venerdì 2 dicembre 2022

PREFAZIONE AL LIBRO "Racconti e schegge di Acqua Fragile-L'intensa vita di Gino Campanini", in uscita il 3 dicembre


PREFAZIONE AL LIBRO

"Racconti e schegge di Acqua Fragile-L'intensa vita di Gino Campanini"

In uscita il 3 dicembre


Nel 2013, in occasione del VOX 40 organizzato da Bernardo Lanzetti per celebrare i suoi quarant’anni di carriera, ho conosciuto personalmente tutti gli ex componenti dell’Acqua Fragile. Eravamo a Parma, Teatro al Parco.

Mentre dal palco riempivo un “buco” dello spettacolo con un’intervista alla ex band, uno degli antichi protagonisti di A.F. si muoveva in modo atipico, saltellando tra le varie posizioni, forse infastidito dalle tante presenze, magari preoccupato da un così profondo bagno nel passato, decisamente a disagio, almeno nella mia percezione delle cose. Era Gino Campanini, il primo chitarrista, se non sbaglio arrivato in quell’occasione appositamente dalla Thailandia, dove risiede, e quindi una presenza pesante.

Non suonò Gino in quella occasione, ma rimanemmo in contatto e in un periodo successivo approfondii con lui attraverso un’intervista via mail che propongo a seguire.

Ma non basta. A un certo punto Gino prese coraggio e mi propose un suo scritto focalizzato sulla sua vicenda personale, sulla sua vita e gli accadimenti non certo banali.

Non mi chiese direttamente di occuparmene, soltanto di leggerlo, e ancora oggi non sono certo della sua fiducia nei miei confronti in qualità di scribacchino!

Tis is mai laif-Passioni e dolori di un rocker di periferia” - è questo il titolo - era ancora da definire, ma col passare del tempo Campanini è arrivato ad un punto fermo, e il racconto di settant’anni di vita appare oggi un malloppo decisamente consistente.

Io ho fatto da filtro, modellando tutto il possibile, ma cercando di lasciare inalterata l’anima del racconto e anche il linguaggio tipico dell’epoca e delle zone in cui Gino ha vissuto. Ne emerge un quadro incredibile che, partendo da metà anni ’60, arriva ai giorni nostri.

La musica, gli eccessi, la vita difficile a volte fatta di stenti, un’esistenza a cavallo tra l’estrema libertà contrapposta a qualche dipendenza, a tratti dalle droghe, quasi sempre dal sesso.

Parma e la sua provincia e poi il Sud Est Asiatico, porzione di mondo ideale per Campanini, quella in cui decide di passare il resto della vita.

Il racconto è divertente, amaro, doloroso, inquietante, didattico… c’è tutto in questo quadretto disegnato dal talentuoso Gino Campanini, uno che ha suonato sullo stesso palco dei Rolling Stones, mica bruscolini!

Ma l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare e allora, in pieno accordo col mio secondo compagno di viaggio, Andrea Pintelli (anche lui parmense), ho pensato di inserire il materiale utile a rivivere le vicende di Acqua Fragile, band prog nata nei primi anni ’70 e tutt’ora in attività con nuovi progetti, e quindi non mancano immagini, interviste e biografie di un gruppo iconico, penalizzato all’epoca da quello che avrebbe dovuto essere un pregio, il sapiente cantato in lingua inglese.

Bernardo Lanzetti, per storia/curriculum/competenze/visibilità, è il simbolo della band - la mente, il leader - ma in questo contenitore, nato grazie allo spunto di Gino Campanini, c’è spazio per saperne un po’ di più, molto di più, attraverso le parole degli altri storici componenti della band.

Non aggiungo altro, se non che il terzo compagno di viaggio e Angelo De Negri, autore di tutta la grafica e l’impaginazione.

E ora non resta che addentrarsi nella lettura, le vicende di Gino tolgono a tratti il fiato!

Athos Enrile