venerdì 23 novembre 2007

Debora


Con rigorosa cronologicità presento oggi l’intervista a Debora… la mia amica Debora.
Mi rendo conto di chiamare “amici” tutte le persone che rispondono ai miei quesiti ma, almeno nella sfera degli hobbyes, quindi nel privato (anche se visibile),dialogo solo con persone di cui ho stima(questo mi induce a chiamarle amiche anche se mi e’ ben nota la differenza tra i due termini), la cui vicinanza, più o meno diretta, mi fa stare bene.
Insomma, non e’ il mondo del lavoro, e nemmeno un condominio, dove si e’ obbligati a convivere con chiunque , senza avere la possibilità’ di scegliere, e il mio blog e’ di assoluto svago, non avendo la necessita ‘ di colpire qualcuno o qualcosa (come Grillo, ad esempio), o far emergere aspetti particolarmente delicati della nostra società.
E’ una mia scelta (anche se qualche volta derogo), legata al fatto di non sentirmi (ancora) completamente libero di esprimermi, per motivi che non posso spiegare.
Quindi, in questo strano mondo virtuale, può accadere che si parli per mesi con una persona, magari anche di cose estremamente personali, realizzando che esistono identità di vedute e affinità di interessi e poi, riflettendo, ti accorgi che… non l’hai mai vista in faccia.
Debora mi ha contattato forse un anno fa, dopo aver letto qualcosa di mio sul sito di noi ” pazzi tulliani”.
Da quel momento abbiamo continuato assiduamente la nostra corrispondenza, riuscendo a costruire “amicizie” parallele con altri musicisti e musicofili.
Lei mi ha dato spazio sul suo sito , luogo in cui si riescono a capire i valori che la guidano quotidianamente.
Costruire e popolare un sito od un blog, significa avere il coraggio di mettersi un po’ in vetrina, di sottoporsi a critiche, di svelare lati che magari nessuno sospettava esistessero e,aggiungo, di avere un ulteriore nuovo controllo esterno(il grande fratello e’ in agguato ).
Lo spazio di Debora e’ , a mio giudizio, di ottima fattura , e al di la della parte strettamente tecnico /artistica, emerge immediatamente la persona che c’e’ dietro a quelle righe, e a quelle immagini.
Se dovessi dare su di lei una succinta descrizione, derivante dalla corrispondenza epistolar-virtuale e da ciò che lei scrive nei suoi spazi, mi esprimerei così:
“Il suo amore per la musica si fonde con il pragmatismo necessario ad affrontare problematiche sociali, ed emergono, d’impatto, valori spirituali ed artistici che appaiono linee guida nel suo percorso di vita”.

Ecco Debby come ti recensirò quando sarai famosa!!!

Il suo sito e’ il seguente.

Segnalo anche il suo “My Space”:


Leggiamola.
Come e quando nasce la tua passione per la musica?
Da che mi ricordo, ho sempre vissuto in mezzo alla musica . E’una passione che credo di avere nel DNA e che mi è stata trasmessa principalmente da mio padre, che fin da giovane si è sempre dato da fare per organizzare serate da ballo,in qualunque posto ci fosse spazio sufficiente per riunire un po’ di gente.
Sarebbe una storia lunghissima ed esilarante ma temo che non ci sia ne il tempo ne lo spazio per raccontarla! E’ un’ attività che papà non ha ancora abbandonato, e continua a darsi da fare per cercare i gruppi che possano venire esibirsi .
Da tutto ciò si può capire come fin da piccola io sia stata abituata a vedere gente che suona su un palco. Per essere sincera,lui ha tentato anche di farmi studiare. Aveva infatti comprato una fisarmonica, ma decisamente non era il mio strumento. La vera passione per la musica,comunque, è arrivata con i Nomadi e l’incontro con Augusto Daolio,incontro che è stato molto importante per me,sotto tanti aspetti.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali più importanti?
Sono tanti i musicisti che apprezzo e dai quali cerco di imparare.
Diciamo che ,dato che mi piace cantare,sono molto affascinata da Joan Baez, verso la quale sono stata indirizzata dalla mia insegnante di canto… non l’avevo mai sentita fino a pochi anni fa, ed e’ inutile dire che sono rimasta folgorata, oltre che dalla bellezza della sua voce , da quell’espressività così dolce,calda ,piena di colori e sfumature diverse, dalla perfezione della tecnica vocale che è nello stesso tempo talmente semplice da diventare disarmante. Una grandissima artista sotto tutti i punti di vista,che oltre tutto ha anche il merito(in condominio con i Nomadi) di avermi avvicinata alla musica dell’America latina, e a quella cilena in particolare. Sono molto attratta dal folk in genere ,e sto anche cercando di imparare a suonare la chitarra acustica … ma i miei riferimenti sono molteplici ,si va da Ella Fitzgerald a Janis Joplin a James Taylor, Simon and Garfunkel… e molti altri!

Qual’e l’artista/gruppo a cui sei più legata?
I Nomadi, senza ombra di dubbio. Potrei scrivere un libro su ciò che i Nomadi hanno significato nella mia vita e non solo relativamente alla musica.

Come riesci a far convivere la tua passione per la musica con gli impegni quotidiani?
La mia passione per la musica” è “un impegno quotidiano. Dalla musica non si può prescindere, è un elemento vitale per me ,quindi irrinunciabile, ed ha la precedenza su molte cose,anche se non è sempre stato così….

Suoni qualche strumento?
La chitarra acustica e le mie corde vocali! Più che altro diciamo che ci provo!

Come e’ cambiato nel tempo il tuo rapporto con la musica ?
Beh! E’cambiato moltissimo.
Fino all’incontro con Augusto Daolio diciamo che era una cosa piuttosto marginale,e in quel momento diventò molto importante per quella fase della mia vita … avevo 19 anni…
Poi quando Augusto e’ mancato ,ho vissuto un periodo di smarrimento,finito solo quando ho ritrovato il coraggio di tornare ad un concerto dei Nomadi senza di lui, 9 anni dopo, nel luglio del 2000….concerto che è stato il secondo inizio per me. Da li ho ritrovato molte cose che credevo perdute, e la passione per la musica da allora è solo cresciuta,e continua a crescere ancora adesso… Se mi fermo a pensare, ti assicuro che sono sinceramente convinta che ai Nomadi,devo praticamente tutto! Ammetto però che anche l’incontro con i Jethro Tull nel 2002 è stato sconvolgente , mi ha davvero fatto perdere il controllo,in senso positivo,e mi ha aperto altri mille sentieri che ho seguito e sto seguendo… La nota negativa fra virgolette, sta nel fatto che conoscendo i Jethro Tull, sono cresciuta molto, musicalmente, e quindi diventata più esigente, ma sarebbe un discorso molto lungo.

Cosa giudichi importante… il testo, la musica, entrambi?
Dipende molto dal contesto . Per esempio, nella musica cilena dei primi anni 70, della quale ho parlato prima ,era fondamentale il testo.
Si tratta di musica che ha avuto un importanza sociale e politica determinante in quel periodo ; non è un caso infatti che un icona della cultura popolare cilena come Victor Jara, autore di canzoni splendide, sia stato giustiziato nello stadio del Cile,durante il colpo di stato militare di Pinochet.
La sua biografia è una storia bellissima quanto drammatica, e la dice molto lunga sul ruolo che la musica può assumere attraverso il testo delle canzoni. S’intitola “Victor Jara, una canzone infinita”, è stata scritta dalla moglie inglese dell’artista, mi ha davvero colpita molto e fatto riconsiderare molte delle convinzioni che avevo sui molteplici ruoli che la musica può assumere!
E’anche vero che, spesso, non c’è bisogno di nessun testo… la musica è una forma di espressione che sa compiere alchimie impensabili, capace di toccare anche i cuori più aridi.
Non so… è tutto importante, ma ho la certezza che una bella musica può anche fare a meno di un bel testo. Al contrario ,credo che un bel testo non possa suscitare le stesso tipo di sensazioni senza una bella musica.
Bisogna considerare però,almeno dal mio punto di vista, che la musica ha un potere comunicativo,ed emozionale, superiore alle parole, ma non è comprensibile da tutti, come invece può essere un testo bello o con contenuti sociali importanti. Credo sia una questione di sensibilità musicale e di sintonia con ciò che si ascolta.

E’ importante essere costantemente presenti per restare a galla(riferito agli artisti)?
Non lo so, ma non credo.
Ho conosciuto i Jethro Tull nel 2002, per puro caso… se li ho conosciuti dopo trent’anni che suonavano, evidentemente non erano molto presenti, ma mi hanno folgorata lo stesso. Se sei bravo e hai qualcosa da dire,puoi fare un disco ogni 5 anni ed essere sempre al top….

Meglio il Vinile, il CD o l’MP3?
Col vinile si respirano altre atmosfere… ma i cd e gli mp3 sono più comodi.

La musica deve necessariamente essere divisa in categorie?
Per me esiste la bella musica e la brutta musica… anzi la musica che mi piace e la musica che non mi piace, dividerla in categorie per me non ha nessun senso, sarebbe come voler catalogare le emozioni!

Esiste musica per differenti età?
Esiste la musica alla quale si è più legati… ma per differenti età non so, forse è indispensabile compiere un percorso di crescita personale per poter apprezzare certa musica. Se quando avevo 16 anni avessero tentato di convincermi ad ascoltare Summertime interpretata da Louis Amstrong ed Ella Fitzgerald, non credo ci sarebbero riusciti, ma adesso penso sia una delle cose più belle che abbia mai ascoltato!

Cosa cercheresti di cambiare (sempre riferito alla musica) se potessi riscrivere la tua storia?
Inizierei a cantare molto prima, imparerei a suonare la chitarra, mi concentrerei molto di più su queste due cose lasciando perdere gli altri mille interessi che mi hanno distolta dalla volontà di suonare. Ero una ragazzina ed avevo meno responsabilità, adesso è tutto più difficile, specialmente per una donna.

Immagina una tua diversa collocazione: palco?Produzione? Solo ascolto?Organizzatore?Scrittore?
Non avrei mai pensato di poterlo dire un giorno ma, credo che sul palco mi sarei sentita davvero a mio agio! Ma credo che mi sarei sentita a mio agio anche in tutte le altre situazioni.

Cosa salveresti della tradizione musicale italiana?
Beh! Giuseppe Verdi per cominciare!
Sono molte le cose da salvare, non fosse altro perché fanno parte della nostra cultura. Uno può apprezzare o meno, ma abbiamo in Italia una della più grandi cantanti in assoluto che è Mina. Non amo particolarmente il suo genere,ma meglio di lei secondo me ci sono solo la Franklin e la Fitzgerald ,almeno tra quelle che conosco io.
Poi ci sono i cantautori,da De Andrè a De Gregori… gruppi come la PFM, come i Nomadi stessi… c’è molto da salvare, nella nostra tradizione musicale, secondo me siamo troppo esterofili!

Perche’ ci siamo innamorati, da bambini, di canzoni di cui non capivamo una parola?
Non esiste logica nell’innamoramento… quindi non ti so rispondere!

Blues, Progressive o Jazz?
Non so scegliere.

Classica,Hard Rock o Punk?
Idem come sopra, sono tutti belli a modo loro.

Provi a gettare il seme con la nuova generazione?
Non ho figli… tuttavia lavoro in una scuola, e sono in mezzo a ragazzi dai 15 ai 20 anni; purtroppo non li vedo molto interessati alla musica come a un fatto culturale… molti hanno gli Ipod alle orecchie, ma per lo più ascoltano roba che tra due anni non ricorderanno più e le implicazioni di questa tendenza, purtroppo, temo siano enormi: senza validi modelli da ascoltare non vedo un grande futuro per la prossima generazione di musicisti!
Ma sul fatto che cerchi di diffondere il verbo in ogni dove, non ci sono dubbi!

Musica scaricabile da internet o… a costo contenuto, per vie tradizionali?
A costo contenuto per vie tradizionali, vuoi mettere! L’attesa… lo scartare il pacchetto le foto, i testi… la soddisfazione di mettere il cd nello stereo, non c’ è storia!

Il filmato di un gruppo che vorresti sentire adesso?
Il 25 anni dei Jethro Tull

Fatti una domanda a cui non hai pensato.
Se non ci hai pensato tu, devo pensarci io?!

Debby accontentati di..."My Sunday Feeling" (e' presentato in luogo inusuale ma e' del periodo da te indicato e, soprattutto, e' di qualità decente), e di un "solo" del tuo amico Clivio...





1 commento:

debora ha detto...

Ma chi è questo fenomeno? hehehh....beh, a parte gli scherzi caro Athos,ti devo ringraziare per l'onore che mi hai concesso.Un intervista non me l'aveva mai chiesta nessuno! Confesso che mi sono divertita un sacco ,rispondendo alle tue domande ...e grazie anche per tutte le cose carine che scrivi!Sul fatto che sarò famosa mi rimane qualche forte dubbio ;-)... voglio prenderlo come un augurio anche se, la fama,è una cosa della quale faccio volentieri a meno e, senza incertezze,meglio lasciarla a quelli bravi! Ciao Athos grazie ancora!
Debby