mercoledì 27 marzo 2024

Valerio Billeri-Fabio Mancini: “Verso Bisanzio”


 

Valerio Billeri-Fabio Mancini

“Verso Bisanzio”

Moonlight Record

 

Per l’ottava volta in undici anni mi appresto a commentare un album di Valerio Billeri, e ciò mi serve per sottolineare che ho avuto modo nel tempo di assistere ai cambiamenti che caratterizzano la vita di un musicista che, grazie alla sua arte, riesce a fissare per sempre e per tutti le tappe di una normale evoluzione personale.

Il filo conduttore che lega l'insieme dei suoi progetti, e che va oltre i contenuti, è la ricerca del minimalismo espressivo, tipico del blues - genere che mi ha permesso di avvicinarmi a Valerio molti anni fa -, idea che spesso cozza con l’esuberanza giovanile, quella che spinge verso la ricerca della complessità a tutti i costi, tanto per “rimirarsi allo specchio”. Il concetto di composizione/proposizione che muove i progetti di Billeri non prevede fiocchi di abbellimento formali, perché la grande bellezza risiede nel contenuto, ed è questo un modus propositivo che sfida le leggi della comunicazione.

Bluesman, folkman, chitarrista, poeta, sempre in equilibrio tra passato e attualità, Valerio Billeri ci propone ora “Verso Bisanzio”, album realizzato assieme a Fabio Mancini. Per conoscere un po’ della loro storia e info sull’album cliccare sul link a seguire….

https://athosenrile.blogspot.com/2024/03/valerio-billeri-e-fabio-mancini-verso.html


Sono sette i brani che compongono l’album, con la presenza di una cover, la finale “Summer in a solitary beach” di Battiato. Mancini è autore dell’unico brano strumentale “Finis Terrae”.

Siamo di fronte ad una città divina ed a un sogno lungo un’eternità e i personaggi che si muovono nel disco chi attraverso o la morte o il sogno o la brama di un ritorno a casa o di una nuova terra la scorgono per un attimo… meravigliosa, accecante un miraggio. (Billeri)

Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul… un viaggio in quella terra… in quelle terre… provoca azione catartica inaspettata, e in questo caso faccio riferimento ad esperienza personale.

Il viaggio di Billeri, recente o lontano, reale o immaginato, porta a tracciare un percorso interiore composto da riflessioni e figure che prendono forma nel corso dell’ascolto, mantenendo sempre il modus minimalista che si sintetizza nella triade voce/chitarra/violino. Ed è proprio quest’ultimo strumento che crea atmosfere orientaleggianti che evocano la cultura mediterranea e il profumo magico della storia rivisitata e sognata secondo un disegno personalizzato e ragionato.

Il fil rouge di questo concept album riporta a considerazioni legate allo sgomento procurato dal buio, inteso come metafora del “non conosciuto”, un limite, superato il quale ci si troverà di fronte l’impossibilità di gestire il futuro, ammesso che questo esista. Ogni cambiamento reca in sé insicurezza e disagio, ma appare complicata l’accettazione di una totale fine materiale a favore di un nuovo inizio intangibile, verso orizzonti che appaiono dai diversi contorni in funzione del grado di fede che ci accompagna.

Sintetizzo…

Si parte verso un percorso onirico alla ricerca della medicina che possa lenire il dolore e Bisanzio appare come il luogo perfetto; i protagonisti sono anime comuni, magari figure perfette rispetto ad occhi terzi ma cariche di segreti da custodire con tenacia. Rifugiarsi nei sogni potrebbe essere una soluzione soddisfacente, ma a tempo determinato, mentre cercare appagamento nell’arte e nell’impegno conseguente unisce il giusto pragmatismo di cui si ha bisogno anche navigando mari sconosciuti.

La fede e il credere in un qualsiasi Dio aiuteranno e permetteranno di sopportare ogni tipo di intemperia.

Forse arriverà il momento del ritorno ai passi iniziali, come un circolo che deve chiudersi a tutti i costi, e dopo l’approdo arriverà una nuova partenza, perché “il viaggio” alla ricerca di nuovi mondi - e di sé stessi - è caratteristica imprescindibile dell’essere umano.

Billeri e Mancini propongono sette tessere di un mosaico dalla bellezza estetica e contenutistica uniche.

Brani asciugati e scarni, privi di orpelli, ma carichi di sonorità coinvolgenti che diventano il carburante per il passaggio di pensieri profondi, di alta valenza culturale, argomenti che accompagnano la nostra vita ma la cui importanza si acuisce nel periodo della maturità.

È questo il cantautorato che preferisco e che consiglio!

 


I BRANI

1 VERSO BISANZIO

2 IL SIGNORE D'ORO

3 ELECTRA

4 FINIS TERRAE

5 STABAT MATER

6 NOSTOS

7 SUMMER IN A SOLITARY BEACH