Un pomeriggio oltre il tempo: California Dreamin’ risuona tra
le mura d’autore del loft Bianchi e Bosoni
Ci sono giorni in cui il confine tra dimensione domestica e
spazio culturale si dissolve, dando vita a un flusso in cui le note e la
memoria collettiva dialogano senza filtri. È quanto accaduto sabato 10
ottobre a Savona, dove il loft studio d'architettura Bianchi e Bosoni
si è trasformato in un avamposto di storie e suggestioni sonore. Un
appuntamento nato dalla passione autentica dei padroni di casa, Alberto e
Moira, che, aprendo le porte del proprio luogo di vita e di lavoro a una
cinquantina di ospiti selezionati su invito, hanno confermato come la
condivisione culturale trovi nella dimensione intima la sua forma più potente
ed elettrica.
Appena varcata la soglia, la cifra stilistica dello studio si
svela con immediatezza: alzando lo sguardo tra le travi e gli ambienti dal
design curato, a catturare l'attenzione è una batteria vissuta, testimone di
una comune passione musicale condivisa da padre e figlio. Non una semplice
scenografia, ma il manifesto discreto di uno spazio in cui l'arte e la
quotidianità convivono organicamente, riflettendo la visione progettuale dei
due architetti.
Al centro della scena c'era California
Dreamin’, il volume firmato da Ezio
Guaitamacchi edito da Hoepli, che
ripercorre cinquant'anni di epopea rock attraverso i miti e le contraddizioni
della West Coast. La presentazione si è mossa lontana da rigidi schemi
accademici o formati di stampo tradizionale. La conduzione si è affidata a un
canovaccio fluido, fatto di aneddoti, memorie e rimandi storici che
Guaitamacchi ha dominato con la consueta autorevolezza, affiancato da alcuni miei interventi.
A dare corpo e vibrazione ai racconti è intervenuta la musica
dal vivo, sostenuta da un set acustico essenziale ma rigoroso - quattro
chitarre, un autochord, il mixer e i diffusori integrati nell'ambiente. Su
questo tappeto sonoro si è mossa la voce di Brunella
Boschetti Venturi, un talento
vocale di spessore raro, capace di incantare la platea e di restituire lo
spirito originario delle tracce evocate nel libro.
Quello che poteva sembrare un incontro di normale durata si è
dilatato in una dimensione temporale insolita per un evento letterario e
musicale: due ore e mezza di narrazione e suoni che sono letteralmente volate,
sostenute da un'alchimia palpabile tra i protagonisti e il pubblico. La sala
gremita ha risposto con un gradimento totale, avvertendo quel senso di comunità
e di partecipazione che solo gli eventi pensati con cura e privi di
sovrastrutture sanno generare.
La giornata, tuttavia, non si è esaurita con l'ultimo accordo. Per chi ha avuto il privilegio di trattenersi, l'incontro si è sciolto attorno a una cenetta che racchiudeva l'essenza stessa dello spirito ligure: apparentemente spartana nella sua schiettezza, ma profondamente ricercata nella qualità e nella cura.
Un momento conviviale che ha funzionato da perfetta cartina tornasole per definire l'ambiente, l'evento e la generosa ospitalità dei padroni di casa, suggellando un sabato che difficilmente scivolerà via dalla memoria di chi vi ha preso parte.
E chissà cosa ci riserverà il futuro!

