martedì 4 marzo 2008

Velvet Underground



Dal 5 settembre, giorno in cui ho deciso di aprire questo blog, ho inserito un numero considerevole di post.
Uno dei miei preferiti e’ quello dedicato a “Nico”, figura controversa legata al mondo di Andy Warhol.
Nell’articolo, univo i miei pensieri alle parole di Gabriele Lunati, scrittore del libro a lei dedicato, libro attraverso il quale ho scoperto un po’ di quell’ universo significativo.
Oltre alle parole, uno stupendo filmato pieno di interviste e approfondimenti, messo gratuitamente al servizio dell’utente. Anche in questo caso l’autore e’ Lunati.
Nico era per me una figura “buia”, in qualche modo inquietante, ma non sapevo molto della sua opera.
Conseguentemente sapevo pochissimo, musicalmente, dei Velvet Underground, anche se la musica successiva di Lou Reed mi era abbastanza familiare.
Leggere di Nico ha significato, come primo atto, immergermi nel “Disco della Banana”, ovvero il primo disco dei Velvet , quello in cui Nico canta 3 canzoni.




Questa prima incisione prodotta da Warhol, e’ diventata un specie di “lavoro rivoluzionario”, uno spartiacque, nel senso che ha tracciato vie nuove, sia per quanto riguarda i contenuti sia per il modo di proporli.
Ma questo disco deve avere davvero qualcosa di particolare, che lo colloca fuori dai generi musicali e da ogni spazio temporale.
Confrontandomi musicalmente con mia nipote diciottenne, ho indagato su cosa lei normalmente ascoltasse. Tra le righe e’ uscito fuori una conoscenza perfetta (con conseguente apprezzamento) del “Disco della Banana”.
Mi sono chiesto come facesse lei a conoscere un lavoro del 1967 e, soprattutto, come potesse essere vicino ai suoi gusti musicali.
Insomma, come fa una “giovanissima” ad ascoltare musica degli anni 60?
Non trovo risposte e sicuramente non basta dire che la bella musica non ha età.
La musica classica è generalmente di qualità, ma non per questo mi viene da ascoltarla quotidianamente.
Evidentemente Lou Reed e Company erano gli archetipi di tutto ciò che musicalmente adesso esiste… o forse quel disco pieno di ambiguità  ha una magia catalizzatrice, davvero fuori dal tempo.


Ma vediamo qualche nota supplementare.

Nel marzo 1967 esce uno degli album-simbolo degli anni 60 e 70 "The Velvet Underground and Nico", con l'immagine di una banana in copertina. Le canzoni parlano di droga e paranoia. Le radio si rifiutano di mandarle in onda; i giornali di promuoverle. I Velvet Underground sono  formati  da Lou Reed, Moe Tucker, Sterling Morrison e John Cale. Hanno due interessi in comune: la musica e l'eroina. Nico (Christa Paffgen) è modella e cantante, di origine tedesca, prediletta da Andy Warhol. Warhol vede per la prima volta i Velvet Underground nel dicembre 1965 ed è una folgorazione immediata. Diventa subito il loro produttore e promotore. «Dal gennaio al giugno del 1966 fu il periodo d'oro dei Velvet Underground e di Andy Warhol» (Victor Bockris); «Lou era un paranoico e all'occorrenza rendeva ognuno paranoico» (John Cale); «Per tutto il tempo in cui l'album veniva fatto nessuno ne sembrava contento» (Andy Warhol).Nel 1966 la Factory di Andy Warhol è un miscuglio unico di arte, soldi e paranoia; genialità, tragedie (molte) e amicizie (poche). È uno studio artistico permanente, ma è soprattutto un clan. Warhol sa manipolare come nessuno le immagini, sa scomporle e ricrearle. Sponsorizzare gruppi musicali è parte del suo modo di concepire l'arte e la vita, insieme a produrre e girare film, creare eventi, scrivere e, naturalmente, disegnare e dipingere.La musica dei Velvet Underground è la celebrazione di questo mondo e delle sue contraddizioni. Basta pensare alla storia di alcune canzoni. "Femme fatale" è scritta da Lou Reed su invito di Warhol ispirandosi a Edie Sedgwick, la giovane attrice regina della Factory. Edie rompe con Warhol nel febbraio 1966 per un furioso litigio di interesse. Passa al clan di Bob Dylan, il grande rivale di Warhol e della Factory. Muore per overdose da barbiturici nel 1971 a ventotto anni. "Heroin" è scritta da Lou Reed nel 1964 mentre studia all'università. Aveva cominciato a drogarsi abitualmente l'anno prima. L'indimenticabile "Sunday morning" non doveva essere nell'album. Viene scritta da Lou Reed su suggerimento del produttore Tom Wilson per rendere l'album più commerciale. Warhol invita Lou a fare del pezzo una canzone sulla paranoia. Lou Reed e Nico sono i due solisti. Si detestano e litigano su tutto, inclusa questa canzone: Lou insiste per cantarla nella registrazione, mentre Nico la canta nelle esibizioni dal vivo. Nel luglio 1967 avviene la rottura definitiva tra i due.Il risultato di una genesi così tormentata è un capolavoro.I Velvet Underground, Nico e Andy Warhol creano uno stile. Il loro album è considerato uno dei più importanti e influenti nella storia del rock.Almeno un parte di questo stile, fatto di plastica ed eroina, entra di diritto non solo nella storia del costume, ma nella storia della musica e dell' arte.
Ed ascoltiamo “Sunday Morning”, cantata da Lou Reed, con la voce opportunamente manipolata, tanto da sembrare femminile.
Il brano e’ molto popolare , attualmente, per aver dato sfondo ad una fortunata pubblicità televisiva.



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