venerdì 1 ottobre 2010

Wim Wenders introduce Madredeus

Stralcio di un’intervista al grande regista tedesco Wim Wenders.

"Dovevo realizzare qualcosa su Lisbona, e per farlo mi recai là, per cercare l’ispirazione.
A due settimane dall’inizio delle riprese, non avevo ancora una storia da raccontare.
Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con l’arte e con il processo creativo, conosce bene il drammatico significato di “blocco dello scrittore”.
Mentre passeggiavo con mia moglie per le vie di Lisbona incontrai un amico:”Dai, basta struggerti, stanotte ti porto nei sobborghi a sentire un gruppo che sta registrando il suo nuovo disco.”
Accettai.
Era tarda notte quando entrammo in questo posto buio,in una stradina ancora più buia.
Avevo la netta sensazione che stessi buttando via il mio tempo e non vedevo l’ora di tornare in albergo a pensare al mio film.
Salii le scale e, all’improvviso, la voce di Teresa. Incredibile. Un pugno nello stomaco. Restai lì per due ore, mi feci registrare i loro brani e tornai a casa, convinto di avere il mio film.




La sceneggiatura erano loro, i Madredeus, perché tutte le loro canzoni parlavano del Tago e dei diversi quartieri di Lisbona, dall’Alfama alla Moureria.
Quello che mancava era una piccola storia da legare alla città.
Per la prima volta, la musica era già pronta prima di girare, dunque antecedente al film “Lisbon Story, e ciò mi aiutò moltissimo. "
Mi sono incuriosito ed ho cercato qualcosa su i Madredeus.
I Madredeus sono un gruppo musicale portoghese, ormai di rilievo internazionale, la cui musica combina le influenze del fado con la musica folk moderna.
La loro storia inizia nel 1985 quando Pedro Ayres Magalhaes, già bassista degli Herois do Mar, gruppo pop, e Rodrigo Leao dei Sétima Legião, cominciano a provare le prime sperimentazioni a due chitarre. Nel 1986 incontrano Teresa Salgueiro, che a soli 18 anni si dilettava nel cantare classici del fado in un bar del Bairro Alto, quartiere storico di Lisbona, e diventa l'indiscussa voce solista del gruppo.
Grazie al successo che riscuotevano le loro prime idee, e all'unione al trio di musicisti che condividevano il loro stesso progetto, viene dato un nome al gruppo (che ha origine dal fatto che le prove avvenivano in un convento chiamato Madre de Deus) e alla fine del 1987 viene pubblicato il loro primo disco: "Os dias da Madredeus".
Seguono "Existir", e "Lisboa", poi (nel 1994) "O Espirito da Paz", e nel 95 "Ainda", con la olonna sonora di Lisbon Story, il film di Wim Wenders, che li proietta sulla scena internazionale.
Poi, man mano che lavorano fuori dal Portogallo, le radici fadiste si assottigliano, e il gruppo (che nel frattempo ha cambiato alcuni componenti e si è strutturato in quintetto) si dedica ad una musica più raffinata e meno connotata etnicamente. Registrano in Italia " O Paraiso "(1998), poi "O Porto", nel 2000 "Antologia, Palavras cantadas," e nel 2001 "Movimento". Seguono "Electronico", "Euforia", "Um amor infinito "(al centro del tour2005).
Nel 2000 la collaborazione con Angelo Branduardi per la realizzazione del suo album “L’infinitamente piccolo” dedicato a S. Francesco d’Assisi.
Ascoltiamoli:






1 commento:

lifeisalongsong ha detto...

semplicemente stupendo...Ho ascoltato per quattro volte di seguito il brano dei Madredeus e ho staccato solamente per cercar altro materiale di questo gruppo portoghese che non conoscevo.Suoni arcaici..ma allo stesso tempo nuovi mi hanno conquistato.