giovedì 8 ottobre 2009

Le porte della percezione si aprono ancora... The Doors



Ricordando Ray Manzarek

Luciana Figini
ci regala ancora qualche emozione musicale antica.

LE PORTE DELLA PERCEZIONE SI APRONO ANCORA…
Frammenti, pensieri, ricordi pensando ai Doors

Io canto quello che gli altri non dicono. Per me contano solo i testi di una canzone.
Sono un poeta: mi piacerebbe dire al mondo delle cose importanti. Ogni cosa al mondo è un simbolo. Ogni cosa sembra lì per se stessa, ma in realtà è qualcosa d’altro. La vera poesia non dice nulla. Dà solo una parvenza della realtà. Apri tutte le porte. Tu puoi passare attraverso una qualsiasi … quella che ti ispira di più…” (Jim Morrison )

Jim Morrison era il cantante, il poeta, il mattatore, la figura carismatica dei Doors, gruppo creatosi nel luglio del 1965, dopo l’incontro sulla spiaggia di Venice, sulla costa californiana, con Ray Manzarek , più tardi seguiti da John Densmore e Robert Krieger.
Il nome del gruppo deriva probabilmente da una frase di William Blake, il grande poeta inglese di cui Morrison era fanatico: “If the doors of perception were cleansed everything would appear as it is, infinite”.
Un’altra versione parla di una frase pronunciata da Morrison stesso: “There are known and unknown things, in-between there are doors”o del titolo di un famoso libro di A.Huxley “The Doors of perception”sugli effetti delle droghe.
L’idea che comunque era alla base del gruppo , e nella mente di Morrison principalmente, era di usare la musica ed i testi delle canzoni come un modo per “irrompere dall’altra parte”, conoscere il lato più irrazionale della mente umana, e questo, purtroppo, anche attraverso l’uso smodato di droghe, soprattutto l’LSD, in grado di modificare la percezione della realtà e di creare allucinazioni così reali da sembrare la realtà stessa.
Erano questi tempi gloriosi per la creatività musicale, ma anche tempi bui: molti cantanti e musicisti morirono agli inizi degli anni settanta per non avere capito la pericolosità enorme delle sostanze allucinogene e di altre droghe, consumate in grandi quantità , quasi fossero noccioline: in tre morirono in quegli anni, tutti e tre stranamente avevano la stessa iniziale nel nome, tutti e tre erano stati musicisti formidabili e innovativi: Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix.
I Doors si impongono negli States nel periodo delle marce antimilitariste, dei fermenti nei campus universitari, immersi in una atmosfera di rivolta contro l’establishment , passione e violenza creativa.
Jim non conosce la musica, ma scrive poesie da quando era bambino: i suoi testi sono visionari e dissacratori, pieni di simboli ma anche di riferimenti violenti e diretti.
E poi c’è lui, con la sua bellezza un po’ perversa, con il suo carisma fuori dal comune e la tensione che sa creare sul palco, fino a provocare l’intervento della polizia per i suoi atteggiamenti provocatori e assolutamente fuori dagli schemi.
I Doors cantano contro la guerra (“The Unknown soldier”) , contro la famiglia, parlano di morte e allucinazione (chi non ricorda “The End” nel film “Apocalypse now”?).
Morrison è un ciclone : s’attacca al microfono, s’inginocchia sul palco,si getta tra il pubblico. Ogni concerto dei Doors è sold out.
E’ l’eccesso il segreto del successo di Jim , ma anche la causa della sua rovina: già durante il concerto all’Isola di Wight , nell’estate del 1970, è evidente la stanchezza, la decadenza fisica e psichica di un uomo votato a sorpassare ogni limite, anche nel campo dell’alcool e della droga.
Muore a Parigi, il 3 luglio del 1971.
Ancora oggi la sua tomba è meta di continui pellegrinaggi di gente di ogni età .
Stranamente in Italia i Doors divennero davvero famosi solo all’inizio degli anni 80, cioè dopo 10 anni dalla morte di Jim.
E’ una cosa che ricordo benissimo ma che non mi so spiegare: forse i testi e la musica dei Doors erano così particolari da avere bisogno di un lungo periodo di “digestione”, o , molto più semplicemente, negli anni settanta avevano imperato il pop ed il rock, lasciando poco spazio ad altri generi più “difficili”.
Queste, ovviamente e come sempre, sono considerazioni di una appassionata di musica , non certo di un’esperta…
Ma finiamo lasciando ancora la parola a Jim:
Volevo solo provare i confini della realtà. Ero curioso di vedere cosa sarebbe successo . Tutto qui: solo curiosità:”