mercoledì 17 ottobre 2007

Ricordo di Andrea Parodi



Esattamente un anno fa, girovagando in rete, venivo colpito dalla seguente notizia:

martedì 17 ottobre 2006
Andrea Parodi, l’ex voce dei Tazenda, è morto all’alba a Cagliari. Parodi, che si era separato dai Tazenda da tempo, aveva scoperto circa un anno fa di avere un tumore e della sua malattia aveva parlato in più interviste e durante i suoi concerti. Premiato dai critici a Sanremo nel 1991 per il brano "Spunta la luna dal monte", era in coma da alcuni giorni ed è spirato poco prima delle 6.
Il 22 settembre Parodi era salito l’ultima volta sul palco all’Anfiteatro romano di Cagliari per un concerto-omaggio alla carriera dell’artista sardo-ligure considerato una delle figure centrali della scena sarda e nazionale. Insieme con i Tazenda, l’inconfondibile voce di Andrea Parodi aveva intonato "Desvelos", un brano breve e inteso fatto proprio per esaltare le sue doti canore. Poi una serie di classici: da "Carrasecare" a "Sa Festa", da "A sa zente" a "Non potho riposare", da "Disimparados" a "Pitzinnos in sa guerra" (nato da una collaborazione con Fabrizio De Andre’). Il finale, tra lunghi applausi, era stato dedicato a "Nanneddu meu" e ad una suggestiva versione vocale del "Deu te salvet Maria", l’Ave Maria in sardo.

Un giovane uomo, un artista apprezzato che se ne è andato.
Io lo avevo conosciuto, nella preadolescenza, quando frequentava le medie Boselli a Savona, città del padre.
A distanza di anni l’ho rivisto famoso, sul palco di Sanremo.

Lo scorso anno, l’ho ricordato così.

Savona, 18/12/2006

Ieri ho casualmente saputo che Andrea Parodi non e’ più con noi.

Capita spesso che la nostra immaginazione venga colpita da avvenimenti drammatici, di persone visibili, dalle quali ci sentiamo improvvisamente attratti, e nel momento più doloroso troviamo la forza di partecipare attivamente.
Eh si, scrivere di qualcuno o di qualcosa significa rendere immortale quel momento e quindi la partecipazione diventa cosa concreta.

Ma io Andrea lo avevo conosciuto in tempi non sospetti e voglio dire cosa ricordo di lui.

Anzi, partirò dal momento in cui l’ho visto alla televisione, ormai uomo, e ho pensato: ”…ma io quello lo conosco…”. Dopo aver sentito il suo nome ho avuto conferma.
La conoscenza con Andrea risale al tempo delle medie, Istituto Boselli (ora Pertini), lui un anno più grande.
La città di cui parlo e’ Savona.

Il mio ricordo e’ molto circoscritto, relativo ad un solo inverno.

Facevo 1°media , ed era il momento in cui si incominciava ad apprezzare il mondo femminile e le compagnie.

Vivevamo “per strada” ed i genitori non erano così pressanti come lo sono adesso io con i miei bimbi.

I pericoli non esistevano o perlomeno non ci si pensava.
Forse nemmeno i compiti esistevano, almeno per noi.

Quando si e’ molto giovani anche un anno di differenza sembra un’eternità e davvero non ricordo come mi ritrovai assieme ad Andrea e ad altri in un gruppo davvero eterogeneo.

Le mie immagini indelebili sono rivolte ad alcuni pomeriggi che passavamo in casa di una certa Cinzia.

La casa era miracolosamente libera e noi maschi giocavamo con le femmine tra le tante camere.

Niente da non poter raccontare… qualche bacio alla francese (per me i primi, ovviamente) e niente più… almeno credo.
Tra di noi c’era appunto Andrea Parodi.
Il suo viso era esattamente quello che poi ho riconosciuto in TV, a distanza di secoli.
Ricordo bene il suo accento.

Non era tipico savonese , ma era più genovese e sono queste differenze capibili solo da noi liguri.

Associando il suo modo di parlare al suo cognome, avevo pensato che fosse davvero di Genova.
Parlava in continuazione e, non vorrei sbagliare, ma mi pare fumasse molto già a quell’età.
Ricordo una certa allegria e positività che lo faceva apparire un compagnone, trainante nel gruppo.
Ma la cosa che ho impressa adesso, mentre scrivo, e’ il suo sorriso, che ho ben presente abbinato agli occhi scuri.
Sto parlando di 38 anni fa e se a distanza di tanto tempo mi sono rimasti freschi questi particolari, beh,  qualcosa Andrea mi ha lasciato!

Ritrovarlo su un palco, conosciuto da tutti, mi ha fatto effetto e ricordo di aver pensato:” Ma cosa c’entra lui con la Sardegna? Non era genovese?”

L’ho rivisto dal vero, ormai famoso, una giornata d' estate, a Savona, in Corso Italia, intento a fare shopping.

Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi… per dirgli cosa? Ti ricordi quando eravamo bambini?

Ora ho casualmente scoperto che se ne e’ andato e d’impulso mi e’ venuta la voglia di ricordarlo.
Non per la sua musica, da cui non sono particolarmente attratto, ma perché capita nella vita, che un piccolo, breve, insignificante (rispetto alla lunghezza della nostra esistenza) momento, una minuscola conoscenza, un’impercettibile presenza, possa lasciare un ricordo che dura una vita.
Questo e’ il mio saluto… Andrea.


1 commento:

  1. Andrea Parodi, la prima volta che l'ho sentito cantare è stato a Sanremo con "Spunta la luna dal monte". Di solito Sanremo mi scivola addosso e lo seguo solo per "affetto", ma quella volta mi ricordo che mi sono fermata, ho interrotto quello che stavo facendo ed ho ascoltato con attenzione, tant'è che mi comprai la cassetta dei Tazenda appena uscì ce l'ho ancora e l'ascolto ogni tanto. Andrea aveva (ha) una voce bellissima, che mi riporta ogni volta alle mie origini anche se lontane.
    Io sono per parte di madre sarda, ed ho sempre seguito i racconti di questa terra magica come un sogno. Mi sono avvicinata con grande rispetto alla Sardegna la prima volta che ci sono stata (in viaggio di nozze 25 anni fa!),ne ho respirato i profumi, la terra, il mare, la gente con una sorta di timore, a testa bassa e con le lacrime agli occhi...ricordare Parodi è stato un bel regalo per me, mi ha fatto rivivere delle emozioni! Grazie! Maga (Raffaella)

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