giovedì 5 agosto 2010

Curved Air



I Curved Air fu un gruppo inglese di buon livello che ha il merito di aver creduto prima di altri al connubio tra rock e musica classica.
I Curved Air (nome tratto dal titolo di un celebre album di Terry Riley) nascono da Darryl Way (violino), Francis Monkman(tastiere/chitarre) e il batterista Florian Pilkington-Miksa, ai quali si unisce poi la cantante Sonja Kristina, famosa per aver preso parte al musical “Hair”.
Il primo album è “Air conditioning”(1970), forte di brani come “Vivaldi” (disinvolta rilettura barocca), che registra subito buone vendite e impone la band come una delle novità più stimolanti del progressive britannico.
Nel successivo “Second album”(1971), la band (con l’uscita del bassista Robert Martin rilevato da Ian Eyre) gioca ancora bene le sue carte, puntando sulla voce duttile e cristallina di Sonja Kristina e sui virtuosismi del violino di Way. Molto bello l’attacco di “Young mother”, tra spirali di synth e controtempi ritmici prima del cantato, ampio e solenne, secondato dal violino e molteplici effetti elettronici che punteggiano un po’ tutto l’album.
Più in chiave di rock-song sono “Back street luv”, e la sincopata “You know”, con la chitarra elettrica di Monkman in evidenza. Il momento più raffinato è però “Puppets”, seducente ballata punteggiata da un gioco percussivo e la bella voce della Kristina che spicca su di un morbido tappeto di pianoforte e mellotron. Il gruppo dilata i tempi nel finale “Piece of mind”, quasi tredici minuti nei quali si respira aria di fusion, tra trame sinistre e ossessive di violino, ritmiche irregolari e un crescendo d’intensità davvero intrigante attorno al canto.



Il seguente “Phantasmagoria”(1972) è però l’ultimo atto del primo periodo.
In diversa formazione, col giovane enfant-prodige Eddie Jobson al violino, i Curved Air incidono il solo “Air cut”(1973). L’organico originale si ritrova invece per “Curved Air live”(1975).
Dopo l’abbandono di Monkman, la Kristina e Way si uniscono al futuro Police Stewart Copeland per incidere “Midnight wire”(1975) e infine “Airborne”(1976), vero atto finale della band.
(Last.fm)

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