martedì 3 febbraio 2009

Poco


I Poco, gruppo musicale statunitense, possono essere considerati tra i pionieri del Country Rock californiano.
Si formarono nel 1968 dallo scioglimento dei Buffalo Springfield, dopo la decisione di Neil Young e Stephen Stills di perseguire la carriera solistica.
I due componenti rimasti, Richie Furay (chitarra solista e ritmica) e Jimmy Messina (chitarra ritmica), dopo aver ultimato il mixaggio dell’album di addio della band, decisero di intraprendere un nuovo percorso insieme.Volevano formare un gruppo che facesse una musica rock con forti influenze country e molto orientata alla melodia e ai virtuosismi corali.
Iniziarono così la ricerca di altri musicisti. Il primo ad unirsi a loro fu Rusty Young, incontrato negli studi per l’ultimazione dell’album dei Buffalo Springfield, talentuoso musicista abile con chitarre ritmiche e pedal steel guitar. A sua volta Young presentò un batterista, George Grantham. L’ultimo a unirsi al gruppo fu il bassista Randy Meisner.
Nacquero così i Pogo.
Le prime esibizioni dei Pogo nei principali locali di Los Angeles furono accolte da ovazioni del pubblico. Dopo pochi mesi la band fu costretta a cambiare nome, perché il creatore di un omonimo personaggio dei fumetti rivendicò il diritto esclusivo all’uso del nome. Ripiegarono su un somigliante Poco.
Nel gennaio del 1969, mentre la band era impegnata nel mixaggio del primo album, Randy Meisner abbandonò il gruppo per dissapori con i fondatori Furay e Messina.
Poco dopo uscì Pickin’ up the pieces, il primo album dei Poco, che ottenne un successo di critica accompagnato da un moderato riscontro a livello di vendite.
L’anno successivo uscì il secondo lavoro, chiamato semplicemente Poco, in cui debuttò Timothy B. Schmit, il sostituto di Meisner.
Il sodalizio tra Furay e Messina si incrinò presto. Messina voleva suonare musica rock, mentre i Poco stavano virando verso il country più tradizionale. Messina decise di lasciare il gruppo, ma accettò di registrare ancora un album live DeLIVErin’ , che confermò il talento della band e che servì per introdurre il suo sostituto Paul Cotton.
Il cambio di formazione determinò una svolta country che portò alla produzione dell’interessante From the inside nel 1971.


Il vero successo tuttavia tardava ad arrivare.
Nel 1972 i Poco distribuirono il nuovo album A good feelin’ to know.
Nonostante le grandi aspettative della band, il disco fu un mezzo fallimento e il leader Furay decise che era il momento di cambiare rotta.
In quel tempo l’ex-bassista Meisner iniziava la carriera di successo con gli Eagles, Messina riempiva stadi e arene con il collega Kenny Loggins, e i Poco restavano nel limbo.
Nel 1973 uscì sul mercato l’album Crazy Eyes, con cui di fatto Furay si accommiatò dai Poco.
Il successo fu discreto.
Dal 1974 i Poco divennero un quartetto, formato da Rusty Young, George Grantham, Paul Cotton e Timothy B. Schmit.
Iniziò un periodo molto prolifico che portò il gruppo a pubblicare 2 album nello stesso anno, Seven e Cantamos; l’anno seguente uscì il secondo album dal vivo Live nonché l’LP Head over heels e nel 1976 fu la volta di Rose of Cimarron.
I numerosi dischi non ottennero però il successo sperato.
Dopo l’ennesimo tonfo di Indian Summer nel 1977, Schmit lasciò il gruppo e si unì agli Eagles per sostituire (ancora una volta) Randy Meisner.
Fu chiaro a tutti che qualcosa stava finendo; nello stesso anno fu deciso di salutare i propri fans con un concerto d’addio a cui partecipò anche il redivivo Furay per rendere omaggio alla band.
Poco dopo anche Grantham lasciò i compagni Cotton e Young, che decisero di tenere in vita il nome della band.
Nel 1978, con l’aiuto di strumentisti complementari, uscì così Legend che contenne due discreti successi come Crazy Love e The heart of the night.
Dopo la ricca tournée di Legend il gruppo tornò in studio, ma i lavori che seguirono - Under the gun (1980), The blue and the gray (1981), Cowboys & Englishmen (1982), Ghost town (1982) e Inamorata (1984) - furono clamorosi insuccessi.

Just for Me and You




Citazione d'autore:
"Una fame di cose senza speranza bracca i nostri spiriti per tutta la vita." (Robert Louis Stevenson)



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