martedì 10 maggio 2011

Donovan


Compie oggi 65 anni Donovan Phillips Leitch, nato a Glasgow il 10 maggio del 1946.

Donovan è una delle figure di spicco del panorama musicale di fine anni Sessanta.
Ha scritto e interpretato canzoni che sono rimaste nella storia e la sua “Atlantis” fu “coverizzata" in Italia da Gian Pieretti.

Ho dei bellissimi ricordi di alcuni 45 giri, come “Mellow Yellow “ e “Jennifer Juniper”, ma su tutte spicca “Hurdy Gurdy Man”, che presento a seguire.
Avevo quattordici anni, ero in vacanza in un paesino del Piemonte, e avrei voluto essere… libero.
Ma alla sera non era così semplice uscire e io dalla mia camera sentivo e invidiavo “i più grandi” (di un paio d’anni), che nella stanza sotto alle mie finestre si riunivano e ascoltavano musica, come accadeva allora.
Di quelle serate (magari accadde solo in una, ma per me è rappresentativo di tutta un’estate) ricordo una voce tremolante che si riconosceva distintamente, anche se non sapevo il titolo del brano.
Era la voce di Donovan che cantava “Hurdy……”, mentre i cuori di maschi e femmine incominciavano a pulsare per le prime vere emozioni.
Anche io ero un po’ ansioso, agitato, emozionato e ogni volta che ascolto la canzone, mi rivedo affacciato a quella finestra, in una fantastica sera d’agosto, a “ rubare” le emozioni di altri, da unire alle mie.

Ed ora qualche nota su Donovan.

Scozzese di Maryhill, sobborgo di Glasgow, Donovan si fa conoscere presso il grande pubblico con” Catch the Wind”, partecipando a numerosi programmi televisivi .
Il brano ha un buon successo anche oltreoceano e, in estate Donovan è in America per un tour promozionale con alcune apparizioni televisive; si esibisce inoltre con Joan Baez nella sua “Colours.
Durante questo primo periodo le sue canzoni sono in puro stile folk, eseguite con sola voce e chitarra acustica e questo porta la maggior parte della stampa a paragonarlo ad una copia di Bob Dylan (Donovan l'aveva incontrato a Londra in maggio durante il tour inglese di quest'ultimo, suonando con lui e apparendo nel suo film documentario" Dont Look Back"), ma il tempo dimostrerà il contario.
Già dal 1966, Donovan incide “ Sunshine Superman” con sonorità psichedeliche che si discostano completamente dallo stile acustico che aveva caratterizzato l'artista agli esordi.
Il successo è ormai consolidato in entrambe le sponde dell'Atlantico e Donovan è quasi sempre presenza fissa in classifica.
Tra il 1967 e il 1968 Donovan sforna molti dei suoi classici come Mellow Yellow”, WearYour Love Like Heaven,” “Jennifer Juniper “(della quale verrà anche incisa una versione in lingua italiana) e” Hurdy Gurdy Man”.
Sempre nel 1968 l'artista, deciso anch'egli a seguire la dottrina dello yogi Maharishi Manesh, raggiunge i Beatles in India; della comitiva in pellegrinaggio fanno parte anche il cantante deiBeach Boys Mike Love e l'attrice Mia Farrow..
Nel 1969 registra Barabajagal con l'ausilio del Jeff Beck Group, la band del chitarrista transfugo dagli Yardbirds.
È l'ultimo grande successo da classifica di Donovan e anche se molti eseguono cover dei suoi brani , la sua carriera inizia la parabola discendente.
Gli anni settanta iniziano in sordina con gli l'album “Open Road “(1970) e “H.M.S. Donovan,” buoni dischi, ma ormai lontani dalle intuizioni e dai successi di solo tre o quattro anni prima. L'artista prosegue comunque in maniera coerente e dignitosa il suo percorso, tra continui concerti, tour esteri e collaborazioni con altri artisti fino a metà anni '80.
Tra numerose collezioni celebrative pubblicate negli anni, per nuovo materiale di Donovan bisognerà aspettare il 1996 con l'uscita di “Stras” album contenente registrazioni inedite risalenti al 1972.
Dopo l'album per bambini” The Pied Piper” del 2002, è il momento del ritorno e nel 2004 Donovan pubblica l'album “Beat Cafe”, ad oggi sua ultima fatica.

Ascoltiamolo





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