martedì 13 ottobre 2026

Tagliolo Monferrato: l'11 ottobre si è parlato degli anni '70

 


Un'immersione negli anni '70 tra musica, memoria e cultura visiva


L'evento inserito nella rassegna Autori al Vento - Crocevia Letterario, a Tagliolo Monferrato, si è rivelato un percorso articolato e profondo dentro uno dei decenni più complessi e creativi del Novecento. L'incontro, nato e strutturato attraverso una lunga rete di contatti virtuali partita mesi fa da Luciano Boero e consolidata poi con Nico Priano come punto di riferimento operativo locale, si è svolto nell'ampia sala consiliare del Comune, un ambiente accogliente e perfettamente attrezzato, dominato sullo sfondo dal grande palco allestito per l'esibizione musicale programmata per la seconda parte del pomeriggio. Ad accogliere gli ospiti con grande disponibilità è stato il gruppo di lavoro locale, tra cui i rappresentanti della Biblioteca Nelson Mandela: la presidente del consiglio di biblioteca Margherita Rita Gestro e i tuttofare Marco e Grazia, oltre a Nico Priano che ha curato l'introduzione dopo i saluti iniziali della Sindaca.

 

L'intero pomeriggio è stato suddiviso in due sezioni da quarantacinque minuti ciascuna, concepite per analizzare gli anni '70 attraverso l'intreccio tra contesto sociale, psicologia, musica e arte visiva. Ognuno dei passaggi chiave ha trovato una precisa testimonianza documentale nei filmati registrati durante l'incontro, che ripercorrono passo dopo passo lo svolgimento i momenti salienti del pomeriggio.

Il primo blocco si è aperto con l'intervento di Mauro Selis, psicologo e dirigente del SerD. Grazie alla sua lunga esperienza sul campo, Selis ha tracciato una disamina chiara e documentata sullo stato dell'arte dell'epoca per quanto riguarda il fenomeno delle sostanze stupefacenti, contestualizzandone le implicazioni cliniche, culturali e sociali. A questo contributo ha fatto seguito uno scambio di battute arricchito da un ricordo personale dello scrivente, legato al Festival di Altare del 1974, uno degli eventi simbolo di quella stagione giovanile. 

La parola è passata poi a Luciano Boero, cofondatore e bassista de La Locanda delle Fate, che ha portato il punto di vista di chi la scena musicale di quegli anni l'ha vissuta e creata dal di dentro. La narrazione ha toccato le dinamiche del rock progressivo italiano e la vita della band, con un momento di particolare intensità emotiva legato alla presenza in sala della sorella di Alberto Gaviglio, altro musicista del gruppo, scomparso prematuramente, figura determinante per l'identità sonora della formazione. 

La seconda metà dell'evento è stata riservata a una presentazione sintetica del volume dedicato al mondo dei vinili anni '70 - Vinili anni ’70: 40+1 - Album tra arte e psicografia (Enrile, Castellani, Oliveri e Gatti) - con un focus specifico su un album pietra miliare del 1977: Forse le lucciole non si amano più, de La Locanda delle Fate. Mentre Boero ha ripercorso la genesi del gruppo e le tappe che portarono alla nascita del disco, il dibattito si è spostato sull'impatto e sul significato dell'opera grafica, una presentazione che ha potuto contare sulla presenza dei quattro autori. 

In questo ambito, Renata Gatti ha offerto un'analisi critico-artistica della celebre copertina, mettendone in luce i richiami figurativi e la composizione estetica. Successivamente, Antonella Oliveri ne ha tracciato una lettura psicologica, evidenziando le sollecitazioni cognitive e simboliche racchiuse nell'immagine; un'interpretazione articolata che ha sorpreso lo stesso Boero, a dimostrazione di come un'opera visiva discografica possa custodire livelli di significato inaspettati. 

Fabrizio Castellani, in questa seconda fase, ha guidato i presenti attraverso una dimostrazione pratica del rito dell'ascolto in vinile. Dalla delicata estrazione del disco dalla custodia protettiva, alla pulizia della superficie con il panno antistatico, fino al posizionamento del braccio e della puntina sul solco dell'incisione, accompagnato da un breve momento di ascolto condiviso. Il brano ascoltato, neanche a dirlo, la title track del disco in oggetto, troncata purtroppo a metà per la  lunghezza tipica del prog, che mal si presta ad iniziative di questo genere, che impongono tempi ristretti. 

Un bilancio dell'iniziativa

L'incontro si è concluso confermando la validità di un approccio che unisce la testimonianza diretta all'analisi tecnica e culturale. Una giornata che ha saputo rievocare lo spirito degli anni '70 senza concedere spazio alla mera nostalgia, restituendo valore e profondità a un'epoca che continua a far discutere e a generare interesse. 

E speriamo che sia piaciuta!