mercoledì 20 giugno 2018

1° ART IN PROGRESS EVENT: IL RESOCONTO IN PILLOLE


Evento culturale di grande valenza quello organizzato da Paola Tagliaferro, il 18 giugno, nella “sua” Zoagli, comune della costa ligure di forte impatto per gli elementi naturali presenti.
Per il secondo anno consecutivo il collante dell’evento è il nome di Greg Lake, indimenticato artista la cui immagine è legata soprattutto a band storiche come King Crimson e ELP.
La cerimonia di apertura ha previsto l’apposizione di una targa in marmo dedicata al “Cittadino ad Honorem di Zoagli”, Greg Lake, sulla scogliera sotto il Castello Canevaro, luogo in cui Greg si esibì per pochi fortunati nel novembre del 2012: la presenza della moglie Regina fornisce il senso della continuità, nel ricordo di quei luoghi che entrambi hanno vissuto in maniera intensa.


La manifestazione, in questa occasione, ha assunto un nome preciso:

1° ART IN PROGRESS EVENT

Non solo musica quindi, ma differenti discipline in gioco, che sono state particolarmente gradite dal folto pubblico presente: poesia, cinema, elettronica, spiritualità…
Ad aprire il “colloquio” tra protagonisti sul palco e audience è stato l’angolo del reading poetico, che ha previsto letture di Claudio Pozzani e Barbara Garassino con la presenza di un ospite, lo scrittore venezuelano Josè Pulido: momenti catartici e coinvolgenti che, partendo dalla lettura di una lirica dei King Crimson - Epitaph -, hanno permesso di ondeggiare tra testi personali e letture d’autore.
Il primo step musicale vede protagonista Paola Tagliaferro, artista completa, polistrumentista, ricercatrice, sperimentatrice. Il momento è importante perché ciò che viene proposto è l’anticipazione di un album di prossima uscita, la cui gestazione ha previsto un impegno di tre anni: il titolo del disco è “Fabulae”.
Con lei sul palco musicisti straordinari: Pier Gonella e Marco Traversone alle chitarre, Andrea Vulpani al piano, Giulia Ermirio alla Viola e Angelo Contini al didgeridoo e conchiglia.
Dell’album parlerò in una prossima occasione dopo attento ascolto, ma l’impatto live è risultato magico, un connubio tra parole e sonorità - a volte inusuali - che ha colpito un pubblico davvero attento e concentrato. Ogni brano è stato accompagnato da una sorta di didascalia verbale usata come preparazione e introduzione alle trame musicali, un iter propositivo che dovrebbe essere ricalcato anche nel lavoro in studio.
In questa prima fase arriva una sorpresa: Juri Camisasca, il protagonista serale dell’evento, sale sul palco per un duetto con Paola - la cosa si ripeterà anche a fine serata - con lo scopo di fornire un omaggio tangibile a Lake proponendo la celebre “Lucky Man”.
Evocare Camisasca significa introdurre il pluridecorato regista Paolo Francesco Paladino, che nell’occasione ha proposto il suo docufilm intitolato “Non cercarti fuori”, il cui  protagonista è proprio Camisasca, la sua vita attuale, i suoi luoghi, il paesaggio che lo circonda e la sua ricerca della spiritualità.
Del movie è stato proposto un sunto di venti minuti che ha suscitato grande interesse, testimoniato dal fitto scambio di battute instauratosi tra Juri e i presenti, incuriositi dalla personalità del cantante e dal suo satus ascetico.
Dopo una pausa un pò più… materiale all’interno del Castello Canevaro, si riparte con lo show e quindi con la forte presenza di Juri Camisasca sul palco.


Si fa accompagnare dai musicisti presenti, poi imbraccia lui stesso la chitarra e, all’occasione, utilizza delle basi registrate, ma cambiando gli elementi non cambia il risultato: una voce cristallina e magnetica per la creazione di un mood particolare che si fonde con l’ambiente circostante.
Particolarmente commovente il ricordo di Claudio Rocchi - testimoniato nel video a seguire - altro personaggio fondamentale della scena musicale italiana, casualmente ricordato lo stesso giorno nel corso di un altro tributo milanese.
E alla fine la performance diventa un’esperienza di vita, un momento mistico che favorisce la riflessione personale e la necessità di fornire la giusta dimensione ad ogni risvolto quotidiano. L’esperimento che vede on stage Paola, Juri e parte dei musicisti, intenti nel realizzare un’improvvisazione mantrica, appare come la fermatura del cerchio di un giorno pieno di luce.
L’ultimissimo atto vede ancora la riproposizione di “Lucky Man”, perché in ogni caso la figura di Greg Lake è nell’aria, più tangibile di quanto si potesse prevedere.

Un plauso a Paola Tagliaferro e a tutti coloro che hanno collaborato per realizzare una manifestazione culturalmente davvero rilevante, che ha saputo catturare in modo totale l’attenzione dei presenti, favorita dalla bellezza della cornice naturale e da un’eleganza nella proposta tutt’altro che snob, fatta di trascendenza e spiritualità senza escludere la realtà materiale dei nostri giorni.


Per saperne di più sui protagonisti cliccare sul seguente link:



Il contributo video, sintesi di una giornata perfetta…