martedì 10 marzo 2009

Concerto Delirium/Cerchio d'Oro


E’ appena terminato il mio week end musicale... che racconterò in due momenti distinti.
Gli appuntamenti erano importanti .
Venerdì, al Teatro della Gioventù di Genova, ho assistito a un bel concerto, organizzato dalla Black Widow Record.
Protagonisti i Delirium e il Cerchio d’Oro di Savona.
Il secondo evento era legato alla presentazione delle “fatiche ” di Osanna e Sophya Baccini, e a un replay de "Il Nome del Vento" dei Delirium, di cui ho parlato da poco:
http://athosenrile.blogspot.com/search/label/Delirium.

Oggi mi limiterò a descrivere la serata di venerdì.

Arrivo al teatro presto, mentre il sound check è in corso; avverto un po’ di giusta tensione nei savonesi del Cerchio d’Oro. Ricordo di aver pensato al primo ascolto del loro “Viaggio di Colombo” che non sarebbe stato facilissimo riproporre il concept album dal vivo, e questa è stata la prima occasione ufficiale, in un luogo importante, assieme ad artisti storici del panorama nazionale:
http://athosenrile.blogspot.com/search/label/Il%20Cerchio%20d
Se poi aggiungiamo che il nuovo progetto del "Cerchio" parte da una reunion che comprende musicisti, alcuni dei quali lontani dalle scene da molto tempo, e se integriamo con un "piccolissimo" particolare, l’arrivo del giovane Simone Piccolini, vicino al padre Franco sul palco , entrambi alle tastiere … beh l’emozione diventa facilmente capibile.
Alle ventuno in punto lo spettacolo inizia.
Nell’arco di cinquantacinque minuti viene presentato l’intero CD .
Da segnalare che, rispetto al lavoro in studio, oltre al già citato Simone, troviamo Bruno Govone alla chitarra, sostituto di Roberto Giordana .
Pradal al canto e i gemelli Terribile, basso e batteria, completano l’organico.
Qualche incertezza, legata alle componenti appena descritte, ma poi si prosegue in scioltezza, con l’aggiunta di un po’ di spettacolo.
A me sono piaciuti molto ed è un giudizio complessivo, che esclude i piccoli incidenti di percorso, peraltro assorbiti con scioltezza, come solo i professionisti sanno fare.
Come è noto, tra le pareti di uno studio di registrazione è relativamente facile costruire un buon prodotto, tecnicamente elevato, ma la prova on stage è quella della verità e questi savonesi, pieni di entusiasmo musicale, l’hanno superata con larga sufficienza, e sono certo che la loro rivisitazione delle avventure di Colombo, utilizzate per raccontare le vicissitudini dell’uomo di ieri, in parallelo con l'attuale, darà le soddisfazioni che sino a poco tempo fa potevano sembrare impossibili da trovare.
Il genere, per chi non li conoscesse, è il prog , una branchia della musica rock un tempo molto seguita e diventata successivamente prodotto da nicchia, ma ora in discreta ascesa, per merito di artisti e ascoltatori “esperti”, e musicisti e utenti molto giovani che guardano alla qualità e non si accontentano di qualche riff accattivante.


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Arriva il momento dei Delirium e di ospiti di spessore.
Il palco è nutrito e a tratti il gruppo, formato per l’occasione da sette elementi, viene integrato da un quartetto d’archi e tre coriste.
Alcuni brani sono tratti da “Il Nome del Vento”, “Theme One” su tutti, per citare un pezzo strumentale a cui sono molto legato.
Ma non si può lasciare indietro la storia pregressa e anche i marchi di fabbrica degli antichi Delirium vengono rispolverati.
"Jeshael" e "Dolce Acqua" appartengono ormai alla tradizione italiana ed è sempre un piacere ascoltarli.
Arriva il momento de “Il Canto di Osanna” e salgono sul palco i due special guest.
Lino Vairetti degli Osanna( voce e chitarra) e Sophya Baccini, presente nel disco dei Delirium come corista (termine forse riduttivo) e al piano in un brano, danno la sensazione della partecipazione e della voglia di condivisione, elementi tipici per chi vive di “certa” musica.
Una bella performance, coinvolgente e, parlando di contenuti, in equilibrio tra storia e futuro.
I Delirium sono un gruppo nuovo, che presenta musica nuova e ciò che propongono attualmente da il senso del punto zero da cui poi evolvere … senza dimenticare che un passato “firmato” esiste, ed è incancellabile . E questo immagino assuma connotati positivi o negativi, a seconda delle circostanze.
Teatro della Gioventù pieno di giovani e meno giovani, musicisti e meri ascoltatori.
Un successo anche per la Black Widow, che pare abbia la capacità di scovare e proporre la qualità, e di questi tempi non mi pare poca cosa.


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