venerdì 23 gennaio 2026

IL POTERE DEL "NO": Joan Jett: la Regina del Rock che costruì un impero sulle macerie di 23 rifiuti



Dalle porte chiuse in faccia dai colossi del mercato alla creazione della propria etichetta: la storia incredibile di come la determinazione di una donna ha cambiato per sempre le regole dell’industria musicale

 

Il successo di Joan Jett viene oggi celebrato come uno dei capitoli più gloriosi della storia del rock, ma le sue origini affondano in una serie di rifiuti che avrebbero potuto stroncare la carriera di qualunque artista. Prima di scalare le classifiche mondiali con inni generazionali come I Love Rock 'n' Roll, la musicista di Filadelfia dovette affrontare lo scetticismo radicale di un'industria discografica che non vedeva in lei alcun potenziale commerciale.

Dopo l'esperienza con le Runaways, la band tutta al femminile che l'aveva fatta conoscere al grande pubblico negli anni Settanta, Joan Jett si ritrovò sola a cercare un nuovo inizio. Nonostante la fama già acquisita, il suo materiale solista fu respinto da ben 23 etichette discografiche diverse. Le motivazioni, spesso dettate da pregiudizi di genere, erano quasi sempre le stesse: l'idea di una donna alla guida di una band rock pura non veniva considerata un investimento sicuro per il mercato dell'epoca.

Invece di piegarsi alle logiche delle major, Jett scelse la via dell'indipendenza totale. Insieme al produttore Kenny Laguna, diede vita alla Blackheart Records, gestendo in proprio la produzione e la distribuzione dei suoi dischi. Fu una mossa pionieristica che non solo le garantì la libertà artistica, ma le permise di dimostrare ai dirigenti che l'avevano scartata quanto si fossero sbagliati.

Il tempo diede ragione alla sua tenacia: nel 1982, il singolo I Love Rock 'n' Roll divenne un fenomeno globale, trasformando Joan Jett in un'icona immortale e dimostrando che, talvolta, il rifiuto è solo il preludio a una rivoluzione ancora più grande.