martedì 19 gennaio 2010

Neil Young



Neil Perceval Young nasce a Toronto il 12 novembre 1945.
Si trasferisce a metà degli anni sessanta a Los Angeles dove forma con Stephen Stills i Buffalo Springfield, destinati a diventare uno dei gruppi di punta della scena folk-rock californiana. Tra le canzoni da lui scritte per il gruppo, è da ricordare la classica “Mr. Soul”.
Young lascia i Buffalo Springfield per realizzare il suo primo album solista a inizio del 1969 (Neil Young). Lo stesso anno recluta dal gruppo The Rockets il chitarrista Danny Whitten, il bassista Billy Talbot e il batterista Ralph Molina ribattezandoli Crazy Horse, e con questa formazione realizza il suo secondo lavoro solista: Everybody Knows This Is Nowhere.
Dopo essersi unito al trio Crosby, Stills & Nash negli album Déjà Vu e Four Way Street (dal vivo), e aver fatto uscire un terzo disco solista (After the Gold Rush), raggiunge infine la testa delle classifiche di vendita americane con l’album Harvest e il singolo Heart of Gold nel 1972.
A questo periodo di successo commerciale fa seguito un periodo di crisi e depressione, dovuto anche alle morti per overdose del chitarrista dei Crazy Horse, Danny Whitten, e di Bruce Barry, un roadie del suo entourage cui sarà dedicata Tonight’s the Night. Questa crisi si ripercuote nella musica che Neil Young registra in quegli anni e soprattutto nell’atmosfera e nei testi di album come Time Fades Away, Tonight’s the Night e On the Beach. Questi albums, per tali motivi, furono al tempo degli insuccessi commerciali nonché oggetto di aspre accuse da parte della critica, ma col passare degli anni furono ampiamente rivalutati. 
Nel 1976 registra l’album Long May You Run che lo vede riunito con il vecchio compagno di avventura Stephen Stills.
Nel 1978 è in tour con lo spettacolo Rust Never Sleeps, di nuovo accompagnato dai Crazy Horse. Da quello spettacolo ha origine l’album omonimo, in cui Young si confronta con la filosofia punk in auge.
Gli anni ottanta rappresentano per il musicista canadese un periodo di sperimentazione anti-commerciale. Nel 1980 il cantautore canadese registra Hawks & Doves, intriso di un country atipico, rilassato nella prima parte ed invece straniante nella seconda. Re-ac-tor (1981) fa una virata a 180° e pur rimanendo ancorato con l’uso della voce in territori quasi country sconfina musicalmente in ambiti punk-metal (‘Shots’). Nello stesso anno abbandona la sua vecchia casa discografica Reprise e firma un contratto per la Geffen Records. La libertà artistica concessagli dalla nuova etichetta gli permette di realizzare una serie di lavori che gli alienano sia il favore della critica che quello dei vecchi fan, e lo vedono sperimentare su territori musicali disparati, come la musica elettronica (“Trans” 1982 e “Landing on Water” 1986), il rockabilly (“Everybody’s Rockin’ 1983), il country di Nashville (“Old Ways” 1985), la new wave e il rhythm and blues (“This Note’s For You” 1989). Tali album crearono, vista la loro atipicità nei confronti della produzione precedente di Young, degli attriti con la Geffen, che voleva lo Young degli anni sessanta e settanta. Tali divergenze spinsero il cantautore canadese a ritornare alla Reprise e con tale casa discografica, paradossalmente nel 1989 riprende lo stile musicale a lui più usuale con l’album Freedom, trainato dal video del singolo Rockin’ in the Free World.
L’anno successivo si riunisce con i Crazy Horse per la registrazione di Ragged Glory, per il cui tour promozionale chiama ad aprire i suoi concerti il gruppo di rock d’avanguardia Sonic Youth, fatto che gli assicura una buona popolarità anche nei circuiti del rock alternativo dei primi anni novanta. In questo contesto esce l’album “Arc / Weld” (1991), considerato da diversi critici uno dei migliori album dal vivo della storia del rock.
Ormai considerato una sorta di “padrino” della scena grunge, Young opta per un ritorno alle atmosfere acustiche del suo best-seller Harvest con l’album Harvest Moon nel 1992. Nel 1994 il suo legame con il grunge viene ribadito da Sleeps With Angels, album dedicato alla memoria di Kurt Cobain e dalla collaborazione con i Pearl Jam, che sfocia nella pubblicazione di Mirror Ball (1995).
La seconda metà del decennio lo vede collaborare ancora con i Crazy Horse nell’abum Broken Arrow (1996) e con i compagni di un tempo Crosby, Stills & Nash. Nel 1997 viene realizzato il live Year of the Horse e un film-documentario omonimo sul suo tour con i Crazy Horse, diretto da Jim Jarmusch. Per il regista, due anni prima aveva scritto la sperimentale colonna sonora del suo film Dead Man OST.
Il nuovo millennio inizia con l’abituale folk-rock in Silver & Gold (2000), nello stesso anno esce il live Road Rock Vol. 1, il primo senza i Crazy Horse, supportato da una band di amici e parenti (chiamata appunto Friends & Relatives). Dopo aver contribuito nel 2001 al concerto “America: A Tribute To Heroes” con la cover “Imagine” di John Lennon, prosegue poi con la dissertazione di Are You Passionate? che vede la collaborazione con Booker t & The MG’s.
Tra i suoi progetti recenti il più ambizioso è sicuramente il lungo Greendale (2003), un concept-album sulla vita in una piccola città americana di provincia. Nello stesso anno, in agosto, i fan ricevono una gradita sorpresa, infatti dopo lunghe insistenze vengono finalmente pubblicati e rimasterizzati in alta qualità sul supporto Cd quattro album su sei mancanti (detti “missing six”)nella discografia che finora erano (difficilmente) reperibli solo sul vinile. Essi sono: l’importante On the Beach, American Stars ‘n Bars, Hawks & Doves e Re-ac-tor. Rimangono, ad oggi, ancora su LP i soli Time Fades Away e il trascurabile Journey Through The Past.
Nel 2005 viene colpito da aneurisma cerebrale, ma questo non gli impedisce di pubblicare un nuovo album, l’acustico Prairie Wind. Nel 2006 esce l’album molto politicizzato Living With War. Quest’ultimo album è un urlo rabbioso contro il presidente Bush, la sua politica e la guerra in Iraq. È prevista a breve la pubblicazione, a scaglioni, dei suoi immensi archivi.