venerdì 11 novembre 2016

Quel giorno in cui vidi i King Crimson...


Il post di oggi è un pò forzato, nel senso che vorrei raccontare molto ma… non posso!
Il problema è che il 12 novembre del 1973 avevo 17 anni, nessuna macchina fotografica a rimorchio, ne magici apparecchi capaci di captare l’essenza di serata.
In rete non si trovano registrazioni, ne immagini di quel giorno, e posseggo solo il ticket, anzi, lo possiede il mio amico Paolo che me lo ha prestato, perché il mio chissà dove è finito!
Il luogo era il Palasport, la città Torino, l’orario… non lo ricordo, la data certa il 12 novembre e la ricerca sul calendario riporta ad un lunedì… il che mi confonde ancora di più le idee: sarà stata sicuramente sera, e il giorno dopo dovevo certamente andare a scuola…
Dimenticavo… ero a Torino per un concerto, quello dei King Crimson!
Il focus del tour era la proposizione di “Larks' Tongues in Aspic”, rilasciato pochi mesi premi, mi pare a febbraio, un album che io e i miei compagni di viaggio conoscevamo a memoria!
Come scritto poc’anzi, sono risicate le notizie disponibili in rete, e per proporre un brano musicale sono risalito al concerto successivo, quello che Fripp e soci tennero due giorni dopo a Zurigo, contenuto in un doppio CD da collezione.
Il brano che ho scelto è “Easy Money”, e la scelta non è casuale.
Ma veniamo agli elementi oggettivi, in primis la line up:

Robert Fripp - Guitar, Mellotron
Bill Bruford - Drums
David Cross - Violin, Mellotron
John Wetton - Bass, Vocal

L’unico elemento utile trovato sul web è la set list:

Larks' Tongues in Aspic, Part One
Peace - A Theme
Cat Food
The Night Watch
Book of Saturday
Easy Money
Improv
Exiles
Fracture
Lament
Improv
The Talking Drum
Larks' Tongues in Aspic, Part Two
21st Century Schizoid Man

Per il resto… ricordo davvero poco, ma mi è rimasta precisa una sensazione di giudizio generale: una freddezza iniziale, una difficoltà nel rompere il ghiaccio ed entrare in sintonia col pubblico, e poi un senso di soddisfazione che parte da un determinato momento e prosegue abbinato ad una certa eccitazione: il concerto è finito e confluiamo verso l’uscita, sembra che ci conosciamo tutti, e in effetti le facce da concerto in quei giorni erano familiari. Molti i miei concittadini e con uno di loro mi soffermo a commentare l’esperienza appena vissuta: mi pare fosse Pierangelo, e se leggerà questo articolo potrà darmi conferma.
Mi rivolgo a lui e più o meno gli dico: “Inizio un po’ freddo ma da “Easy Money” in poi tutto è cambiato!”.
Che dire, se dopo tutti questi anni - quasi 43!- questo particolare mi è rimasto nella testa, beh, è bene conservarlo come documento dell’epoca!
Ma che fortuna aver vissuto quel periodo!