Quando l'ultimo capolavoro della
musica folk fu lasciato anonimamente in una reception
Nel 1972, gli uffici della Island Records a Londra erano il
centro pulsante della musica d'avanguardia. Eppure, nessuno si accorse del
momento in cui la storia del folk cambiò per sempre. Nick Drake, ormai ridotto a un’ombra dalla depressione,
entrò nell'edificio portando con sé un pacchetto contenente i nastri di Pink Moon. Non chiese udienza ai piani
alti e non cercò il suo mentore Joe Boyd.
Con un gesto che oscillava tra l'umiltà e il totale distacco
dal mondo, Drake lasciò i nastri sulla scrivania della segretaria alla
reception e uscì senza dire una parola. Il contenuto di quel pacchetto era
quanto di più crudo si fosse mai sentito: 28 minuti di voce e chitarra, senza
archi, senza batteria, senza alcuna concessione commerciale. Quel gesto fu
l'ultimo atto di una carriera vissuta in fuga dal successo, un testamento
consegnato come se fosse una pratica burocratica, lasciando che fosse il silenzio,
una volta di più, a parlare per lui.
