed irrefrenabili tremori dovuti all'uso quotidiano e copioso dell'Ecstasy?

SACERDOTE: Io... Io... Io non volevo... Io...

DETECTIVE: Colleghi. Portate via il Sindaco e il sacerdote e leggetegli i loro diritti. Io mi trattengo qui con l'ingegnere a... fare finalmente le quattro chiacchiere che oggi avremmo dovuto fare insieme alla mia povera e sfortunata amica... Abbiamo molto da dirci, non è vero ingegnere?

 

IL RAPPORTO

ESTRATTO DAL RAPPORTO UFFICIALE REDATTO DAL DETECTIVE ASSEGNATO AL CASO SULLA BASE DELLE CONFESSIONI DEGLI INDAGATI E SUI FATTI ACCERTATI DALLE INDAGINI:


La vittima aveva scoperto, ottenendo una confessione dall'uomo d'affari, il giro di ecstasy prodotto clandestinamente nei laboratori delle aziende che quest'ultimo amministrava. Era anche venuta a sapere, dalle sue ex-colleghe prostitute, che il "lavoro" loro proposto dallo staff del Sindaco come volontarie nella comunità del CSCAF era una copertura della attività di spaccio di ecstasy. La proposta non prevedeva un "rifiuto" perchè altrimenti il Sindaco avrebbe spiccato denunce per prostituzione e spaccio di droghe nei loro confronti. Chi sarebbe risultato più credibile? Un uomo politico integerrimo o uno sparuto gruppetto di prostitute, spacciatrici, drogate e disperate pronte a tutto? Così la vittima aveva supplicato l'uomo d'affari, in nome dell'amore che provava per lei, di uscire dal giro e smettere di produrre clandestinamente l'ecstasy e rifornirlo alle sue ex-colleghe. Ma lui le aveva risposto che gestiva lo spaccio dell'ecstasy era il medico del paese, che riforniva le ex- prostitute che, senza dare troppo nell'occhio, sotto la copertura di operatrici caritatevoli, a loro volta spacciavano la droga alla stragrande maggioranza degli abitanti del paese ridotti oramai a poveri drogati cronici. A suo dire il medico era la vera "mente criminale" che aveva organizzato tutto quel giro e che teneva tutti in pugno minacciando di morte chiunque avesse parlato. La vittima per niente intimorita, era immediatamente andata dal medico minacciando di denunciare tutto alla polizia se non avesse lasciato libero il suo amante, l'uomo d'affari, di interrompere la produzione di ecstasy. Il medico aveva reagito, ridendo, dicendole che sarebbe stato lui, se lei lo avesse denunciato, a farla uccidere. Anzi, per perdonarla dell'affronto che gli aveva fatto, la vittima avrebbe dovuto sottomettersi ai suoi desideri sessuali ogni qual volta lui avesse voluto e aveva tentato di abusare di lei immediatamente, nel suo studio. La vittima aveva cominciato a strillare facendo accorrere la assistente e poi scappando via. A quel punto la vittima aveva promesso all'uomo di affari che sarebbe ricorsa all'aiuto di un suo vecchio compagno di catechismo, ora in polizia, per trovare una soluzione che lo salvaguardasse in cambio della collaborazione per incastrare tutte le pedine del losco giro. L'uomo d'affari aveva accettato di incontrare insieme il detective, come lei aveva stabilito, subito dopo la messa domenicale delle 11. Ma alla fine della funzione, dopo che tutti i fedeli erano ormai usciti, il Sindaco e il medico erano rientrati repentinamente in chiesa: il Sindaco aveva immobilizzato a sorpresa, da dietro, il gracile uomo d'affari, cingendo il suo muscoloso bicipite intorno al collo dell'uomo. Contemporaneamente il medico aveva arrotolato il proprio foulard intorno al collo della vittima, stringendo con forza e trascinandola fuori dalla panca, lontano dal suo amante. La vittima aveva capito che la fine era vicina e aveva cercato disperatamente di inventarsi qualcosa per lasciare un indizio che riconducesse ai suoi carnefici. Aveva adocchiato la croce lignea e la scritta "INRI" sopra di essa e, dando fondo a tutte le sue forze, cercando di opporre resistenza, si era aggrappata proprio a quelle parte della croce lignea, riuscendo a strappare, non vista, il pezzetto di legno con l'incisione. I.N.R.I., l'acronimo del messaggio sarcastico che Ponzio Pilato volle far affiggere sulla croce di Gesù: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum «Gesù Nazareno Re dei Giudei».

Tutte e quattro le lettere dell'iscrizione erano comprese nella parola "internista", la specializzazione del medico, del suo aguzzino. Ed inoltre il riferimento al "Re dei Giudei" ne identificava anche il ruolo di capo, di "Re", appunto, di quell'associazione criminale. Ma la donna, in un guizzo di incredibile lucidità, era riuscita ad individuare un messaggio che da solo comprendesse l'accusa per più uomini. L'iscrizione, infatti, come sapeva bene la donna, cattolica, che aveva seguito da ragazza il catechismo proprio con il sottoscritto, ora detective e che, nonostante il suo "mestiere", spesso andava a messa, era stata voluta da Ponzio Pilato che, all'epoca, era il prefetto della Giudea. Quale occasione migliore per indicare il capo amministrativo e politico di quella comunità? Un esplicito coinvolgimento del Sindaco. Ma la donna aveva "visto" molto di più, nei suoi ultimi attimi di vita. Aveva intuito che non fosse possibile che con le sue grida, i rumori e i lamenti del suo amante, in quella situazione concitata, il prete potesse non aver sentito o visto qualcosa. Probabilmente, mentre cercava inutilmente di respirare, lo avrà persino scorto seminascosto dietro l'altare. E così anche la parte della iscrizione che significa " Iesus Nazarenus" trovava la sua ragion d'essere: il rappresentante di Gesù Nazareno, in quel luogo di culto, era inconfutabilmente il sacerdote, l'unica persona della quale, fino a quei pochi istanti prima di morire, non aveva ancora sospettato. Quel piccolo pezzetto di legno costituiva il suo messaggio perfetto. Fu per questo motivo che nonostante il dolore, il terrore, il soffocamento e la morte che si avvicinava, si impose di sorridere in modo che quel sorriso potesse restare a testimonianza della sua soddisfazione nell'essere riuscita a trovarlo. Anche se non poté mai saperlo, era riuscita nell'intento. Mentre il sacerdote si teneva nascosto dietro l'altare, il medico, sinceratosi che la vittima fosse cadavere, si era avvicinato all'uomo d'affari ancora costretto tra i bicipiti del Sindaco e lo aveva minacciato di morte se avesse detto qualsiasi cosa di quella faccenda. Gli aveva intimato di andare via e continuare a produrre clandestinamente l'ecstasy come se nulla fosse accaduto. Avrebbero pensato loro a far sparire il corpo e a far sì che nessuno si ricordasse di quella donna. L'uomo d'affari, spaventato e certo di trovarsi al cospetto di criminali senza scrupoli, era scappato fuori dalla chiesa. A quel punto il medico aveva chiamato il sacerdote e gli aveva ordinato di nascondere il cadavere nella cripta. Nottetempo avrebbero poi deciso come liberarsene. Inoltre, si erano accordati sul fatto che chiunque in futuro avesse dovuto, eventualmente, fare domande sulla presenza in chiesa della donna quella domenica, loro avrebbero detto che era con quell'uomo d'affari, in modo da indirizzare i sospetti della sua scomparsa su di lui. Ma in quel mentre avevano sentito il rumore delle gomme dell'auto del sottoscritto detective arrestarsi sul selciato all'esterno della chiesa. Non c'era più tempo. Il sacerdote aveva suggerito ai due uomini di nascondersi in sacrestia e, se fosse stato necessario, di scappare dalla porta sul retro. Ma prima si era fatto aiutare a sistemare il corpo, trascinandolo ancora con il fooulard stretto intorno al collo e facendo attenzione a non lasciare impronte, all'interno di uno dei confessionali. Avevano eseguito il tutto con molta fretta. Il medico aveva recuperato il foulard che poco dopo avrebbe disperso nella boscaglia e insieme con il Sindaco erano scappati attraverso la sacrestia mentre il sacerdote era andato verso il portone della chiesa nel tentativo di chiuderlo prima che arrivasse qualcuno. Ma quel qualcuno, il sottoscritto, sfortunatamente per loro, era appena arrivato sul luogo del delitto.