lunedì 2 marzo 2009

Dirty Trick


Un po’ di tempo fa ho partecipato ad una serata a sfondo blues... a cui erano presenti tre gruppi, i P5 Blues Band, i Dirty Trick e gli Omer Simpson Blues Experience (http://athosenrile.blogspot.com/search/label/Walter%20Panichella).
Musicisti di Savona e dintorni.
Se ero riuscito, da subito, ad avere uno scambio di opinioni con Walter Panichella, padrone di casa, e ideatore dei P5, non mi era invece mai capitato di sentire le storie delle altre due band.
Ma gira e rigira, il caso me li ha fatti “incontrare”, entrambi, in questi giorni.
Partiamo dai Dirty Trick.
Il loro sound è tipico del rock blues, e ricordo di essere stato colpito immediatamente da Maddalena, la cantante, personaggio che incarna uno spirito antico, che forse si è perso col passare del tempo.
Le risposte di Maddalena alle mie solite questioni, forniscono un quadro preciso di musicisti veri, di appassionati doc, che suonano per il gusto di vivere dentro alla musica, favorendo e alimentando le speranze dei più giovani.
Citazione di Fulvio, il chitarrista promotore del progetto Dirty Trick, che si esprime così sul gruppo attuale:
“… il resto del gruppo è quello di sempre, inossidabile sin da quando le chitarre erano di pietra e per corde usavamo le liane (Maddalena voce, Gianni basso, Fulvio chitarra e Franco batteria & caos)”.
Il nuovo acquisto è Massimo, alla chitarra.


Difficile realizzare un’intervista senza sapere niente di voi (in rete non sono riuscito a documentarmi), basandomi solo sull’ascolto di una sera.
Ma anche questo è un esercizio stimolante.
Provo a immaginare di avere come interlocutore, pardon, interlocutrice, Maddalena, per rispetto della minoranza (numerica, all’interno del gruppo), e per il fatto di presentarsi come indiscutibile frontwoman.
Da dove e quando nascono i Dirty Trick?

Mi sono autonominata portavoce ufficiale del gruppo e ti rispondo.
La storia risale circa a una quindicina di anni fa, quando Fulvio ha deciso che per passatempo poteva provare a ricominciare a suonare ( da ragazzo aveva un gruppo "The Stones from the Sun") e la sottoscritta di cominciare a cantare. All'inizio doveva essere solo un diversivo ma... l'appetito vien mangiando, e quindi le cose si sono fatte più impegnative: abbiamo riunito altri musicisti, messo su una saletta per provare e tutto è cominciato.


La vostra è la tipica formazione rock blues (per quello che ho potuto vedere in quell’ora di musica). Quali sono le vostre radici?
Inizialmente il gruppo (1998), nato dall'unione di musicisti con passate esperienze maturate in varie formazioni di musica moderna, si chiamava "Senza Tema" per la scelta di un repertorio rock piuttosto variegato, comprensivo anche di alcuni brani in italiano .
I Dirty Trick ufficialmente nascono come rock blues band nel 2002 e propongono brani di autori americani e inglesi. Nel repertorio, esclusivamente in lingua inglese, non vi sono nostre composizioni; l'intento è semplicemente quello di eseguire alcune delle cose che ci hanno fatto amare quel modo di suonare e che tanta influenza hanno ancora sulla musica attuale.

Tra gli autori figurano ad esempio John Mayall, Johnny Winter, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Eric Clapton, Stevie Ray Vaughan, Stevie Wonder, The Doors, Rolling Stones, Beatles, ZZ Top, C.C. Revival, Gary Moore, Steppenwolf, Shemekia Copeland.
La band è formata da cinque elementi: da sempre Maddalena alla voce, Fulvio alla chitarra ritmica, Gianni al basso e Franco alla batteria mentre alla chitarra solista si sono alternati altri musicisti; attualmente è con noi Massimo.
Siamo iscritti alla Associazione Artistica Musicale Ligure SVAAML e per l'esecuzione dei concerti siamo dotati delle migliori attrezzature: Fender, Gibson, PRS, Marshall, Montarbo, Mackie, Neuman, Shure, Premier, pedalini vari e... chi più ne ha più ne metta!
Tutti i nostri CD sono live e registrati in diretta su multitraccia e mixati da Fulvio.

Esiste un sottile filo conduttore che parte da Janis Joplin e arriva a Maddalena?
Bella domanda! E' difficile rispondere in quanto ci sono moltissime cose che mi vengono in mente pensando a lei; con molta umiltà posso dire di avere in comune l'istinto di comunicare senza timori e con naturalezza davanti ad un pubblico; certamente di Joplin ne è nata solo una e putroppo io... non sono neanche sua parente!

La sera in cui vi ho visto suonare, anche nei momenti in cui c’erano altri sul palco, ti si notava per la tua “mobilità”, per la tua voglia di coinvolgere.
Stessa cosa nell’occasione in cui “Le Trois Tettons” si sono esibiti al Raindogs e tu ti sei unita a loro, alla fine. Cosa ti procura in senso generale la musica... la buona musica?

La musica è per me un modo di comunicare ed esprimere emozioni. Non riesco a stare ferma, mi lascio coinvolgere e così, a mia volta, coinvolgo chi mi sta vicino.


Sei d’accordo con me che stiamo parlando di un mondo che azzera ogni tipo di barriera, men che meno quella generazionale?
Sono pienamente d'accordo. Credo che la musica sia una delle poche cose che riescono a far discutere e avvicinare tra loro persone molto diverse sia per differenza generazionale che per modo di vivere e di pensare. La buona musica va oltre la differenza di colore della pelle.

Se non potessi esprimerti attraverso la voce, che ruolo ti piacerebbe avere in ambito musicale?
Fulvio mi suggerisce di rispondere: "...amo spostare i carichi pesanti!" (perchè mi piace tanto fare la fonica e ad ogni concerto è praticamente un trasloco) .
Si, sicuramente mi sarebbe piaciuto (e in parte lo sto facendo con Fulvio) occuparmi di quello che riguarda anche l'aspetto organizzativo e gestionale dei concerti live anche di altri gruppi.


Domanda per te e per tutto il gruppo.
Esiste un tipo di musica che amate, diversa da quella che normalmente suonate… classica, prog, country?

Ognuno di noi predilige generi diversi; infatti l'unico su cui siamo tutti d'accordo è quello che stiamo suonando: un sano rock blues possibilmente tosto!

Perché da bambini ci siamo innamorati di canzoni di cui non capivamo una parola?
Sicurmente proprio per quello! Così la parola assomiglia di più ad uno strumento... e quello lo capiscono tutti.

Domanda che faccio a tutti.
A me capita di ascoltare un brano nuovo e di capire immediatamente se non lo riascolterò mai più o se lo farò”girare” cento volte.
Capita anche a te di innamorarti perdutamente al primo ascolto ?
No, non riesco a decidere immediatamente se un brano mi coinvolge totalmente, ho bisogno di risentirlo più volte per capirne meglio le sfumature.
Chiaramente già dal primo impatto mi deve colpire principalmente il ritmo e l'atmosfera (ma se non c''è tiro...)


E’ sempre necessario suddividere la musica in categorie?
No! L'unica distinzione è tra quella buona e quella cattiva .

Racconto a tutti con orgoglio come sia riuscito a portare mio figlio, che allora aveva 10 anni, ad un concerto degli Who. Questo è il mio modo di seminare.
Riesci/riuscite in qualche modo a gettare il seme con le nuove generazioni?

A questa ti risponde Fulvio: "... casa nostra è praticamente un'officina musicale dove spesso vengono a trovarci persone ( giovani e meno giovani) che necessitano di regolazioni o modifiche ai loro strumenti, principalmente chitarre e ampli.
Solitamente l'unica richiesta da parte mia è (no money) di assistere e cercare di imparare qualcosa in più sul loro strumento. Spesso abbiamo collaborato anche alla realizzazione dei loro primi spettacoli e registrazioni demo.

Bazzicando nel mondo musicale, partecipando a concerti e forum, non posso far altro che notare una forte presenza di giovanissimi, appassionati di musica nata molti lustri fa.
Qual è il motivo per te/per voi?
Perchè molti anni fa, specialmente con l'avvento delle nuove possibilità date dal diffondersi veloce (radio, tv, dischi in vinile, nastri ecc...) delle culture musicali di altri paesi, c'è stata una fusione dei vari stili e ritmi che ha portato nuove idee in un panorama praticamente inesplorato . La fantasia era quindi più stimolata, mentre adesso è difficile fare cose nuove, sembra tutto già sentito: allora è meglio rifarsi agli originali.
Come se non bastasse qualcuno ha pensato bene che tutto poteva suonare più forte se attaccato ad una spina...


So che gli amici del Cerchio d’Oro hanno provato “a casa vostra”.
Cosa significa solidarietà tra musicisti? Spirito di categoria? Atteggiamento forzato o semplice amicizia che prolifica grazie a linguaggio e intenti comuni?
La musica di per sè avvicina la gente e quindi è facile frequentando lo stesso ambiente e con gli stessi intenti stabilire nuove amicizie che possono sfociare nello spirito di solidarietà e di collaborazione.
Sarà per spirito di ottimismo, ma quando conosciamo nuove persone offriamo loro fiducia, salvo poi revocarla se le cose non girano giuste.


Se potessi riscrivere la tua storia musicale, cosa proveresti a cambiare ?
Personalmente comincerei prima a cantare mentre gli altri del gruppo, in vari periodi della loro vita, sono stati costretti a non suonare anche per parecchio tempo e preferirebbero non averlo fatto. Per il resto va bene così.

Un ultima domanda.
Quali sono gli obiettivi vicini e lontani dei Dirty Trick?

Non abbiamo ambizioni di classifica. Le ambizioni le lasciamo giustamente ai giovani.
Noi cerchiamo semplicemente di suonare al meglio delle nostre capacità per divertire noi e gli altri e possibilmente di farlo ancora a lungo!

Ascoltiamo un' altra registrazione di quella serata.

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