giovedì 27 gennaio 2011

I soliti album per la solita isola deserta...


 
Un po’ di tempo fa ho trovato su qualche forum il solito gioco della musica che si vorrebbe portare con sé in un'isola deserta.

Non erano richiesti i 12 dischi fondamentali della storia del rock, ma musica significativa per l’ipotetico “uomo solo”, da utilizzare per ricordare nei momenti di sconforto.
D'istinto compilai la mia lista, che ovviamente era ed è riduttiva, e che sicuramente cambierei se la "rivedessi" tra un mese. Niente di razionale, nulla di fondato su tecniche e rispetto delle “gerarchie”, ma solo istinto e puro piacere che arriva sino in profondità. Non ci sono meritocrazie in gioco, ma solo momenti di vita che ritornano alla mente.

Ogni amante della musica cambierebbe “la mia scelta” e proporrebbe alternative, ma mi piace sottolineare che alcuni artisti, alcuni brani, alcuni long playing, hanno caratterizzato la mia vita, assieme a molti altri che magari riproporrò tra un po’ di tempo.

E veniamo alle scelte, con qualche motivazione, tenendo presente che idealmente sarebbero “l’unica compagnia” nella totale solitudine delle mitica isola deserta.


Questo ciò che avevo scritto in quel forum

"Trovo estremamente complicato evidenziare i 12 album della nostra vita, intanto perché è un numero limitato rispetto al vissuto, e poi si rischia sempre di dimenticare qualcosa.
Se interpreto bene lo spirito, la domanda non è tendente a ricercare 12 lavori obiettivamente eccelsi, ma significativi per noi, legata a ricordi o a situazioni importanti.
Li elenco così come mi vengono, e non in ordine di importanza.

The Who - Who’s Next

A 8 anni (1964)utilizzavo un vecchio registratore a bobine, orgoglio del mio papà tecnologico.
Mi servì per arrivare alla mia prima musica, e tra i 5-6 brani (che ho ancora bene impressi nella memoria, così come ho ancora il registratore) c’era “Substitute”.
Gli Who non mi hanno più abbandonato e qualche anno fa ho avuto la possibilità’ di vederli a Verona, assieme al mio figlioletto di 10 anni, sotto a un nubifragio... mentre Daltrey perdeva la voce.

Credo che “Who’s Next “ sia un disco rock irripetibile.

Jethro Tull- Aqualung
Essendo io un ” malato” di questo gruppo, pensare ad un loro disco e’ riduttivo. Dovendo scegliere , “Aqualung “ mi pare sia il sunto del mondo musicale targato Tull.
Giù il cappello.

Finardi-Sugo

Eugenio è l’unico”italiano” che comprerei a scatola chiusa, sicuro di trovare ciò di cui ho bisogno.
Perche’ “Sugo”? Ci sono i miei 20 anni, le canzoni che suonavo sulla spiaggia con gli amici attorno.
Ma oltre a un passato lontano ci sono ricordi più freschi, legati a una figlia piccola che decise che prima di dormire regolarmente la notte era necessario aspettare i due anni e mezzo, momento ideale per passare il testimone al fratello appena arrivato.
Di quelle dolci/odiose notti e’ rimasta la mia mano che scrolla un sederino e una voce, la mia, che canta ”La Radio”.

Genesis-Selling England By the Pound

Ho amato follemente I Genesis sino all’uscita di Gabriel.
Li vidi a Torino presentare il disco in questione e mi sconvolsero.
E’ un album che potrei ascoltare all’infinito senza stancarmi.

Van Der Graaf Generator - Powers Hearts

Vidi il primo concerto della mia vita nel 1972, teatro Alcione di Genova, spettacolo pomeridiano, Van Der Graaf.
Dopo il supporto dei “Latte Miele” partì “Lemmings”, con Hammill da solo alla chitarra.
Disco incredibile per un gruppo unico.

YES- “Fragile”

Cinque mostri di tecnica per una miscela che mi ha sempre entusiasmato.
Ricordo di aver passato un pomeriggio intero al cinema, rivedendo a ripetizione “Yessongs”.
Li ho visti pochi anni fa dal vivo (cosa mai successa in gioventù) e ne valeva la pena.
Non potrei rinunciare ad ascoltare “Roundabout

Gentle Giant-In A Glass House

Vidi anche loro dal vivo all’Alcione . Tecnicamente mostruosi, ma non freddi.
I loro vocalizzi sono complicatissimi così come i tempi utilizzati da “Pugawash” (purtroppo ora in condizioni precarie di salute).
Altro disco che ascolto con regolarità.

Beatles-Raccolta

Impossibile scegliere, meglio optare su una sintesi.
Era il 1963 e all’uscita dallo stadio (era sera, ma non ricordo perché), accompagnato per mano da qualche parente, mi ritrovai in una bolgia, tra gambe e auto. Da una “600” ferma in coda, col finestrino aperto, uscì “Please Please Me” , che mi dissero era dei Beatles.
Non li ho mai più lasciati.
 
Rolling Stones-Raccolta
 
Stessa cosa, come si fa a selezionare ?! 
In questo caso però ho la possibilità di scegliere tra un lungo periodo e mi tuffo quindi in quello più datato, laddove trovo canzoni che nessuno, forse, è più in grado di fare.

Crosby, Stills, Nash and Young-“Four Way Street”
Associo immediatamente C.S.N.Y. a Woodstoock, forse perché il film ha come colonna sonora, tra le altre “Long Time Gone”. E quel grande evento ha per me enorme significato, per svariati motivi.
Credo sia un disco irrinunciabile ed è difficile trovare all’interno qualcosa di “minore”.

Cat Stevens-“Tea For The Tillermann”

E’ un disco pieno di “cose “ da tenere per sempre, ma me ne basterebbe una per portare con me l’intero lavoro.
Father and Son” mi emoziona ad ogni ascolto e in ogni occasione.
Una perla.

Clapton-Greats Hits

Anche in questo caso non riesco a citare un disco in particolare, ma cercherei una raccolta con: ”Cocaine, Layla, Tears in Heaven, Change the World, After Midnigt, Back Home ecc.
Sarebbe un disco quadruplo.

Ho già in mente altre musiche, ma non torno indietro e lascio che l’istinto abbia il sopravvento sulla ragione…