venerdì 24 luglio 2009

Aldo Ascolese



Circa un mese fa, ho assistito ad un concerto a Oviglio, nell'alessandrino.
Era la replica di quanto avevo visto un paio di mesi prima ad Alba, e in quell'occasione i protagonisti erano i Beggar's Farm e svariati ospiti d'eccezione: Clive Bunker, Bernardo Lanzetti e Rodolfo Maltese.
Uno dei più bei concerti degli ultimi tempi:

A Oviglio non era presente Bunker, ma in compenso ho avuto l'oportunità di scoprire un cantautore genovese, con una lunga storia alle spalle, ma per me (chiedo venia ad Aldo!) sconosciuto.
Ho cercato quindi di approfondire.

Aldo Ascolese nasce a Genova il 17 marzo 1964.
Il pubblico e gli addetti ai lavori definiscono Aldo uno tra i migliori cantautori genovesi in circolazione. Molti lo definiscono il vero erede di Fabrizio De André, non solo per la pasta vocale e la profondità timbrica, che in effetti ricorda il compianto cantautore scomparso, ma soprattutto per i suoi testi, che si sviluppano sempre su temi riguardanti il sociale, i suoi vicoli e la sua Genova.
La musicalità in lui è innata, e senza aver preso lezioni ne aver studiato lo strumento, scrive i testi e compone le musiche delle sue canzoni da oltre 30 anni.
Le sue canzoni le canta accompagnandosi con la chitarra, che ha imparato a suonare da autodidatta.
Ha fatto da spalla per anni a illustri cantautori, tra i quali De Gregori, De André, Guccini , Bertoli e Vecchioni.
Il suo genere sfiora il tango e la milonga, la sua voce è calda e profonda e l'intonazione precisa.


L’INTERVISTA

Con un po’ di pudore ammetto di averti scoperto solo al concerto di Oviglio, eppure viviamo a 45 km di distanza e, con ruoli differenti siamo dentro la musica.

Non sei il primo a farmi questa domanda... pensa che io ho iniziato a esibirmi all'età di 14 anni, al Teatro Margherita di Genova; eravamo pochi pochissimi cantautori allora, io, Francesco Baccini, Enrico Lisei... ora a Genova ci sono più cantautori che topi! Diciamo che quello era un bel periodo, lavoravo parecchio grazie anche ad un carissimo amico, Michele Maisano che mi aveva voluto come ospite fisso nei suoi concerti; quello è stato il periodo più bello a cui è seguito un momento negativo in cui ho dovuto mollare per alcuni anni e sono sparito dalle scene.

Cosa ti ha impedito sino ad ora di ottenere la visibilità che meriti, visto che il talento non ti manca?

Diciamo l'invidia di alcuni colleghi cantautori che hanno molto potere a Genova e cercano di nascondermi chiudendomi le porte; sono costretto a trovarmi del lavoro fuori Genova, ma non ci sono problemi, va bene così, anzi, devo ringraziare perchè ho conosciuto persone nuove che credono in quello che faccio. 

Ho letto di un tuo rallentamento delle attività in un momento doloroso della tua vita. La musica può dare un po’ di sollievo nei momenti più difficili che la sorte ci riserva?

Sì, e stato un momento difficilissimo, un male incurabile si è portato via mia moglie che aveva solo 33 anni. Beh, li smisi totalmente ogni mia attività; sono stato parecchi anni solo e con una fortissima depressione, ma poi ho conosciuto Angela Baggi, un donna stupenda dotata non solo di una grande umanità, ma anche di un talento fuori dal comune, una voce stupenda, nera, soul.
La conobbi a Milano ad un suo concerto gospel; devo dire grazie a lei se io sono ritornato a scrivere, o meglio a rivivere.

I vicoli , il porto di Genova, così come accade a Savona, la mia città, erano un tempo zone “pericolose”, molto diverse da ciò che sono oggi. E’ più difficile adesso, rispetto al passato, trarre spunto per raccontare le vite comuni che frequentano la parte vecchia della città?

Guarda, se ti inoltri nei vicoli, ancora oggi ogni dieci metri incontri un personaggio strano, anche se non ci sono più le storie di un tempo.
Prima i vicoli erano governati dalla mafia italiana; io ho conosciuto Carmela Ferro, in arte Marechiaro: era famosa per essere riuscita a evitare più volte il carcere grazie a ben dieci gravidanze.
La storia di Carmela, e quella della malavita napoletana degli anni '50 e '60, trapiantata nei caruggi di Genova, legata in particolare al contrabbando di sigarette, ispirò De Sica e Edoardo De Filippo nel 1963 e anche io ne rimasi colpito e scrissi una canzone riguardo quella storia, ma credimi, preferivo i vicoli di un tempo che gli attuali; prima se ti facevi i cavoli tuoi nessuno ti toccava e potevi girare tranquillo, adesso è molto peggio, non sei più padrone della tua città, o meglio dei tuoi vicoli.

Mi hanno detto della tua passione per la fotografia. Quali similitudini e differenze esistono tra il fissare un’immagine in una cornice e una strofa musicata? Non è molto diverso fissare un'immagine o una storia cantata e musicata... alla fine! 

Nessuna differenza, tutte e due le cose devono alla fine raccontare una storia, avere un senso, lasciarti a bocca aperta, ma sopratutto fissare un ricordo che duri nel tempo.

Cosa accomuna l’Ascolese cantautore/cantastorie con l’Hendrixiano Bambi Fossati? Cosa significa musica rock per te?

Bambi mi ha visto crescere, è stato il mio maestro, il mio idolo; frequentava un centro sociale dove insegnavano parecchie cose, arti marziali, disegno e la musica.
Lui insegnava gratis a tutti i ragazzi che non potevano permettersi una scuola vera e propria.
Mi ricordo che io gli chiesi: "Bambi io non voglio scrivere la musica a me serve solo saper mettere le mani sulla tastiera!" , cosi mi fece lezione a parte, mi insegnò a suonare le canzoni di Battisti.
La musica rock per me? Posso non risponderti? Sono veramente ignorante su questo genere.

Tutti abbiamo dei rimpianti. Dimmene tre dei tuoi.

Il primo non aver voluto mai studiare musica.
Il secondo non aver mai voluto leggere un libro e continuare con gli studi... ho solo la licenza media.
Il terzo... il mio essere stato sempre troppo pigro... mi ha fatto perdere un sacco di occasioni davvero importanti.

E’ impressionante la somiglianza della tua voce con quella di De Andrè. E’ sempre stato così, o il cantare un particolare repertorio induce ad una certa emulazione?

Si e sempre stato cosi, la mia voce è questa, sono nato così, con questo timbro. Beh, oggi che sono invecchiato la mia voce e migliorata, è diventata più potente nei bassi; poi fumo anche molto e questo mi aiuta parecchio, non con la salute però. In molti dicono che la mia voce è più bella e più calda di quella di Faber.

Sono curioso di sapere quale strada ti ha condotto a Franco Taulino e alla Beggar’s Farm.

Ci siamo conosciuti a Castel San Giovanni. Io ero ospite con Paolo Bonfanti; diciamo che ci siamo piaciuti sin da subito, e dopo una settimana ci siamo chiamati e parlati, ed eccoci qui.

La formula che ho visto ad Oviglio ( per la seconda volta)mi sembra rivoluzionaria e vincente, perché tanti artisti diversi sul palco, ma uniti come uno solo gruppo, danno un’idea positiva della musica, l’immagine che preferisco. Che tipo di valutazione dai?

Guarda quando Taulino mi propose questa cosa, con Bernardo Lanzetti, Rodolfo Maltese, Clive Bunker,personaggi che hanno fatto la storia della musica italiana, rimasi un'attimo brasato, ero al settimo cielo. Poi i ragazzi del gruppo sono bravissimi lavorano benissimo trovare dei musicistii che suonano a questi livelli non è facile credimi. Diciamo che è una grande famiglia quella di Taulino.
la valutazione? La vorrei lasciare al pubblico, sempre stranumerosissimo ai nostri concerti.

Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo Aldo Ascolese ?

Di immediato un libro molto importante che dovrebbe uscire per dicembre: sono una cinquantina di scatti per una artista famosa che crea gioielli.
Siamo stati circa due mesi in Marocco per il servizio fotografico e questa è la terza edizione; la prima era stata affidata ad uno tra i più grandi fotografi al mondo, Fabrizio Ferri; la seconda edizione a un fotografo bravissimo tedesco, Heinz Shattner, e quest'ultima edizione e stata comissionata a me... belin sarò mica bravo anche io?
Riguardo alla musica invece, sto lavorando a un bellissimo progetto che tengo chiuso dentro... non a un cassetto, ma a un un armadio! E' troppo grande credimi... non ho mai inciso un cd tutto mio, mentre tanti miei colleghi come minimo ne hanno già 3 o 4 alle spalle; ho sempre preferito aspettare e fare le cose per bene e sopratutto con una casa disgografica importante... e un grande arrangiatore per le mie canzoni. Uno di questi è Mauro Pagani... non ti posso dire altro per scaramanzia... ti dico solo... va bene cosi !!!

Un 'ultima cosa, ci sono attualmente cantautori che potrebbero in qualche modo prendere il posto del grande Fabrizio De Andrè ?

Tanti ci provano ad imitarlo, ma senza nessun risultato apprezzabile. Poi ci sono quelli che con l'aiuto dell'amico giornalista che fa articoli pazzeschi cerca di farsi largo con interviste enormi, inondando non solo pagine e pagine di giornali, ma anche internet, forum, blog, myspace. facebook...ma quello che conta di più, la cosa fondamentale è il pubblico; se fai 3 cd in più hai delle persone importanti che ti spingono in tutti i modi, e malgrado ciò non riesci a vendere, vuol dire che qualcosa non quadra, non funziona
Anche io sono contro i discografici che non capiscono un "azz" di musica, investono miliardi su un Marco Carta qualsiasi, quando nei locali più svariati ci sono ottimi cantanti con venti anni di gavetta alle spalle e che "gli fanno un c..o tanto" ... ma non diamo solo la colpa a questi; io credo che se una canzone è bella e alla gente piace, la gente la compra.
Al momento, per quello che si sente in giro, diciamo che siamo orfani di belle canzoni.