mercoledì 7 ottobre 2015

Peter Irock-" Horizon"


A distanza di pochi mesi ripropongo un lavoro di Peter Irock, il paladino della musica elettronica, che nel nuovo album, Horizon, mostra piacevoli novità che segnano un’apparente evoluzione, o forse soltanto un volto differente, ma resta il fatto che certi innesti hanno caratterizzato in modo deciso un percorso generalmente molto evocativo, dove la tecnologia spinta e il talento tastieristico si sposano perfettamente a immagini e ambienti.
Il video promo a fine post mi pare la perfetta sinossi musicale di un disco la cui tracklist è la seguente:
1-Horizon 8:01
2-Mountains Dream 8:03
3- Everest 7:47
4-Phenomenal 8:24
5-Moolight 10:49


Ma quali sono le novità compositive a cui ho accennato?

Risponde Peter… Le novità, se così si possono definire, sono varie. Ho inserito per la prima volta nei miei lavori, in alcuni brani, elementi acustici, come sax soprano, alto e flauto eseguiti da Hellmut Wolf nel brano “Horizon”, e la chitarra elettrica di Frank Steffen Mueller nel brano, forse di maggior impronta rock elettronico, “Mountain Dreams”. Anche le percussioni sono molto elaborate e ricercate. Inoltre la presenza della soprano greca Nanda Natukovis nel brano “Everest”. Diciamo che ci sono un pò di elementi “umani" in più.

Non è poco, perché il matrimonio tra la musica elettronica ed elementi acustici, rock e classici, dimostra una grande efficacia, determinata a mio giudizio da una sorta di miscela tra sound ipnotico - l’amore per la sperimentazione tedesca -, trame ariose - Vangelis docet - e la pura tradizione.
Le musiche di Horizon trasportano, permettono di viaggiare, assumendo a tratti toni aulici, e arrivano a destinazione senza che venga richiesta una grande concentrazione da ascolto, perché il coinvolgimento arriva naturale, trasformandosi, a volte, in eccitazione musicale.
Un plauso a Peter Irock, capace di fornire, in un breve spazio temporale, diverse sfaccettature della sua arte e delle sue passioni, e non ho dubbi che il futuro prossimo ci riserverà un ulteriore esperimento - a cui si fa accenno nelle righe a seguire - che proverà a legare sound a liriche.
Molto stimolante!
Il resto dell’intervista aiuterà i curiosi…


Circa sei mesi fa scrissi del tuo CD “BOREAL” e quando alla fine ti chiesi qualcosa a proposito del futuro mi rispondesti, tra le altre cose, che “… certo è che, visti i prossimi impegni che si presenteranno, continuerò fedelmente la mia strada della ricerca sonora nelle composizioni…”. Come si colloca questo tuo nuovo lavoro, “Horizon”?

Direi che Horizon è un la risposta alla questione che mi avevi posto. In effetti, a differenza di Boreal, la ricerca è stata molto profonda ed accurata, soprattutto  in certi momenti, per la ricerca di sonorità più mistiche, forse più da soundtrack in alcuni punti, come strutture armoniche. Direi che si colloca avanti, come è giusto che sia, nel sentiero musicale che sto percorrendo.

E’ un album a sé stante o si può considerare la continuazione del lavoro precedente?

No, è un lavoro a se stante, anche se in brani come Phenomenal o Moonlight, ci sono passaggi che si affacciano al mio amore per la Berlin School, presente anche in Boreal. Le sonorità sono decisamente differenti, sia come "synth sound" che a livello armonico e di percussione.

Hai trovato/provato strumentazione e tecnologia differente dal passato?

Ho utilizzato dei nuovi VST software per le sezioni percussioni, per le parti di sequencer. Molti pad o solo, sono stati realizzati con Oberheim Matrix 12, Prophet 10, Arp Odyssey, strumenti che poi utilizzerò insieme ad altri, nei live del prossimo anno, in fase di preparazione.

A chi si rivolge in primis la tua musica?

Potrei dire ad una certa nicchia di amanti della musica elettronica, ma visti i primi riscontri avuti da chi lo ha ascoltato, sono contento di vedere che, anche chi ascolta altri generi musicali, o suona altri stili musicali, apprezza Horizon. La mia musica racchiude molti stili dei maestri della musica elettronica, che tanto mi hanno dato ed insegnato, e Horizon, come Boreal, è frutto di questa mia evoluzione musicale. Posso dire che è un album, da ascoltare seduti tranquillamente in cuffia e lasciarsi andare ad un bel viaggio emotivo.
Avrai occasione di proporre dal vivo “Horizon”?

Sì, sarà presentato tutto l'album, adattato per il live, sia a livello arrangiamento che lightshow. Proporrò anche Boreal, un brano omaggio a Edgar Froese e anche 2 cover dedicate a Jarre e Vangelis, come ringraziamento a questi artisti per quello che mi hanno dato emotivamente e musicalmente.

Non ricordo se te l’ho già chiesto… hai mai pensato ad inserire liriche nelle tue costruzioni musicali?
No, non me lo hai chiesto in effetti. E ciò non lo escludo, ma saranno liriche o a livello "operistico", con la parti per tenore, soprano e mezzo soprano, o con la presenza di una vocalist tipo Laurie Anderson o Lisa Gerrard, voci che io considero essere degli strumenti. Sono in effetti alla ricerca di una vocalist che si ispiri allo stile di queste due eccezionali artiste sopracitate, da me molto apprezzate. Sì, è da un pò di tempo che ci sto pensando...

Un ultima cosa, mi parli degli ospiti presenti nel tuo album?

A parte la soprano Nanda Natukovis, ancestiale nota vocale nel brano Everest, il resto è made in Germany. Partiamo da Hellmut Wolf, sassofonista e flautista di lunga data, che da quest' anno cura anche la distribuzione di Horizon e Boreal, con la sua label Wolf Entertainment. Frank Steffen Mueller mi ha stupito per le sue immediate capacità di esecuzione con la chitarra e ha saputo interpretare subito la musica e il sound che gli avevo scritto e  richiesto di eseguire. Loro saranno presenti sul palco, salvo imprevisti dell'ultimo momento, nel programma live 2016. Più qualche altra sorpresa.