martedì 13 maggio 2008

Pearl Jam


Considerati la seconda più importante band del grunge, dopo i Nirvana, i Pearl Jam sopravvivono alla fine di questo genere, sancita dalla morte di Kurt Cobain (a cui sembra riferirsi il testo della canzone "Immortality", sul terzo album "Vitalogy") e divengono una delle più importanti rockband degli USA, pubblicando dischi molto legati al rock degli anni '70 che, seppure ottimi, non raggiungeranno mai le vette dei primi due album.
L'impegno politico è stata una caratteristica dei Pearl Jam degli ultimi anni, soprattutto in opposizione al neoconservatorismo di George W. Bush.
In molti hanno li hanno accusati di opportunismo, di essere cioè saltati sul carrozzone del “grunge” - quando questo si è dimostrato lo scossone più significativo del rock di inizio anni Novanta - con un paio di pezzi (“Alive”, “Even Flow” e “Jeremy”) particolarmente adatti al gusto facile e leggero di Mtv, che infatti ha suppertato la band sin dai suoi esordi.
Altrettanti però - se non di più - sono quelli pronti a giurare sulla totale, assoluta e indiscutibile buona fede della band di Eddie Vedder, Jeff Ament e Stone Gossard.
Particolarmente la voce di Vedder pare essere uno dei veri segni “forti” del decennio Novanta, oltre che - anche per le sue evidenti e mai celate parentele con i Led Zeppelin - uno dei lasciti più significativi dei grunge.
Alternativi? Sì, nella misura in cui in quel momento l’alternativa passava (anche) attraverso una quadratura perfetta di punk, rock anni Settanta e il nuovo rock di band allora ai loro massimi come Rem e Pixies.
Estremamente politicizzati e sempre “dalla parte del pubblico” (celebre il loro coraggioso boicottaggio della società di management ed organizzazione concerti Ticketmaster), i Pearl Jam sono ancora oggi in attività e sono evidentemente destinati a divenire dei classici senza tempo.

Ed ecco un brano fantastico..."Alive"

video


Citazione del giorno:

"Gesù fu il primo socialista,il primo che cercò di ottenere migliori condizioni di vita per tutta l'umanità"(Gorbaciov)

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