sabato 23 ottobre 2010

Il Tempio Delle Clessidre- recensione



La recensione a seguire è di Richard Milella. Io non avrei potuto farla semplicemente perchè... non ho ancora sentito "Il Tempio Delle Clessidre", opera prima, omonima.
Però conosco personalmente Elisa Montaldo, Fabio Gremo e Lupo Galiffi, e so quanto duro lavoro si cela dietro a questo "Album".
Mi riprometto di dire la mia al momento opportuno.
Intanto cerchiamo di immaginarlo seguendo l'appassionato punto di vista del recensore.
Io avevo già parlato del Tempio Delle Clessidre, proponendo una lunga intervista, circa un anno fa:

http://athosenrile.blogspot.com/search/label/Il%20Tempio%20delle%20Clessidre

Anno: 2010
Label: Black Widow Records
Genere: Progressive Rock
Tracklist:


01. Verso l'Alba
02. Insolita Parte di Me
03. Boccadasse
04. Le Due Metà della Notte
05. La Stanza Nascosta
06. Danza Esoterica di Datura
07. Faldistorium
08. L'Attesa
09. Il Centro Sottile
10. Antidoto Mentale




Il progressive-rock in Italia non è morto alla metà degli anni "70 ma è proseguito (anche se in maniera molto underground ...) in decine di gruppi sparsi come carbonari in tutta italia e sostenuto da etichette come la Mellow, La Lizard, la Maracash, la BTF e l'attivissima Black Widow di Genova che da oltre 20 anni sostiene il movimento e conferma la bontà di certe scelte.
Ed ecco accanto ai già noti Delirium o Antonius Rex, punte di diamante dell'etichetta della Lanterna, spuntare gioiellini come Il Tempio Della Clessidre con il primo lavoro omonimo. Nati nel 2006 dall'incontro della talentuosa gothic-girl Elisa Montaldo e dal bassista Gabriele Guidi Colombi (due ex Hidebehind) che lascerà alla vigilia della registrazione del primo album, con Stefano Galifi (Museo Rosenbach), il gruppo ligure fa proprie le radici del prog autoctono, difficilmente riscontrabile in formazioni estere, e lo sviscera, lo ridisegna, e lo sviluppa alla luce delle personali esperienze della band.
Il primo lavoro che uscirà il 22 settembre (quindi un'autentica anteprima), oltre che su CD, anche su Lp (coraggiosa e impagabile politica della label genovese), presenta una serie di brani raffinati e suonati con una fantasia e una tecnica invidiabili proprie di chi ha fatto di questo genere una "ragione di stato". Apre gli ascolti "
Verso l'Alba", quasi un intro strumentale con incedere di chitarra e tastiera che diventa via via più incalzante per introdurre "Insolita Parte di Me" ed è qui che l'eco dei Nice prima, degli ELP poi, comincia a fare prepotentemente capolino e dove "Lupo" Galifi fa sfoggio del mestiere di vocalist metabolizzato in tanti anni di miitanza in gruppi prog e rock. Chiusura da fremiti con piano e un synth autenticamente vintage della personale collezione di Elisa. Il seguente "Boccadasse" espressamente dedicato all'antico borgo marinaro con un bel cantato (Dodi Battaglia docet... e non è una critica) che potrebbe fare di questo brano la colonna portante di tutto il lavoro; bello il drumming stop-and-go di Paolo Tixi. Il poetico titolo "Le Due Metà della Notte" racchiude anche autentica poesia di piano e voce nel segno del sempre grande Banco del Mutuo Soccorso e supportato da cori (o mellotron ?) che, con la pregevole chitarra di Giulio Canepa, ne impreziosiscono il risultato finale. "La Stanza Nascosta" per voce e piano solo, continua e approfondisce il discorso stilistico nel Nocenzi-pensiero del brano precedente; qui ne siamo sicuri, è il mellotron a chiudere la danza di questi 5 minuti da brivido. "Danza Esoterica di Datura" con pianoforte apertamente e, perchè no, dichiaratamente pro-Emerson che conduce poi per mano la band in territori hard-prog esplorati in precedenza da gruppi come Il Biglietto per l'Inferno o (ricordate?) Gentle Giant. Fuori la verità; i cori sono campionati-sintetizzati o autentici? In tutti e due i casi, troppo belli... Che cosa voglia dire "Faldistorum" ce lo può spiegare il solo autore, probabilmente qualcosa che ha a che fare con la liturgia sacra, è certamente il brano più movimentato di tutto il lavoro e quello che impegna i cinque in acrobazie musicali di eccelsa bravura. La "brividosa" parte di tastiere di Elisa Montaldo è stata catturata da un autentico organo di chiesa, quello antichissimo di San Bernardo in Campomorone (GE) e il recitato di Max Manfredi conferisce all'intero brano un quid di ossianico; ancora brividi si, ma questa volta di paura!!! "L'Attesa" con chitarre e tastiere come se piovesse, conferma l'ottima preparazione dei singoli musicisti mentre l'insolita lunghezza, oltre 10 minuti, per "Il Centro Sottile" è un diamante incastonato fra i solchi del CD (o EllePi) dove la lezione delle Three Fates è più evidente, questo comunque senza nulla togliere alla bravura della tenebrosa pianista anzi è una stella al merito; la stiamo paragonando a Keith Emerson mica al piano-bar !!! Segue, relativamente corta, "Antidoto Mentale
" che, con il suo incedere di ballata dove anche la voce di Galifi si fa aperta e invitante, chiude il pregevole lavoro eseguito magistralmente dai cinque del Tempio sempre a livelli di esecuzione e preparazione individuale da 8+. Nel finale fa capolino anche un prezioso mini-moog autenticamente d'annata per una chiusura che ricorda molto...indovinate un pò? ...Lucky Man !!!
Ovviamente le parti melodiche (chitarre e tastiere) sono in bella evidenza ma sostenute in modo egregio dalla ritmica del batterista Paolo Tixi e dal bassista Fabio Gremo che, senza sbavature, conducono per mano i compagni verso gli impervi sentieri del prog-rock di nuova generazione. Se un appunto si può fare è forse quello relativo al mixaggio finale della voce, un po' troppo “dentro” come si dice in gergo tecnico, un po' nascosta nei meandri delle cascate di note mentre avrebbe bisogno di essere messa più in evidenza per evidenziarne il calore e le piacevoli modulazioni oltre, ovviamente, poterne comprendere appieno i testi sempre così fondamentali nell'ascolto di questo affascinante e indimenticato genere musicale.
Una curiosità di chiusura: la suggestiva copertina e l'esoterico misterioso logo che contraddistingue il CD del gruppo, rappresenta il tempo controllato da surreali clessidre o da strumenti creati dall'uomo per dominare il suo spazio ed anche le seguenti note esplicative a corredo dell'opera sono frutto di Elisa “Wicca” Montaldo; se fosse vissuta qualche secolo fa nelle sue stesse terre avrebbe fatto la fine di Zobia o delle Bazure... “
...Tutti questi simboli hanno lo stesso centro, come a dire che tutti i tentativi dell'uomo di misurare tempo e spazio tendono a corrispondere a un "immisurabile" infinito, appunto, il centro per tutti...Il tempo scorre nel modo giusto solo quando è libero e incontrollabile”.

FORMAZIONE

Stefano "Lupo" Galifi: Voce
Elisa Montaldo: Pianoforte, tastiere, organo, voce
Fabio Gremo: Basso
Giulio Canepa: Chitarre
Paolo Tixi: Batteria


Ecco Il Tempio delle Clessidre in un'esibizione del 2009