Struttura & Forma, il percorso continuo tra studio e
palcoscenico
L'evoluzione di "Uno di noi", dalle sessioni in studio alla dimensione live in attesa del vinile
Avere l'opportunità di osservare un gruppo dal vivo e di ritrovarne la precisa resa esecutiva sui rispettivi lavori discografici facilita notevolmente il compito di chi analizza la materia musicale. Questa prospettiva diretta e ravvicinata permette infatti di cogliere con estrema chiarezza l'evoluzione strutturale di un repertorio nato anni prima, osservando come le composizioni originali riescano a rigenerarsi nel tempo senza mai snaturare la propria matrice genetica. Già nel 2017 l'uscita dell'album One of us aveva mostrato la naturale inclinazione di Struttura & Forma nel muoversi lungo i confini e le intersezioni tra prog classico, sonorità jazz-rock e articolazioni fusion, affidandosi a una veste sonora caratterizzata dal cantato prevalentemente in lingua inglese. A distanza di nove anni, quel medesimo impianto concettuale torna al centro di un articolato progetto curato congiuntamente dalle etichette Maracash Records e antisopore, una operazione discografica inaugurata il 10 luglio 2026 dalla pubblicazione dell'EP in studio Uno di noi, arricchito dalla completa trasposizione del testo in lingua italiana e da un accurato lavoro di masterizzazione, a cui ha fatto seguito il 31 luglio il secondo capitolo Uno di noi - dal vivo, registrato durante le esibizioni sul palco. Entrambe le pubblicazioni, visivamente collegate dalle illustrazioni di copertina realizzate da Roberto Leoni - storico tecnico del suono del gruppo fin dal 1972 -, rappresentano il naturale prologo alla successiva stesura su supporto vinilico.
La sequenza dei brani che compone l'EP in studio si apre con Mitica Amsterdam, proseguendo in un flusso coerente attraverso Maestosa sinfonia, Domani, Indios, Sonda cosmica e la
conclusiva Spes ultima dea. L'ossatura fondamentale della band nella
dimensione di studio vede Joe Tortorelli alla voce, Marco Porritiello alla
batteria, Stefano Gatti al basso elettrico e Beppe Crovella alle tastiere e al
mellotron, affiancati dal fitto intreccio chitarristico sviluppato dalla coppia
composta da Franco Frassinetti e Giacomo Caliolo. A questo nucleo di base si
affiancano mirati contributi esecutivi: Mattia Frassinetti alla chitarra acustica,
Giuseppe Zuppone alle tastiere e Stefano Colombo al basso elettrico
intervengono specificamente nelle tracce Spes ultima dea e Domani.
Un'ulteriore variazione nell'assetto di studio caratterizza il brano Sonda
cosmica, che registra la presenza di Sergio Colombo al basso e di Pierluigi
Genduso Arrighi alle tastiere. Il lavoro svolto sulla traduzione dei testi
restituisce a pezzi come Mitica Amsterdam (in origine Amsterdam)
e Maestosa sinfonia (derivata da Symphony) una trasparenza
narrativa inedita, consentendo al canto di adagiarsi sulla trama armonica con
grande naturalezza e facendo risaltare il bilanciamento dinamico del recente
mastering.
Il secondo capitolo del progetto, Uno di noi - dal vivo,
sposta la prospettiva sull'impatto e sull'interazione diretta con il pubblico,
selezionando quattro tracce emblematiche: Amsterdam, Complici, Sonda cosmica e Symphony. Sul palcoscenico l'organico trova un nuovo
assetto con la presenza costante di Pierluigi Genduso Arrighi alle tastiere ad
affiancare Tortorelli, Porritiello, Frassinetti, Caliolo e Stefano Gatti al
basso elettrico, con la sola eccezione di Sonda cosmica, eseguita in
sede live con Stefano Colombo alle linee di basso. La prova dal vivo evidenzia
come la complessa architettura dei brani e i loro passaggi metrici non perdano
rigore o stabilità nell'esecuzione istantanea, mettendo in luce l'energia e la
coesione del gruppo. Il confronto ravvicinato tra la rifinitura di studio e la
spontaneità della resa da concerto offre una visione globale del percorso
compiuto, delineando con precisione la maturità artistica raggiunta da
Struttura & Forma.
Il percorso tracciato da Struttura & Forma con questa
doppia uscita dimostra una vitalità artistica che va ben oltre la semplice
operazione nostalgica. La capacità di rinnovare brani nati anni fa,
restituendoli con l'incisività della lingua italiana e la freschezza
dell'impatto dal vivo, conferma il valore di un collettivo capace di far
evolvere la propria identità senza perdere un grammo di coesione. L'attesa per
la futura edizione in vinile non fa che avvalorare la bontà di un progetto
solido, raffinato e ancora pienamente proiettato nel presente della grande
musica d'autore e di ricerca.
